{"id":3670,"date":"2018-06-28T01:00:06","date_gmt":"2018-06-28T01:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3670"},"modified":"2026-03-11T21:34:20","modified_gmt":"2026-03-11T20:34:20","slug":"le-mine-navali-un-arma-antica-ma-ancora-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3670","title":{"rendered":"Le mine navali, un arma antica ma ancora attuale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mine navali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">Naval Mine, a clear and present danger<\/span><\/strong><br \/>\nTra gli ordigni subacquei le mine navali occupano ancora un posto di rilievo. Ogni anno centinaia di ordigni vengono bonificati in mare dai reparti subacquei della Marina Militare e delle Forze dell&#8217;ordine. Un&#8217;azione necessaria per eliminare un pericolo subdolo e onnipresente. Gli specialisti utilizzano attrezzature moderne per ritrovare questi oggetti che il tempo ha nascosto sotto le sabbie o tra fanghi melmosi, senza ridurre la loro pericolosit\u00e0. La procedura successiva \u00e8 la bonifica che richiede l&#8217;adozione di&nbsp; sofisticate tecniche per la riduzione dell&#8217;impatto ambientale e la definitiva neutralizzazione o distruzione degli ordigni. Tutto per garantire la sicurezza dei subacquei o di chi, come i pescatori, ha interazioni ravvicinate con il fondo del mare.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3678\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mina-ad-urtanti-286x300.jpg\" alt=\"mina ad urtanti\" width=\"850\" height=\"890\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>mina ormeggiata ad urtanti &#8230; di questo tipo ne furono posate centinaia di migliaia durante la seconda guerra mondiale in tutti i mari del mondo &#8211; foto collezione privata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma di cosa stiamo parlando?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTra i tanti ordigni giacenti nei nostri mari, quelli pi\u00f9 insidiosi sono le mine navali che molti pensano esistano solo nei film o nelle barzellette. Mi riferisco a quelle sfere nere collegate con una catena al fondo del mare. La loro pericolosit\u00e0 non deve essere minimizzata in quanto, nonostante esistano dei congegni interni che le dovrebbero rendere inoffensive dopo un certo periodo di tempo, l&#8217;esperienza ha mostrato quanto il loro congegni siano ancora molto sensibili. Di questo tipo di mine ne furono posate, sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, centinaia di migliaia in tutti i mari del mondo. Altre furono realizzate in tempi recenti, e sono ancora reperibili nei mercati di armi in tutto il mondo e costituiscono una minaccia insidiosa che non si vede, costa relativamente poco e fa molti danni. A volte non hanno bisogno di esplodere in quanto solo dichiararne la presenza \u00e8 sufficiente per bloccare le vie di accesso marittime e creare danni economici a sei zeri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Negli ultimi due secoli, la mina navale ha dimostrato di essere l&#8217;arma navale maggiormente costo-efficace, in grado di poter causare gravi danni alle strutture nemiche, di imporre climi di profonda incertezza psicologica e di richiedere alle nazioni sforzi elevati per poter ridurre il rischio connesso lungo le rotte marittime e nei porti.<\/strong><\/span> Ricorderete tutti le mine di origine libica nel canale di Suez del 1985, quelle di Saddam nel golfo Persico 2002 o, andando indietro nel tempo, quelle artigianali del 1984 usate dagli USA in Nicaragua per bloccare l&#8217;unico porto commerciale del Paese e causare la caduta del regime. <strong><span style=\"color: #008000;\">Tutte provocarono pi\u00f9 danni economici che militari.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una guerra subdola e troppo spesso sottovalutata<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTecnicamente con il termine \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra di Mine navali<\/span><\/strong>\u201d o <strong><span style=\"color: #008000;\">Naval<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Mine Warfare<\/span><\/strong> si intende l\u2019insieme delle tecniche di impiego delle mine navali e delle relative contro misure in ambito tattico e strategico in un\u2019operazione bellica. Le&nbsp;mine navali sono concettualmente delle armi semplici che svilupparono nel tempo una capacit\u00e0 offensiva sempre maggiore legata all&#8217;evoluzione degli esplosivi e dei congegni di attivazione impiegati. Esse possono essere suddivise in funzione della posizione che assumono nel volume d\u2019acqua, del loro congegno di fuoco, del loro controllo ed infine del metodo con il quale vengono posate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si parla quindi di mine ormeggiate, se collegate al fondo tramite un cavo di ormeggio, o da fondo se posate sul fondo del mare in aree di particolare interesse per ostacolare il transito di navi o sommergibili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, una mina navale \u00e8 costituita da:<br \/>\n&#8211;&nbsp;&nbsp; <strong><span style=\"color: #008000;\">un involucro<\/span><\/strong> (metallico o di materiale amagnetico), detto comunemente <strong><span style=\"color: #008000;\">cassa<\/span><\/strong>;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">un congegno di fuoco<\/span><\/strong>, responsabile di provocare l\u2019esplosione al passaggio del bersaglio tramite l\u2019innesco di un detonatore;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">una carica esplosiva<\/span><\/strong>;<br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">congegni accessori<\/span><\/strong> ovvero una serie di diversi moduli che consentono all&#8217;arma di essere movimentata e poi attivata a secondo delle predisposizioni determinate dal minatore dopo la sua posa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cassa \u00e8 normalmente in metallo o, nelle mine moderne, in materiale amagnetico (vetroresina) ed ha ovvie caratteristiche stagne per non permettere la penetrazione di umidit\u00e0 all\u2019interno che potrebbe danneggiare la componentistica interna. Nelle mine ormeggiate la sua forma varia dalla classica sfera con urtanti a cilindri realizzate con semisfere sovra e sotto poste.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-42686 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina-.jpg\" alt=\"\" width=\"1772\" height=\"1183\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina-.jpg 1772w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina--1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina--768x513.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina--1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/urtante-mina--1200x801.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>i componenti facenti parte di un urtante, da sinistra l&#8217;alloggiamento, la fiala di acido e l&#8217;urtante in piombo. Essendo di metallo morbido, dopo l&#8217;urto la fiala si rompe aggiungendo alla batteria il componente necessario per il suo funzionamento.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">congegni di fuoco<\/span><\/strong> possono essere a contatto ed a influenza. I primi sono azionati dal contatto fisico di una nave o un sommergibile con un elemento sensibile della mina (un urtante, un&#8217;antenna o dei cavetti a strappo); sono tipici delle mine ormeggiate di vecchia generazione e in alcune mine anti-sbarco.&nbsp;Nelle mine da fondo si d\u00e0 invece preferenza a congegni di fuoco detti \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">ad influenza<\/span><\/strong>\u201d.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sensori si basano sulla possibilit\u00e0 di avvertire le perturbazioni ambientali causate dall&#8217;avvicinarsi alla mina di una nave o un sommergibile. In pratica, in natura ogni oggetto che si muove in un fluido (che sia aria o acqua) modifica l&#8217;ambiente fisico in cui passa, ad esempio modificando il campo magnetico o il livello di rumore ambientale (si pensi al rumore causato dai motori di una nave). I sensori della mina percepiscono la variazione e, attraverso un catena di reazione, danno l&#8217;innesco necessario per far scoppiare gli ordigni. I congegni ad influenza furono inventati prima della seconda guerra mondiale ed il principio di funzionamento sulle armi moderne concettualmente non \u00e8 diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tra i sensori ad influenza pi\u00f9 comuni vi sono quelli:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">magnetici <\/span><\/strong>(che percepiscono la variazione del campo magnetico locale);<\/p>\n<p>&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">acustici<\/span><\/strong> (segnalano il superamento di una soglia acustica predeterminata dal minatore);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">barici <\/span><\/strong>(segnalano la variazione di depressione barica dovuta al movimento della massa d\u2019acqua a causa del passaggio di un bersaglio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mine da fondo pi\u00f9 moderne, al fine di essere pi\u00f9 selettive, &nbsp;sono dotate principalmente di sensori ad influenza spesso combinati fra loro, per consentire un preciso targeting dei bersagli. Questo garantisce una maggior sicurezza al fine di non colpire navi mercantili. I segnali provenienti dai sensori vengono analizzati da processori che di fatto danno l\u2019ordine di attivazione al circuito di fuoco. Gli stessi circuiti provvedono a sterilizzare la mina dopo un certo periodo di tempo, almeno in teoria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mina-esplos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3672\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mina-esplos-300x200.jpg\" alt=\"mina esplos\" width=\"850\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mina-esplos-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mina-esplos.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>distruzione di una mina ormeggiata in alto mare<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esplosivi impiegati nelle mine sono &#8220;alti esplosivi&#8221;, adatti per l\u2019uso subacqueo, ed a volte potenziati con polveri di alluminio per elevare il calore dei gas prodotti dall&#8217;esplosione e prolungare la durata della reazione. La carica principale viene attivata da una carica secondaria, detta <strong><span style=\"color: #008000;\">detonatore<\/span><\/strong>, a sua volta attivata dal circuito di fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Detto questo, perch\u00e9 ne parliamo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nOgni anno molti di questi oggetti restano intrappolati nelle reti&nbsp; dei pescatori o vengono scoperti sul fondo dal moto ondoso. I subacquei, soprattutto i meno esperti, sono attratti dalla novit\u00e0 e si avvicinano con curiosit\u00e0 a questi oggetti. Il fatto non dovrebbe essere un pericolo ma, talvolta, qualcuno cerca di recuperarne un pezzo, un ricordino da mettere sul tavolo a casa. <strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0 che pu\u00f2 essere fatale<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza entrare nei dettagli tecnici sul funzionamento di questi ordigni, nonostante siano passati pi\u00f9 di settant&#8217;anni dopo la loro posa, essi possono essere ancora pericolosi per i subacquei ed i pescatori. In particolare, la rottura accidentale degli urtanti pu\u00f2 far chiudere il circuito di fuoco ed attivare il detonatore principale con conseguenze letali per tutti coloro che si trovano nelle prossimit\u00e0. Una decina di anni fa, nel Mar Baltico, fu recuperata una mina tedesca della seconda guerra mondiale che aveva ancora una batteria con una carica residua al 90% di quella iniziale &#8230; fate voi.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Istruzioni per l&#8217;uso<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mine.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3674\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/mine.jpg\" alt=\"mine\" width=\"850\" height=\"637\"><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>NON AVVICINATEVI MAI<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in caso di ritrovamento di un qualsiasi ordigno in mare dovete avvisare <strong><span style=\"color: #008000;\">immediatamente<\/span><\/strong> la Guardia Costiera o il Comando delle Forze dell&#8217;Ordine pi\u00f9 vicino.&nbsp;Per quanto possibile, dovete fornire la posizione dell&#8217;oggetto, una sua descrizione sommaria (forma e dimensioni) &nbsp;e la profondit\u00e0 di ritrovamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">NON TOCCATELE PER NESSUN MOTIVO<\/span><\/strong> &#8211; oltre ai suoi dispositivi di attivazione, questi ordigni potrebbero avere dei congegni anti rimozione che potrebbero innescare la carica (a strappo) con esiti fatali per voi e chi vi sta intorno.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/101119-n-QW632-023-300x214.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3792\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/101119-n-QW632-023-300x214-300x214.jpg\" alt=\"101119-n-QW632-023-300x214\" width=\"850\" height=\"606\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Osservate sempre a distanza ci\u00f2&nbsp;che non conoscete ed avvisate subito le Autorit\u00e0. Ricordate&nbsp;<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">la sicurezza vostra e di chi vi circonda non ha prezzo.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in anteprima una mina tedesca dragata in acque australiane &#8211; Fonte AWM &#8211; id Number: <a class=\"external text\" href=\"https:\/\/www.awm.gov.au\/collection\/304925\" rel=\"nofollow\">304925<\/a> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Mine_(AWM_304925).jpg\">Mine (AWM 304925).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: mine navali &nbsp; Naval Mine, a clear and present danger Tra gli ordigni subacquei le mine navali occupano ancora un posto di rilievo. 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