{"id":3728,"date":"2018-08-02T00:03:09","date_gmt":"2018-08-01T22:03:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3728"},"modified":"2026-07-26T19:47:31","modified_gmt":"2026-07-26T17:47:31","slug":"storia-della-mina-navale-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728","title":{"rendered":"La storia delle mine navali, dalle origini ai giorni nostri \u2013 parte II di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/strong><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII &#8211; XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GUERRA DI MINE<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: mine, ordnance, American Turtle, Bushnell, Colt, cow catcher, Farragut, Fulton<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La Guerra di Indipendenza Americana<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Negli anni che seguirono, gli studi per ottenere ordigni sempre pi\u00f9 stabili e facilmente impiegabili portarono alla costruzione della prima mina navale. Il suo inventore fu l\u2019americano <strong><span style=\"color: #008000;\">David Bushnell, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">uno <\/span>studente presso l\u2019Universit\u00e0 di Yale che scopr\u00ec che la polvere da sparo, quando attivata, poteva esplodere anche sott&#8217;acqua. Inoltre, <strong><span style=\"color: #008000;\">Bushnell<\/span><\/strong> not\u00f2 che un\u2019esplosione subacquea aveva, a parit\u00e0 di carica esplosiva, effetti maggiori sugli scafi che in superficie.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/STORIA-NAVALE-USA-640px-Turtle_submarine_1776.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 STORIA-NAVALE-USA-640px-Turtle_submarine_1776.jpg\" width=\"1217\" height=\"711\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong style=\"color: #008000; font-size: inherit;\">L'&#8221;american turtle&#8221; di David Bushnell &#8211; autore William Oliver Stevens &#8211; Fonte &#8220;A History of Sea Power&#8221; By William Oliver Stevens, Allan Westcott, Allan Ferguson Westcott Published by G. H. Doran company, 1920, pg. 294 [1] Originally uploaded to EN Wikipedia as en:File:Turtle submarine 1776.jpg by en: User: Swampyank 06:37, 20 February 2009 (UTC)<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Turtle_submarine_1776.jpg\"><strong>Turtle submarine 1776.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le deduzioni del giovane e ingegnoso studente portarono all&#8217;ideazione di due tra le maggiori invenzioni nella storia navale: l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">American Turtle<\/span><\/strong>, il primo sistema indipendente semi-sommerso di attacco contro le navi, ed i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bushnell\u2018Kegs<\/span><\/strong>, barilotti esplosivi antesignani delle mine navali alla deriva. Tali invenzioni anticiparono l\u2019impiego dei mezzi insidiosi subacquei e delle mine moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 settembre 1776, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">American Turtle<\/span><\/strong> tent\u00f2 di agganciare una carica allo scafo della <strong><span style=\"color: #008000;\">fregata inglese \u201cEagle\u201d<\/span><\/strong>. Il mezzo possedeva un trapano verticale dotato di una punta particolare che gli permetteva, dopo aver forato lo scafo, di sfilare la parte interna lasciando l\u2019esterna inserita nel fasciame.\u00a0La carica da 150 libbre di polvere da sparo era collegata al perno ed un sistema ad orologeria, dopo circa 30 minuti, avrebbe dovuto far scattare un martelletto per farla scoppiare per percussione.\u00a0Le difficolt\u00e0 di governo del Turtle, causate dal forte moto ondoso, e la presenza, all&#8217;interno dello scafo della \u201cEagle\u201c, di un\u2019ignota corazzatura di rinforzo in rame impedirono la penetrazione del perno ed il conseguente aggancio della carica allo scafo. Il pilota del mezzo, stremato dopo due tentativi falliti, dovette emergere e fu scoperto dalle sentinelle.\u00a0Il giorno di Natale del 1776, il Generale George Washington diede l\u2019autorizzazione al rilascio nel Delaware River di alcuni barilotti carichi di polvere nera, poi chiamati i \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Bushnell\u2019Kegs<\/span><\/strong>\u201d. Il sistema di attivazione della carica era basato sulla pressione di una leva che, agendo su un sistema a molla, doveva causare la percussione del dispositivo di accensione. I barili erano sostenuti in superficie da un galleggiante che li rendeva per\u00f2 facilmente visibili alle vedette. L\u2019attacco fu tentato il 7 gennaio 1778 ma la presenza di ghiaccio ostacol\u00f2 il loro cammino ed essi arrivarono presso la flotta inglese durante le ore diurne e furono scoperti. L\u2019attacco cos\u00ec, ancora una volta, non ebbe successo e l\u2019unico danno riportato fu l\u2019esplosione di una scialuppa che, avvicinatasi troppo, nel tentativo di intercettare un barile lo aveva toccato <a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. Gli inglesi fecero saltare il resto dei barili sparandogli man mano che si avvicinavano <a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. La fantasia dei marinai invent\u00f2 strane ed ironiche congetture, descritte facetamente in un sonetto di Francis Hopkinson <a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>, con storie di barili contenenti piccoli ribelli armati di baionette per bucare gli scafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Fulton e Samuel Colt, gli innovatori<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNella storia della guerra di mine vanno ricordati altri due famosi inventori americani dell\u2019epoca: Robert Fulton e Samuel Colt.\u00a0Robert Fulton, nacque a Little Britain (oggi Fulton) in Pennsylvania nel 1765; dotato di una forte personalit\u00e0 unita ad un\u2019innata curiosit\u00e0, decise di trasferirsi in Gran Bretagna per approfondire gli studi di ingegneria. Sebbene maggiormente noto come l&#8217;ideatore della propulsione navale a vapore, fu l\u2019ideatore dei primi battelli subacquei concepiti per essere usati appositamente come arma subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/25u15oi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3731\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/25u15oi.jpg\" alt=\"25u15oi\" width=\"614\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/25u15oi.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/25u15oi-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #008000;\">il Nautilus di Fulton, disegno 19\u00b0 secolo &#8211; autore sconosciuto &#8211; user World Imaging<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:FultonNautilus.jpg\">Fulton Nautilus.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1797, entusiasta del clima rivoluzionario politico e sociale della Repubblica francese, si rec\u00f2 in Francia, dove mise a disposizione il suo ingegno per creare una nuova arma da impiegare contro la flotta inglese. Nonostante non fosse un militare e tanto meno un analista di problemi strategici <a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>, aveva una concezione molto moderna del potere marittimo: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la libert\u00e9 de la mer fera le bonheur de la terre<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva compreso che il dominio sul traffico marittimo avrebbe permesso di indebolire lo strapotere inglese sui mari ma per farlo doveva contrastarne la predominanza. Nonostante le vittorie terrestri degli eserciti di Napoleone, la flotta francese era stata duramente battuta e si trovava in condizioni di netta inferiorit\u00e0 rispetto a quella britannica. Si rendeva quindi necessario sviluppare un\u2019arma insidiosa e rivoluzionaria per cambiare il corso degli eventi. Fulton, memore dell\u2019esperimento di Bushnell, realizz\u00f2 un nuovo battello subacqueo basato sull&#8217;idea dell\u2019American Turtle, che fu denominato Nautilus.\u00a0Scrisse quindi una lettera al Direttorio di Francia in cui si propose, dietro il pagamento di un premio per ogni nave affondata, di combattere la Marina britannica fino alla sua resa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto tale richiesta possa sembrare frutto di un ingegno mirato al lucro, essa poteva essere giustificata dal fatto che Fulton, per poter realizzare le proprie idee, aveva bisogno di denaro. Nella sua lettera, si preoccup\u00f2 anche di richiedere per l\u2019equipaggio una sorta di salvacondotto affinch\u00e9, in caso di cattura, i suoi membri fossero considerati non alla stregua di pirati, per cui poteva essere prevista la pena di morte, ma come prigionieri di guerra. Il battello, lungo circa sei metri, aveva una forma ellissoidale ed era dotato di un doppio sistema di propulsione: a vela per la navigazione in superficie e meccanico per quella in immersione. Sebbene taluni storici, ipotizzino che Fulton avesse studiato un sistema di propulsione a vapore per il suo Nautilus non se ne hanno prove certe e comunque non fu mai utilizzata.\u00a0Il concetto della doppia propulsione \u00e8 rimasto valido fino ai giorni nostri per tutti i battelli subacquei convenzionali che ancor oggi sfruttano la propulsione diesel in superficie e quella elettrica in immersione. Per poter fornire un\u2019adeguata letalit\u00e0 alla sua invenzione, Fulton giunse alla conclusione che l&#8217;arma migliore per questo tipo di battello era lo sviluppo del <strong><span style=\"color: #008000;\">Barilotto di Bushnell<\/span><\/strong>, utilizzando cariche, poi denominate torpedini, da applicare contro gli scafi o da rilasciare alle imboccature dei porti per effettuarne il blocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo scopo, sembra che nel progetto il Nautilus fosse stato sviluppato in modo da poter trasportare fino a trenta torpedini.\u00a0Il piano di Fulton era di bloccare la flotta britannica, minandone i porti ed impedendo di fatto la capacit\u00e0 di uscire in mare; in tale modo avrebbe danneggiato l&#8217;economia inglese, dipendente principalmente dai traffici mercantili. Come il Turrini <a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a> descrive \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8230; era l&#8217;idea del sommergibile posamine che tanto successo ottenne soprattutto durante la prima guerra mondiale<\/span><\/strong>\u201d. Nonostante le premesse ed i notevoli finanziamenti ricevuti, il Nautilus non raccolse i successi che Fulton si immaginava, soprattutto a causa della mancanza di adeguate tecnologie non ancora disponibili all\u2019epoca. Nel dicembre 1797, fu effettuato un primo esperimento nella Senna e nel 1801 Fulton tent\u00f2 di attaccare alcune navi inglesi al largo di Brest senza ottenere alcun successo pratico. Nello stesso periodo svilupp\u00f2 un primo prototipo di mina ormeggiata, costituito da un cilindro in rame contenente cento chili di polvere nera.\u00a0Al di sopra della cassa era situato un sistema di fuoco molto simile ad un grilletto di un moschetto che, qualora urtato da una nave, avrebbe dovuto sparare sulle polveri provocando la detonazione della carica principale. Al di sotto della cassa era posta una seconda cassa, colma di sughero, per assicurarne l\u2019assetto positivo.\u00a0A seguito degli scarsi successi e dell\u2019ostilit\u00e0 della Marina francese, l\u2019inventore fu messo da parte e dietro invito del vecchio amico <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Stanhope<\/span><\/strong> si rec\u00f2 in Inghilterra per esporre il suo progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La commissione inglese lo reput\u00f2 non attuabile ma fu molto interessata all&#8217;idea delle torpedini al punto di finanziare una spedizione contro la flotta francese a Boulogne sur mer. Anche questo tentativo non ebbe successo e le mine scoppiarono lontano dagli scafi senza creare alcun danno. Va osservato quanto, in entrambe le situazioni i maggiori antagonisti di Fulton continuarono ad essere gli Stati Maggiori della Marina Francese e Britannica che, nonostante le curiosit\u00e0 iniziali, non vedevano di buon occhio lo sviluppo di armi che non fornissero ai loro bersagli possibilit\u00e0 uguali di difendersi. Nel 1806 Fulton, dopo diciannove anni di assenza, rientr\u00f2 negli Stati Uniti dove fu finanziato con un premio di 5.000 dollari per sviluppare le sue \u201ctorpedini\u201d. Nel 1813 ricevette un riconoscimento per &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Several Improvements in Maritime Warfare, and Means for injuring and destroying Ships and Vessels of War by igniting Gunpowder under Water.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Samuel Colt<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo ora ad un\u00a0 altro innovatore, passato alla storia per il celebre revolver. Nel 1842, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Colonnello Samuel Colt<\/span><\/strong>, propose al Governo degli Stati Uniti un progetto per far detonare le mine a distanza tramite un segnale elettrico inviato da un osservatore a terra. In pratica consisteva in un cavo elettrico, spellato alla sua estremit\u00e0 ed inserito nella polvere nera. Una volta chiuso il circuito, il calore prodotto dal riscaldamento del cavo causava l\u2019accensione della polvere e quindi la successiva detonazione. Colt dimostr\u00f2 l\u2019efficacia di tale sistema al <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente confederato Tyler<\/span><\/strong> affondando, nel 1842, un brigantino da 500 tonnellate in navigazione sul fiume <strong><span style=\"color: #008000;\">Potomac<\/span><\/strong>, attraverso l\u2019attivazione elettrica comandata da 5 miglia di distanza. Inoltre, Colt approfond\u00ec anche la catena dei ritardi per poter rendere pi\u00f9 efficace l\u2019effetto dell\u2019esplosione <a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a> <a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a> contro gli scafi. La riservatezza con cui Colt tratt\u00f2 la materia gli caus\u00f2 non pochi problemi ed il Governo, nonostante fosse molto impressionato dai risultati, sospese i finanziamenti nel 1844. A fattor comune, \u00e8 interessante notare che nessuno degli inventori era un ufficiale di marina e gli Stati Maggiori, con i quali si confrontarono tutta la vita, cercarono sempre di ostacolarli trattando con sufficienza o sospetto le loro attivit\u00e0. Nulla \u00e8 cambiato sotto il sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;invenzione del corno chimico<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDal 1854 al 1856, durante la guerra di Crimea, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Russi<\/span><\/strong> impiegarono le mine navali per proteggere i porti di Sebastopoli, Sveaborg e Kronstadt. Le mine erano dotate di un nuovo sistema di attivazione a contatto, detto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">corno chimico<\/span><\/strong>\u201d la cui invenzione fu attribuita al <strong><span style=\"color: #008000;\">Professor Jacobi<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 si pensa che il sistema fosse stato inventato dal padre di Alfred Nobel, poi inventore della dinamite <a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>.\u00a0Esso consisteva in un cilindro di piombo contenente acido solforico con all&#8217;interno una capsula di vetro con potassio e zucchero. L\u2019urto contro uno scafo causava la rottura della fiala interna che, mescolandosi con gli altri elementi, generava una reazione chimica ad alta temperatura innescante l\u2019esplosivo sottostante.\u00a0 Durante la guerra i Russi sperimentarono anche l\u2019uso di mine controllate ma senza successo; il problema irrisolto era il controllo remoto delle armi sia per attivarle, in caso di offesa, sia nel caso contrario, per disattivarle al passaggio del traffico navale amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Dalla sperimentazione all&#8217;impiego<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>La <strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra Civile americana (1861-1865)<\/span> <\/strong>favor\u00ec lo sviluppo di queste armi; non essendo i Confederati in possesso di una vera Marina da Guerra, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente confederato Davis <\/span><\/strong>dovette ricorrere a <strong><em><span style=\"color: #008000;\">privateer<\/span><\/em><\/strong>\u00a0per ostacolare le navi nordiste che cercavano di bloccare l\u2019accesso ai porti del Sud (vedi figura 7) <a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>. Tutto ebbe inizio all&#8217;indomani della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Bull run<\/span><\/strong> (21 luglio 1861) quando gli Unionisti, duramente sconfitti dalle forze del Sud, furono dispersi. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente Abramo Lincoln<\/span><\/strong> comprese quindi che bloccandone i porti e le vie di comunicazione avrebbe potuto piegare la resistenza Confederata. In quegli anni la Marina dell\u2019Unione era cresciuta numericamente, convertendo ed armando molte navi mercantili, ed aveva condotto campagne di supporto dell\u2019Esercito conquistando molti porti e riaprendo il Mississippi. Le forze terrestri confederate erano divise geograficamente ed i \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">privateers<\/span><\/strong>\u201d, che rappresentavano la Marina del Sud, non avevano mezzi idonei per rompere il blocco navale. In una situazione di evidente squilibrio alle forze sudiste non rimase che ricorrere su larga scala alle mine navali. Sotto l\u2019impulso dell\u2019energico Segretario alla Marina, <strong><span style=\"color: #008000;\">Stephen Mallory<\/span><\/strong>, venne dato il via ad un eccezionale potenziamento del settore, istituendo un apposito Ufficio, affidato alla direzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Matthew Fontaine Maury<\/span><\/strong>, un eclettico scienziato, astronomo e geografo di fama internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maury<\/span><\/strong> aveva ideato, nel 1861, il primo sistema elettrico per comandare a distanza le mine, che consent\u00ec al <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano Beverly Kennon<\/span><\/strong> di effettuare il minamento del fiume Potomac e di creare la prima difesa sistematica costiera lungo il Mississippi. Kennon svilupp\u00f2 le prime tattiche di minamento difensivo prevedendo il supporto reciproco di campi minati e di batterie costiere. Per incentivare la ricerca, il Governo Confederato eman\u00f2 una legge che concedeva a tutti coloro inventassero nuovi ordigni in grado di affondare un vascello nemico il 50 % del valore dello stesso e del suo armamento. Considerando il valore di un\u2019unit\u00e0 navale la proposta fu decisamente allettante e innumerevoli modelli, costruiti spesso artigianalmente furono impiegati. L\u2019uso di pagare \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">per nave affondata<\/span><\/strong>\u201d fa comprendere quanto la marina ufficiale, specialmente quella dell\u2019Unione, osservasse con comprensibile sospetto questi sviluppi. Non pass\u00f2 molto e i campi minati cominciarono a diventare un vero incubo per le navi nordiste: 123 mine furono posate nella sola rada di Charleston. Durante la guerra civile circa 27 navi maggiori federali furono affondate da quelle che venivano definite all&#8217;epoca le \u201cinfernal machines\u201d. La prima nave nella storia, affondata da una mina, fu la <strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Cairo<\/span><\/strong>, appartenente alla <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Ironclad<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S. Cairo<\/span><\/strong>, in pattugliamento sul Mississippi, preceduta da alcuni battelli avvista-mine <a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>, il dodici dicembre 1862, salt\u00f2 su una mina attivata da una stazione confederata posta sulla sponda vicina<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>. La mina consisteva in un cilindro da cinque galloni di polvere nera ancorato sul fondo del fiume <strong><span style=\"color: #008000;\">Yazoo<\/span><\/strong> il cui detonatore era collegato tramite dei cavi elettrici ad una stazione di controllo a terra. La Marina dell\u2019Unione inizialmente non prese sul serio la minaccia e continu\u00f2 a dedicarsi allo sviluppo delle nuove unit\u00e0 Iron-clad, ovvero di navi, pesantemente armate, con lo scafo in legno protetto da corazzature in ferro, precorritrici delle corazzate. Un episodio curioso, passato alla storia nella Marina americana, avvenne a bordo della nave comando, quando l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio David Farragut<\/span><\/strong> ordin\u00f2 al comandante della nave, Captain Drayton, di procedere alla massima velocit\u00e0, non curandosi dei campi minati che avevano appena affondato il <span style=\"color: #008000;\"><strong>Monitore Tecumseh<\/strong><span style=\"color: #008000;\">. Era <\/span><\/span>il 5 agosto 1864, durante la battaglia navale della Baia di Mobile (Alabama), l&#8217;Ammiraglio Farragut, infastidito di quello che era avvenuto, ordin\u00f2 di procedere alla massima velocit\u00e0 incurante del rischio per la sua nave. La fortuna a volte aiuta \u2026 i poco oculati \u2026 e\u00a0 la manovra ebbe esito favorevole consentendo di forzare il campo e penetrare all&#8217;interno la baia;\u00a0 il\u00a0 \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Damn the torpedoes! Captain Drayton go ahead.<\/span>.<\/em><\/strong>\u201d<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a> rimase nella storia non come esempio di audacia ma di limitata visione operativa.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f0f27c;\"><span style=\"display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #444444; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Valutazione\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Morris <\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\" href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[<strong>34]<\/strong><\/a><span style=\"font: 400 16px\/24px Georgia,'Bitstream Charter',serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong> afferm\u00f2 che Farragut nei giorni precedenti avesse fatto monitorizzare le aree minate per cui nel suo attacco si mosse oculatamente attraverso le barriere<\/strong><\/span><strong> minate<\/strong><\/span><strong>\u00a0[35]<\/strong><\/span><strong><span style=\"text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\">; <\/span><\/span><span style=\"text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\">inoltre ritenne che l\u2019incidente del USS Tecumseh fu semplicemente dovuto ad un errore di navigazione del Monitore e non ad un\u2019azione frettolosa e spavalda. Di fatto la sua\u00a0<span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\">f<span style=\"color: #008000;\">ortuna fu che la maggior parte delle mine confederate erano al momento non pericolose a causa dell\u2019escursione della marea, che le aveva portate a profondit\u00e0 maggiori del pescaggio delle unit\u00e0 in transito, evitando cos\u00ec urti disastrosi che avrebbero capovolto l\u2019esito della battaglia <\/span><\/span><a style=\"text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\" href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32] <\/a><\/span><span style=\"color: #008000;\">Inoltre, <span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\">la corrosione dei cavi elettrici di controllo delle mine le aveva rese non utilizzabil<\/span>i <\/span><a style=\"text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\" href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a><\/span><span style=\"text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\">. <\/span><span style=\"text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"color: #008000;\">Analizzando tecnicamente la sua azione, la decisione di Farragut,<\/span> <span style=\"color: #008000;\">anche se basata su dati di intelligence, fu discutibile.<\/span>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">L\u2019esatta conoscenza della posizione dei campi lo avrebbe favorito nel transito solo qualora fosse stato in possesso di un adeguata capacit\u00e0 di navigazione di precisione per evitarli <\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\" href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a><span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\">.\u00a0I<span style=\"color: #008000;\">noltre, lo stato di efficienza, o meglio di deficienza, del campo minato non poteva essere dato per scontato.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Farragut<\/span> <\/strong>ebbe per\u00f2 successo (la fortuna \u00e8 talvolta cieca) e la flotta dell\u2019Unione riusc\u00ec a penetrare nella baia ed a catturare la nave confederata <strong><span style=\"color: #008000;\">CSS Tennessee<\/span><\/strong>.\u00a0In seguito scrisse: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">I have always deemed it unworthy of a chivalrous nation, but it does not do to give your enemy such a decided superiority over you..<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Era un riconoscimento del cambiamento in atto; le mine erano divenute un\u2019arma strategica e tattica che poteva dare una pericolosa superiorit\u00e0 anche a fazioni meno capaci militarmente. I tentativi di individuare le mine e di distruggerle causarono molte vittime fra i nordisti che dovettero rivedere i loro piani prendendo coscienza che la nuova minaccia avrebbe cambiato radicalmente il modo di condurre le guerre in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte II &#8211; continua<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3723\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3728\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3742\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43350\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43884\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-18 maxbutton maxbutton-parte-vi\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3745\"><span class='mb-text'>PARTE VI<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-19 maxbutton maxbutton-parte-vii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/43878\"><span class='mb-text'>PARTE VII<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-20 maxbutton maxbutton-parte-viii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3747\"><span class='mb-text'>PARTE VIII<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\"><span style=\"font-size: 10pt;\">[18]<\/span><\/a><span style=\"font-size: 10pt;\"> Robert Ian Salit<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Gregory K. Hartmann, Scott C. Truver, \u201cWeapons that wait: Mine Warfare in the U.S. Navy\u201d, Annapolis , Naval Institute Press, 1979, pag. 19<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> Cowie J.S. , \u201cMines, mine layers and mine laying\u201d , Oxford University Press, London 1848 pag. 10<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a>\u00a0 In realt\u00e0 Fulton aveva una sua visione mirata ad ottenere un generale disarmo eliminando tutte le fonti di possibile predominio sui mari. Il Nautilus doveva togliere alle unit\u00e0 di superficie l\u2019illusione di essere invincibili. Jules Verne, che doveva avere una profonda ammirazione per Fulton, nel suo libro \u201cVentimila leghe sotto i mari\u201d cerca di far adempiere tale missione al Capitano Nemo, comandante ancora una volta di un sommergibile chiamato Nautilus.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>\u00a0 Alessandro Turrini,\u201dLa conquista degli abissi &#8211; Storia del battello subacqueo da Aristotele al sottomarino\u00a0 nucleare\u201d, Vittorelli, Gorizia, 1996 pag. 12<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>\u00a0 Turrini, opera citata, 1996 pag. 14<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> Elementi sulla vita avventurosa di Fulton posono essere ricavati da Robert H. Thurston<em>, <\/em>Robert Fulton: His Life and its Results New York: Dodd, Mead, and Company, 1891 e dal H.W. Dickinson, Robert Fulton: Engineer and Artist, London, 1913.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> Gregory K. Hartmann e Scott C. Truver, Weapons that Wait, Naval Institute Press, Annapolis, 1991 pag. 32-41<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Tamara Moser Melia, &#8220;Damn the Torpedoes&#8221;: A Short History of U.S. Naval Mine Countermeasures<em>,<\/em> 1777-1991, Naval Historical Center Washington DC, 1991, pag. 5-27<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> Cowie, opera citata, 1948, pag. 17<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> Cowie, opera citata,1948, pag.18<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> I battelli avvista-mine erano barche leggere inviate in avanscoperta di fronte alle navi principali allo scopo di allertare la presenza di mine sul percorso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> da <u><a href=\"http:\/\/www.nps.gov\/\">www.nps.gov<\/a><\/u><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> da <a href=\"http:\/\/www.history.navy.mil\/\">www.history.navy.mil<\/a> e su Low, A.M. Mine and countermine, New York, Sheridan House, 1940.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> Mucedola Andrea , \u201cEGUERMIN: una scuola moderna contro una minaccia antica\u201d, Rivista Marittima, Roma, 1995<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a> Cowie, opera citata, 1948, pag. 20<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a> Morris David, The Mine Warfare Cycle: History, Indications, and future, CSC 1997 pag. 3<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a>Le mine posate, risultate in seguito di tre differenti tipi, avevano un sistema per impedire l\u2019attivazione involontaria dell\u2019ordigno secondo un principio, all\u2019epoca innovativo, che ne impediva l\u2019esplosione involontaria. Ci\u00f2 era ottenuto tramite delle sicurezze di maneggio meccaniche non del tutto dissimili da quelle impiegate nei giorni nostri. Un\u2019altra novit\u00e0 riscontrata fu l\u2019inserimento di un sistema anti rimozione, per evitarne il dragaggio, ottenuto tramite un cavo a strappo che, nel caso qualcuno avesse cercato di agganciare e recuperare la mina, avrebbe causato l\u2019esplosione di un\u2019altra carica posata sul fondo ed usata come ancoraggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a> Con il termine navigazione di precisione si intendono quelle tecniche atte a far procedere una nave in mare con precisione metrica. All&#8217;epoca poteva essere effettuata solo attraverso misurazioni ottiche in presenza di punti cospicui sulla costa. Vista l\u2019area di operazione ci\u00f2 non era tecnicamente possibile.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII &#8211; XX SECOLO AREA: GUERRA DI MINE parole chiave: mine, ordnance, American Turtle, Bushnell, Colt, cow catcher, Farragut, Fulton . La Guerra di Indipendenza Americana Negli anni che seguirono, gli studi per ottenere ordigni sempre pi\u00f9 stabili e facilmente impiegabili portarono alla costruzione della prima mina navale. 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