{"id":36259,"date":"2019-12-21T00:22:48","date_gmt":"2019-12-21T00:22:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=36259"},"modified":"2023-09-27T18:20:21","modified_gmt":"2023-09-27T16:20:21","slug":"francois-lolonese-il-bucaniere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36259","title":{"rendered":"Francois l&#8217;Olonese, il bucaniere"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: bucanieri, pirateria<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i tanti pirati che scorrazzarono nel XVII secolo il mare dei Caraibi, forse il pi\u00f9 sanguinario e feroce fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Jean-David Nau<\/span><\/strong>, un pirata francese meglio conosciuto come <strong><span style=\"color: #008000;\">Fran\u00e7ois l&#8217;Olonese. L&#8217;Olonese<\/span><\/strong> pass\u00f2 alla cronaca del tempo per la sua ferocia, audacia e propensione alla tortura delle sue vittime. Si sa i pirati non avevano normalmente molti riguardi per i prigionieri ma l\u2019Olonese sembra che si dilettasse di persona, facendo a pezzi i malcapitati anche quando aveva promesso loro la vita salva in cambio della resa.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36266\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin-.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin-.png 1004w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin--294x300.png 294w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin--768x783.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin--50x50.png 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/exquemelin--65x65.png 65w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di famiglia povera, durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza lavor\u00f2 come servo presso un proprietario terriero sulle coste dell&#8217;isola di Martinica dove era arrivato dalla madre patria, la Francia. <strong><span style=\"color: #008000;\">Alexandre Exquemelin<\/span><\/strong>, nel suo libro &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">La storia dei bucanieri d&#8217;America&#8221;<\/span><\/strong>, riferisce che <strong><span style=\"color: #008000;\">Jean-David Nau<\/span><\/strong> nacque sulle coste atlantiche a les Sables-d&#8217;Olonne, da cui l\u2019epiteto l\u2019Olonese. Arriv\u00f2 per la prima volta nei Caraibi nel 1650 ed inizi\u00f2 a vagare tra le isole caraibiche prima di arrivare a San Domingo e diventare poi un bucaniere.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_36265\" aria-describedby=\"caption-attachment-36265\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36265 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/cutlass-fighting.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"807\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/cutlass-fighting.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/cutlass-fighting-300x236.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/cutlass-fighting-768x605.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36265\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Combattimento con spade corte da serie &#8220;Scene di guerra&#8221; di Hans Ulrich Franck, 1656. British Museum<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Bucanieri<\/span><\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI bucanieri prendevano il loro nome da <strong><span style=\"color: #008000;\">boucan<\/span><\/strong>, uno strumento usato per affumicare la carne degli animali, che derivava da un termine degli indigeni tupiguaran\u00ec\/arawak che usavano questo tipo di cottura disponendo la carne su graticole chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">barbicoa<\/span><\/strong> (la parola barbecue deriva da questo termine). I bucanieri erano inizialmente dei cacciatori di frodo francesi, ai quali si unirono presto reietti di diverse nazionalit\u00e0. Vivevano nelle paludi costiere e vendevano le pelli e le carni degli animali cacciati agli altri coloni; in seguito trovarono pi\u00f9 conveniente darsi alle razzie dei villaggi, senza farsi troppi problemi. Vedendo nei bucanieri degli utili alleati, l&#8217;Inghilterra decise di legalizzarli per attaccare la potenza rivale ovvero la Spagna. I bucanieri si distribuirono in diverse basi ma forse la pi\u00f9 importante divenne Port Royal in Giamaica; iniziarono cos\u00ec azioni continue contro le navi spagnole, ma anche francesi e olandesi. Molte informazioni su questi pirati provengono dai disegni dell\u2019opera di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alexandre Exquemelin<\/span><\/strong>, e si ritiene siano veritieri in quanto anche lo scrittore abbracci\u00f2 la stessa causa per ben due anni.<\/p>\n<figure style=\"width: 575px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Flibustier_3-x_small.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Flibustier_3-x_small.jpg\" width=\"575\" height=\"895\"><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">membro della filibusta con fucile a canna lunga da chart of Le Cap Francois on Saint-Domingue, 1686, by P. Cornuau.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene il fucile a canna lunga fosse la loro arma principale, la sciabola per i pirati divenne strumento individuale di riconoscimento del loro armamento. Esso includeva anche una o due pistole e una cartucciera da trenta cartucce. Durante gli assalti e gli abbordaggi potevano dotarsi anche di rudimentali bombe a granata. Quei lunghi coltellacci (da cui probabilmente deriva il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">cutlass<\/span><\/strong>) divennero sotto un certo aspetto un elemento caratteristico di questi avventurieri che fu poi mutuato dagli altri pirati e &#8230; dai marinai, come arma individuale, fino al secolo scorso. Le loro armi sembra abbiano avuto un\u2019origine nord europea, essendo molto simili alle armi olandesi o tedesche classiche della fine del XVII secolo, con lame relativamente corte e con grandi cocce di ferro. La coccia era una specie di coppa metallica fissata fra la lama e il manico della sciabola e costituiva una delle tre parti che componevano la guardia. Se i disegni riportati sul libro di <strong><span style=\"color: #008000;\">Alexandre Exquemelin<\/span><\/strong> fossero veritieri, sarebbero proprio le cocce delle sciabole ad identificarne l\u2019origine. I disegni delle armi dei pirati avevano cocce molto simili per grandezza a quelle delle sciabole olandesi e tedesche, notoriamente pi\u00f9 grandi delle altre europee.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_36264\" aria-describedby=\"caption-attachment-36264\" style=\"width: 923px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36264 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/bucanieri-cutlass.png\" alt=\"\" width=\"923\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/bucanieri-cutlass.png 923w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/bucanieri-cutlass-300x197.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/bucanieri-cutlass-768x504.png 768w\" sizes=\"(max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36264\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un paio di bucanieri a Petit Goave, 1688, da una carta di P. Cornuau. (Archives Nationale d\u2019Outre-Mer)<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sciabola era un\u2019arma temibile, dotata di una lama leggermente ricurva. Sebbene utilizzata anche dalle truppe terrestri, le sciabole divennero presto le armi preferite dei marinai in quanto abbastanza robuste da tagliare i cavi e le manovre delle vele ma anche per essere usate poi con facilit\u00e0 nei combattimenti di abbordaggio ravvicinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Torniamo ora a Francois l\u2019Olonese<br \/>\n<\/span><\/strong><\/span>Dopo essersi dato alla pirateria <strong><span style=\"color: #008000;\">Francois de Nau<\/span> <\/strong>naufrag\u00f2 vicino a Campeche, una regione settentrionale atlantica del Messico. I soldati spagnoli li attaccarono, uccidendo quasi tutto l\u2019equipaggio, ma l\u2019Olonese, coprendosi con il sangue dei suoi uomini, riusc\u00ec a salvarsi nascondendosi tra i morti. Dopo la partenza degli Spagnoli, con l&#8217;aiuto di alcuni schiavi fuggiti dalle piantagioni, cattur\u00f2 una nave spagnola con novanta marinai a bordo e si diresse verso l&#8217;isola di Tortuga con il suo nuovo equipaggio composto da solo venticinque uomini. La spregiudicatezza dell\u2019Olonese gli permise di catturare la citt\u00e0 chiedendo addirittura un riscatto ai Sovrani spagnoli. Il governatore dell&#8217;Avana invi\u00f2 allora una spedizione per catturarlo ma l\u2019Olonese, con l\u2019astuzia, cattur\u00f2 i soldati e \u2026 tanto per cambiare \u2026 li decapit\u00f2. Solo uno fu risparmiato per portare un chiaro messaggio all&#8217;Avana: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Da quel momento in poi non dar\u00f2 mai un quarto a nessuno <\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">spagnolo<\/span><\/em><span style=\"color: #008000;\">&#8220;.<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\nNel 1666 l&#8217;Olonese salp\u00f2 da Tortuga con una flotta di otto navi e un equipaggio di 440 pirati per saccheggiare<strong><span style=\"color: #008000;\"> Maracaibo,<\/span> <\/strong>nell&#8217;attuale Venezuela, insieme ad un altro bucaniere <strong><span style=\"color: #008000;\">Michel le Basque<\/span><\/strong>. Lungo il percorso, per non perdere l\u2019abitudine, abbord\u00f2 una nave del tesoro spagnola, catturando il suo carico di fave di cacao (all&#8217;epoca un bene molto prezioso), pietre preziose ed oltre 260.000 dollari spagnoli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_36271\" aria-describedby=\"caption-attachment-36271\" style=\"width: 845px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36271\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Fortezza-di-San-Carlos-de-la-Barra.jpg\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Fortezza-di-San-Carlos-de-la-Barra.jpg 375w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Fortezza-di-San-Carlos-de-la-Barra-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 845px) 100vw, 845px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36271\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fortezza di San Carlos de la Barra <a href=\"http:\/\/arqcolonialvnzla.blogspot.com\/\">Arquitectura Colonial Venezolana (arqcolonialvnzla.blogspot.com)<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Maracaibo<\/span> <\/strong>era difesa dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Fortezza di San Carlos de la Barra<\/span><\/strong>, protetta da sedici cannoni, una fortificazione ritenuta da molti inespugnabile. <strong><span style=\"color: #008000;\">Francois l\u2019Olonese<\/span><\/strong> decise di avvicinarsi dal lato meno difeso, passando dall\u2019entroterra,&nbsp; e cattur\u00f2 la fortezza in poche ore. Quindi si diresse per saccheggiare la citt\u00e0. Scoprendo che la maggior parte della popolazione era fuggita, nascondendo l\u2019oro, decise di farla pagare ai pochi sventurati rimasti. Inizi\u00f2 un incubo. Li fece torturare fino a quando non rivelarono dove avevano nascosto i loro beni,&nbsp; confermando la sua sinistra fama.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_36269\" aria-describedby=\"caption-attachment-36269\" style=\"width: 1050px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36269 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren.jpg\" alt=\"\" width=\"1050\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren.jpg 1050w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren-768x483.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren-1024x644.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/mappa-caraibi-1050px-Hauntsofthebrethren-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 1050px) 100vw, 1050px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-36269\" class=\"wp-caption-text\">Haunts of the Brethren of the Coast (1898) &#8211; Frank Stockton<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei due mesi seguenti i bucanieri continuarono a saccheggiare e violentare le donne del luogo; infine misero a ferro e fuoco gran parte di Maracaibo e si diressero verso <strong><span style=\"color: #008000;\">San Antonio de Gibraltar<\/span><\/strong>, sulla sponda orientale del lago Maracaibo. Nel massacro che ne segu\u00ec morirono 500 soldati della guarnigione ed i bucanieri trattennero la citt\u00e0 per riscatto. Nonostante il pagamento del riscatto (20.000 pezzi di otto e cinquecento capi di bestiame), l\u2019Olonese continu\u00f2 a saccheggiare la citt\u00e0 acquisendo un totale di 260.000 pezzi da otto, gemme, argenteria, sete preziose ed un certo numero di schiavi. La notizia delle crudelt\u00e0 perpetuate raggiunse la Tortuga alimentando la sua fama sinistra. Fu cos\u00ec che gli fu dato il soprannome di &#8220;flagello degli Spagnoli\u201d, <strong><span style=\"color: #008000;\">Fl\u00e9au des Espagnols<\/span><\/strong>. Nel 1667, arruol\u00f2 ben settecento pirati per una spedizione sulla terraferma centroamericana. Dopo aver saccheggiato <strong><span style=\"color: #008000;\">Puerto Cavallo<\/span><\/strong> sulla costa dell&#8217;Honduras, gli Spagnoli decisero di tendergli un&#8217;imboscata sulla via di San Pedro. Sempre il cronista Exquemelin racconta che l\u2019Olonese, sopravvisse ancora allo scontro e cattur\u00f2 due soldati spagnoli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Estrasse la sua sciabola, e con essa apr\u00ec il petto di uno di quei poveri spagnoli, e tirando fuori il suo cuore con le sue mani sacrileghe, inizi\u00f2 a morderlo e rosicchiarlo con i denti, come un lupo famelico, dicendo all&#8217;altro: \u201cVi servir\u00f2 tutti allo stesso modo, se non mi mostri un altro modo per raggiungere San Pedro<\/b><\/span><\/span><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu cos\u00ec che riusc\u00ec a scamparla nuovamente e a raggiungere la sua nave. Ma il vento della fortuna gir\u00f2. La nave si incagli\u00f2 su un banco di sabbia sulla costa di Dari\u00e9n, Panama. I bucanieri cercarono di raggiungere l\u2019interno della costa per trovare cibo ma furono catturati nei pressi della spiaggia dalla trib\u00f9 indigena dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Kuna<\/span><\/strong>. Questa volta furono loro i carnefici. Exquemelin riporta che i nativi lo fecero a pezzi, buttandolo poi nel fuoco per mangiarselo. La leggenda dice che i nativi trovarono le sue carni molto buone e in seguito aspettarono a lungo che altri come lui approdassero su quelle spiagge.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In anteprima l&#8217;Olonese da https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/en:Alexandre_Olivier_Exquemelin <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Francoislollonais.JPG\">Francoislollonais.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVII SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: bucanieri, pirateria . 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