{"id":3745,"date":"2018-08-28T00:01:19","date_gmt":"2018-08-27T22:01:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3745"},"modified":"2026-04-15T17:55:56","modified_gmt":"2026-04-15T15:55:56","slug":"le-guerre-mondiali-parte-iv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745","title":{"rendered":"La storia delle mine navali, dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte VI"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mine ormeggiate, mine ad influenza, II guerra mondiale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #0000ff; font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\">La Seconda Guerra Mondiale<\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Nel periodo tra le due guerre, i sistemi di dragaggio meccanico furono perfezionati fino alla creazione, nel 1939, del <strong><span style=\"color: #008000;\">primo sistema di dragaggio indipendente<\/span><\/strong>, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oropesa<\/span><\/strong> <a href=\"#_ftn57\" name=\"_ftnref57\">[57]<\/a>. La sua ideazione \u00e8 attribuita alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Royal Navy<\/span><\/strong> che, per i motivi precedentemente citati, all&#8217;inizio della guerra aveva una superiorit\u00e0 tecnologica di circa 20 anni rispetto alle altre Marine <a href=\"#_ftn58\" name=\"_ftnref58\">[58]<\/a>. All&#8217;inizio della Seconda Guerra Mondiale la Marina tedesca pos\u00f2 il primo campo minato offensivo lungo le coste inglesi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Falmouth Field<\/span><\/strong>. Ovviamente anche gli Inglesi posarono campi minati difensivi ed offensivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Marina Britannica, che aveva da poco sviluppato le prime cesoie meccaniche da applicare al cavo di dragaggio<a href=\"#_ftn59\" name=\"_ftnref59\">[59]<\/a>, trov\u00f2 all\u2019interno un gran numero di nuovi sistemi anti-draganti<a href=\"#_ftn60\" name=\"_ftnref60\">[60]<\/a> che ne rallentarono enormemente l\u2019operazione.\u00a0Di fatto, al brillante sviluppo delle CMM da parte degli inglesi, la Marina tedesca\u00a0 rispose con la realizzazione di sistemi per ostacolare la bonifica dei campi e con nuove mine.\u00a0Nel novembre del 1939 la prima mina magnetica <a href=\"#_ftn61\" name=\"_ftnref61\">[61]<\/a>, di fabbricazione della compagnia tedesca S.V.K <a href=\"#_ftn62\" name=\"_ftnref62\">[62]<\/a>, fu accidentalmente recuperata dalla Marina inglese lungo le coste dell\u2019Inghilterra. Sebbene il principio fosse noto anche alla Royal Navy, che lo aveva impiegato su alcune mine ormeggiate, il sistema tedesco risult\u00f2 decisamente pi\u00f9 sofisticato comportando lo sviluppo del primo sistema di dragaggio magnetico inglese, chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema M<\/span><\/strong>, costituito da un insieme di barre magnetizzate simulanti una variazione magnetica locale che poteva essere riconducibile al transito di una nave.\u00a0Il dragamine, grazie alla bassa segnatura magnetica, trainava l\u2019apparecchiatura di poppa per cui l\u2019attivazione dei sensori della mina avveniva ad una distanza di sicurezza\u00a0 rispetto alla sua posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">primo sistema operativo per il dragaggio magnetico<\/span><\/strong>, denominato <strong><span style=\"color: #008000;\">LL<\/span><\/strong>, usava un generatore a gas da 35 KW e delle batterie di automobile, e produceva degli impulsi a 3000 Ampere per 5 secondi\u00a0 ogni minuto. Fu impiegato per bonificare le coste inglesi e francesi e fece da battistrada per lo sviluppo di cavi magnetici galleggianti impiegati fino alla fine degli anni \u201870 da molte Marine NATO e del Patto di Varsavia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-43442 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine.jpg\" alt=\"\" width=\"1227\" height=\"1988\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-632x1024.jpg 632w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/German-UC-1-Mine-768x1244.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1227px) 100vw, 1227px\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;impiego delle mine da parte dei tedeschi fu sperimentato anche con la posa da sommergibile gi\u00e0 nella I Guerra Mondiale &#8211; nella foto d&#8217;epoca l&#8217;imbarco di mine su un sommergibile classe UC tedesco nel porto di Zeebrugge (Belgio) &#8211; \u00a9 IWM Q 20345 &#8211; Brussel Arthur Collection<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;estate del 1941, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina tedesca svilupp\u00f2 mine magnetiche<\/span><\/strong> ormeggiate in grado di poter essere posate a quote variabili da 30 a 330 metri e quindi idonee anche contro i sommergibili.\u00a0Tali armi comportarono la necessit\u00e0 di adeguare i requisiti operativi aumentando la potenza delle apparecchiature di dragaggio magnetico. Nel 1943, in previsione dello sbarco in Normandia, fu ideato un sistema di dragaggio per operare nelle acque antistanti la spiaggia per contrastare le mine tedesche anti-invasione. Tale requisito era giustificato dalla necessit\u00e0 di proteggere l\u2019invenzione navale che consent\u00ec di cambiare il concetto operativo di impiego delle Forze nella Seconda Guerra Mondiale: il mezzo da sbarco.\u00a0Quest\u2019unit\u00e0, di limitate dimensioni, consentiva di trasportare i soldati dalle navi madri direttamente sulla spiaggia, ridisegnando di fatto il modo di condurre la guerra; il vero nemico del mezzo da sbarco, al di l\u00e0 del fuoco nemico contrastato dall&#8217;aviazione e dal tiro contro costa delle unit\u00e0 di scorta, era la mina anti-sbarco. I tedeschi per arginare l\u2019invasione, ne posarono migliaia lungo le coste atlantiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre alle mine magnetiche vennero sviluppate le prime mine acustiche il cui modulo di attivazione consisteva in un sensore in grado di attivarsi alla variazione del livello acustico locale<a href=\"#_ftn63\" name=\"_ftnref63\">[63]<\/a>.\u00a0Allo scopo di dragarle vennero realizzati i primi sistemi di dragaggio acustico, le cosiddette \u201ccampane\u201d, in grado di generare suoni a varie frequenze ed intensit\u00e0 per simulare il transito di una nave. Nel resto del mondo gli sviluppi procedettero a pari velocit\u00e0: la Marina Statunitense dopo un periodo di scarsa attivit\u00e0 <a href=\"#_ftn64\" name=\"_ftnref64\">[64]<\/a> attiv\u00f2 la U.S. Naval Mine Warfare Test Station a Solomons, Maryland, responsabile di testare lo sviluppo delle prime cesoie esplosive <a href=\"#_ftn65\" name=\"_ftnref65\">[65]<\/a> da impiegare sui cavi di dragaggio meccanico. Nel 1944, la US Navy riusc\u00ed finalmente a realizzare delle cesoie affidabili, le Mark 12, che sono state parte integrante dei sistemi di dragaggio meccanico fino a tempi recenti. Nello stesso anno, il Bureau of Ships, commission\u00f2 un sistema dragante contro una nuova famiglia di mine, le mine a pressione <a href=\"#_ftn66\" name=\"_ftnref66\">[66]<\/a>, ancora una volta frutto dell\u2019industria tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta delle \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Oyster mines<\/span><\/strong>\u201d<a href=\"#_ftn67\" name=\"_ftnref67\">[67]<\/a>, durante lo sbarco in Normandia, spinse la ricerca in tale direzione con sperimentazioni al limite del fattibile. Fu costruita una struttura galleggiante da trainare lungo la rotta di 60 metri di lunghezza ed 8 di larghezza, soprannominata, con non molta fantasia, il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">mostro di Loch Ness<\/span><\/strong>\u201d, avente una stazza di circa 2200 tonnellate d\u2019acqua. I risultati furono deludenti ed il progetto, dopo vari tentativi, fu considerato non costo efficacia ed abbandonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il \u201ccome dragare\u201d le mine dotate di sensori a pressione \u00e8 ancora oggi un problema non del tutto irrisolto e port\u00f2 gli specialisti della Guerra di Mine a sviluppare nel tempo una nuova tecnica di contrasto: la cacciamine<\/span><\/strong> <a href=\"#_ftn68\" name=\"_ftnref68\">[68]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la guerra, i tedeschi continuarono a seminare le loro mine magnetiche nei porti alleati con una percentuale di successi significativa a fronte del numero di mine rilasciate. In un solo fine settimana, nel canale di Bristol, furono affondate 45000 tonnellate di naviglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante gli evidenti vantaggi, la Marina tedesca, a causa del ritardo di produzione\u00a0 di tali armi da parte dell\u2019industria tedesca, non pot\u00e9 usare in maniera massiccia tale potenzialit\u00e0 fino alla primavera del 1940.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Strategicamente parlando, l\u2019impiego delle mine magnetiche, sin dall&#8217;inizio del conflitto fu un errore; il loro numero era ancora troppo limitato per essere efficace. Se Hitler avesse atteso un tempo maggiore, per dare il tempo all&#8217;industria tedesca di renderle disponibili in un numero adeguato, non avrebbe dato alle forze alleate la possibilit\u00e0 di adottare contro misure efficienti, ne avrebbe quindi bloccato i movimenti e costretto la Gran Bretagna alla capitolazione. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove tattiche di minamento con mine rilasciate da aerei, introdotte dai tedeschi nel 1940, non trovarono molto riscontro da parte alleata. Ancora una volta la ragione va ritrovata in una visione tradizionale dell\u2019uso delle mine che vedeva queste armi come strumenti difensivi degli interessi marittimi ad uso di nazioni bellicamente pi\u00f9 deboli e non di potenze marittime che si arrogavano la superiorit\u00e0 dei mari. Inoltre, si riteneva che la presenza di campi minati, anche in acque avversarie,\u00a0 avrebbe limitato i movimenti della flotta di altura non portando vantaggi alla politica di impiego delle forze navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nD\u2019altra parte un uso strategico offensivo delle mine necessitava di strumenti di posa a lungo raggio non ottenibile con le unit\u00e0 di superficie, che sarebbero state troppo esposte agli attacchi dell\u2019aviazione tedesca. La posa di campi minati con l&#8217;uso di sommergibili, pur assicurando una certa clandestinit\u00e0, aveva dei limiti per il numero di armi posabili e soprattutto esponeva i battelli all&#8217;attraversamento dei campi minati nemici. Un\u2019altro fattore che inizialmente ostacol\u00f2 lo sviluppo ed impiego delle mine aero-trasportabili fu che le Marine dell\u2019epoca non erano in possesso di velivoli bombardieri a lungo raggio. Questa mancanza di assetti strategici influenz\u00f2 l\u2019andamento della guerra nel Pacifico, dove si presentarono due problemi: l\u2019indisponibilit\u00e0 di mine navali e di vettori atti a posizionarle in breve tempo nelle aree strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 comport\u00f2 la scelta americana di basare le operazioni navali nel Pacifico principalmente sull&#8217;impiego delle portaerei ed i sommergibili. Solo verso la fine della guerra, fu approvata una campagna di interdizione del traffico giapponese tramite il minamento delle aree vitali per l\u2019economia giapponese, detta <strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione STARVATION<\/span><\/strong>\u00a0<a href=\"#_ftn69\" name=\"_ftnref69\">[69]<\/a>, che si avvalse del supporto dei B 29 dell\u2019U.S. Army. In breve tempo, furono posate dagli americani nel Pacifico ben 21000 mine<a href=\"#_ftn70\" name=\"_ftnref70\">\u00a0[70]<\/a>; alla fine della campagna di minamento 961 unit\u00e0 nemiche furono colpite da mine, di cui 484 affondate, per un totale di circa due milioni di tonnellate in soli quattro mesi e mezzo di operazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai dati statistici emerse che un uso massivo delle mine navali dall&#8217;inizio del conflitto avrebbe potuto accorciare sensibilmente i tempi della guerra nel Pacifico con un rapporto stimato di circa sei milioni di tonnellate di naviglio affondato in soli sei mesi.\u00a0C\u2019\u00e8 da domandarsi se un loro impiego precoce avrebbe potuto piegare l\u2019economia giapponese e far terminare la guerra evitando l\u2019impiego delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. isultati analoghi furono ottenuti in Europa dalla RAF che blocc\u00f2 per quattro mesi il traffico sul Danubio del 50 %, e dall&#8217;aviazione tedesca che blocc\u00f2 il canale di Suez per un breve periodo paralizzando le vie di accesso dal e per il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte VI &#8211; continua<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff; font-size: 8pt;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore e le fonti o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 8pt; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43878\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><a href=\"#_ftnref57\" name=\"_ftn57\">[57]<\/a>\u00a0Si trattava del sistema <strong><span style=\"color: #008000;\">OROPESA Mk1<\/span><\/strong> che consentiva ad un singolo dragamine di poter dragare una fascia relativamente ampia di mare attraverso cavi metallici allargati da sistemi divergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref58\" name=\"_ftn58\">[58]<\/a> Robert Ian Salit, opera citata, 2000, pag. 3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref59\" name=\"_ftn59\">[59] <\/a>Con il termine cesoie si intendono delle apparecchiature composte da due lame sovrapposte, applicate al cavo di dragaggio, con lo scopo di tagliare i cavi di ormeggio delle mine. Le prime cesoie, di tipo meccanico, eseguivano il taglio per contatto, le successive, esplosive, dopo aver ingaggiato il cavo lo facevano scorrere all\u2019interno fino a portarlo a contatto con un grilletto che sparava uno scalpello di acciaio affilato per tranciarlo. La loro efficacia era ovviamente maggiore sui cavi di diametro maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref60\" name=\"_ftn60\">[60]<\/a> Si tratta di sistemi di vario tipo studiati per rendere inefficaci le operazioni di dragaggio (vedere cap. 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref61\" name=\"_ftn61\">[61]<\/a>\u00a0La mina magnetica lavora sul principio che ogni nave o sommergibile, se costruiti in metallo ferroso, possiede una carica permanente di magnetismo legata alla distribuzione dei ferri di bordo, all\u2019area geografica di normale permanenza e da altri fattori costruttivi. Essendo la terra assimilabile ad un magnete, il passaggio di uno scafo ferroso magnetico, causa delle perturbazioni al campo magnetico locale che possono essere rilevate da sensori ed utilizzate per attivare il circuito di fuoco di una mina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref62\" name=\"_ftn62\">[62]<\/a>\u00a0\u00a0 In realt\u00e0 la S.V.K. realizz\u00f2 la prima mina magnetica nel 1935; va notato che prima della Guerra, la policy della Marina tedesca prevedeva che ogni arma realizzata non potesse essere impiegata fino a quando un\u2018adeguata contro misura fosse stata riconosciuta valida operativamente. La Marina tedesca all\u2019inizio della Guerra era in grado di operare, oltre che con il sistema O.R.G. (Otterraumgerat) di dragaggio indipendente, con pi\u00f9 dragamine in team ed aveva dotato le unit\u00e0 maggiori di reti \u201cparavane\u201d per la protezione dei settori prodieri e laterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref63\" name=\"_ftn63\">[63]<\/a> Ogni nave, a causa delle vibrazioni dello scafo, dei rumori delle macchine e delle eliche, produce una perturbazione acustica a varie frequenze al suo passaggio. La distribuzione del livello sonoro di una nave alle varie frequenze viene definite segnatura acustica. Variazioni acustiche locali, dovute al\u00a0 transito di una nave o di un sommergibile, possono essere raccolte da un sensore (in pratica un microfono) posto sulla mina acustica , confrontati con il rumore di fondo locale ed attivare il congegno di fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref64\" name=\"_ftn64\">[64]<\/a> Nel 1928 solo due dei 55 dragamine classe <strong><span style=\"color: #008000;\">Bird<\/span><\/strong>, costruiti al termine della Prima Guerra Mondiale, erano ancora in funzione. All\u2019inizio della Seconda Guerra Mondiale la Marina statunitense, a differenza di quella Britannica, aveva perso esperienza e materiali e di fatto si trov\u00f2 impreparata all\u2019emergenze. Con la comparsa delle prime mine magnetiche, la US Navy\u00a0 ordin\u00f2 la trasformazione di 13000 navi militari adottando sistemi di degaussing per ridurre la segnatura magnetica delle stesse tramite campi magnetici interni generati dai diesel alternatori di bordo, con un costo di oltre 300 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref65\" name=\"_ftn65\">[65]<\/a> Con il termine cesoie si intendono delle apparecchiature composte da due lame sovrapposte con lo scopo di tagliare i cavi di ormeggio delle mine. Le prime cesoie, di tipo meccanico, eseguivano il taglio per contatto, le successive, esplosive, dopo aver ingaggiato il cavo lo facevano scorrere all\u2019interno fino a fargli premere un grilletto che sparava uno scalpello di acciaio affilato per tranciarlo. La loro efficacia era ovviamente maggiore specialmente su cavi di diametro maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref66\" name=\"_ftn66\">[66]<\/a> Le mine a pressione sono dotate di sensori atti a misurare l\u2019improvvisa variazione della pressione locale al passaggio di un bersaglio. Questi congegni, che dovrebbero essere pi\u00f9 propriamente definiti \u201ca depressione\u201d, si basano sull\u2019effetto idrodinamico legato al passaggio di una nave. In pratica, la nave nel suo avanzare, modifica la pressione idrostatica locale (a causa dell\u2019effetto di Bernouilli) e tale variazione pu\u00f2 essere scoperta da un sensore barometrico. L\u2019intensit\u00e0 del fenomeno \u00e8 legata alla velocit\u00e0 di avanzamento ed alla profondit\u00e0, per cui dal punto di vista bellico, pu\u00f2 essere meglio sfruttato su bassi fondali e su bersagli veloci. Per questo motivo furono inseriti nelle mine anti-invasione posate in prossimit\u00e0 delle spiagge e lungo i fiumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref67\" name=\"_ftn67\">[67]<\/a> La posa di 4.000 mine a pressione fu ordinata da Hitler lungo le coste della Francia a scopo anti invasione. Le forze alleate impiegarono 300 unit\u00e0 navali di Contro Misure Mine per bonificare le rotte di sbarco prima del D-day.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref68\" name=\"_ftn68\">[68]<\/a> Con il termine di cacciamine si intende la capacit\u00e0 di poter scoprire, identificare ed eventualmente neutralizzare un oggetto subacqueo. Viene realizzata impiegando sonar ad alta frequenza e sofisticati sistemi subacquei di neutralizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref69\" name=\"_ftn69\">[69]<\/a> Nella tabella \u00e8 possibile raffrontare il costo efficacia dell\u2019impiego delle mine e dei sommergibili impiegati in ruolo anti nave nell\u2019ultimo anno di guerra nel Pacifico estratto da <strong><span style=\"color: #008000;\">US Minewarfare Manual<\/span><\/strong>, DOD, Yorktown, VA, 1991, Cap. 2 pag. 17<\/p>\n<table style=\"height: 322px;\" width=\"581\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"171\"><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">campagna di minamento solo con aerei<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"text-align: center;\" width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Operazioni con i sommergibili<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Durata operazioni<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">4 mesi e mezzo<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">44 mesi e mezzo<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mezzi impiegati<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">40<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">100<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Personale per mezzo<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">11<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">85<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perdite in mezzi<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">15 aerei<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">85 sommergibili<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perdite in personale<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">103<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">4.000<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Costo di ogni mezzo<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">500.000 dollari<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">5.000.000 dollari<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tonnellate naviglio nemico<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1.250.000 tons<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">4.780.000 tons<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"171\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rapporto tonnellate per mese<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"290\"><strong><span style=\"color: #008000;\">280.000 tons<\/span><\/strong><\/td>\n<td width=\"247\"><strong><span style=\"color: #008000;\">110.000 tons<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref70\" name=\"_ftn70\">[70]<\/a> Solo 3.000 mine furono posate con i mezzi della Marina il resto con velivoli bombardieri (la percentuale delle mine posate tramite i B29 fu del 63% sul totale) \u2013 dati US NAVY \u2013 Archivi US Post Graduate School Monterey CA.<a href=\"#_ftnref74\" name=\"_ftn74\"><\/a><a href=\"#_ftnref77\" name=\"_ftn77\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref82\" name=\"_ftn82\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: GUERRA DI MINE parole chiave: mine ormeggiate, mine ad influenza, II guerra mondiale La Seconda Guerra Mondiale Nel periodo tra le due guerre, i sistemi di dragaggio meccanico furono perfezionati fino alla creazione, nel 1939, del primo sistema di dragaggio indipendente, l&#8217;Oropesa [57]. 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