{"id":35885,"date":"2019-11-19T00:10:22","date_gmt":"2019-11-19T00:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35885"},"modified":"2026-05-27T15:42:33","modified_gmt":"2026-05-27T13:42:33","slug":"protagonisti-del-mare-luigi-ferraro-2-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35885","title":{"rendered":"Protagonisti del mare: la vita di Luigi Ferraro, un eroe del nostro tempo &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Luigi Ferraro, Gamma<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35933 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PirelliLS-901_091.jpg\" alt=\"\" width=\"923\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PirelliLS-901_091.jpg 862w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PirelliLS-901_091-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PirelliLS-901_091-768x568.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">gruppo Gamma con ARO Pirelli, al centro il comandante Wolk <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuiamo, la vita di <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong>, facendo delle precisazione sugli ultimi anni della guerra. Dopo l&#8217;8 settembre alcuni reparti della X MAS passarono alla R.S.I.. con lo scopo di continuare le ostilit\u00e0 contro gli Alleati, ma anche e soprattutto di salvare e perfezionare il patrimonio di tecnica e di esperienza sui materiali, comprese le tattiche e la preparazione alle operazioni d\u2019assalto acquisite dalla Decima nella Regia Marina. I reparti navali operarono nel mare di Anzio, nel Tirreno ed in Adriatico, sia in missioni speciali che in agguati contro le forze navali, ottenendo con i pochi mezzi a disposizione quattro affondamenti confermati e due ufficialmente privi di riscontro. Tra di essi vi era il <strong><span style=\"color: #008000;\">Gruppo Gamma \u201cLicio Visintini\u201d<\/span><\/strong>, cui Ferraro apparteneva. Dal novembre 1943 il gruppo si trasfer\u00ec a Valdagno (Vicenza) suddividendosi\u00a0 in seguito in diverse Squadre che avrebbero dovuto operare al di l\u00e0 delle linee nemiche per effettuare sabotaggi mano a mano che il fronte, in particolare quello orientale, avanzava, in difesa da una possibile invasione dei partigiani titini. L&#8217;intento era anche di proteggere il diritto italiano su quelle terre contro i tentativi delle autorit\u00e0 d&#8217;occupazione tedesche di snazionalizzare la Venezia Giulia e il Friuli per annetterli al Reich.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nell&#8217;aprile del 1945 a Valdagno era rimasto solo il Comando con Ferraro ed una quarantina di uomini.<\/span> <\/strong>Va sottolineato che Ferraro aveva continuato la guerra contro gli Alleati anglo americani senza mai sparare un colpo contro altri italiani. Ma non solo.\u00a0 D&#8217;accordo coi partigiani (che erano suoi avversari) spesso si oper\u00f2, salvando uomini e importanti insediamenti industriali dalla rappresaglia nazista. A riprova, nella zona agiva la brigata partigiana \u00abStella\u00bb che non attacc\u00f2 mai gli alloggiamenti dei \u00abGamma\u00bb ma stabili con Ferraro ed i suoi uomini un modus vivendi, richiedendo spesso il suo intervento diretto nei riguardi dei tedeschi per evitare inutili distruzioni e morti. Curiosamente il nome dell&#8217;operazione da assaltatore che lo aveva reso famoso era anch&#8217;esso Stella. Anche questa \u00e8 storia di cui si preferisce non parlare. Dopo il 25 aprile Ferraro invi\u00f2 tutto il materiale operativo a La Spezia, dove fu regolarmente consegnato alla Regia Marina. Quando l&#8217;ultimo dei suoi uomini torn\u00f2 alle proprie case, Ferraro raggiunse la famiglia a Bergamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il dopoguerra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35930 alignleft\" style=\"text-align: start;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tabelle-di-decompressione-su-stoffa-realizzate-da-Ferraro-subito-dopo-la-guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"496\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tabelle-di-decompressione-su-stoffa-realizzate-da-Ferraro-subito-dopo-la-guerra.jpg 531w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/tabelle-di-decompressione-su-stoffa-realizzate-da-Ferraro-subito-dopo-la-guerra-300x259.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/>Dopo il congedo <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong> si occup\u00f2, come sommozzatore, del recupero delle tante navi affondate nei porti italiani. Bisognava ripulire gli ingressi dei sorgitori nazionali dai tanti relitti e bonificare le aree minate ed ancora pericolose per le attivit\u00e0 marittime. Un lavoro duro e delicato che interess\u00f2 la neo Marina Italiana ma anche molte societ\u00e0 civili.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">tabelle di decompressione in stoffa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu un lavoro molto complesso, poco conosciuto nei dettagli anche per la riservatezza degli uomini che lo effettuarono ma fondamentale per la rinascita delle attivit\u00e0 marittime lungo le coste e i porti italiani, nei cui fondali erano ancora presenti mine ed ordigni esplosivi che mettevano a rischio la vita dei pescatori e dei marinai. Nel 1947, Luigi Ferraro modific\u00f2 un apparecchio ad ossigeno per poterlo utilizzare con aria e a circuito aperto. Lo and\u00f2 a testare personalmente in mare raggiungendo i settanta metri di profondit\u00e0. Con questo prototipo si dedic\u00f2 anche alla pesca delle spugne utilizzando delle decisamente curiose tabelle di decompressione su stoffa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-35918 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/1948Elba.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"390\" \/>Nell&#8217;estate del 1948, per conto della ditta <strong><span style=\"color: #008000;\">CRESSI<\/span><\/strong> ed in collaborazione con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Touring Club Italiano<\/span><\/strong>, organizz\u00f2 il primo corso di immersione a Marina di Campo, all&#8217;isola d&#8217;Elba, la prima scuola al mondo di subacquea civile. Erano con lui la moglie Orietta ed <span style=\"color: #008000;\"><strong>Edmondo Sorgetti<\/strong><\/span>, anche lui un ex sommozzatore \u201cGamma\u201d. L&#8217;esperienza pregressa di Paolo Ferraro fu fondamentale. L\u2019estate seguente, nel 1949, Ferraro e i suoi ripeterono il corso all\u2019isola d\u2019Ischia e l\u2019anno successivo si recarono nel piccolo arcipelago adriatico delle Tremiti, in quella che fu la prima crociera-scuola della storia. Ebbe tanto successo che nel 1951 fu ripetuta nell\u2019arcipelago Pontino nelle splendide acque delle isole di Ponza, Zannone e Palmarola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nacque cos\u00ec un nuovo comparto del terziario: il<\/span> <span style=\"color: #008000;\">turismo subacqueo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-35919 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/1950Tremiti.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"221\" \/><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 16px;\">Lo sviluppo della Didattica<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Con Ferraro nacque la didattica e metodologia subacquea moderna, il cosiddetto \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">metodo di insegnamento italiano<\/span><\/strong>\u201d che si basava su diverse metodiche interdisciplinari (fisica, chimica, medicina ma anche psicologia, autocontrollo ed acquaticit\u00e0) elaborate e codificate per poi essere universalmente adottate. Questo metodo nacque dalla sua esperienza pregressa militare. Ferraro seppe armonizzare la dura istruzione militare con le esigenze civili rivolte a trasformare la subacquea in uno sport. Tutto questo creando in maniera pragmatica il metodo didattico che tutti oggi conosciamo. Per essere precisi la didattica fu sviluppata nel &#8217;52 col primo corso sommozzatori dei vigili del fuoco del quale Luigi Ferraro fu direttore con l&#8217;aiuto di Duilio Marcante. In tale ambito il pragmatismo di Ferraro fu fondamentale, regolamentando tutte le attivit\u00e0 che fino ad allora avevano sofferto di un iniziale dilettantismo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/corsi-vigili-del-fuoco-carabinieri-e-polizia.jpg\" alt=\"\" width=\"928\" height=\"689\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Genova, primo corso Vigili del Fuoco<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 storicamente era gi\u00e0 stato fatto nel 1942 un esperimento per brevettare all\u2019immersione alcuni Vigili del Fuoco presso l\u2019Accademia di Livorno (una sede storica per i sommozzatori della Regia Marina), ma rest\u00f2 un episodio isolato e non ebbe seguito. Luigi Ferraro inizi\u00f2 nel giugno del 1952 a Genova il I Corso Sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Dopo 60 giorni, vennero brevettati ben trentadue Vigili del Fuoco che tornarono ai Comandi di appartenenza per iniziare la loro attivit\u00e0 al servizio delle popolazioni. Dei veri pionieri. Va sottolineato che l&#8217;allora <strong><span style=\"color: #008000;\">Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco<\/span> <\/strong>fu, a livello internazionale, la prima organizzazione non militare a dotarsi di sommozzatori per scopi civili, al servizio dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La U.S.S. \u201cDario Gonzatti\u201d<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn quegli anni ferventi, dal connubio con tanti amici e soprattutto Duilio Marcante, nacque l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Unione Sportivi Subacquei, (U.S.S.) Dario Gonzatti<\/span><\/strong>, una delle prime associazioni italiane con lo scopo di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">promuovere la conoscenza e la diffusione delle attivit\u00e0 subacquee<\/span><\/strong>\u201d, raggiungendo in brevissimo tempo quasi oltre 600 soci e creando sezioni in molte citt\u00e0 italiane ed all\u2019estero (Svizzera, Libia, Argentina, Brasile), primi nuclei dei principali club subacquei tuttora operanti. L&#8217;associazione venne fondata a Genova il 15 maggio del 1948 da molti appassionati della subacquea e prese il nome dal compianto Dario Gonzatti, un comune amico tragicamente scomparso in mare.\u00a0Dalla sua fondazione, nel 1948, La U.S.S., fu presieduta per ben 20 anni da Luigi Ferraro ispirando lo sviluppo della subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo sviluppo della subacquea<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nFu sempre grazie a Luigi Ferraro se la pratica subacquea entr\u00f2 nella <strong><span style=\"color: #008000;\">FIPS (Federazione Italiana Pesca Sportiva)<\/span> <\/strong>con cui venne organizzata, insieme al Touring Club Italiano, la prima scuola sportiva subacquea.\u00a0La <strong><span style=\"color: #008000;\">FIPS<\/span><\/strong> venne contattata da Ferraro nel 1948 allo scopo di organizzare sotto un profilo sportivo le nascenti attivit\u00e0 subacquee che al momento erano soprattutto legate alla caccia subacquea. Segretario della Federazione era all\u2019epoca <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Manstretta<\/span><\/strong> che rispose in maniera entusiastica e nel 1949 le attivit\u00e0 subacquee entrarono a far parte della FIPS che, negli anni &#8217;90, divenne <strong><span style=\"color: #008000;\">FIPSAS<\/span><\/strong> ovvero <span style=\"color: #008000;\"><b>Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attivit\u00e0 Subacquee<\/b><span style=\"color: #008000;\">, <\/span><\/span>trovando nella <strong><span style=\"color: #008000;\">U.S.S.<\/span><\/strong> un sempre valido riferimento per la diffusione, specialmente nei giovani, dell\u2019attivit\u00e0 agonistica per il nuoto pinnato e per la creazione di corsi per principianti e neofiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35934 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mondo-subacqueo-numero-zero.jpg\" alt=\"\" width=\"318\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mondo-subacqueo-numero-zero.jpg 578w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mondo-subacqueo-numero-zero-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche su quel periodo fecondissimo si potrebbero scrivere molti articoli, raccontando il suo impegno per la divulgazione del mondo marino: Ferraro fa la parte del leone con tante pubblicazioni e con il numero unico della rivista \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Mondo subacqueo<\/span><\/strong>\u00bb, anno 1950.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong> rimase responsabile del settore subacqueo della <strong><span style=\"color: #008000;\">FIPSAS<\/span><\/strong> per oltre vent\u2019anni durante i quali la Federazione italiana divenne uno dei membri pi\u00f9 influenti nelle attivit\u00e0 subacquee mondiali. Il 25 marzo 1973, al Palazzo delle Federazioni a Roma, all&#8217;assemblea annuale della <span style=\"color: #008000;\">FIPSAS<\/span>, Ferraro preannunci\u00f2 le sue dimissioni, per motivi personali e familiari e per gli impegni di lavoro che gli impedivano di dedicare il tempo necessario alla gestione del settore subacqueo della Federazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn quegli anni Ferraro si adopera nella ricerca scientifica ed organizza i primi esperimenti italiani di sopravvivenza sottomarina individuale, che vedono come protagonista il figlio maggiore <strong><span style=\"color: #008000;\">Italo<\/span><\/strong>. Sebbene preceduto da americani e francesi, che disponevano di maggiori mezzi e strutture grazie a finanziamenti governativi, Ferraro vuole dimostrare che si pu\u00f2 fare qualcosa di tecnicamente e scientificamente valido anche con investimenti dell&#8217;ordine di poche decine di migliaia di lire dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35907 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Robinsub.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Robinsub.jpg 367w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Robinsub-300x284.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Italo Ferraro a destra durante la sperimentazione<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia progettando una specie di \u201ccampana\u201d di <strong><span style=\"color: #008000;\">dimensioni 2 x 2 x 2,5 metri<\/span><\/strong>, costruita in rete metallica e foderata all&#8217;interno con un foglio di plastica per trattenere l&#8217;aria che vi viene immessa dalla superficie. Questo primo esperimento viene chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Robinsub 1 <\/span><\/strong>ed ha luogo\u00a0 il 4 luglio 1968, in occasione della <span style=\"color: #008000;\"><strong>X Rassegna Internazionale delle Attivit\u00e0 Subacquee (RIAS) ad Ustica<\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>. <\/strong><span style=\"color: #000000;\">La strana campana<\/span> <\/span><\/span>viene ancorata alla profondit\u00e0 di dieci metri davanti alla Grotta Azzurra di Ustica, proprio sotto l&#8217;omonimo albergo. Suo figlio Italo l\u2019abiter\u00e0 per cinquanta ore di fila. L&#8217;esperimento si ripetette con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Robinsub 2,<\/span><\/strong> dal 1 al 7 febbraio 1969, a Genova, durante il Salone Nautico, purtroppo per Italo ad una temperatura ben pi\u00f9 bassa di quella di Ustica del luglio precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35902 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Villaggio-FERRARO.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"250\" \/>Grazie al quotidiano \u201cIl Secolo XIX\u201d venne messa a disposizione una linea ed un apparecchio telefonico e cosi pot\u00e9 essere pubblicata la prima intervista fatta sott&#8217;acqua da un inviato con &#8220;maschera, pinne e autorespiratore&#8221; ad Italo Ferraro nella sua residenza invernale sottomarina. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat<\/span><\/strong>, scrisse &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Desidero compiacermi vivamente con lei e con i suoi collaboratori per l&#8217;ardita realizzazione di immersione subacquea che suo figlio sta coraggiosamente portando a felice compimento.<\/span><\/em><\/strong>&#8221; Italo riemerse, dal freddo nel gelo, la mattina del 7 febbraio 1969 dopo otto giorni e sei notti di solitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro evento che voglio raccontare \u00e8 la creazione del <strong><span style=\"color: #008000;\">villaggio subacqueo<\/span><\/strong> sul fondale antistante il <strong><span style=\"color: #008000;\">Promontorio di Portofino<\/span><\/strong>. Ancora una volta lo scopo fu di dimostrare che, anche con mezzi minimi, si poteva affrontare il problema delle permanenze subacquee prolungate fino a raggiungere i limiti economici che rendono redditizio il lavoro subacqueo. Ottenne l\u2019appoggio degli Organi superiori dei Vigili del Fuoco che mobilitarono circa 60 uomini, tra Ufficiali, Istruttori e allievi dell&#8217;VIII Corso Sommozzatori, oltre ad un consistente numero di mezzi nautici. Il villaggio era composto da tre abitacoli di tipo e struttura diversi, posti a profondit\u00e0 variabile tra l0 e 30 metri, ancorati con l&#8217;utilizzo di catene e cavi d&#8217;acciaio agli scogli del fondo e completi di impianti per il ricambio d&#8217;aria, di illuminazione ed interfono. Oltre ai Vigili del Fuoco, parteciparono all\u2019esperimento rappresentanti delle forze subacquee dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza ed i tecnici della <strong><span style=\"color: #008000;\">TECHNISUB<\/span><\/strong>. La <strong><span style=\"color: #008000;\">SAIPEM<\/span><\/strong> invi\u00f2 la nave Ragno. Ma parteciparono anche personaggi importanti del mondo universitario scientifico come i Professori <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/2534\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Colantoni<\/span><\/strong><\/a>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Damiano Zannini<\/span><\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/1450\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Cinelli<\/span><\/strong><\/a> e molti altri. La <strong><span style=\"color: #008000;\">RAI<\/span><\/strong> fu presente con <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Valenti<\/span><\/strong> che trasmise in diretta, per pi\u00f9 di tre ore, da una piattaforma costruita dai VV.F. sulla scogliera di Portofino. L&#8217;operazione fu anche definita &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ventimila ore (di lavoro) sotto il mare<\/span><\/strong>&#8220;, in riferimento all&#8217;elevato numero di ore di lavoro effettuate da tutti i sommozzatori per la preparazione e attuazione del progetto. La costruzione del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Villaggio Subacqueo di Portofino<\/span><\/strong>\u201d dimostr\u00f2 che era possibile realizzare e utilizzare una vera e propria unit\u00e0 abitativa, entro una profondit\u00e0 di 50 metri, dotata del necessario per sopravvivere per lunghe permanenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ferraro inventore<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35921 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro.jpg 160w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/maschera-ferraro-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>Lo spirito visionario di Ferraro lo spinse sin dagli anni \u201930 a costruirsi da solo le prime attrezzature subacquee. Mise a punto una maschera in lamierino zincato, bordata da una guarnizione di parabrezza e munita di un obl\u00f2, reso stagno con dello stucco. Appassionato di pesca subacquea, costru\u00ec un tubo che lanciava acuminate stecche di ombrello. Ma le sue invenzioni pi\u00f9 importanti, che lo resero famoso in tutto il mondo, vennero dopo la guerra. Dal 1947 ai primi anni \u201880, Luigi Ferraro fu uno dei pi\u00f9 fertili inventori per la <strong><span style=\"color: #008000;\">CRESSI Sub<\/span><\/strong> e poi, dal 1962, per la\u00a0 ditta da lui fondata <strong><span style=\"color: #008000;\">TECHNISUB<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti ricordano, con il marchio <strong><span style=\"color: #008000;\">CRESSI SUB<\/span><\/strong>, la famosa pinna <strong><span style=\"color: #008000;\">Rondine<\/span><\/strong> e la maschera <strong><span style=\"color: #008000;\">Pinocchio <\/span><\/strong>che fu la prima maschera con il naso sagomato in gomma. Vediamo la loro storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13960 alignleft\" style=\"font-size: 16px; text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7rondine.preview.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7rondine.preview.jpg 514w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7rondine.preview-241x300.jpg 241w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le<strong><span style=\"color: #008000;\"> Pinne Rondine<\/span><\/strong> furono la prima invenzione di successo mondiale di Luigi Ferraro nel campo delle attrezzature subacquee. Negli anni \u201950 esistevano pinne molto diverse da quelle che oggi conosciamo; erano corte, scomode, dolorose e soprattutto poco efficienti. Ferraro mise a punto lo schema teorico di funzionamento delle pinne che pubblic\u00f2 nel 1950 proprio su quel numero unico di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Mondo Subacqueo<\/span><\/strong>\u201d. Nel 1952, dopo tanti studi, calcoli e prototipi nacque finalmente la Rondine, un insieme geniale di innovazioni di fisica, chimica e meccanica che garant\u00ec prestazioni incomparabilmente superiori alle pinne fino ad allora esistenti. Ma ci\u00f2 che le rese famose fu la scarpetta in gomma morbida che alloggiava tutto il piede e faceva del piede e della pinna un tutt\u2019uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35900 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LuigiFerraro-PINOCCHIO.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LuigiFerraro-PINOCCHIO.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LuigiFerraro-PINOCCHIO-300x284.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maschera <strong><span style=\"color: #008000;\">Pinocchio<\/span> <\/strong>miglior\u00f2 il comfort, la tenuta ed il problema della compensazione. Ricorderete che con i modelli precedenti, mono vetro,\u00a0 il naso risultava sempre coperto dal vetro e la compensazione avveniva spesso utilizzando uno stringinaso; grazie al facciale di gomma morbido che, ricopriva il naso, era cos\u00ec possibile effettuare agevolmente la manovra di compensazione della pressione esterna sul timpano. Fu un successo mondiale e le dimensioni ridotte, l\u2019ottima tenuta sul viso, il minimo contenuto volume interno e la buona visibilit\u00e0 fecero della Pinocchio la maschera pi\u00f9 ricercata al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che avevo solo sette anni e non sapevo ancora ben nuotare. Ricevetti in dono\u00a0 la mia prima <strong><span style=\"color: #008000;\">Pinocchio<\/span><\/strong> che sostituiva la vecchia e rigida maschera mono vetro. Mi parve di entrare in un nuovo mondo. Sguazzando a mezz&#8217;acqua non ne avrei avuto un gran bisogno, ma la confortevolezza mi spinse a migliorare le mie prestazioni ed a lanciarmi all&#8217;esplorazione del fondo marino dell&#8217;isola Palmaria dove passavo tutte le mie estati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35935 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sean-connery-film-carriera-8.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sean-connery-film-carriera-8.jpg 980w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sean-connery-film-carriera-8-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sean-connery-film-carriera-8-768x621.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">1965 James Bond (Sean Connery) imbraccia un fucile Jaguar in una scena del film Agente 007 &#8211; Thunderball.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Ferraro con <strong><span style=\"color: #008000;\">TECHNISUB<\/span><\/strong> produsse anche la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Caravelle<\/span><\/strong>\u201d, la prima pinna in due materiali, smontabile a mano, le maschere \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Nova<\/span><\/strong>\u201d e \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Bella<\/span><\/strong>\u201d che rivoluzionarono la tecnologia costruttiva introducendo un largo utilizzo di materiali plastici, e non ultimo il fucile \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Jaguar<\/span><\/strong>\u201d, uno dei primi ad aria compressa, diventato celebre anche per essere stato il fucile di 007 James Bond nel film \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Thunderball<\/span><\/strong>\u201d. Un falso agente segreto che divenne famoso con un arma subacquea realizzata da uno vero \u2026 curioso vero?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35898 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ARO-FERRARO.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ARO-FERRARO.jpg 541w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ARO-FERRARO-254x300.jpg 254w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra invenzione subacquea di rilievo\u00a0fu l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">A.R.O.<\/span><\/strong>, un autorespiratore ad ossigeno che realizz\u00f2 in collaborazione con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Prof. Zannini<\/span><\/strong>. Un congegno che aveva veramente poco in comune con l\u2019apparecchio utilizzato in guerra. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel nuovo A.R.O. il gas seguiva un percorso ciclico, e non pendolare, per una migliore fissazione della CO2, e il dispositivo poteva funzionare sia azionando manualmente il by-pass per l\u2019afflusso dell\u2019ossigeno, sia in maniera completamente automatica.<\/span><\/strong> Il sacco polmone era protetto da un robusto guscio protettivo e la calce sodata era contenuta in un serbatoio trasparente quindi ispezionabile dall\u2019esterno senza necessit\u00e0 di smontaggio. Se ci pensate molte di queste caratteristiche sono oggi diventate gli standard nei moderni rebreather.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli ultimi anni e la sua eredit\u00e0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl 3 novembre 1994, Luigi Ferraro comp\u00ec 80 anni. Il suo compleanno fu un avvenimento che coinvolse tutto il mondo della subacquea. Venne festeggiato il 19 novembre, con circa due settimana di ritardo per ragioni organizzative, fra il <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristo degli Abissi<\/span><\/strong> di San Fruttuoso e lo <strong><span style=\"color: #008000;\">specchio acqueo del porticciolo di Portofino<\/span><\/strong>. La Marina Militare invi\u00f2 un reparto operativo del<strong><span style=\"color: #008000;\"> COMSUBIN<\/span><\/strong>, comandato personalmente dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Comandante Filippo Pascali<\/span><\/strong>. La Guardia Costiera fu presente con diversi mezzi coordinati dall\u2019<span style=\"color: #008000;\"><b>Ammiraglio Renato Ferraro<\/b><span style=\"color: #008000;\">,<\/span><\/span> Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova ed i Nuclei Subacquei dei Vigili del Fuoco guidati dal Responsabile Nazionale <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ing. Chimenti<\/strong><span style=\"color: #008000;\">. <span style=\"color: #000000;\">Non ultimi erano<\/span><\/span><\/span> presenti Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. La <strong><span style=\"color: #008000;\">RAI<\/span><\/strong> dedic\u00f2 oltre mezz\u2019ora della trasmissione <strong><span style=\"color: #008000;\">Linea Blu<\/span><\/strong>, allora condotta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Puccio Corona<\/span><\/strong>, collegandosi in diretta per seguire la manifestazione. A San Fruttuoso, <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong> si immerse con decine di subacquei che rappresentavano tutte le Forze Armate, i Corpi dotati di specialit\u00e0 subacquee, associazioni sportive e semplici amici. Venne deposta una corona ai piedi del Cristo in ricordo dei caduti. Sempre sott\u2019acqua, ricevette una targa ricordo dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Pascali<\/span><\/strong> e dall&#8217;allora <strong><span style=\"color: #008000;\">T.V. Cuciz (oggi ammiraglio e Presidente della A.N.A.I.M., Associazione Nazionale Arditi Incursori Marina)<\/span><\/strong>, mentre i Vigili del Fuoco srotolarono, ai piedi del Cristo degli abissi, un lungo striscione nero con tutte le loro firme. Poco dopo comparve una gigantesca torta con 80 torce illuminate sulle quali Ferraro, toltosi l\u2019erogatore di bocca, soffi\u00f2 spegnendole prodigiosamente. Tutti i subacquei gli si fecero intorno, si tolsero l\u2019erogatore e, comandando la fuoriuscita d\u2019aria, provocarono una gigantesca colonna di bolle verso la superficie. Fu uno spettacolo suggestivo e intenso, una testimonianza sincera dell&#8217;affetto e della riconoscenza che il mondo dei subacquei ebbe per lui.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35911 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-funerale.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"250\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 5 gennaio 2006, nella sua Genova, Luigi Ferraro si spense fra le braccia dei figli. La moglie Orietta li aveva lasciati due anni prima. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi<\/span><\/strong>, appresa la notizia della sua scomparsa, fece pervenire un messaggio di sentita partecipazione e solidale cordoglio ai familiari. I funerali di Stato vennero tenuti il 9 gennaio. Un lungo corteo si mosse dal piazzale S. Francesco d\u2019Assisi, lungo via Corsica fino alla Chiesa del Sacro Cuore a Carignano. Il feretro, come previsto per i funerali di Stato per le personalit\u00e0 di alto rango, appoggiato su un affusto di cannone ed avvolto nel Tricolore, venne scortato da sei carabinieri in alta uniforme e sette incursori del <strong><span style=\"color: #008000;\">COMSUBIN<\/span><\/strong>, eredi spirituali degli operatori gamma. Uno dei quali portava un cuscino con le decorazioni ed i gradi militari di Luigi Ferraro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35917 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Luigi-Ferraro-Medaglia-doro-al-valor-civile-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Luigi-Ferraro-Medaglia-doro-al-valor-civile-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Luigi-Ferraro-Medaglia-doro-al-valor-civile-150x150-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Luigi-Ferraro-Medaglia-doro-al-valor-civile-150x150-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Luigi-Ferraro-Medaglia-doro-al-valor-civile-150x150-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I familiari avevano espresso il desiderio che le spoglie fossero accolte nel Pantheon del Cimitero di Staglieno di Genova, dove vengono tumulati i genovesi illustri ma, per ragioni politiche la giunta comunale ritenne la richiesta irricevibile a causa delle ritenute connotazioni \u201cfasciste\u201d del loro congiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un triste epilogo che fa riflettere quanto il rispetto per chi tanto ha dato al nostro Paese a volte venga sacrificato per squallidi motivi di bassa e meschina politica. Luigi Ferraro riposa insieme alla moglie, Orietta Romano, a Trieste, nella tomba di famiglia di lei, nel cimitero di S. Anna, campo 11.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>foto archivi marina militare e gentile concessione della famiglia Ferraro<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35468\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35885\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Luigi Ferraro, Gamma gruppo Gamma con ARO Pirelli, al centro il comandante Wolk Continuiamo, la vita di Luigi Ferraro, facendo delle precisazione sugli ultimi anni della guerra. 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