{"id":3747,"date":"2018-09-09T00:01:58","date_gmt":"2018-09-08T22:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3747"},"modified":"2026-04-15T17:58:23","modified_gmt":"2026-04-15T15:58:23","slug":"parte-v","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747","title":{"rendered":"La storia delle mine navali: dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte VIII"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 14<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\u00a0<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: mine navali<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Dal dopo guerra alla Guerra del Vietnam<\/span><br \/><\/strong>Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la situazione internazionale era comprensibilmente drammatica; in un Europa, profondamente ferita dalla guerra e necessitante di riaprire al pi\u00f9 presto le vie di comunicazione marittime, i campi minati impedivano il libero traffico commerciale specialmente con l\u2019altra sponda dell\u2019Atlantico. Nonostante i piani di minamento fossero stati messi a disposizione da tutte le nazioni il lavoro di bonifica comport\u00f2 uno sforzo straordinario in termini di uomini e mezzi non scevro di pericoli per il personale.\u00a0<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/South-Korean-Minesweeper.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7055\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/South-Korean-Minesweeper.jpg\" alt=\"South-Korean-Minesweeper\" width=\"1218\" height=\"754\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/South-Korean-Minesweeper.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/South-Korean-Minesweeper-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1218px) 100vw, 1218px\" \/><\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo scoppio di un dragamine Sud Coreano (minesweeper YMS 516) a causa di una mina ad influenza nella baia di Wonsan Harbour &#8211; USN \u00a0U.S. Naval Historical Center photo<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor oggi si ritrovano, dopo oltre 60 anni dal termine del conflitto, vecchie mine dragate e poi affondate durante le grandi operazioni di bonifica del secondo dopo guerra. Il meccanismo di dragaggio consisteva nel dragare meccanicamente le mine ormeggiate e quindi, quando in superficie, colpirle con le mitragliere di bordo per farle saltare o affondare su alti fondali <a href=\"#_ftn82\" name=\"_ftnref82\">[82]<\/a>. Le contro misure mine (CMM) e la capacit\u00e0 di minamento furono sviluppate di pari passo dando diverse priorit\u00e0 seguendo una logica legata alle strategie locali; ad esempio le nazioni rivierasche, geograficamente pi\u00f9 vicine al blocco sovietico, svilupparono maggiori capacit\u00e0 di minamento a scopo difensivo per bloccare, in caso di attacco, la Flotta sovietica nel Mar Baltico o nel Mar Nero. Oltre cortina, la componente di Guerra di Mine venne sviluppata per consolidare il possesso del territorio. In questo periodo vennero ideati e realizzati nuovi congegni di fuoco per le mine, basati sullo sviluppo di sensori combinati magneto-acustici e barici, e di sonar ad alta frequenza per la cacciamine.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre in Europa la sensibilit\u00e0 verso la <strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra di Mine<\/span> <\/strong>rimase elevata,\u00a0 a causa della necessit\u00e0 di bonificare grandi aree di mare dalle mine della Seconda guerra mondiale, inspiegabilmente la Marina degli Stati Uniti decise di alienare il 90 % delle sue forze e di congelare tutti i finanziamenti per i studi e ricerche inerenti la Guerra di Mine. Nel 1946, il numero di dragamine in Pacifico fu portato da 374 a 14 e, nel 1950, a causa di ristrettezze fiscali, il finanziamento per una nuova classe di navi specialistiche fu tagliato <a href=\"#_ftn83\" name=\"_ftnref83\">[83]<\/a>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito americano, fu data enfasi allo sviluppo di nuove mine totalmente innovative sotto il concetto di impiego, come le <strong><span style=\"color: #008000;\">Mk 60 CAPTOR<\/span><\/strong>, mine ormeggiate da alto fondale concepite per essere usate in oceano in barriere anti sommergibili.\u00a0Le mine CAPTOR non erano costituite da una carica esplosiva ma da un siluro Mk 46 ASW che, in caso di scoperta da parte dei sensori acustici della mina, veniva lanciato dal sistema di attivazione contro il bersaglio di fatto utilizzando una geometria di ricerca simile a quella impiegata dai suoi cugini lanciati dalle navi antisommergibili.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra mina americana, divenuta particolarmente &#8220;famosa&#8221; durante la guerra in Vietnam, fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">Mk 62;<\/span><\/strong> in origine si trattava di una bomba di aereo che era stata modificata sostituendo la spoletta con dei sensori magneto-acustici. La mina, chiamata in codice <strong><span style=\"color: #008000;\">DESTRUCTOR (DST)<\/span><\/strong>, fu impiegata in maniera copiosa in Vietnam, prestandosi ad essere posata sia su terra (ad esempio nelle paludi e nelle risaie) sia nelle acque interne e costiere contro le motovedette vietnamite.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo ebbero luogo due tra i pi\u00f9 sanguinosi conflitti dopo la seconda guerra mondiale: la <strong><span style=\"color: #008000;\">Corea <\/span><\/strong>ed il<strong> <span style=\"color: #008000;\">Viet Nam<\/span><\/strong>.\u00a0\u00c8 curioso vedere come il <strong><span style=\"color: #008000;\">J<\/span><span style=\"color: #008000;\">CS\u00a0(il Comando Congiunto Supremo statunitense)<\/span><\/strong>, valut\u00f2 le esigenze della Guerra di Mine nelle due e guerre. Nella prima l\u2019importanza delle contro misure mine fu esaltata dalla sottovalutazione \u00a0della minaccia durante la pianificazione dello sbarco anfibio (vedremo poi che cosa comport\u00f2) mentre nella seconda si sent\u00ec la necessit\u00e0 di sviluppare nuovi tipi di mine navali, da impiegare anche nei fiumi e nelle risaie, per forzare politicamente gli avversari. Le lessons learned, per quanto durarono, influenzarono lo sviluppo tecnologico futuro delle apparecchiature dedicate a questa forma di lotta diversificando in parte anche le politiche degli armamenti dei vari paesi appartenenti all&#8217;Alleanza atlantica (NATO).<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Torniamo alla Corea\u00a0<\/span><\/strong><br \/>Nel giugno del 1950, a seguito dell\u2019invasione da parte nord coreana della Corea del Sud, superando il 38\u00b0 parallelo, il Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU decret\u00f2 che era avvenuto un atto di aggressione da parte della Corea del Nord contro la Corea del Sud. Un&#8217;aggressione senza avvertimento e provocazione, a seguito di un piano accuratamente preparato con gli alleati, pi\u00f9 o meno occulti cinesi e russi. L&#8217;ONU stabil\u00ec un\u2019azione militare contro gli aggressori invitando le Nazioni ad inviare contingenti militari nell\u2019area per un\u2019azione di polizia sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite <a href=\"#_ftn84\" name=\"_ftnref84\">[84]<\/a>.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corea, a similitudine della Germania, al termine della Seconda Guerra Mondiale aveva subito una suddivisione geografica tra le forze armate dell\u2019Unione Sovietica nel nord del paese e degli Stati Uniti al Sud.\u00a0L\u2019attacco comunista alla Corea del Sud parve all&#8217;opinione pubblica americana come un\u2019ulteriore conferma della teoria dell\u2019espansionismo dell\u2019Unione Sovietica. Nonostante la Corea non rientrasse nell\u2019area di sicurezza esterna degli Stati Uniti, un eventuale abbandono di una nazione considerata alleata fu considerato da Washington inaccettabile e si prospett\u00f2 la possibilit\u00e0 di un intervento armato.\u00a0La legittimazione internazionale all&#8217;intervento venne sancita\u00a0\u00a0da una Dichiarazione delle Nazioni Unite immediatamente dopo l&#8217;invasione nord coreana, ottenuta dal Consiglio di Sicurezza senza alcun veto da parte dell\u2019URSS\u00a0<a href=\"#_ftn85\" name=\"_ftnref85\">[85]<\/a>.\u00a0Militarmente parlando l\u2019attacco era stato pianificato con minuziosa precisione dai nord coreani, supportati dai consiglieri militari russi presenti sul territorio, tenendo conto della debolezza organica e strutturale dell\u2019esercito del sud e della burocrazia della macchina militare americana.\u00a0Ai primi del mese di agosto, il 90% del territorio sud coreano cadde in mano comunista e solo il grande porto di Pusan, con il suo entroterra, rimase sotto il controllo delle Nazioni Unite.\u00a0Rasentando una sconfitta senza precedenti, il Generale McArthur, confidando nella superiorit\u00e0 navale ed aerea garantita delle Forze americane, progett\u00f2 di sbarcare i propri uomini ad Inchon e Wonsan, per tagliare in due le linee nord coreane e quindi procedere, con una manovra a tenaglia, per annientare le forze nemiche. Dopo il primo sbarco ad Inchon, avvenuto il 15 settembre 1950, fu rapidamente avviata la seconda fase che ne prevedeva un secondo a Wonsan, circa 80 miglia a nord del 38\u00b0 parallelo.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della notizia di un probabile minamento nordcoreano, furono assegnati alla Task Force dieci dragamine con il compito di bonificare le vie di accesso alla spiaggia in tempo utile per permettere il trasferimento delle truppe. Le navi si dimostrarono non adeguate\u00a0 dal punto di vista qualitativo e quantitativo per operare in un simile scenario. L\u2019imprevista imperviet\u00e0 dei campi minati, con oltre 2000 mine di fabbricazione russa (anche se risalenti alla Prima Guerra Mondiale), comport\u00f2 un ritardo di otto giorni. Strategicamente fu un disastro perch\u00e9 \u00a0permise la ritirata delle forze nord coreane facendo fallire il piano di accerchiamento del Generale\u00a0<a href=\"#_ftn86\" name=\"_ftnref86\">[86]<\/a>.\u00a0In seguito fu scoperto che gli specialisti russi, prima di lasciare l\u2019area, non solo avevano addestrato i nord coreani ma avevano personalmente assemblato le mine pi\u00f9 complesse, con sensori ad influenza magnetici, quindi pianificato i piani di minamento e verificato la posa degli ordigni. Questa era avvenuta impiegando dei pontoni con la collaborazione di lavoratori locali.<\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/UDT2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3802\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/UDT2-300x236.jpg\" alt=\"UDT2\" width=\"1217\" height=\"958\" \/><\/a><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sommozzatori per lo sminamento delle mine nella base di Wonsan, Corea del Nord, 1950 &#8211; Underwater Demolition Team swimmers leave the USS Diachenko to clear mines from Wonsan Harbor, North Korea, on October 26, 1950. Navy photo by C.K. Ros of Combat Photo Unit Two<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Allan E. Smith<\/span><\/strong>, Comandante della Forza anfibia a Wonsan, dichiar\u00f2 che, nonostante la superiorit\u00e0 tecnologica delle forze americane, armi considerate primitive erano state in grado di bloccare le azioni di una moderna Task Force\u00a0<a href=\"#_ftn87\" name=\"_ftnref87\">[87]<\/a>.\u00a0Il Comandante delle Forze Navali dell\u2019Estremo Oriente, l&#8217;ammiraglio Turner C. Joy, dichiar\u00f2 che la maggiore lezione acquisita durante tale operazione era che la Guerra di Mine, considerata da molti una forma di lotta secondaria, si era rivelata determinante ed in futuro non doveva essere pi\u00f9 rilegata ad un ruolo secondario.\u00a0Gli echi del fallimento di Wonsan, raggiunsero gli Alti Vertici militari ed il Capo delle Operazioni Navali (CNO), l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Forrest P. Sherman<\/span><\/strong>, ne sottoline\u00f2 la gravit\u00e0: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">When you can\u2019t go where you want to, when you want to, you haven\u2019t got command of sea. &#8230; Now, we are going to start getting mine-conscious beginning last week.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste dichiarazioni sembrarono, anche se per un breve periodo, non cadere nel vuoto e ben 65 dragamine e 22 cacciamine costieri furono commissionati dalla Difesa all&#8217;industria nazionale. Operativamente, la lezione appresa a Wonsan fu di estrema utilit\u00e0 per la preparazione dello sbarco a Chinnanpo essenziale per il rifornimento delle truppe americane; prima dell\u2019inizio delle operazioni furono \u00a0effettuate ricognizioni aeree dell&#8217;intelligence durante le ore di bassa marea per identificare le estensioni dei campi minati. Inoltre, furono impiegati mezzi specialistici in numero adeguato per poter assolvere l\u2019operazione nei tempi prefissati <a href=\"#_ftn88\" name=\"_ftnref88\">[88]<\/a>. In altre parole, il fattore &#8220;tempo contro riduzione della minaccia&#8221;, elemento fondamentale per la teoria della riduzione del rischio sulla quale si basa la guerra di mine moderna. Nonostante fosse stato valutato che il 70% delle perdite americane in Corea, nei primi due anni di guerra, fu indirettamente conseguente all&#8217;impiego delle mine navali da parte del nemico\u00a0<a href=\"#_ftn89\" name=\"_ftnref89\">[89]<\/a> a Wonsan, nel 1958 i fondi vennero nuovamente tagliati per sopraggiunte priorit\u00e0 <a href=\"#_ftn90\" name=\"_ftnref90\">[90]<\/a>. Se ne sarebbero pentiti.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-MINE-NHHC-CH-53-DRAGAGGIO-VIETNAM-822x1024.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-MINE-NHHC-CH-53-DRAGAGGIO-VIETNAM-822x1024.jpg\" width=\"1219\" height=\"1519\" \/><\/p>\r\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Operazioni di dragaggio magnetico con Sikorsky CH-53D Sea Stallion appartenente al HMM-463 che sta trainando un&#8217;apparecchiatura\u00a0 (magnetic orange pipe) nella baia di\u00a0 Hon Bay, North Vietnam, 18 Marzo 1973, <span class=\"textLabel\">Catalog #:<\/span><span class=\"metaText\"> USN 711571 &#8211; <\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"textLabel\">Copyright Owner:<\/span><span class=\"metaText\"> National Archives &#8211; <\/span><span class=\"textLabel\">autore della foto:<\/span><\/span><\/strong><span class=\"metaText\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> fotografo di 1 classe George Norris &#8211;<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.history.navy.mil\/our-collections\/photography\/numerical-list-of-images\/nhhc-series\/nh-series\/USN-711000\/USN-711571.html\">USN 711571 Operation End Sweep, 1973 (navy.mil)<\/a><\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vietnam<\/span><\/strong><\/span><br \/>Negli anni \u201960, durante il conflitto con il Vietnam, i nord vietnamiti ed i vietcong, impiegarono mine di fabbricazione russa o cinese, contro gli americani. La tecnica da loro impiegata fu simile a quella impiegata dai Confederati durante la guerra civile coordinando l\u2019uso di mine navali, in particolare lungo i fiumi, e dell\u2019artiglieria costiera. Vennero impiegati <strong><span style=\"color: #008000;\">ordigni improvvisati (IED)<\/span><\/strong> ottenuti utilizzando cesti di vimini riempiti di esplosivi con congegni a tempo e di prossimit\u00e0. Al di l\u00e0 dei risultati in termini di danni\u00a0<a href=\"#_ftn91\" name=\"_ftnref91\">[91]<\/a>, le truppe americane vissero con terrore tali pattugliamenti, non essendo in grado di poter affrontare tale minaccia asimmetrica con mezzi adeguati. D\u2019altro lato, il ritardo dell\u2019impiego di mine navali da parte americana, necessario per limitare i rifornimenti alle forze nord vietnamite, fu dovuto al volere politico dell\u2019Amministrazione Jonhson (1964-1968) che vide nell&#8217;uso di queste armi il pericolo di allargare il conflitto.\u00a0Negli anni successivi, nonostante il CNO, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Moorer<\/span><\/strong>, avesse ripetutamente richiesto l\u2019autorizzazione all&#8217;impiego delle mine, le proposte avanzate non riuscirono ad arrivare ai vari Segretari di Stato e furono filtrate dagli Alti Vertici del Joint Chiefs of Staff (JCS), indecisi se insistere o no sull&#8217;impiego di armi di cui non condividevano la priorit\u00e0 e gli scopi di impiego.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche sotto Nixon, l\u2019Amministrazione statunitense rifiut\u00f2 di netto tale proposta ritenendo che <a href=\"#_ftn92\" name=\"_ftnref92\">[92]<\/a> :<br \/>&#8211; \u00a0in caso di minamento offensivo, i Russi avrebbero potuto fornire ai nord vietnamiti i loro mezzi causando il rischio di una escalation del conflitto con la partecipazione diretta di truppe sovietiche;<br \/>&#8211; \u00a0i nord vietnamiti avrebbero potuto comunque usare le ferrovie interne per il supporto logistico alle loro truppe in alternativa alle rotte costiere e fluviali;<br \/>&#8211; \u00a0 il minamento americano avrebbe potuto far fallire i negoziati per la limitazione delle armi strategiche in corso con l\u2019Unione sovietica.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito dell\u2019offensiva nord vietnamita del marzo 1972, gli Stati Uniti presero due importanti decisioni: una prettamente politica, accusando direttamente i sovietici di complicit\u00e0\u00a0 nell&#8217;invasione del Vietnam del Sud, ed una militare, dichiarando che gli Stati Uniti avrebbero intrapreso qualsiasi passo necessario per proteggere le Forze Americane dislocate nel Sud Vietnam <a href=\"#_ftn93\" name=\"_ftnref93\">[93]<\/a>.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, conscio della gravit\u00e0 della situazione, <strong><span style=\"color: #008000;\">Henry Kissinger<\/span><\/strong> confidava nella possibilit\u00e0 di ottenere, durante i colloqui segreti con <strong><span style=\"color: #008000;\">Le Duc Tho<\/span><\/strong> a Parigi, uno spiraglio di uscita onorevole (una exit strategy) per concludere la guerra <a href=\"#_ftn94\" name=\"_ftnref94\">[94]<\/a>.\u00a0A seguito del netto rifiuto nord vietnamita a trattare, il presidente americano Nixon opt\u00f2 per un incremento dei bombardamenti (ricordiamo tutti le immagini terribili degli attacchi con il napalm) ed ordin\u00f2 di minare i porti del Nord Vietnam. La maggior parte dei minamenti fu effettuato per via aerea impiegando non solo gli aerei delle portaerei ma anche i bombardieri B52 ed i P3, aerei da pattugliamento della Marina normalmente impiegati in compiti di sorveglianza marittima.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il minamento di <strong><span style=\"color: #008000;\">Hayphong<\/span><\/strong> e degli altri porti fu talmente efficace che i nord vietnamiti, non in grado di poter effettuare alcuna azione di contromisure, furono costretti a rivedere i loro piani di supporto logistico e chiusero il porto per pi\u00f9 di 300 giorni <a href=\"#_ftn95\" name=\"_ftnref95\">[95]<\/a>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nixon impieg\u00f2 le mine navali come strumento di coercizione politica e dichiar\u00f2 che non avrebbe rimosso le mine fino a quando tutti i prigionieri di guerra americani fossero stati rilasciati.<\/span> <\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gennaio del 1973, a seguito degli accordi di Parigi, fu finalmente firmato l\u2019accordo denominato \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Agreement on ending the war and restoring the peace in Vietnam<\/span><\/em><\/strong>\u201d che prevedeva il rilascio di tutti i prigionieri di guerra e lo sminamento da parte americana del porto di Haiphong.<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel febbraio seguente, la 7<sup>ma\u00a0 <\/sup>Flottiglia CMM (Task Force 78) americana incominci\u00f2, con dieci dragamine oceanici (MSO), l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">END SWEEP<\/span><\/strong>, per rimuovere le mine posate durante il conflitto. Nell&#8217;operazione, che termin\u00f2 nel luglio dello stesso anno, furono impiegati elicotteri pesanti <strong><span style=\"color: #008000;\">CH 53 Sea Stallion<\/span><\/strong> predisposti per rimorchiare dei kit di sminamento meccanico e ad influenza. I rapporti della U.S. Navy riportarono che le esplosioni, a seguito delle operazioni di dragaggio, furono limitate in quanto i congegni di auto sterilizzazione presenti sulle mine le avevano rese inerti. Ovviamente questo non era noto ai vietnamiti che pensarono che gli americani avessero acquisito una capacit\u00e0 tecnologica tale da attivare a distanza le mine. I costi dello sminamento furono notevoli <a href=\"#_ftn96\" name=\"_ftnref96\">[96]<\/a>. D&#8217;altra parte, le Forze di CMM di superficie americane, per lo pi\u00f9 composte da MSO, fino ad allora erano state impiegate in maniera limitata ed impropria lungo i fiumi in ausilio alle unit\u00e0 di pattugliamento costiero <a href=\"#_ftn97\" name=\"_ftnref97\">[97]<\/a>.\u00a0Tale uso improprio aveva comportato una rapida decadenza dell\u2019efficienza dei mezzi e soprattutto del livello di addestramento e, con l\u2019aumentare dei costi durante la guerra, la decisione, a mio avviso discutile, di utilizzare gli elicotteri con compiti di dragaggio (<strong><span style=\"color: #008000;\">AMCM &#8211; Airborne Mine Counter Measure<\/span><\/strong>) non aveva incrementato l&#8217;efficienza delle operazioni.\u00a0Quando l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Elmo E. Zumwalt<\/span><\/strong>, fu promosso Capo delle Operazioni Navali (CNO), nel 1970, riconobbe l\u2019importanza della Guerra di Mine e la mancanza di integrazione nella flotta dovuta ad una avversione degli Staff che privilegiavano lobby interne legate agli interessi dell\u2019industria bellica\u00a0<a href=\"#_ftn98\" name=\"_ftnref98\">[98]<\/a>.\u00a0Il vantato successo nell&#8217;impiego degli elicotteri in ruolo AMCM, trionfalmente propagandato da alcuni vertici della Marina al termine delle operazioni in Vietnam <a href=\"#_ftn99\" name=\"_ftnref99\">[99]<\/a>, port\u00f2 nella prima met\u00e0 degli anni \u201970 alla riduzione del numero di unit\u00e0 di contro misure mine di superficie <a href=\"#_ftn100\" name=\"_ftnref100\">[100]<\/a> e, in seguito, alla cancellazione dei programmi di acquisizione di nuove classi.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/DRAGAMINE-MSC-72-EX-Dotterel-poi-ITN-Abete-1024x823.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 DRAGAMINE-MSC-72-EX-Dotterel-poi-ITN-Abete-1024x823.jpg\" width=\"1226\" height=\"985\" \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dragamine MSC 72 Dotterel ceduto poi alla marina militare italiana come ABETE, capoclasse della omonima classe di dragamine costieri &#8211; Photographs of U.S. and Foreign Naval Vessels &#8211; Photo courtesy of catalog.archives.gov National Archives Identifier: 6933877 <a href=\"http:\/\/www.navsource.org\/archives\/11\/05072.htm\">Mine Warfare Ship Photo Index AMS (navsource.org)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8230; e nel resto del mondo<\/span><\/strong><\/span><br \/>Nel resto del mondo una nuova Era stava cominciando con lo sviluppo dei sistemi di dragaggio e di cacciamine di cui molti\u00a0sono ancora in servizio oggigiorno. In <strong><span style=\"color: #008000;\">Italia<\/span><\/strong>, a partire dagli anni cinquanta, furono costruiti i <strong><span style=\"color: #008000;\">dragamine classe\u00a0Legni<\/span><\/strong><i>.\u00a0<\/i>La prima serie, denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe Abete<\/span><\/strong>, era costituita da diciassette unit\u00e0 costruite negli Stati Uniti (ex <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Adjoutant<\/span><\/strong>) e trasferite alla Marina Militare Italiana nell&#8217;ambito degli aiuti del dopo guerra. Una seconda serie di dragamine (19 unit\u00e0) furono realizzate nei cantieri italiani basandosi sullo stesso progetto americano. In particolare, le prime dodici\u00a0unit\u00e0 (costruite tra il 1953 ed il 1957) costituirono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe Agave<\/span><\/strong>\u00a0mentre le ultime sette\u00a0unit\u00e0, costruite nei cantieri navali di Monfalcone, costituirono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Classe Bamb\u00f9<\/span><\/strong>.\u00a0<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il loro servizio, a similitudine di quanto avveniva in altri paesi europei, alcuni dragamine furono trasformati in cacciamine mentre altri in pattugliatori. In Italia, all&#8217;inizio del 1982, venne costituito il <strong><span style=\"color: #008000;\">X Gruppo Navale Costiero<\/span><\/strong> che part\u00ec per il Sinai il 25 marzo 1982 composto da tre unit\u00e0 Classe Bamb\u00f9 trasformate in pattugliatori costieri. Queste unit\u00e0 vennero inviate a Sharm el-Sheikh per le operazioni di pattugliamento nel golfo di Aqaba, nell&#8217;ambito della <strong><span style=\"color: #008000;\">Forza Multinazionale e di Osservatori delle Nazioni Unite<\/span><\/strong> per il controllo del rispetto degli accordi di Camp David (libera circolazione nello Stretto di Tiran). I quattro dragamine <strong><span style=\"color: #008000;\">Mogano, Bamb\u00f9, Palma e Mango<\/span><\/strong>, trasformati in pattugliatori costieri, furono dipinti di bianco ed a poppa, dopo lo sbarco delle attrezzature \u00a0per il dragaggio meccanico, venne creata una tuga contenente gli apparati di condizionamento necessari per poter operare in Mar Rosso. Nel 1988 gli ex dragamine ricevettero un nuovo distintivo ottico: Bamb\u00f9 P 495, Mango P 496, Mogano P 497, e Palma P498. Essi restarono in servizio fino agli anni novanta prima di essere sostituiti dalle moderne unit\u00e0 di pattugliamento costiero <strong><span style=\"color: #008000;\">classe \u201cSentinella\u201d<\/span><\/strong>.\u00a0Ma parleremo delle nostre unit\u00e0 pi\u00f9 approfonditamente in un prossimo articolo.\u00a0<\/p>\r\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\r\n<p>in anteprima esplosione avvenuta\u00a0 nel Mar Tirreno, nel dopo guerra &#8211; foto di propriet\u00e0 dell&#8217;autore\u00a0<br \/><br \/><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/><\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref82\" name=\"_ftn82\">[82]<\/a> La maggior parte, ma non la totalit\u00e0, di esse non presentano pi\u00f9 un immediato pericolo, a causa del deterioramento dei congegni di fuoco, ma la quantit\u00e0 di esplosivo contenuto all\u2019interno le potrebbero rendere ancora appetibili ad organizzazioni criminali.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref83\" name=\"_ftn83\">[83]<\/a> Tamara Melia Moser, opera citata pag. 68<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref84\" name=\"_ftn84\">[84]<\/a> Documento delle Nazioni Unite S\/1507 del 26 Giugno 1950<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref85\" name=\"_ftn85\">[85]<\/a> Il rappresentante dell\u2019Unione Sovietica aveva abbandonato prima della votazione il Consiglio di Sicurezza per protesta per l\u2019ostinazione americana a mantenere un rappresentante della Cina Nazionalista al tavolo anzich\u00e8 quello del nuovo Governo comunista cinese. Sarebbe interessante capire quanto la sua assenza dall\u2019aula fu strumentale o voluta dall\u2019U.R.S.S per scatenare il conflitto.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref86\" name=\"_ftn86\">[86]<\/a> James A. Field, Jr. \u201cHistory of United States Naval Operations: Korea\u201d Dipartimento della Marina \u2013 Naval Historical Center, Washington DC, Cap. 8 part. 1<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref87\" name=\"_ftn87\">[87]<\/a> Tamara Melia Moser, citazioni dell\u2019Adm Allan Smith , Wonsan Korea 1950: <\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">\u201cThe Navy able to sink an enemy fleet, to defeat aircraft and submarines, to do precision bombing, rocket attack, met a massive 3000 mine field laid off Wonsan by soviet naval experts \u2026 The strongest Navy in the world had to remain in the sea of Japan while a few minesweepers struggled to clear Wonsan\u201d <\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">opera citata pag. 67 \u201c We have lost control of the seas to a nation without a Navy, using pre-World War I weapons, laid by vessels that were utilized at the time of the birth of Christ\u201d opera citata pag. 76<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref88\" name=\"_ftn88\">[88]<\/a> Peter J. Fanta \u201cSea Mines at the operational level of war\u201d, Naval War College, Newport, R.I. novembre\u00a0 1995, pag. 9-10<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref89\" name=\"_ftn89\">[89]<\/a> Arnol S. Lott\u201dMost dangerous Sea \u2013 A history of Mine Warfare and an account of U.S. Navy Mine Warfare Operations in WWII e Korea\u201d, Annapolis, MD \u2013 U.S. Naval Institute, 1959, pag. 285<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref90\" name=\"_ftn90\">[90]<\/a> Tamara Melia Moser, opera citata, pag. 86<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref91\" name=\"_ftn91\">[91]<\/a> Le unit\u00e0 bersaglio erano in genere pattugliatori fluviali viet cong che attivavano i sensori acustici delle mine al loro passaggio.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref92\" name=\"_ftn92\">[92]<\/a> Sabrina Edlow \u201cU.S. Employment of Naval Mines: a Chronology\u201d- Center of Naval Analyses \u2013 Alexandria Virginia &#8211; Aprile 1997 riferito ad incontri di studio con l\u2019Ammiraglio Thomas H. Moorer febbraio 1997<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref93\" name=\"_ftn93\">[93]<\/a> Sabrina Edlow opera citata, pag. 5.\u00a0 con riferimenti a: Marvin Kalb and Bernard Kalb \u201cKissinger\u201d Little, Brown and Co. \u2013Boston 1974 &#8211; La dichiarazione del Pentagono comport\u00f2 un rafforzamento della presenza americana in Indocina con lo spostamento di 6 portaerei e di 20 B 52 ridislocati nelle basi aeree in Tailandia<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref94\" name=\"_ftn94\">[94]<\/a> Sabrina Edlow opera citata, pag. 5. sempre da Marvin Kalb and Bernard Kalb \u201cKissinger\u201d Little, Brown and Co. \u2013 Boston 1974 \u201cIf the North Vietnamese would agree to a cease-fire and a return of american prisoners of war, the US would withdraw from Indochina within 4 months\u201d colloqui di Parigi \u2013 Henry Kissinger 2 maggio 1972<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref95\" name=\"_ftn95\">[95]<\/a> Tamara Moser Melia, opera citata, pag.91-92<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref96\" name=\"_ftn96\">[96]<\/a> Sabrina Edlow opera citata, pag. 8 &#8211; Il costo totale dell\u2019operazione super\u00f2 i 20 milioni di dollari, pi\u00f9 del doppio del costo delle armi impiegate, e comport\u00f2 la perdita di due elicotteri, di materiali e di vite umane<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref97\" name=\"_ftn97\">[97]<\/a> Dal marzo 1965 al dicembre 1972, la U.S. Navy costitu\u00ec la Coastal Patrol Force, in seguito definita Task Force 115, il cui obiettivo fu quello di interdire i movimenti di generi diretti in supporto delle forze nemiche. L\u2019Operazione, denominata MARKET TIME, fu effettuata con l\u2019ausilio dei dragamine che pattugliarono il Golfo del Tonchino a cavallo del 17<sup>mo<\/sup> parallelo. Tale attivit\u00e0 fu considerata riduttiva dagli equipaggi di queste navi altamente specialistiche che lamentarono un decadimento del livello addestrativo e l\u2019aumentare delle avarie agli apparati motore non studiati per queste missioni. Questo fattore convinse erroneamente, o fu usato strumentalmente dai vertici della U.S. Navy per valutare la non importanza a mantenere in servizio gli MSO. Di fatto, senza un adeguato piano di mantenimento e supporto tecnico, nel 1965 le unit\u00e0 di contro misure mine, per lo pi\u00f9 dragamine oceanici da 600 tonnellate, avevano raggiunto un livello cos\u00ec basso di efficienza da richiederne le dismissioni dal servizio.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref98\" name=\"_ftn98\">[98]<\/a> Tamara Moser Melia, opera citata, pag. 98 \u2013 l\u2019Ammiraglio Zumwalt sottoline\u00f2:\u00a0\u201cI think that we in the U.S. Navy &#8230; have frequently been accused of not giving sufficient interest to the field of mine warfare, and in part , I believe, this is the result of the fact that our Navy is made up of three unions: the Aviation Union, the Submarine Union and the Destroyer Union and I therefore made myself the head of the Mine Warfare Union to try to get an equal balance of interest within the United States Navy in this important field.\u201d<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref99\" name=\"_ftn99\">[99]<\/a> L\u2019elicottero in ruolo di CMM ha il pregio di poter coprire la stessa area di mare molto pi\u00f9 velocemente che una nave di superficie, ma la percentuale di bonifica raggiungibile \u00e8 minore. L\u2019entusiasmo degli staff del Pentagono \u00e8, a mio avviso, legato alla maggiore attenzione che la Difesa americana ha sempre mostrato per tutto ci\u00f2 che vola.<\/span><\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref100\" name=\"_ftn100\">[100]<\/a> Dal 1966 al 1976 il numero pass\u00f2 da 200 a &#8230; 3 dragamine \u2013 Fonti U.S. Navy \u2013Archivi U.S. Post Graduate School Monterey CA.<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\r\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 14<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>.\u00a0..ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: GUERRA DI MINEparole chiave: mine navali Dal dopo guerra alla Guerra del VietnamAl termine della Seconda Guerra Mondiale, la situazione internazionale era comprensibilmente drammatica; 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