{"id":36197,"date":"2019-12-03T00:10:33","date_gmt":"2019-12-02T23:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=36197"},"modified":"2026-04-15T13:18:14","modified_gmt":"2026-04-15T11:18:14","slug":"astorre-baglioni-limpresa-dafrica-1550-di-gabriele-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/36197","title":{"rendered":"Astorre Baglioni: l\u2019Impresa d\u2019Africa (1550)"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: XVI secolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36202\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015.jpg\" alt=\"\" width=\"1214\" height=\"1445\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015.jpg 3630w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015-252x300.jpg 252w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015-768x914.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015-860x1024.jpg 860w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Parmigianino_015-1200x1428.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1214px) 100vw, 1214px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span><\/strong>\u00a0fu un fenomenale uomo d\u2019arme italiano, sovraintendente alle fortificazioni, politico e poeta del XVI secolo. La sua monografia, contenuta nel volume <a href=\"http:\/\/zweilawyer.com\/pubblicazioni\/i-padroni-dellacciaio\/\">I Padroni dell\u2019Acciaio<\/a> \u00e8 stata una delle pi\u00f9 sfidanti e, nel complesso, la pi\u00f9 emozionante. Non capita spesso, infatti, di imbattersi in un personaggio dal carattere cos\u00ec sfaccettato, capace di unire la violenza della guerra all\u2019amore per la poesia, la temperanza di un grande condottiero agli scoppi d\u2019ira di un giovane ribelle. L\u2019articolo che segue \u00e8 stato tratto interamente dai Padroni dell\u2019Acciaio, ed \u00e8 relativo a una delle sue imprese meno conosciute. A meno di vent\u2019anni, durante il primo periodo di permanenza a Roma, <strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span><\/strong> si innamora di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ginevra Salviati<\/span><\/strong>, nipote di <strong><span style=\"color: #008000;\">Caterina de\u2019 Medici<\/span> <\/strong>(che sar\u00e0 Regina di Francia). L\u2019amore \u00e8 pienamente ricambiato, ma Astorre appartiene alla nobilt\u00e0 provinciale e manca del patrimonio richiesto per chiedere la mano di una Salviati. Per fare bottino e accrescere il suo patrimonio decide quindi, nel 1550, di partecipare a una spedizione contro le basi del pi\u00f9 capace corsaro ottomano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong>. Le finanze del Baglioni per\u00f2 non gli permettono ancora di chiedere la mano di Ginevra Salviati, di cui \u00e8 rimasto follemente innamorato. I sentimenti profondi che prova nei confronti della donna lo spingono a mettere subito a frutto le capacit\u00e0 che ha maturato nel corso degli ultimi anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-16649\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/andrea-doria-e1507209941191.jpg\" alt=\"\" width=\"1222\" height=\"687\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">particolare da Sebastiano del Piombo, ritratto di Andrea Doria, 1526<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sebastiano_del_piombo,_ritratto_di_andrea_doria,_1526,_03.JPG\">Sebastiano del piombo, ritratto di andrea doria, 1526, 03.JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua occasione arriva nell\u2019aprile del 1550, quando l\u2019Imperatore<strong><span style=\"color: #008000;\"> Carlo V<\/span><\/strong> chiede al grande ammiraglio genovese <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong> (ormai ottantaquattrenne) ed ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Vicer\u00e9 di Napoli e Sicilia<\/span><\/strong> un\u2019azione decisa nei confronti delle basi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut (Turgut Reis)<\/span><\/strong>, situate sull\u2019attuale costa tunisina. Negli anni precedenti, <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span><\/strong> ha letteralmente devastato il litorale italiano. Solo tra il 1548 e il 1549 \u00e8 riuscito a saccheggiare Castellammare di Stabia, Pozzuoli, Procida, Rapallo e Portofino. Il Baglioni si imbarca su una delle tre galee \u2013 comandate dal gerosolimitano Carlo Sforza, appartenente alla Lingua Italiana e Priore di Lombardia \u2013 che attendono il passaggio di Andrea Doria davanti al porto di Civitavecchia. La speranza del Baglioni \u00e8 quella di poter ottenere un buon bottino e sposare cos\u00ec la sua amata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vista l\u2019esperienza maturata da Astorre contro gli Ottomani in Ungheria, <\/span><span style=\"color: #008000;\">Carlo Sforza lo nomina comandante della fanteria da sbarco italiana<\/span><\/strong>.<br \/>\nLa flotta giunge nel porto di Napoli il 6 maggio. La formazione vede Andrea Doria con venti galee nel centro, a destra Carlo Sforza con i soldati romani (capitanati dal Baglioni) e a sinistra le imbarcazioni di Giordano Orsini con i soldati fiorentini. Gli Italiani rimangono a circa tre miglia dalla costa, in attesa delle navi di Don Garcia di Toledo, figlio del Vicer\u00e9 di Napoli e generale della fanteria. La flotta napoletana arriva a gran velocit\u00e0 e Andrea Doria fa aprire la formazione per agevolarne il passaggio. A questo punto, Don Garcia prova a passare con la sua ammiraglia fra quella del Doria e quella dello Sforza; una manovra insensata, visto che non c\u2019\u00e8 spazio sufficiente. La curva disegnata dalla barca napoletana diventa sempre pi\u00f9 larga; lo Sforza e il Baglioni urlano insulti dal ponte, ma ormai \u00e8 troppo tardi, la collisione \u00e8 inevitabile. Lo scafo di Don Garcia fracassa tutti i remi a babordo della capitana dello Sforza. Insomma Don Garcia, gi\u00e0 inviso agli altri ufficiali per la sua arroganza, si presenta nel peggiore dei modi. Come scrive il Guglielmotti: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Minor vituperio sarebbe se il Cane de\u2019 Tartari in carrozza andasse a rompere le gambe d\u2019uno squadrone di cavalleria che stesse a salutarlo in parata<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36204\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1200px-Battle_of_Tunis_1535_Attack_on_Goletta.jpg\" alt=\"\" width=\"1224\" height=\"887\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1200px-Battle_of_Tunis_1535_Attack_on_Goletta.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1200px-Battle_of_Tunis_1535_Attack_on_Goletta-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1200px-Battle_of_Tunis_1535_Attack_on_Goletta-768x556.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1200px-Battle_of_Tunis_1535_Attack_on_Goletta-1024x742.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1224px) 100vw, 1224px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;assedio di Tunisi 1535<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La flotta completa prevede un altro contingente, quello guidato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Don Giovanni di Vega, Vicer\u00e9 di Sicilia e generale della spedizione<\/span> <\/strong>(quindi gerarchicamente superiore sia al Doria che allo Sforza). Il Vicer\u00e8 di Sicilia rimane per\u00f2 sull\u2019isola e manda a rappresentarlo i due figli Fernando e Alvaro. Giunta a ridosso della costa nordafricana, la flotta deve decidere sul da farsi. Dragut e i suoi sono a razziare le coste sarde e spagnole, quindi bisogna prendere terra, rifornirsi di acqua e occupare qualche posizione strategica. <strong><span style=\"color: #008000;\">Alla fine, \u00e8 proprio Astorre Baglioni a suggerire la soluzione migliore: prendere il forte di Monastero (Monastir). <\/span><\/strong>\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">A<\/span><span style=\"color: #008000;\">storre consigli\u00f2 che almeno si prendesse Monasterio [\u2026] Questo consiglio portato al Principe (Doria) dal Priore (Carlo Sforza) come cosa propria di Astorre, fu trovato molto buono da tutti.<\/span><\/em><\/strong>\u201d Il forte sorge infatti su una penisola poco a sud di Susa, e prende il nome dal monastero che l\u2019ha occupata dal II secolo fino alla conquista araba. Il dato pi\u00f9 rilevante \u00e8 che lo riforniscono due sorgenti d\u2019acqua. I Cristiani bombardano il forte da terra e dal mare, facendo crollare il mastio, e vanno all\u2019assalto. Uccidono tutti i corsari barricati all\u2019interno e fanno prigionieri gli abitanti. Bisogna sottolineare che, oltre a partorire l\u2019idea, <strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span> <\/strong>ha preso su di s\u00e9 l\u2019onere di effettuare la sortita: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Astorre guid\u00f2 le genti italiane che erano sulle galere del Papa, ed in breve tempo prese Monasterio<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Le perdite di vite cristiane sono minime, solo dieci morti, ma due galee colano a picco a causa dell\u2019esplosione di alcuni pezzi d\u2019artiglieria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36201 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-1.png\" alt=\"\" width=\"1226\" height=\"697\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-1.png 1199w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-1-300x171.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-1-768x437.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-1-1024x582.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1226px) 100vw, 1226px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Posizione di Monastero e Citt\u00e0 d\u2019Africa sulla costa Nordafricana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie all\u2019intuizione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span><\/strong>, dunque, nel giugno 1550 l\u2019intera flotta pu\u00f2 rifornirsi d\u2019acqua in tutta tranquillit\u00e0 e inizia a stazionare presso i due scogli conosciuti come Le Conigliere, otto miglia a levante di Monastero. Alcuni vascelli raggiungono anche a La Goletta, occupata dagli Spagnoli quindici anni prima e difesa da un forte presidio. Al comando della guarnigione si trova <strong><span style=\"color: #008000;\">Don Luigi Perez di Vargas<\/span><\/strong>, molto esperto di guerra e usanze nordafricane. Egli assicura al Doria tutto il supporto possibile \u2013 a patto che questo non pregiudichi la difesa de La Goletta \u2013 e gli consiglia di esortare il Vicer\u00e9 di Sicilia a guidare la spedizione in prima persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, con <strong><span style=\"color: #008000;\">Dragut<\/span> <\/strong>ancora lontano, la flotta si sposta a Trapani per imbarcare Don Giovanni. A creare problemi rimane solo Don Garcia, che teme una diminuzione del suo potere decisionale a causa dell\u2019arrivo del Vicer\u00e8; minaccia addirittura di abbandonare la spedizione e inseguire Dragut in giro per il Mediterraneo, ma alla fine accetta di formare un triumvirato con Don Garcia e Andrea Doria. Il 24 giugno, partono da Napoli 52 galere, 28 navi, 40 pezzi d\u2019artiglieria da campo e 4.000 uomini. Fra di loro c\u2019\u00e8 sempre il Baglioni, che gi\u00e0 con la presa di Monastero si \u00e8 garantito un discreto bottino; l\u2019altare e la figura elegante di Ginevra Salviati gli sembrano gi\u00e0 pi\u00f9 vicini. Dopo due giorni di navigazione la flotta cristiana \u00e8 nelle acque antistanti la <strong><span style=\"color: #008000;\">fortezza di Mehedia<\/span><\/strong>, conosciuta anche come Africa (in tutte le cronache, compresa quelle del Bosio, si parla infatti di Citt\u00e0 d\u2019Africa). Barricati al suo interno ci sono 1.300 veterani turchi guidati da Assan-reis, nipote di Dragut; i Turchi hanno anche ricevuto 2 galee di soccorso da Alessandria (arrivate senza incontrare resistenza nei giorni in cui la flotta cristiana si \u00e8 spostata a prendere il Vicer\u00e8 di Sicilia!). Dalla terraferma arrivano buone notizie: la citt\u00e0 \u00e8 isolata dall\u2019entroterra perch\u00e9 Arabi, Beduini e Mori sono tutti dalla parte del governatore de La Goletta, e quindi dei Cristiani. All\u2019alba del primo luglio, il triumvirato ordina di martellare le mura con l\u2019artiglieria. 26 bocche da fuoco tuonano all\u2019unisono per giorni, ma la seconda cinta muraria, difesa dalle macerie della prima, crollata quasi subito, resiste. I veterani turchi riescono inoltre a effettuare delle sortite ben organizzate contro le linee cristiane e causano un notevole scompiglio. Dopo dieci giorni i triumviri si accordano per tentare un assalto notturno. Un manipolo di soldati raggiunge la cinta esterna e pianta sette bandiere. Poi prosegue per il rivellino (fortificazione esterna alle mura che di solito protegge un ingresso al forte), convinto di poterlo far suo. I Turchi per\u00f2 sono in attesa nel buio. Del manipolo fanno parte 20 cavalieri di Malta, che sono i primi a finire massacrati. In tutto rimangono sul campo un centinaio di Cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-36205\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni.png\" alt=\"\" width=\"1224\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni.png 979w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-300x147.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/astorre-baglioni-768x377.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1224px) 100vw, 1224px\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Astorre Baglioni<\/span><\/strong> \u00e8 testimone del malumore che inizia a circolare nell\u2019armata. Alcuni soldati vogliono ritirarsi a La Goletta, altri in Sicilia, altri ancora provare a fare bottino presso qualche presidio turco meno resistente. Anche l\u2019arrivo di nuove artiglierie dalla Sicilia e di avventurieri italiani da tutta la penisola, fra cui Giovanni Battista del Monte, nipote del Papa, non muta la situazione. Il forte turco resiste e, quando ne ha l\u2019occasione, colpisce duramente. Il 20 luglio, Carlo Sforza \u00e8 costretto a scortare a Trapani 5 galee stracolme di malati e feriti. Da l\u00ec, il Priore di Lombardia arriva fino a Roma per aggiornare in prima persona il Papa sull\u2019andamento dell\u2019assedio. Dai mercenari spagnoli indolenti, ai comandanti inesperti, fino a Don Garcia, che passa tutta la giornata a giocare a carte sulla galea o nel bordello a terra, lo Sforza non salva quasi nessuno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-36208\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giordano-orsini.jpg\" alt=\"\" width=\"1221\" height=\"1642\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giordano-orsini.jpg 446w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giordano-orsini-223x300.jpg 223w\" sizes=\"auto, (max-width: 1221px) 100vw, 1221px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giordano Orsini di Monterotondo<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ritratto_di_Gian_Giordano_Orsini.jpg\">Ritratto di Gian Giordano Orsini.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Africa, nel frattempo, la fanteria italiana si trova spesso ad affrontare le imboscate di Arabi e Beduini, che dovrebbero essere alleati dei cristiani. Alcuni di loro hanno ceduto alle minacce, alternate a promesse e lusinghe, di Dragut. La banda araba pi\u00f9 temuta, composta da 10 cavalli e 30 fanti, \u00e8 guidata da un Cavaliero africano completamente vestito di bianco. Il giorno successivo alla partenza dello Sforza, vi si imbattono Astorre Baglioni e Giordano Orsini. A fronte dei pochi progressi nell\u2019assedio, i due decidono di accompagnare una squadra di taglialegna nell\u2019entroterra, cogliendo l\u2019occasione per osservare le particolarit\u00e0 della campagna africana. Sulla via del ritorno, l\u2019Orsini nota alcuni volatili variopinti; ha la (sciagurata) idea di prendere l\u2019archibugio a ruota e allontanarsi dal gruppo per cacciarne uno. Concentrato a prendere la mira, l\u2019Orsini non si accorge che qualcuno \u00e8 a pochi metri da lui. Il Cavaliero africano lo disarciona e lo ferisce a un braccio; il capitano fiorentino annaspa sul terreno cercando di reagire, ma il Cavaliero alza la scimitarra ed \u00e8 pronto a colpire. Quando alza la testa, vede arrivare il Baglioni al galoppo, la spada sguainata. L\u2019africano salta sul suo destriero, prende anche quello dell\u2019Orsini, e fugge via. Astorre Baglioni per\u00f2 gli rimane alle calcagna, e alla fine il Cavaliero \u00e8 costretto a lasciar andare il cavallo appena rubato per fuggire pi\u00f9 velocemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-36206 alignright\" style=\"color: #444444; display: inline; float: right; font-family: Georgia,&amp;quot; bitstream charter&amp;quot;,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; height: auto; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; max-width: 640px; orphans: 2; outline-color: #72777c; outline-style: solid; outline-width: 1px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; margin: 4px 0px 12px 24px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Claude_de_la_Sangle.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Claude_de_la_Sangle.jpg 280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Claude_de_la_Sangle-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/>Il grande nemico della flotta cristiana, Dragut, ha passato diverse settimane ad attaccare le coste europee nella speranza di distogliere il Doria e gli altri dall\u2019assedio. Il suo piano per\u00f2 non ha successo, anche perch\u00e9, sbarcato sulla costa occidentale della Sardegna con migliaia di uomini, \u00e8 costretto a darsi alla fuga dopo un assalto degli isolani, che provoca la morte di 400 Turchi. Dragut ritorna quindi verso l\u2019Africa e usa tutti i mezzi diplomatici a sua disposizione. Ancora una volta fa piovere sui regnanti locali minacce e grandi promesse, che alla fine gli valgono un esercito composto da 3.700 Mori e 800 veterani turchi. Un suo messaggero raggiunge a nuoto la fortezza difesa dal nipote, annunciando a quest\u2019ultimo che i rinforzi arriveranno via terra il 25 luglio. Il corsaro \u00e8 di parola, perch\u00e9 la mattina del 25 i suoi uomini sono molti vicini al forte. 750 soldati spagnoli, che stanno facendo da scorta a guastatori e taglialegna, rallentano l\u2019avanzata di Dragut. Il nipote di questi, osservando la scena dalle mura, ordina una sortita dei suoi, ma le forze cristiane lo respingono anche grazie alle \u201cartiglierie minute\u201d mobili da campagna (posizionate su carretti facilmente spostabili) e ai \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">bei tiri di rimbalzo delle galere a distanza di pi\u00f9 che due miglia<\/span><\/em><\/strong>\u201c. Dragut (che 15 anni dopo sar\u00e0 presente all\u2019Assedio di Malta) fa una fredda valutazione delle forze in campo e capisce che il suo esercito raccogliticcio non pu\u00f2 avere ragione delle forze europee. Decide quindi di sciogliere le milizie arabe e tornare a Gerba con i suoi Turchi. Il\u00a010 settembre 1550 tutta l\u2019armata cristiana \u00e8 pronta all\u2019assalto finale. Lo Sforza e l\u2019Orsini coordinano le artiglierie delle galee italiane, mentre tutti i soldati italiani (romani, genovesi, toscani, napoletani) seguono gli ordini di Astorre Baglioni sulla terraferma. Si unisce agli italiani anche il futuro Gran Maestro dell\u2019Ordine\u00a0 con 400 soldati e Cavalieri. Per tutta la mattina, l\u2019artiglieria spiana gli ultimi ruderi delle mura, poi suonano le trombe dell\u2019assalto. Tre colonne di soldati attaccano le brecce, quella guidata dal Baglioni e da La Sangle si muove per prima fra le rovine. La testa del contingente, composta in gran parte da ufficiali, riceve la prima scarica degli archibugieri africani e conta circa 20 morti. Italiani e Cavalieri non si fermano; quando si passa all\u2019arma bianca, riescono ad avere la meglio e a penetrare nel forte. Le altre due colonne incontrano maggiore resistenza, ma alla fine prendono anche il rivellino, difeso fino alla morte da <strong><span style=\"color: #008000;\">Assan-rais<\/span><\/strong>. L\u2019impresa \u00e8 riuscita, e tutti i comandanti cristiani non possono che riconoscere i grandi meriti di Astorre Baglioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Campagnano<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: XVI secolo &nbsp; Astorre Baglioni Astorre Baglioni\u00a0fu un fenomenale uomo d\u2019arme italiano, sovraintendente alle fortificazioni, politico e poeta del XVI secolo. La sua monografia, contenuta nel volume I Padroni dell\u2019Acciaio \u00e8 stata una delle pi\u00f9 sfidanti e, nel complesso, la pi\u00f9 emozionante. 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