{"id":36699,"date":"2020-01-04T00:10:15","date_gmt":"2020-01-03T23:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=36699"},"modified":"2023-09-21T21:37:24","modified_gmt":"2023-09-21T19:37:24","slug":"la-santa-anna-la-nave-di-rodi-di-aldo-antonicelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36699","title":{"rendered":"La Santa Anna, la \u201cnave di Rodi\u201d"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Sant&#8217;Anna, Tunisi, Carlo V<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nel 1535 l\u2019imperatore di Spagna<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo V,<\/span><\/strong> alla guida di un esercito forte di 25.000 fanti e 2.000 cavalieri, e di una flotta di 335 tra galee, navi, orche e caravelle appartenenti alla Spagna, al Sacro Romano Impero, ai Regni di Napoli e di Sicilia, alla contea di Fiandra, alla Repubblica di Genova, al Regno di Portogallo, allo Stato della Chiesa e ai Cavalieri di Malta, <strong><span style=\"color: #008000;\">attacc\u00f2 e prese la citt\u00e0 di Tunisi<\/span><\/strong>.&nbsp;Al seguito dell\u2019Imperatore vi era anche un artista, il pittore fiammingo <strong><span style=\"color: #008000;\">Jan Cornelisz Vermeyen<\/span><\/strong> che immortal\u00f2 l\u2019impresa producendo dieci dipinti che servirono di base per la serie di arazzi intitolata \u201cla Conquista di Tunisi\u201d, realizzati dal fiammingo <strong><span style=\"color: #008000;\">Willem de Pannemaeker<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settimo arazzo, intitolato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La presa della Goletta<\/span><\/strong>\u201d, \u00e8 raffigurata la flotta di Carlo V impegnata nell\u2019attacco del 14 luglio che port\u00f2 alla conquista della citt\u00e0 che costituisce l\u2019avamporto di Tunisi: al centro della scena spicca un\u2019imponente \u201cnave\u201d [1] che inalbera le insegne dell\u2019ordine dei Cavalieri di Rodi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_36701\" aria-describedby=\"caption-attachment-36701\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36701 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anna-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anna-1.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anna-1-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anna-1-768x445.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anna-1-1024x594.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36701\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Real_Alc\u00e1zar. Sal\u00f3n de los Tapices. Arazzo VII. \u201cToma de la Goleta\u201d<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico e accademico spagnolo <strong><span style=\"color: #008000;\">Gervasio Art\u00ed\u00f1ano y Gald\u00e1cano<\/span><\/strong> nel suo libro \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">La arquitectura naval espanola<\/span><\/strong>\u201d riporta e fa proprio quanto scritto da fr\u00e0 Ivan Agustin de Fun\u00e8s in \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Coronica de la Ilustrissima Milicia Y Sagrada Religion de San Ivan Bavtista<\/span><\/strong>\u201d, pubblicata nel 1639, secondo il quale il bastimento raffigurato nell\u2019arazzo \u00e8 la famosa nave Santa Anna [2]. Poich\u00e9 Vermeyen dipinse dal vero, \u00e8 molto probabile che la nave dell\u2019arazzo riproduca abbastanza fedelmente l\u2019aspetto della Santa Anna. La Santa Anna, conosciuta anche come la \u201cnau de Rodi\u201d o anche \u201cla grande caracca di Rodi\u201d, era stata costruita nel 1523 sulla spiaggia di Nizza per conto dei cavalieri dell\u2019Ordine Gerosolimitano, detto all\u2019epoca anche dei cavalieri di Rodi, dal nome dell\u2019isola nella quale si erano insediati e che i cavalieri superstiti dell\u2019assedio turco del 1522 dovettero abbandonare il primo di gennaio del 1523 (solamente nel 1530 l\u2019Ordine trover\u00e0 una nuova sede definitiva nell\u2019isola di Malta, cedutagli dall\u2019imperatore Carlo V insieme a quella adiacente di Gozo).&nbsp;<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_36700\" aria-describedby=\"caption-attachment-36700\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36700\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2.jpg 1620w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/antonicelli-anan-2-1200x900.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36700\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Malta Maritime Museum, modello della Santa Anna<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una tradizione riportata da Giacomo Bosio nella sua storia dell\u2019Ordine Gerosolimitano, compilata tra il 1594 e il 1602, la Santa Anna fu varata lo stesso giorno nel quale i turchi entrarono a Rodi. Una volta varata, la Santa Anna fu rimorchiata nell\u2019adiacente porto di Villafranca (l\u2019attuale Villefranche-sur-mer) dove ne venne terminato l\u2019allestimento. Giacomo Bosio fornisce una lunga e dettagliata descrizione della grande nave, descrizione che, grazie alla sua fama sar\u00e0 poi ripresa con minime alterazioni da altri storici dell\u2019epoca: in alcune parti la descrizione \u00e8 certamente fantasiosa ma, essendo stata scritta solo ottant\u2019anni dopo il varo, in linea di massima \u00e8 probabilmente attendibile e d\u00e0 comunque un\u2019idea dell\u2019imponenza di una nave che era famosa in tutto il Mediterraneo. La Santa Anna per \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 l\u2019opere morte, e le commodit\u00e0, e gli ornamenti grandi, chaveva si, che riusc\u00ec il maggiore, migliore, e pi\u00f9 stupendo Vascello, che nel Mare Mediterraneo per l\u2019addietro mai veduto si fosse \u2026<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sant\u2019Anna aveva sei ponti (in questo numero sono probabilmente compresi anche i ponti del castello e del cassero), di cui due al di sotto della linea di galleggiamento; la carena era foderata con lastre di piombo fissate al fasciame con chiodi di bronzo per prevenire i danni prodotti dalla teredine; sembra verosimile l\u2019affermazione che l\u2019altezza massima del castello di poppa superasse di una canna (2,4 m circa) quella dell\u2019albero di una galea mentre \u00e8 forse esagerata quella che il diametro dell\u2019albero di maestra fosse tale che sei uomini non erano sufficienti a circondarlo. Secondo Bosio aveva tre gabbie \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 l\u2019una sopra l\u2019altra, e peruchetto sopra peruchetto<\/span><\/strong>\u201d. In realt\u00e0 anche parte di questa affermazione sembra un\u2019esagerazione, in quanto come si vede dall\u2019arazzo l\u2019albero di maestra portava solamente la vela di maestra e la vela di gabbia, come era d\u2019altronde consueto sulle navi coeve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <span style=\"color: #008000;\"><strong>Agustin de Funes<\/strong> <\/span>la stazza della Santa Anna era di 14.000 salme siciliane. L\u2019armamento sarebbe stato composto oltre che da numerose artiglierie minori, da cinquanta bocche da fuoco di grosso calibro concentrate a prua, poppa e centro nave, un numero probabilmente esagerato, L\u2019equipaggio contava 300 marinai e fino a 500 uomini d\u2019arme e la nave poteva imbarcare provviste sufficienti per quattro-sei mesi di navigazione. Forse con una certa esagerazione Bosio afferma che la Sant\u2019Anna era in grado di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">contrastare e rovinare cinquanta Galere nemiche<\/span><\/strong>\u201d. Probabilmente frutto di fantasia \u00e8 il fatto che a poppa vi fossero diverse \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">logge e gallerie\u2026con casse piene di terreno nelle quali erano piantati alcuni cipressi, melangoli, &amp;altri diversi alberi\u2026a guisa di giardinetti <\/span><\/strong>\u201d; Bosio aggiunge anche che a bordo non si mangiava biscotto, bens\u00ec pane fresco prodotto grazie alla disponibilit\u00e0 di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">molini a mano<\/span><\/strong>\u201d e di un forno. Spesso \u00e8 stato scritto che la Santa Anna fosse \u201ccorazzata\u201d con lastre di piombo: tale asserzione \u00e8 basata sulla descrizione del Bosio secondo il quale \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 era tutta fasciata di piombo, dall\u2019opere morte abbasso, e sott\u2019acqua \u2026 onde era tanto stagna, che non era necessario mai di sgottare \u2026<\/span><\/strong>\u201d e le due \u201ccoperte\u201d (ponti) che si trovavano sotto la linea di galleggiamento \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 erano di piombo \u2026 in tal maniera accomodate, ch\u2019era impossibile il poterla mai cacciare in fondo \u2026<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 assai difficile che per proteggere lo scafo dalle cannonate tra tutti i materiali disponibili fosse stato scelto proprio il piombo, trattandosi di un materiale \u201cmorbido\u201d e poco resistente agli urti; appare anche inverosimile che i due ponti inferiori fossero rivestiti di piombo. D\u2019altra parte una completa fasciatura dell\u2019opera morta con lastre di piombo dello spessore necessario ad arrestare le palle dei cannoni dell\u2019epoca avrebbe comportato un peso sicuramente inaccettabile. E\u2019 molto pi\u00f9 probabile che Bosio si riferisse ad una fodera di piombo applicata alla sola carena per prevenirne l\u2019incrostazione da parte della vegetazione e dei molluschi marini. D\u2019altra parte lo stesso Bosio attribuisce alla robustezza e allo spessore del fasciame della nave il fatto che pur avendo combattuto spesso le cannonate che aveva ricevuto non ne avessero mai trapassato la fiancata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-36709\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antonicelli-3.jpg\" alt=\"\" width=\"1009\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antonicelli-3.jpg 1009w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antonicelli-3-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antonicelli-3-768x481.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1009px) 100vw, 1009px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1535 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Religione<\/span><\/strong> si un\u00ec alle forze imperiali per l\u2019attacco a Tunisi, inviando la Santa Anna e quattro galere; le cinque unit\u00e0 salparono da Malta il 30 maggio 1535 dirette alla volta di Trapani dove avrebbero dovuto congiungersi alla flotta imperiale. La Santa Anna e le galere avevano l\u2019ordine di navigare di conserva, ma ben presto si evidenzi\u00f2 il problema che nel Mediterraneo impediva generalmente ai bastimenti di alto bordo a vele quadre di operare efficacemente insieme alle galere, ossia la bonaccia assai frequente in quella stagione che immobilizz\u00f2 la grande nave. I capitani delle galere si resero conto che se avessero obbedito all\u2019ordine di rimanere insieme alla nave sarebbe stato loro impossibile raggiungere in tempo le forze imperiali e, poich\u00e9 era impossibile rimorchiarla a causa della sua grande stazza, convennero di procedere separatamente dalla Santa Anna, lasciandola ad attendere venti favorevoli che le consentissero di raggiungere la flotta imperiale in Sardegna o direttamente sulle coste della \u201cBarberia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong><span style=\"color: #008000;\">galere della Religione<\/span><\/strong> si unirono alla flotta di Carlo V all\u2019altezza della Sardegna e con essa si recarono davanti alla fortezza della Goletta, dove l\u2019esercito sbarc\u00f2 e cominci\u00f2 le operazioni di assedio. La Santa Anna riusc\u00ec finalmente ad arrivare davanti alla Goletta ad assedio ormai avanzato. Al suo arrivo oltre a salutare l\u2019imperatore con una salva di artiglieria, scaric\u00f2 tre volte i suoi cannoni contro una torre della fortezza, causandone il crollo parziale.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36705\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/presa-di-Tunisi-1535.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/presa-di-Tunisi-1535.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/presa-di-Tunisi-1535-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/presa-di-Tunisi-1535-768x526.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span>Il 14 luglio partecip\u00f2 all\u2019attacco finale, rappresentato nell\u2019arazzo, che port\u00f2 alla conquista della fortezza. La flotta fu schierata con le galere in prima fila, seguite in ordine crescente di dimensioni dalle altre navi e dai galeoni ed infine dalla Santa Anna, in modo che le navi pi\u00f9 grandi non mascherassero quelle pi\u00f9 piccole. In seguito, la Sant\u2019Anna partecip\u00f2 a numerosi altri combattimenti; fu disarmata nel 1540 in seguito alle rigorose misure di economia prese dal Gran Maestro per compensare le perdite finanziarie provocate dalla confisca dei beni inglesi dell\u2019ordine seguita allo scisma di Enrico VIII.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36713\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-4.jpg\" alt=\"\" width=\"848\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-4.jpg 701w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-4-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 848px) 100vw, 848px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Coeva della Santa Anna era la \u201ccaracca\u201d inglese Mary Rose, costruita durante il regno di Enrico VIII, qui raffigurata nei celebri Anthony Rolls realizzati negli anni \u201940 del 1500, nei quali erano ritratti 58 bastimenti da guerra dell\u2019epoca dei Tudor.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36714\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-5.jpg\" alt=\"\" width=\"849\" height=\"601\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-5.jpg 554w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/antoncelli-5-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 849px) 100vw, 849px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raffigurazione moderna della Mary Rose basata sull\u2019immagine contenuta negli Anthony Rolls e sul suo relitto localizzato nel 1971, recuperato nel 1982 ed ora esposto nel nuovo magnifico Mary Rose Museum di Portsmouth<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Secondo quanto \u00e8 riportato in un pannello del Malta Maritime Museum la grande nave rimase abbandonata a marcire nel Galley Creek finch\u00e9 non fu demolita per recuperarne il legname. Alcune delle sue sculture e pannelli dipinti furono per\u00f2 salvati in quanto opere d\u2019arte.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aldo Antonicelli<\/p>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p>articolo pubblicato originariamente sulla <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Laboratorio-di-Storia-marittima-e-navale-Universit\u00e0-di-Genova-268697916628235\/\">pagina FB Laboratorio di Storia marittima e navale<\/a><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<span style=\"font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/span><\/strong><br \/>\n[1] Nel XV-XVI secolo nelle marinerie mediterranee i grandi bastimenti d\u2019alto bordo a vele quadre, che nelle marinerie nordiche erano denominati \u201ccarrack\u201d, erano invece chiamati \u201cnavi\u201d. Solamente verso la fine del \u2018500 il termine \u201ccaracca\u201d cominci\u00f2 ad essere utilizzato anche nel Mediterraneo, prevalentemente nelle opere letterarie di carattere storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">\u2026 il ricordo [della Santa Anna] \u00e8 tanto vivo nella Religione che si \u00e8 provveduto a conservarlo con dipinti che io ho visto di essa in Malta, e a Madrid, negli arazzi di Sua Maest\u00e0 in oro, e seta, di questa giornata di Tunisi \u2026<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nG. Bosio, \u201cDell\u2019Istoria della Sacra Religione ed Ill.ma Militia di S. Giovanni Gierosolimitano\u201d, 1676-1684.<br \/>\nG. de Arti\u00f1ano, \u201cLa arquitectura naval espa\u00f1ola\u201d, 1920.<br \/>\nG. de Arti\u00f1ano, \u201cThe Santa Anna\u201d, The Mariner\u2019s Mirror, vol. 10, n\u00b0 2, 1924.<br \/>\nC. Field, \u201cThe Santa Anna; An Early Armour-Clad\u201d, The Mariner\u2019s Mirror, vol. 9, n\u00b0 12, 1923.<br \/>\nI. A. de Fun\u00e8s \u201cCoronica de la Ilustrissima Milicia Y Sagrada Religion de San Ivan Bavtista\u201d, 1639.<br \/>\nR. Morton Nances, \u201cThe Santa Anna\u201d, The Mariner\u2019s Mirror, vol. 10, n\u00b0 2, 1924.<br \/>\nLos tapices del Alcazar de Sevilla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Sant&#8217;Anna, Tunisi, Carlo V . 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