{"id":36652,"date":"2020-01-03T00:10:47","date_gmt":"2020-01-03T00:10:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=36652"},"modified":"2025-09-07T16:18:07","modified_gmt":"2025-09-07T14:18:07","slug":"i-fenici-in-brasile-leggenda-o-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36652","title":{"rendered":"I Fenici in Brasile, leggenda o verit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DEL MARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: II MILLENNIO a.C,<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">parole chiave: Brasile, Fenici, Manoscritto 512<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sezione<strong><em><span style=\"color: #008000;\"> Opere rare<\/span><\/em><\/strong> della Biblioteca Nazionale del Brasile custodisce gelosamente un antico documento di dieci pagine, il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Manuscript_512\">Manoscritto 512<\/a>. Lo scritto racconta il viaggio di una spedizione nella foresta amazzonica nel XVIII secolo, durante la quale furono scoperte le rovine di un&#8217;antica citt\u00e0, con incisioni di caratteri\u00a0 misteriosi sui muri, abitata da &#8220;strani&#8221; indio con una carnagione molto bianca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/manoscritto-512-iscrizioni-dettaglio.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 manoscritto-512-iscrizioni-dettaglio.jpg\" width=\"840\" height=\"574\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ebbe inizio nel 1839, quando un naturalista di nome <strong><span style=\"color: #008000;\">Manuel Ferreira Lagos<\/span><\/strong> trov\u00f2 per caso quell&#8217;insolito pezzo, privo di autore, <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Rela\u00e7\u00e3o hist\u00f3rica de huma oculta, e grande Povoa\u00e7\u00e3o<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">antiguissima sem moradores, que se descubrio no anno de 1753<\/span> <\/strong><\/em>(Relazione storica di una trib\u00f9 sconosciuta e di un grande e antico insediamento abbandonato, scoperto nell&#8217;anno 1753).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivista ufficiale dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto storico e geografico brasiliano<\/span><\/strong> ne pubblic\u00f2 una copia con una spiegazione contestuale del XVIII secolo in cui narrava la storia di alcuni <strong><em><span style=\"color: #008000;\">bandeirantes<\/span><\/em><\/strong>, degli avventurieri che all&#8217;epoca si addentravano nella giungla per cacciare schiavi o fare fortuna.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/BRASILE-Jaragua_e_Guarani_Demarcacao_JA_52952958365.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BRASILE-Jaragua_e_Guarani_Demarcacao_JA_52952958365.jpg\" width=\"868\" height=\"1301\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Guarani, una delle tante etnie abitanti l&#8217;Amazzonia <\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Jaragu%C3%A1_%C3%A9_Guarani!_Demarca%C3%A7%C3%A3o_J%C3%81!_(52952958365).jpg\">Jaragu\u00e1 \u00e9 Guarani! Demarca\u00e7\u00e3o J\u00c1! (52952958365).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La citt\u00e0 dell&#8217;oro scomparsa<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUna delle tante leggende risale al XVI secolo quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Diego Alvarez<\/span><\/strong>, un marinaio sopravvissuto ad un naufragio lungo la costa del Brasile, fu salvato da alcuni indigeni della trib\u00f9 dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupi-Guaran\u00ed<\/span><\/strong>. Alvarez impar\u00f2 l\u2019idioma dei nativi e si spos\u00f2 con una giovane del luogo avendone poi vari figli tra cui uno fu chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Muribeca<\/span><\/strong>. Fu Muribeca a scoprire nella giungla un luogo antico, con miniere d\u2019oro, argento, e pietre preziose, e ne organizz\u00f2 lo sfruttamento, vendendo i preziosi e le pepite d\u2019oro nel porto di Bahia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il figlio di Muribeca, <strong><span style=\"color: #008000;\">Roberio Dias<\/span><\/strong>, continu\u00f2 le attivit\u00e0 redditizie del padre diventando molto ricco. Roberio era molto ambizioso e, durante un viaggio in Portogallo, arriv\u00f2 a chiedere al re <strong><span style=\"color: #008000;\">Pedro II<\/span><\/strong> addirittura un titolo nobiliare, Il re promise di concederglielo in cambio per\u00f2 di conoscere l\u2019esatta posizione della citt\u00e0 perduta dove si trovavano le miniere. Al rientro a Bahia, Roberio si accorse per\u00f2 di essere stato ingannato; la lettera che doveva contenere l&#8217;assegnazione del titolo di marchese gli avrebbe attribuito solo quello di <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di missione militare<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">,<\/span> ben poco in cambio delle ricchezze contenute nella antica citt\u00e0 perduta. Indignato <strong><span style=\"color: #008000;\">Roberio<\/span><\/strong> si rifiut\u00f2 di fornire altre informazioni ma, non volendo rivelare il segreto di famiglia, fu imprigionato dai Portoghesi fino alla sua morte, avvenuta nel 1622, quando port\u00f2 con s\u00e9 il suo segreto. Nella prima met\u00e0 del XIX secolo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Brasile<\/span><\/strong> divenne indipendente dal Portogallo ed incominciarono a circolare molte leggende dimenticate di luoghi misteriosi nella foresta, frutto dei racconti sia dei <strong><span style=\"color: #008000;\">bandeirantes<\/span><\/strong>, sia delle comunit\u00e0 dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Palenques<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Quilombos<\/span><\/strong>, fondate da indigeni o da schiavi africani fuggiti dalle piantagioni all&#8217;epoca della schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Manoscritto 512<\/span><\/strong>, una spedizione di bandeirantes portoghesi si spinse nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Serton<\/span> <\/strong>(una vasta regione del nord-est del Brasile) e, dopo non poche peripezie trov\u00f2 nella foresta un\u2019antica citt\u00e0, con grandi edifici, strade lastricate, archi, rilievi, statue e alcuni uomini dalla carnagione bianca su una canoa che erano fuggiti alla loro vista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-36658 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Fawcetts_Manuscript_512_large.jpg\" alt=\"\" width=\"859\" height=\"1274\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Fawcetts_Manuscript_512_large.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Fawcetts_Manuscript_512_large-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 859px) 100vw, 859px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo del manoscritto riporta alcuni dettagli curiosi compresa la riproduzione di strani segni presenti sui muri in vari angoli della citt\u00e0. A seguito del ritrovamento del manoscritto, furono organizzate delle spedizioni alla ricerca di quello che sembrava un <strong><span style=\"color: #008000;\">El Dorado<\/span><\/strong> brasiliano. La pi\u00f9 importante fu quella del 1840 organizzata da <strong><span style=\"color: #008000;\">padre Benigno Jos\u00e9 de Carvalho e Cunha.\u00a0<\/span><\/strong> Dopo aver raccolto molte testimonianze di persone che avevano viaggiato attraverso la regione, dopo sei anni di sforzi disumani, Padre Benigno si arrese, non avendo di fatto trovato altro che racconti fantasiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passarono alcuni decenni e, nel 1865, <strong><span style=\"color: #008000;\">Sir<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Richard Burton<\/span><\/strong>, un famoso esploratore britannico, dopo non poche disavventure, fu inviato in Brasile come console. Va premesso che <strong><span style=\"color: #008000;\">Burton<\/span><\/strong>, sebbene famoso per le sue esplorazioni in Asia, Africa e nelle Americhe e per la sua straordinaria conoscenza delle lingue e delle diverse culture (parlava 29 lingue e dialetti europei, asiatici e africani) era considerato un personaggio decisamente controverso e particolare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36659\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sir-richard-Burton-brazil.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"1105\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sir-richard-Burton-brazil.jpg 330w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sir-richard-Burton-brazil-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sir Richard Burton<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere criticavano apertamente le politiche coloniali dell&#8217;Impero britannico, giudicate ipocrite, cosa che contribu\u00ec alla rovina della sua carriera. Interruppe gli studi universitari e divenne un autore prolifico scrivendo numerosi libri e articoli accademici su diversi argomenti di antropologia, frutto delle esperienze\u00a0 maturate nei suoi viaggi. Scrisse di tutto, senza remore morali e religiose, affrontando temi come le pratiche sessuali tra le varie etnie. Una caratteristica dei suoi libri erano le copiose note a pi\u00e8 di pagina e, soprattutto, le sue appendici contenenti osservazioni e informazioni sui luoghi visitati ed i loro costumi.\u00a0 Un personaggio geniale ma scomodo e molti pensarono che il suo invio come diplomatico in Brasile non fosse un premio ma un modo pratico per toglierselo di torno. Burton, che non nascondeva di avere pi\u00f9 interesse per le esplorazioni geografiche che per gli affari amministrativi di cui si doveva occupare nel suo ruolo diplomatico, ne approfitt\u00f2 per esplorare il Sud America. Nel periodo brasiliano venne a conoscenza di quello strano manoscritto che venne poi tradotto in inglese dalla moglie ed incluso in uno dei tanti libri di memorie dei suoi viaggi:<strong><span style=\"color: #008000;\"> Explorations of the highlands of Brazil<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36660\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Percival_Harrison_Fawcett.jpg\" alt=\"\" width=\"868\" height=\"1158\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Percy Harrison Fawcett<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1921, un altro inglese, il <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Percy Harrison Fawcett<\/span><\/strong>, ex militare, archeologo ed esploratore, che aveva esplorato territori amazzonici in Bolivia, venne a conoscenza del manoscritto ed organizz\u00f2 una spedizione nel <strong><span style=\"color: #008000;\">Mato Grosso<\/span><\/strong> alla ricerca di quella citt\u00e0 che, per non dare troppa visibilit\u00e0 alle sue ricerche, chiam\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">Z<\/span><\/strong>. L\u2019interesse di Fawcett verso quella zona amazzonica sembrerebbe fosse legato anche ad una statuetta ricevuta in dono che proveniva dalla zona dello<strong><span style=\"color: #008000;\"> Xing\u00fa<\/span><\/strong> sulla quale apparivano strani segni simili a quelli descritti nel manoscritto. Erano quei segni legati ad una antica civilt\u00e0 perduta? Nel 1925 organizz\u00f2 con il figlio ed un amico una missione nella zona di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lapinha<\/span><\/strong>, una zona sperduta nella foresta amazzonica, pericolosa e malsana, ma della sua spedizione non si seppe pi\u00f9 nulla. L&#8217;ultima notizia\u00a0 fu il 29 maggio 1925 quando Fawcett invi\u00f2 un messaggio a sua moglie indicando che erano entrati in un territorio inesplorato. Dopo di ch\u00e9 scomparvero nella giungla e non furono mai pi\u00f9 visti.\u00a0Recentemente sono stati trovati alcuni oggetti (tra cui una bussola) che gli esploratori portavano con s\u00e9, facendo ipotizzare che probabilmente morirono per malattia o per mano di indigeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quei petroglifi erano forse legati a quel popolo antico che aveva inciso la gigantesca pietra di Ing\u00e0?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl mistero di quei strani petroglifi, che ricordavano caratteri di lingue orientali, rimase cos\u00ec insoluto. Gli indigeni <strong><span style=\"color: #008000;\">Tupi<\/span><\/strong>, che vivevano in questa zona, la chiamavano \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Itacoatiara<\/span><\/strong>\u201c, che nella loro lingua significava semplicemente &#8216;la pietra&#8217;. Questa strana stele, lunga ventisei metri e alta quattro metri, si trova nel bel mezzo del fiume <strong><span style=\"color: #008000;\">Ing\u00e1<\/span><\/strong>, nei pressi dell\u2019omonima cittadina a circa 96 km da Jo\u00e3o Pessoa, nello stato di Para\u00edba, nel nordest del Brasile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/BRASILE-Rocha_Helder_da_Pedra_de_Inga-b-1024x390.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BRASILE-Rocha_Helder_da_Pedra_de_Inga-b-1024x390.jpg\" width=\"1024\" height=\"390\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parte centrale della Pedra de Inga, Para\u00edba, Brazil &#8211; Autore Rocha, Helder da https:\/\/www.flickr.com\/photos\/helder\/<br \/>\n<\/span><\/strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Rocha,_Helder_da,_Pedra_de_Ing%C3%A1-b.jpg\">Rocha, Helder da, Pedra de Ing\u00e1-b.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un misterioso monolite, inciso con simboli e figure, che sembrano rappresentare animali, frutta, esseri umani ma anche altri simboli del tutto irriconoscibili. Una delle ipotesi \u00e8 che questi simboli possano risalire ad un\u2019antica colonizzazione da parte di un popolo venuto da lontano, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Fenici<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Fantasia o realt\u00e0?<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong>Dopo numerosi ritrovamenti, molti archeologi ritengono che, tra il II ed il I millennio a.C., dei navigatori fenici arrivarono sulla costa orientale del Brasile. Alla confluenza dei fiumi <strong><span style=\"color: #008000;\">Long\u00e1 e Parnaiba<\/span><\/strong>, nello stato di Piaui, sono stati scoperti cantieri navali fenici e un porto con un molo riservato per legare i &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Carp\u00e1ssios<\/span><\/strong>&#8220;, navi commerciali fenicie per le lunghe distanze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-38278 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121-1024x803.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121-768x603.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121-1200x942.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/phoenician-art-a-phoenician-commercial-ship-bas-relief-from-a-sarcophagus-found-in-sidon-lebanon-musee-du-louvre-paris-france-1121.jpg 1955w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave commerciale fenicia riportata su un sarcofago di Sidone conservato al Louvre, Parigi\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fiume Mearim verso nord, nello stato di Maranh\u00e3o, si trova il <strong><span style=\"color: #008000;\">lago Pensiva<\/span> <\/strong>ai cui bordi si possono trovare i resti di antichi cantieri navali in legno, contenenti chiodi e tasselli di bronzo. Il sito archeologico fu scavato alla fine degli anni Venti e vi furono ritrovati strumenti tipicamente fenici. A Rio de Janeiro \u00e8 stata ritrovata un\u2019iscrizione sulla &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Pedra da G\u00e1vea<\/span><\/strong>&#8221; che afferma: &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Qui Badezir, re di Tiro, figlio maggiore di Jetbaal<\/span><\/strong><\/em>&#8220;. Sebbene la sua interpretazione sia molto dibattuta, l&#8217;ipotesi che una colonia fenicia sia arrivata a Rio de Janeiro (o comunque oltre l&#8217;oceano) \u00e8 suffragata in alcune fonti storiche. Uno dei maggiori studiosi sulle possibili presenze fenicie in Brasile, l&#8217;archeologo austriaco <strong><span style=\"color: #008000;\">Ludwig Schwennhagen<\/span><\/strong>, sostenne che navigatori fenici, dopo aver creato delle basi commerciali vi si erano insediati e avevano lasciato numerose iscrizioni comprovanti la lor presenza con riferimenti a re di Sidone e Tiro dell\u2019VIII secolo a.C..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultima prova della presenza fenicia sulle coste brasiliane \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Pedra di Paraiba<\/span><\/strong>, rinvenuta nel 1872 presso <strong><span style=\"color: #008000;\">Pouso Alto<\/span> <\/strong>(Paraiba). Sebbene la pietra and\u00f2 poi perduta, copia delle iscrizioni incise furono inviate all\u2019istituto storico di Rio de Janeiro. Inizialmente la trascrizione fu dichiarata un falso per\u00f2, nel 1960, l\u2019epigrafista <strong><span style=\"color: #008000;\">Cyrus Gordon<\/span><\/strong> afferm\u00f2 che il testo era fenicio e non poteva essere un falso perch\u00e9 riportava dei costrutti grammaticali della lingua fenicia che erano ancora sconosciuti nel 1872. Inoltre, nella scrittura compaiono almeno due prove sorprendenti che richiamano usanze linguistiche aramaiche. Questo fattore \u00e8 importante in quanto le navi del re Hiram avrebbero potuto avere marinai a conoscenza del dialetto aramaico. E&#8217; infatti noto che Hiram lavor\u00f2 con il re Salomone per raccogliere risorse per costruire il tempio di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo una traduzione, il testo della <strong><span style=\"color: #008000;\">Pedra di Paraiba<\/span><\/strong> afferma che:<br \/>\n&#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo cananei sidoni della citt\u00e0 del re mercantile. Siamo stati cacciati su questa sponda lontana, una terra di montagne. Abbiamo sacrificato un giovane agli dei e alle dee celesti nel 19\u00b0 anno del nostro potente re Hiram e ci siamo imbarcati da Ezion-Geber nel Mar Rosso. Abbiamo viaggiato con dieci navi e siamo stati in mare insieme per due anni in Africa. Quindi eravamo separati dalla mano di Baal e non eravamo pi\u00f9 con i nostri compagni. Quindi siamo venuti qui, dodici uomini e tre donne, all\u2019isola del ferro, in una nuova spiaggia che io, l\u2019ammiraglio controllo. Anzi! Che gli dei e le dee celesti ci favoriscano bene.<\/span><\/strong><\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lettura decisamente suggestiva che comproverebbe la loro presenza. Ancora pi\u00f9 straordinaria \u00e8 la scoperta da parte di alcuni linguisti dell\u2019influenza linguistica fenicia sui alcuni dialetti dei nativi.\u00a0Un&#8217;ulteriore conferma \u00e8 arrivata dalla scoperta negli archivi del Museo del Louvre, del Museo reale di Londra, del Vaticano e di Lisbona di documenti che affermano che il nome del <strong><span style=\"color: #008000;\">fiume Solim\u00f5es<\/span><\/strong> (nome portoghese del Rio delle Amazzoni) derivava dalla sua denominazione primitiva, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Sulaiman<\/span><\/strong>&#8220;, dato in onore del grande re di Israele <strong><span style=\"color: #008000;\">Salomone<\/span><\/strong>. Altre iscrizioni, scoperte nella regione amazzonica nella zona di <strong><span style=\"color: #008000;\">Arar\u00ed<\/span><\/strong>, hanno impressionanti similarit\u00e0 con analoghi segni aramaici, siriaci e persino sanscriti, mescolate con lettere dell&#8217;alfabeto fenicio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esploratori fenici non sembra fossero interessati alle terre ma ai loro prodotti. Quindi, non erano coloni ma commercianti per cui i contatti con i locali potrebbero essere stati basati sulla necessit\u00e0 di integrarsi per soli fini economici. L\u2019integrazione con i locali fu profonda e questo spiegherebbe le similitudini linguistiche ma anche gli scambi tecnologici. Ad esempio, alcuni archeologi ritengono che gli <strong><span style=\"color: #008000;\">indio Marajoara<\/span><\/strong> adottino gli stessi sistemi usati dai Fenici per produrre ceramiche, mescolando olio, legno e cenere di vite con l\u2019argilla. La somiglianza tra decorazioni e forme dei vasi e la fattura di piccole statuette \u00e8 straordinaria. Infine anche il rituale di sepoltura di alcune trib\u00f9 amazzoniche \u00e8 simile a quello fenicio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Edmund Bleibel<\/span><\/strong>, uno storico libanese, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">quando i Fenici si stabilirono in Africa, e Gibilterra era il limite del loro impero, essi progettarono di attraversare l&#8217;enorme oceano verso l&#8217;ignoto. Quindi Ilu di Jbail (Byblos) e sua moglie Harmonia prepararono una grande flotta e navigarono nell&#8217;enorme mare alla ricerca delle &#8220;Isole Eterne&#8221; ma scomparvero per sempre. Si diceva che le loro anime incarnassero due serpenti, il che significava che le loro vite erano state rinnovate da Dio, la volont\u00e0 di Baal. Furono forse loro i primi ad arrivare in Brasile?<\/span> <\/em><\/strong>\u201c<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/450px-Bat_Creek_Exam_5-28-10.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"393\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la pietra di Bat Creek, un falso clamoroso, forse frutto di una burla di studenti Credit: Scott Wolter <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bat_Creek_Exam_5-28-10.JPG\">Bat Creek Exam 5-28-10.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ipotesi decisamente intrigante. Ma la certezza ancora non c&#8217;\u00e8 e vi sono stati falsi clamorosi che pongono molti dubbi sulle interpretazioni precedenti; ad esempio, la famosa pietra di <strong><span style=\"color: #008000;\">Bat Creek<\/span><\/strong>, che presenta delle anche troppo evidenti lettere fenicie, ritrovata in un cumulo di pietre di un antico cimitero indiano nel Tennessee. Dopo il primo momento di entusiasmo gli archeologi rividero le loro posizioni intorno alla sua autenticit\u00e0. I curatori del <strong><span style=\"color: #008000;\">Dipartimento di Antropologia del National Museum of Natural History, Smithsonian Institution<\/span><\/strong>, credono infatti che le iscrizioni sul manufatto siano false, forse uno scherzo di alcuni studenti burloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come giudicare i ritrovamenti in Brasile?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDi fatto, questi viaggi al limite del possibile sono riportati dagli storici antichi nelle fonti: dal periplo dell&#8217;Africa effettuato dai Fenici alla fine del VII secolo, a quelli di <strong><span style=\"color: #008000;\">Imilcone<\/span><\/strong> ed <strong><span style=\"color: #008000;\">Annone<\/span><\/strong>, straordinari navigatori cartaginesi che si spinsero nell&#8217;Atlantico. In questo contesto, potremmo immaginare che alcuni di loro riuscirono in qualche maniera a raggiungere l&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano Atlantico.\u00a0Questo significa che la data della scoperta delle coste del Brasile, attribuita al fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1499, potrebbe essere spostata indietro di venticinque secoli ovvero ai tempi in cui forse grandi navigatori fenici attraversarono l\u2019Atlantico con le loro navi per ricercare nuovi mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E la citt\u00e0 perduta nella foresta amazzonica?<\/span><\/strong> Quella lasciamola nei nostri sogni \u2026 forse un giorno un satellite la individuer\u00e0, andando a svelare anche questo &#8220;non ultimo&#8221; mistero.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10.0pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DEL MARE PERIODO: II MILLENNIO a.C, AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Brasile, Fenici, Manoscritto 512 La sezione Opere rare della Biblioteca Nazionale del Brasile custodisce gelosamente un antico documento di dieci pagine, il Manoscritto 512. 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