{"id":3742,"date":"2018-08-08T00:05:03","date_gmt":"2018-08-07T22:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3742"},"modified":"2026-04-15T17:51:15","modified_gmt":"2026-04-15T15:51:15","slug":"parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742","title":{"rendered":"La storia delle mine navali: dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mine navali, corno chimico<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">La nascita del corno chimico o urtante<\/span><\/strong><br \/>\nGli sviluppi tecnici continuarono, in particolare in Europa, dove venne inventato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Dottor Hertz<\/span><\/strong>\u00a0del <strong><span style=\"color: #008000;\">German Mine Defence Comittee<\/span><\/strong>, un nuovo congegno di fuoco che fu chiamato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">corno chimico<\/span><\/strong>\u201d. Tale strumento, in italiano chiamato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">urtante<\/span><\/strong>\u201d, consisteva dei componenti di una batteria: una piastra di carbone, una di zinco ed una soluzione acida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando l\u2019urtante veniva piegato dall&#8217;urto contro lo scafo di una nave o di un sommergibile, la provetta contenente l\u2019acido si rompeva e questo, venendo a contatto con le piastre di zinco e di carbone, produceva una tensione sufficiente ad attivare il detonatore elettrico.\u00a0Il vantaggio era che il sistema di attivazione poteva essere conservato indefinitamente, perch\u00e9 basato su una reazione chimica, e quindi non richiedeva la presenza di batterie interne. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina britannica<\/span><\/strong>, nel 1886, realizz\u00f2 il primo sistema per regolare a priori la quota della cassa. Fino ad allora, le mine venivano posate con una lunghezza del cavo di ormeggio, ovvero tra la cassa e l\u2019ancora fissa, uguale a quella ritenuta necessaria a seconda del tipo di fondo. In pratica era necessario avere una conoscenza accurata del fondo marino per evitare di posare armi non efficacemente utilizzabili perch\u00e9 rilasciate a profondit\u00e0 maggiori di quelle desiderate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene il sistema fosse ancora da perfezionare port\u00f2 allo sviluppo del <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema di accoramento detto \u201ca scandaglio\u201d<\/span><\/strong>.\u00a0Nel 1903, la Royal Navy abbandon\u00f2 il concetto di impiegare armi controllate e si dedic\u00f2 allo sviluppo delle contro misure mine, all&#8217;organizzazione di controlli territoriali (<strong><span style=\"color: #008000;\">Mine Watching Network<\/span><\/strong>); inoltre ribad\u00ec che il rilascio di mine di qualsiasi tipo era da considerarsi a tutti gli effetti un operazione navale, al pari di quelle effettuate con le navi di superficie. Nello stesso tempo per\u00f2 afferm\u00f2 che la difesa costiera doveva essere affidata solo alle batterie di artiglieria e non alle torpedini di cui l\u2019effettiva validit\u00e0 bellica appariva ancora dubbia <a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">[43]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va premesso che il <strong><span style=\"color: #008000;\">concetto operativo inglese<\/span><\/strong> era di distruggere il nemico e non di bloccarlo in acque ristrette, per cui la guerra di mine era vista sotto un aspetto puramente offensivo ovvero attraverso l\u2019uso di campi minati posati in acque nemiche. Il concetto suddetto derivava in parte dalle esperienze apprese durante la <strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra Russo-Giapponese<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(1904-1905)<\/span><\/strong> quando le due parti impiegarono le mine, sia tatticamente che strategicamente, commettendo un certo numero di errori tra i quali quello russo di minare le acque internazionali, in un ultimo tentativo di fermare le navi giapponesi, con mine alla deriva attirando le proteste di tutti i Paesi Occidentali\u00a0<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">[44]<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3782\" aria-describedby=\"caption-attachment-3782\" style=\"width: 1233px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ancoraggio.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3782\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ancoraggio.jpg\" alt=\"ancoraggio\" width=\"1233\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ancoraggio.jpg 509w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ancoraggio-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 1233px) 100vw, 1233px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3782\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">posa di una mina ormeggiata &#8211; da appunti di guerra di mine &#8211; Accademia navale &#8211; autore non noto &#8211; Accademia Navale di Livorno<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La mina, lanciata nell&#8217;acqua, restava in galleggiamento fino a quando la sua ancora si riempiva d\u2019acqua (1 fase). Quindi, dopo un oscillazione, tornava in superficie e cominciava a filare lo scandaglio fino alla lunghezza prestabilita dal minatore; dopo averla raggiunta, l\u2019ancora incominciava a scendere per gravit\u00e0 verso il fondo trascinando la mina (4 fase).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scandaglio, grazie al suo peso, manteneva abbassata una molla che tratteneva la leva di blocco del verricello sul quale era avvolto il cavo di ormeggio.\u00a0Essendo libero di svolgere il cavo, quest\u2019ultimo si svolgeva fino a quando lo scandaglio toccava il fondo (5 fase).\u00a0Il rilascio della tensione rilasciava la molla che tratteneva la leva e bloccava il verricello alla lunghezza del cavo di ormeggio della cassa voluto. Il risultato finale era che la quota della cassa rispetto alla superficie era uguale alla lunghezza predeterminata dello scandaglio<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">[42]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le principali lezioni apprese dalle nazioni, al termine della Guerra russo-giapponese, furono:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 la possibilit\u00e0 di impiegare le mine anche in campo tattico con campi offensivi posati nelle acque del nemico;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 la necessit\u00e0 di possedere reti di monitoraggio (mine watching) nelle proprie aree marittime e nelle acque nemiche;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 il pericolo di un minamento non controllato in acque internazionali esteso anche al traffico neutrale;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la necessit\u00e0 di sviluppare mezzi di Contro Misure Mine (C.M.M.) atti a contrastarle.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1905 la Marina inglese svilupp\u00f2, la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">naval spheric mine<\/span><\/strong>\u201d, una mina ormeggiata dotata di un antenna che a contatto con lo scafo metallico di una nave la faceva brillare.\u00a0Nel campo delle contro misure mine, nel 1906 venne sperimentato un sistema di dragaggio consistente in <strong><span style=\"color: #008000;\">cavi in metallo<\/span><\/strong> che venivano filati di poppa allo scopo di tagliare gli ancoraggi delle mine per poter aumentare la fascia di copertura dell\u2019apparecchiatura, le estremit\u00e0 erano mantenute allargate verso l\u2019esterno\u00a0 da divergenti <a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">[45]<\/a>. \u00c8 significativo ricordare che, dal 1908 al 1910, ben dodici cannoniere inglesi furono urgentemente convertite in dragamine. Questo improvviso interesse verso le <strong><span style=\"color: #008000;\">Contro Misure Mine (CMM)<\/span><\/strong> fu favorito dalle polemiche a seguito dell\u2019uso di mine in acque internazionali durante nella guerra russo-giapponese, che port\u00f2, nel 1907, alla Convenzione dell\u2019Aia di cui parler\u00f2 pi\u00f9 ampiamente nel secondo Capitolo. Nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale, la proliferazione di armi subacquee tecnicamente sempre pi\u00f9 complesse fu esponenziale: apparvero mine come la <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Carbonit<\/span><\/strong><\/em>, una mina ormeggiata ad urtanti di fabbricazione tedesca, dotata di un piatto idrostatico che le consentiva di essere posata anche da sommergibili alla quota voluta, o la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Leon<\/span><\/em><\/strong>, sempre ormeggiata ma svedese, in grado di oscillare a quote diverse tramite una piccola elichetta. In Germania fu potenziata la flotta dando a tutte le navi maggiori ed ai sommergibili la capacit\u00e0 di minare.\u00a0La Russia ebbe una politica simile ma si concentr\u00f2 soprattutto nel Baltico, mantenendo significativi arsenali di mine controllate per la difesa dei porti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia svilupp\u00f2 una nuova <strong><span style=\"color: #008000;\">mina ad attivazione idrostatica<\/span><\/strong>, ovvero nella quale, in caso di rottura di uno degli urtanti, la pressione dell\u2019acqua verso l\u2019interno forzava un interruttore a percussione facendola brillare.\u00a0La mina francese che ebbe pi\u00f9 successo fu la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sauter-Harl\u00e9 <\/span><\/em><\/strong>in seguito impiegata dalla Regia Marina Italiana che si era invece dedicata all\u2019impiego tattico delle stesse <a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">[46]<\/a> ed allo sviluppo dei congegni di attivazione e di ancoraggio.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le mine italiane di maggior successo furono:<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 la\u00a0 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Elia<\/span><\/em><\/strong>, una mina ormeggiata con una carica di circa 220 libbre;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Bollo<\/span><\/em><\/strong>, anch&#8217;essa ormeggiata, simile alla <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Sauter-Harl\u00e9<\/span><\/em><\/strong> francese ma con sistemi di innesco diversi e con una carica esplosiva da 160 libbre;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 la\u00a0 <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Scotti<\/span><\/em><\/strong>, una mina anti-mina che dopo essere restata alla deriva per un certo periodo affondava scoppiando ad una quota prestabilita, all&#8217;interno di un campo minato.<\/p>\n<p>In sintesi, nell&#8217;imminente inizio della prima Guerra Mondiale, la situazione europea vedeva <a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">[47]<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 la Germania e la Russia in possesso di grandi stock di mine, di semplici ma efficaci caratteristiche tecniche, mirate ad essere impiegati sia in campo difensivo che offensivo;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 la Francia e l\u2019Italia, in posizione di attesa, consce delle potenzialit\u00e0 di tali armi a scopo difensivo ma non convinte della necessit\u00e0 di acquisirne grandi quantit\u00e0 confidando sul concetto di interdizione dei mari tramite la flotta di altura;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211;\u00a0 l\u2019Inghilterra che aveva investito maggiormente nelle CMM e che considerava tali armi non necessarie ad una nazione che presupponeva di avere il dominio dei mari e che comunque non vedeva ragioni per farle a favore di nazioni meno dotate dal punto di vista navale.<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><strong><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nfine III parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima corno Hertz \u00a9 IWM MUN 2810<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43878\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Note<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a> Tale sistema, impiegato per le mine posate dalle navi di superficie, era inadatto per quelle posate dai sommergibili in quanto l\u2019affioramento temporaneo ne avrebbe svelato la loro presenza clandestina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a>\u00a0 Cowie, opera citata, 1948, pag. 27<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a> Nella Tabella sono forniti alcuni dati sulle perdite navali avvenute nel periodo della guerra russo giapponese (1904-1905), da cui si evince che l\u2019impatto delle mine sul totale degli affondamenti fu di tredici su diciannove unit\u00e0 navali. Da parte russa, gli affondamenti avvennero spesso sulle proprie mine per cattiva pianificazione.<\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"184\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Tipo di Nave<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"158\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Affondate da mine<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"166\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Affondate da altre cause<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"133\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Totale Affondamenti<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"184\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Navi da battaglia<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"158\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>3<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"166\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>0<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"133\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>3<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"184\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Incrociatori<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"158\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>5<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"166\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>1 (collisione)<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"133\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>6<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"184\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Cacciatorpedinieri<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"158\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>4<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"166\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>5 (scontro a fuoco)<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"133\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>9<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"184\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Posamine<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"158\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>1<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"166\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>0<\/strong><\/span><\/td>\n<td width=\"133\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>1<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a> I divergenti sono superfici idrodinamiche, simili agli alettoni degli aerei, che opponendosi al moto delle nave tendono ad allargare esternamente le apparecchiature di dragaggio creando un momento divergente rispetto al moto. Queste superfici possono essere utilizzate, invertendo l\u2019inclinazione delle superfici, per consentire l\u2019immersione ad una certa quota dell\u2019apparecchiatura; in questo caso sono definiti immersori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\"><span style=\"font-size: 10pt;\">[46]<\/span><\/a><span style=\"font-size: 10pt;\"> Cowie, opera citata, afferma che il minamento giapponese a Port Arthur si bas\u00f2 sui risultati delle esercitazioni di minamento fatte nel Mediterraneo dagli italiani, pag. 32-35<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">[47]<\/a> Cowie, opera citata, 1948, pag. 38-42<\/span><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: GUERRA DI MINE parole chiave: mine navali, corno chimico . La nascita del corno chimico o urtante Gli sviluppi tecnici continuarono, in particolare in Europa, dove venne inventato dal Dottor Hertz\u00a0del German Mine Defence Comittee, un nuovo congegno di fuoco che fu chiamato \u201ccorno chimico\u201d. 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