{"id":35733,"date":"2019-11-14T00:10:19","date_gmt":"2019-11-14T00:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35733"},"modified":"2025-11-13T21:00:36","modified_gmt":"2025-11-13T20:00:36","slug":"35733","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35733","title":{"rendered":"I misteri dei marmi del Partenone di Lord Elgin"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto, Partenone, Elgin<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Quanti di voi hanno speso un paio di giorni nei corridoi austeri del British Museum di Londra, uno dei musei pi\u00f9 importanti del mondo? <\/span><\/strong>Il Museo offre ai visitatori la possibilit\u00e0 di ammirare oltre otto milioni di opere e artefatti raccolti in tutto il mondo durante nei secoli scorsi, quando l\u2019impero britannico si estendeva da occidente a oriente, e fu aperto al pubblico nel gennaio del 1759, nato dalla collezione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Sir Hans Sloane<\/span><\/strong>, medico e scienziato che nel corso della vita aveva raccolto oggetti da tutto il mondo. Alla fine della sua vita, Sloane don\u00f2 al re Giorgio II la sua pregevole collezione con la speranza che non fosse dispersa alla sua morte. Fu proprio Giorgio II ad emanare una legge speciale nel 1753 per creare il British Museum, primo museo statale del Regno Unito. Nel corso dei secoli il suo patrimonio crebbe per cui furono creati nuovi musei, come ad esempio il <strong><span style=\"color: #008000;\">Natural History Museum<\/span><\/strong>, e lo stesso edificio originale si espanse fino alle dimensioni attuali. Il possesso di molte delle sue opere \u00e8 ancora al centro di diatribe internazionali a causa delle richieste di restituzione da parte dei paesi di origine. Forse la pi\u00f9 nota \u00e8 quella dei famosi <strong><span style=\"color: #008000;\">marmi del Partenone<\/span><\/strong> acquistati o trafugati, a seconda dei punti di vista, ad Atene nei primi anni dell\u2019800 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Thomas Bruce Elgin<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-35740\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Parthenon-Galleries.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Parthenon-Galleries.jpg 610w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Parthenon-Galleries-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;epoca di ruberie legalizzate<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl XIX secolo vide une commercio, con il senno di oggi, illecito di antichi reperti che venivano venduti o rubati (le campagne di Napoleone in Italia ne sono un triste esempio). In quegli anni l\u2019Acropoli di Atene, sotto la dominazione turca, versava in pessime condizioni. In realt\u00e0 dovremmo andare indietro fino al XV secolo, quando la Grecia fu occupata Grecia da parte dell&#8217;Impero Ottomano nel 1453 (anno della caduta di Costantinopoli). Incominci\u00f2 allora un periodo di angherie che durarono fino al 1821 quando inizi\u00f2 la guerra d&#8217;indipendenza greca che venne ottenuta solo nel 1827 con il concorso delle potenze europee che sconfissero le forze del sultano nella celebre <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Navarino<\/span><\/strong>. La dominazione ottomana fu particolarmente odiosa per i Greci, i Turchi cercarono di annientare la loro cultura vietando l\u2019uso della lingua e distruggendo tutti ci\u00f2 che poteva rappresentare un retaggio del suo passato. Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi quindi se appassionati senza scrupoli vi si recarono per acquisire oggetti archeologici pregevoli per le loro collezioni. Raccontiamone la storia che merita di essere conosciuta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35758\" aria-describedby=\"caption-attachment-35758\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35758\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1-768x544.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1-1024x725.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/partenone_base-1-1200x850.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35758\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Partenone<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti conoscono il <strong><span style=\"color: #008000;\">Partenone<\/span><\/strong>, il tempio greco dedicato alla dea Atena Parthenos che domina la citt\u00e0 di Atene dalla Acropoli. Durante il periodo bizantino, nel V secolo d.C., fu trasformato in una chiesa cristiana, e sculture e molti edifici dedicati alle antiche divinit\u00e0 pagane vennero distrutti. Nel XV secolo, a seguito dell\u2019occupazione ottomana, divenne una moschea. A partire dalla seconda met\u00e0 del XVII secolo anche gli stranieri ebbero di nuovo accesso al Partenone come testimoniato da una prima Relazione sulle antichit\u00e0 di Atene del 18 marzo 1670, redatta probabilmente da un mercante, che scrisse: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">all&#8217;interno del forte [l&#8217;acropoli] s&#8217;innalza il nobile tempio della dea Pallade, in un certo qual modo tutto intero, con molte colonne e statue del famoso architetto Fidia<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1674 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ambasciatore francese a Costantinopoli Charles Marie Fran\u00e7ois Olier<\/span><\/strong>, riusc\u00ec a visitare l&#8217;acropoli portando con s\u00e9 il <strong><span style=\"color: #008000;\">pittore Jacques Carrey<\/span><\/strong>, che riusc\u00ec a rappresentare nei suoi schizzi il piedestallo, il fregio e le metope del lato sud (comprese le 14 metope che scomparvero dopo il 1687). Una testimonianza importante della sua bellezza che fece il giro dell\u2019Europa, attirando in Grecia famosi archeologi. Nel 1687, la Repubblica di Venezia invi\u00f2 una spedizione guidata dal futuro doge <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Morosini<\/span><\/strong> per attaccare Atene e prendere l&#8217;acropoli. I Turchi, sfruttando la posizione strategica dell\u2019Acropoli, la fortificarono ed usarono il Partenone come polveriera. Il 26 settembre 1867 un colpo di mortaio fece saltare in aria la porzione centrale dell&#8217;edificio e caus\u00f2 lo sgretolamento in macerie dei muri della cella. Sottoposti ad un violento bombardamento e chiusi a tenaglia dalle truppe cristiane sul fronte terrestre terrestri, gli Ottomani si arresero ai Veneziani e le truppe cristiane s&#8217;insediarono nell&#8217;acropoli. L\u2019occupazione veneziana dur\u00f2 fino all&#8217;8 aprile quando Morosini lasci\u00f2 Atene a bordo della sua bastarda generalizia. Dopo avere ripreso l&#8217;acropoli, i Turchi utilizzarono alcune delle macerie prodotte dall&#8217;esplosione per erigere una moschea pi\u00f9 piccola, proprio all\u2019interno del Partenone in rovina. Inutile dire che durante i 150 anni successivi vennero saccheggiati tutti gli oggetti di valore ed elementi della struttura ancora integri, usati come materiale da costruzione. Non c\u2019\u00e8 quindi da meravigliarsi che in un tal frangente opere di grande valore artistico vennero rubate dai tanti turisti europei che si recavano in visita in quelle terre ricche di storia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35742\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Thomas-Bruce.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1272\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Thomas-Bruce.jpg 530w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Thomas-Bruce-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ritratto di Thomas Bruce, 7th Earl of Elgin. 1788. Public Domain<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1799, <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Thomas Bruce, 7th principe di Elgin<\/span><\/strong>, studioso e appassionato della scultura classica ellenistica, fu nominato <strong><span style=\"color: #008000;\">ambasciatore della Sublime Porta<\/span><\/strong> a Costantinopoli, la capitale dell&#8217;Impero ottomano. Appassionato di antichit\u00e0 classiche chiesto al <strong><span style=\"color: #008000;\">sultano Selim III<\/span><\/strong> il permesso di visitare l\u2019acropoli. Sembrerebbe che nel 1801, sotto la supervisione del pittore <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Battista Lusieri<\/span><\/strong>, rimosse dal Partenone circa 17 statue provenienti dai due frontoni, 15 delle 92 metope raffiguranti battaglie tra Lapiti e Centauri e 75 metri (in origine erano 160) del fregio interno del tempio, tutto con la complicit\u00e0 del sultano. Lo scavo successivo e le successive rimozioni furono completati nel 1812, con un costo, sostenuto interamente da <strong><span style=\"color: #008000;\">Thomas Bruce<\/span><\/strong>, di 70.000 sterline. Lord Bruce organizz\u00f2 la spedizione noleggiando un brigantino, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mentor<\/span><\/strong>, che avrebbe dovuto trasportare i preziosi artefatti in Gran Bretagna. <strong><span style=\"color: #008000;\">Sarebbe forse stata la prima di una lunga serie di spedizioni? Non lo sapremo mai ma il trasferimento fu pianificato identificando rotte, punti di riferimento logistico e contatti locali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/GRECIA-PARTENONE-Ac_marbles.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GRECIA-PARTENONE-Ac_marbles.jpg\" width=\"873\" height=\"899\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Marmi del Partenone <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ac_marbles.jpg\">File:Ac marbles.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un viaggio sfortunato<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCi sarebbe da pensare che <strong><span style=\"color: #008000;\">Poseidone<\/span><\/strong>, dio del mare, ci mise il tridente per impedire il trasferimento dei capolavori del Partenone. Nel settembre del 1802, <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Thomas Bruce di Elgin<\/span><\/strong> fece inserire in 17 casse quelli che dovevano essere semplici \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">pezzi di pietra con iscrizioni o figure<\/span><\/em><\/strong>\u201d con destinazione finale Londra (i documenti redatti in fase di recupero parlarono di 16 casse di pezzi di marmo e una cassa con un trono in marmo). Le casse vennero poi imbarcate sulla nave noleggiata per il trasporto, il<strong><span style=\"color: #008000;\"> brigantino<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Mentor<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35750\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Leaded-lining-in-the-ship\u2019s-keel-area-Photo-Hellenic-Ministry-of-Culture-\u2013-Underwater-Antiquities-Ephorate-Alexis-Tourtas.jpg\" alt=\"\" width=\"1053\" height=\"1586\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Leaded-lining-in-the-ship\u2019s-keel-area-Photo-Hellenic-Ministry-of-Culture-\u2013-Underwater-Antiquities-Ephorate-Alexis-Tourtas.jpg 680w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Leaded-lining-in-the-ship\u2019s-keel-area-Photo-Hellenic-Ministry-of-Culture-\u2013-Underwater-Antiquities-Ephorate-Alexis-Tourtas-199x300.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 1053px) 100vw, 1053px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Rivestimento di piombo nella zona della chiglia della nave Foto: Ministero della Cultura ellenico &#8211; Antichit\u00e0 subacquee Ephorate \/ Alexis Tourtas<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 settembre 1802, la<strong>\u00a0<span style=\"color: #008000;\">Mentor<\/span><\/strong>, part\u00ec dal porto greco del Pireo, diretto all\u2019isola di Malta, prima tappa del lungo viaggio per l&#8217;Inghilterra e, il giorno dopo, grazie ad un vento favorevole, la nave si trov\u00f2 nei pressi di Capo Matapan, il punto pi\u00f9 meridionale della Grecia continentale. Improvvisamente, come spesso avviene in quella zona di mare, si lev\u00f2 un forte vento levantino che costrinse il brigantino a ridossarsi sotto costa. Migliorate le condizioni meteo. la Mentor riprese il suo viaggio verso la vicina <strong><span style=\"color: #008000;\">isola di Kithera<\/span><\/strong>, nei pressi di <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Avlemonas, San Nicola<\/span><\/strong>. Forse per l&#8217;apertura improvvisa di una falla a bordo, il capitano cerc\u00f2 di ancorarsi sotto costa ma i fondali erano troppo alti e le ancore non fecero presa. La situazione divenne sempre pi\u00f9 critica e la nave cerc\u00f2 di raggiungere il piccolo porto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Avlemonas <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">ma, <\/span>non pi\u00f9 in grado di manovrare, urt\u00f2 contro le rocce della scogliera ed affond\u00f2 appoggiandosi sul basso fondale. Fortunatamente tutti i membri dell\u2019equipaggio furono salvati da una nave in transito, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Anikitos<\/span><\/strong>, ma i preziosi reperti affondarono sul fondo del mare, portando con loro molti misteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Elgin aveva dichiarato il falso sui materiali trasportati? Perch\u00e9 il manifesto di carico della nave non era chiaro in merito ai materiali trasportati? Cosa si nascondeva nei bagagli dei passeggeri? Quante erano le casse imbarcate?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Engin <\/span><\/strong>fu informato dell\u2019affondamento, organizz\u00f2 immediatamente una spedizione per il loro recupero. Furono inviati pescatori di spugne provenienti dalle isole di Kalymnos e Symi, abili subacquei che, dopo aver stipulato un contratto per il recupero, in due anni di non facile lavoro, recuperarono in apnea tutte le casse &#8220;dichiarate&#8221; dal relitto che si trovava a circa 20 metri di profondit\u00e0. Nel 1816, a seguito dell\u2019accusa di aver depredato delle opere d\u2019arte greche, le attivit\u00e0 di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Elgin<\/span> <\/strong>in Grecia furono accuratamente investigate da un comitato parlamentare inglese. Secondo le Autorit\u00e0, supportate dal <strong><span style=\"color: #008000;\">British Museum<\/span><\/strong>, fu la &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">continua distruzione delle sculture classiche ad Atene<\/span><\/em><\/strong>&#8221; che aveva portato <strong><span style=\"color: #008000;\">Lord Thomas Bruce<\/span><\/strong> a rimuoverle, tra l&#8217;altro con il beneplacito delle autorit\u00e0 turche che lo avevano autorizzato a &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">togliere qualsiasi pezzo di pietra con iscrizioni o figure<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Fu un processo lungo e complesso ma alla fine le sue azioni furono giudicate del tutto legali (anche perch\u00e9 in alcuni documenti alla figura di Elgin fu accoppiata quella della corona britannica). Stranamente, dopo l&#8217;assoluzione per non aver commesso il reato, i manufatti vennero immediatamente acquistati dal governo britannico e collocati al <strong><span style=\"color: #008000;\">British Museum<\/span><\/strong>. Si disse che le enormi spese sostenute per il recupero in mare delle casse avevano svuotato le malandate finanze del Lord inglese che era stato costretto a svendere i preziosi reperti al museo ad un prezzo di sole 35 mila sterline.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma c&#8217;era dell&#8217;altro?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNei secoli seguenti l\u2019ipotesi che non tutti i frammenti fossero stati ritrovati port\u00f2 a nuove ricerche, limitate solo dai mezzi dell\u2019epoca e dai costi. Ci vollero due secoli per scoprire qualcosa di nuovo sul relitto. Gli archeologi e sommozzatori del Dipartimento ellenico di antichit\u00e0 subacquee tornarono sul sito nel 2011, non furono trovati altri pezzi della collezione di Lord Elgin. Tuttavia, i sub che hanno esplorato il naufragio del Mentor nel 2013 e 2015 ritrovarono tre manici di anfore del III secolo a.C.. Quella scoperta port\u00f2 ad\u00a0 un&#8217;altra spedizione degli archeologi marini nel 2016 quando gli archeologi, lavorando sulla poppa della nave, recuperarono una serie di interessanti manufatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto restitu\u00ec oggetti nautici (una bussola e una clessidra), parti della nave ed armi (pistole, proiettili e delle palle di cannone). Furono anche trovati effetti personali dell&#8217;equipaggio e dei passeggeri, come monete, orologi, fibbie per cinture, un anello e persino uno spazzolino da denti. Dalla cucina della nave riemersero oggetti della vita quotidiana di bordo, come piatti, bicchieri, bottiglie e persino dei cristalli di vetro di un lampadario. Ma le sorprese non erano finite. Mentre la squadra di subacquei stava esplorando parte della prua della nave, vennero scoperte due placche di marmo sepolte nella sabbia, che si rivelarono poi dei marmi di origine egizia, molto pi\u00f9 antichi di quelli del Partenone. Cosa che non meravigli\u00f2 gli archeologi in quanto i passeggeri o i committenti potevano aver raccolto antichit\u00e0 da qualsiasi luogo. Come dicevamo era cosa comune che i viaggiatori europei acquistassero al mercato nero manufatti dai locali. La corruzione era altissima e gli amministratori locali dietro compenso\u00a0 chiudevano volentieri un occhio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo frammento faceva parte di una statua faraonica del Nuovo Regno (1570-1070 a.C.), forse del periodo del <strong><span style=\"color: #008000;\">faraone Amenofi III<\/span> <\/strong>(o <strong><span style=\"color: #008000;\">Amenhetop III<\/span><\/strong>) della XVIII dinastia (1386 -1349 a.C.). Si possono vedere parte della vita, del bacino e dell&#8217;ombelico nonch\u00e9 parte del manico e della lama di un coltello vicino all&#8217;addome. Il secondo frammento \u00e8 composto da due parti e sembra essere parte di una colonna in rilievo del <strong><span style=\"color: #008000;\">dio Ra<\/span><\/strong> seduto che tiene in mano la &#8220;chiave della vita&#8221;. Si ritiene che questo secondo frammento risalga al tardo periodo tolemaico (X secolo a.C.).\u00a0L\u2019ultimo tentativo \u00e8 avvenuto tra il 27 agosto e il 15 settembre 2019, sotto la guida dell\u2019archeologo <strong><span style=\"color: #008000;\">Dimitris Kourkoumelis<\/span><\/strong> per il recupero degli ultimi oggetti rimanenti, alcune anfore, vasi e alcuni splendidi gioielli di raffinata fattura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca continua e resta da vedere cos&#8217;altro si nasconde in questo misterioso relitto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riconoscimento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">I seguenti archeologi, tecnici, subacquei professionisti e conservatori hanno partecipato a questa ricerca subacquea: Dimitris Dimitriou, John Fardoulis, Brendan Foley, Manouel Kourkoumelis, Kosmas Koronaios, Scott Lemoth, Louis Mersenie, Aristeidis Michail, Phil Short, Gemma Smith, Theotokis Theodoulou, Alexandros Tourtas, Themistocles Troupakis, Petros Tsabourakis, Angelos Tsopanidis, Manolis Tzefronis. <\/span><span style=\"font-size: 12pt;\">La conservazione dei reperti \u00e8 stata effettuata a Ephorate of the Underwater Antiquities\u2019s laboratories da Chryssa Fouseki, Angelos Tsopanidis and Antigone Leakou, grazie agli Ephorate\u2019s drivers Giorgos Konstantopoulos, Charalambos Margaronis.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immaagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: XVII SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: relitto, Partenone, Elgin &nbsp; Quanti di voi hanno speso un paio di giorni nei corridoi austeri del British Museum di Londra, uno dei musei pi\u00f9 importanti del mondo? 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