{"id":35468,"date":"2019-11-07T00:10:24","date_gmt":"2019-11-06T23:10:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35468"},"modified":"2026-05-27T15:29:44","modified_gmt":"2026-05-27T13:29:44","slug":"35468","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35468","title":{"rendered":"Protagonisti del mare: la vita di Luigi Ferraro, un eroe del nostro tempo  &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Luigi Ferraro, gamma, mezzi di assalto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo brevemente conosciuto <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong> negli articoli dedicati alle azioni dei mezzi di assalto della seconda Guerra mondiale,<strong><span style=\"color: #008000;\"> uno dei protagonisti del mare pi\u00f9 straordinari del XX secolo. <\/span><\/strong>Nella consapevolezza di non poter essere completo racconter\u00f2 la sua vita in due brevi articoli, iniziando oggi con il periodo bellico in cui grazie alle sue azioni pass\u00f2 alla storia come l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Uomo che da solo affond\u00f2 pi\u00f9 naviglio al mondo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35484\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/gamma-livorno.jpg\" alt=\"\" width=\"924\" height=\"1109\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">addestramento operatori Gamma a Quercianella<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span> <\/strong>nasce a Quarto dei Mille, Genova, il 3 novembre 1914. Da giovanissimo segue la famiglia in Libia dove il patrigno aveva avviato la coltivazione delle palme kenzie ottenendo buoni risultati. E&#8217; in quel mare blu ed incontaminato che, all&#8217;et\u00e0 di 14 anni, Luigi Ferraro inizia ad immergersi. Nel 1933 parte per Roma per prendere parte al Campo Dux, entrando in contatto con gli studenti dell&#8217;Accademia fascista maschile di educazione fisica. Nasce un amore per lo sport che fu poi formativo per la sua vita futura. Dopo aver conseguito a Tripoli l&#8217;abilitazione magistrale, nel 1935, si trasferisce a Roma dove, nel 1937, ottiene l&#8217;abilitazione ad insegnante di educazione fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il suo rientro in Libia, nel 1939, si sposa con la triestina <strong><span style=\"color: #008000;\">Orietta Romano <\/span><\/strong>che si trova anch&#8217;essa a Tripoli come insegnante di educazione fisica. Dalla loro unione nasceranno due figli, Italo e Paolo.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35476\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-e-la-moglie-orietta.jpg\" alt=\"\" width=\"923\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-e-la-moglie-orietta.jpg 570w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-e-la-moglie-orietta-300x132.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 923px) 100vw, 923px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro e la moglie Orietta a Tripoli il giorno del loro matrimonio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;approssimarsi della guerra Luigi Ferraro viene incaricato da Italo Balbo, governatore della Libia, di scortare a Napoli i bambini della colonia. L&#8217;arrivo in Italia avviene proprio il 10 giugno 1940, giorno in cui l&#8217;Italia entra ufficialmente in guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35485 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"310\" \/>Rientra rapidamente in Libia, e si presenta al comando della MVSN dove viene ammesso alla frequenza del Corso Ufficiali di complemento ed assegnato al 20\u00ba Reggimento Artiglieria. Il sogno di Ferraro \u00e8 di entrare nella Regia Marina e fa domanda di arruolarsi\u00a0 nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Milizia marittima di artiglieria (Milmart)<\/span><\/strong>, una specialit\u00e0 della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale dipendente per\u00f2 dal Ministero della Marina.\u00a0Nel 1941 <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro <\/span><\/strong>si trova a Tripoli, sempre in attesa di essere richiamato come insegnante di educazione fisica alle scuole medie locali. E&#8217; una gi\u00e0 calda giornata di aprile ed assiste impotente al bombardamento della citt\u00e0 da parte dalla squadra navale britannica. Una violenta azione, da molti definita spropositata, che provoca in lui una forte rabbia. Sembra che di fronte a quel volume di fuoco Ferraro auspic\u00f2 di avere un siluro per poterglielo lanciare contro. L\u2019idea gli gir\u00f2 nella testa al punto che nei giorno seguenti costruisce una torpedine in legno e ne studia il comportamento quando lanciata in mare in velocit\u00e0. Entra in gioco un amico di famiglia, <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Fenzi<\/span><\/strong>, ammiraglio in congedo che rimane cos\u00ec coinvolto dall\u2019entusiasmo del giovane al punto da scrivere all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio <\/span><span style=\"color: #008000;\">Bruno Brivonesi<\/span><\/strong>, comandante di <strong><span style=\"color: #008000;\">MARILIBI<\/span><span style=\"color: #008000;\">A<\/span><\/strong>, sottolineandone le doti. Racconta a Brivonesi che, nel 1936, Luigi Ferraro aveva liberato da solo l\u2019elica del piroscafo Firenze, immobilizzato nel porto della Valletta (Malta) a causa di un cavo attorcigliato nell\u2019elica sinistra. Ferraro, osservando la pena del comandante in attesa da ore di un palombaro da parte delle autorit\u00e0 portuali inglesi, si era tuffato in mare e, con ripetute immersioni, anche ferendosi a causa dei denti di cane che ricoprivano la carena, si era adoperato con successo per liberare l\u2019elica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35486 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bruno_Brivonesi.jpg\" alt=\"\" width=\"331\" height=\"483\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bruno_Brivonesi.jpg 229w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Bruno_Brivonesi-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Bruno Brivonesi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Brivonesi<\/span><\/strong>, forse incuriosito dalle parole di Fenzi, lo riceve e rimane talmente impressionato dall\u2019entusiasmo di quel giovane professore di ginnastica da indirizzarlo a Roma con una lettera inviata addirittura dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Sottosegretario della Marina l\u2019ammiraglio Arturo Riccardi<\/span><\/strong>. Luigi Ferraro arriva a Roma, tra l&#8217;altro a sue spese, e si presenta dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio De Courten <\/span><\/strong>che lo indirizza ai suoi tecnici migliori,<span style=\"color: #008000;\"> tra cui <\/span>l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ingegner Cattaneo, <\/span><\/strong>che sta lavorando ad un progetto segretissimo, i <strong><span style=\"color: #008000;\">barchini di assalto<\/span><\/strong>. Grazie al suo entusiasmo Luigi Ferraro entra cos\u00ec a far parte del <strong><span style=\"color: #008000;\">Reparto Sperimentale<\/span><\/strong> e viene poi inviato alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Scuola\u00a0 Gamma<\/span><\/strong> di Livorno, sommozzatori guastatori addestrati per sabotare obbiettivi nemici in maniera occulta. Un&#8217;idea tutta italiana. Luigi Ferraro \u00e8 uno sportivo e scopre che al corso partecipano anche atleti olimpionici come <strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Baucer, Giordano Gaggiola, Luigi Raspini e Alfredo Tribolo<\/span><\/strong>. Un ambiente decisamente competitivo in cui Luigi Ferraro non \u00e8 secondo a nessuno. Si racconta che, dopo cinque dure ore di addestramento in mare, si ributtava in acqua per fare pesca subacquea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019estate il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Wolk<\/span><\/strong> decide di trasferire gli allievi Gamma al Castello Sonnino, a Quercianella, ad una decina di chilometri dalla Regia Accademia Navale. Un luogo relativamente isolato che poteva consentire un addestramento lontano da occhi indiscreti per quegli Uomini straordinari. Luigi Ferraro supera brillantemente il corso e, ottenuto il brevetto, viene trasferito alla X MAS nel Gruppo &#8220;Gamma&#8221;.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f5f073; border-color: #f5f073;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-35473 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/belloni.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"229\" \/><span style=\"font-size: 16px;\">Nel giugno del 1940 era stata creata la Scuola sommozzatori a San Leopoldo, presso l&#8217;Accademia Navale di Livorno, realizzata da Angelo Belloni. In questa scuola vennero accentrati ufficiali e sottufficiali provenienti da tutte le categorie per essere addestrati all&#8217;uso dei primi autorespiratori ad ossigeno inventati dal Belloni stesso. Durante il Corso venivano individuate le peculiarit\u00e0 dei singoli subacquei che determinavano la loro assegnazione futura. Tra gli ufficiali c\u2019era anche Eugenio Wolk, un nobile russo fuggito a seguito della Rivoluzione di ottobre che aveva preso la citt\u00e0 italiana nel 1927 e si era arruolato nella Regia Marina. A lui erano stati assegnati i Gamma, i sommozzatori guastatori che avrebbero scritto pagini indelebili nella storia navale moderna.\u00a0Il Comandante Angelo Belloni amava dire &#8220;<em>Noi dobbiamo andare nel popolo e inspirare a quello l\u2019amore del mare e cercare fra il popolo che d\u00e0 gli operai all\u2019industria, i marinai tecnici delle navi moderne<\/em>\u201d. Come disse l\u2019Ammiraglio Birindelli, Belloni ha \u201c<em>sempre detto la prima parola in campo subacqueo<\/em>\u201d.<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019estate il <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Wolk<\/span><\/strong> decise di trasferire gli allievi Gamma al Castello Sonnino, a Quercianella, ad una decina di chilometri dalla Regia Accademia Navale. Un luogo relativamente isolato che poteva consentire un addestramento lontano da occhi indiscreti per quegli Uomini straordinari. Luigi Ferraro supera brillantemente il corso e, ottenuto il brevetto, viene trasferito alla X MAS nel Gruppo &#8220;Gamma&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11985 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori.jpg\" alt=\"\" width=\"376\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori.jpg 225w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gamma-operatori-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">operatori gamma della 10 Mas<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia dell\u2019imminente caduta di Tripoli lo porta a proporre un azione di sabotaggio occulta. Torner\u00e0 in Libia come privato cittadino per effettuare delle azioni di attacco alla flotta britannica che permane in rada. Per non dare nell&#8217;occhio, Ferraro suggerisce di recarsi in quella che \u00e8 la loro vecchia citt\u00e0 con la giovane sposa, Orietta, anche lei abile nuotatrice. Propone anche che Orietta sia addestrata (prima donna nella storia) alle tecniche di impiego dei Gamma nella piscina della Regia Accademia Navale. Nonostante le titubanze di Wolk, il Comandante Borghese trova l\u2019idea geniale e dispone che alla signora Ferraro siano dati abiti da marinaio per non dare nell&#8217;occhio. Subir\u00e0 lo stesso addestramento degli altri Gamma ma in orari di franchigia per non destare sospetti. Ma la situazione precipita e Tripoli cade prima del termine del suo addestramento. Entra ora nella storia un agente segreto della Regia Marina, <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Roccardi<\/span><\/strong>, in codice <strong><span style=\"color: #008000;\">D65<\/span><\/strong>. Roccardi, ufficiale di Marina in incognito, opera in Turchia con il compito di osservare i movimenti dei mercantili inglesi nei porti di Alessandretta e Mersina facendosi passare come segretario del consolato. L&#8217;idea \u00e8 di affondare i mercantili alleati con carichi di importanza strategica con azioni di operatori subacquei. Luigi Ferraro viene prescelto come operatore per queste missioni impossibili. Tra l&#8217;altro dovr\u00e0 operare in acque turche, un Paese neutrale, per cui la Farnesina non sembra essere molto ben disposta a collaborare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10274 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/170px-Junio_Valerio_Borghese_anni_40.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" height=\"420\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il Comandante Junio Valerio Borghese<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Borghese<\/span> <\/strong>decide quindi di operare in incognito. Tramite una &#8220;affettuosa amicizia&#8221; di un suo ufficiale con una segretaria del corpo diplomatico fa reperire carta intestata ed i timbri necessari per creare una nuova identit\u00e0 per Ferraro. E&#8217; cos\u00ec che, ai primi di giugno, un neo impiegato consolare arriva a Istanbul, viaggiando sull&#8217;Orient Express. Ha con s\u00e9 quattro valigie con stampato sopra, bene in evidenza, il timbro diplomatico. Esse contengono il suo vestiario personale ma anche materiale bellico decisamente compromettente: un&#8217;attrezzatura completa da Gamma ed otto cariche esplosive, i famosi bauletti. Luigi Ferraro \u00e8 ben conscio della delicatezza della missione ed ha con se un flacone di benzina per dare fuoco al tutto in caso di emergenza. Non solo: un agente segreto italiano viaggia in un altro scompartimento per aiutarlo in caso di scoperta. Arrivato ad Istanbul si incontra con Roccardi per essere indottrinato prima di arrivare alla destinazione finale, Alessandretta. La situazione \u00e8 delicata. I servizi segreti di tutte le nazioni vigilano sui nuovi arrivati ed \u00e8 necessario fugare eventuali sospetti. Inoltre, Ferraro e Roccardi sanno che non possono fidarsi n\u00e9 dell\u2019ambiente diplomatico che li circonda n\u00e9 della comunit\u00e0 italiana locale. Al suo arrivo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Console Ignazio di San Felice<\/span><\/strong> chiede al suo segretario che cosa fosse venuto a fare questo nuovo aggiunto dall&#8217;Italia. La risposta di Roccardi \u00e8 laconica: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Eccellenza, probabilmente \u00e8 un raccomandato di ferro, In Italia di questi tempi comincia ad essere pericoloso, qui ad Alessandretta (Iskenderun) non fischiano le pallottole\u201d<\/span><\/em><\/strong> \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sapremo mai se il Console credette o no a questa affermazione. Probabilmente aveva dei dubbi anche su quel Roccardi, che gli fungeva da segretario, ma da abile diplomatico aveva imparato a non farsi troppe domande. Nei mesi successivi Luigi Ferraro diventa il simpaticone della comunit\u00e0; sempre affabile e affascinante, con la battuta pronta, diventa l&#8217;organizzatore di picnic in spiaggia e giochi sull\u2019erba per la piccola comunit\u00e0. Recita cos\u00ec bene che finger\u00e0 anche di annegare preso dal panico quando verr\u00e0 buttato in acqua in spiaggia. Anche gli Inglesi lo considerano un povero debosciato italiano, un raccomandato figlio di pap\u00e0 che non va oltre i birilli e le bocce.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35478 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/aro-gamma.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/aro-gamma.jpg 221w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/aro-gamma-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/aro-gamma-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">autorespiratore ad ossigeno<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa ultima finzione, Luigi Ferraro comprende che \u00e8 giunto il momento di entrare in azione. Il 30 giugno, al tramonto, scivola in cabina ed estrae dal baule, sotto i giochi da spiaggia, la sua attrezzatura: la tenuta gamma e due cariche esplosive necessarie per l&#8217;azione di sabotaggio. Aspetta la notte, si veste con un attillatissimo maglione scuro sotto la tenuta gamma, e si tinge il volto di nero. Indossa un berretto di lana che trattiene la retina di mascheramento, lo stringinaso, le pinne e nessun \u2026 mascherino. Attende il momento giusto, d&#8217;altronde la battigia non \u00e8 lontana dalla cabina come \u2026 il consolato inglese. E&#8217; il caso di dirlo \u2026 tutto avviene sotto gli occhi inconsapevoli del nemico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35475 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/bauletto-esplosivo.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"291\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">bauletto esplosivo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scivola nell\u2019acqua e si avvicina in maniera occulta al primo obiettivo, il mercantile <strong><span style=\"color: #008000;\">Orion,<\/span><\/strong> al quale attaccher\u00e0 con due morsetti, detti sergenti, i due bauletti esplosivi alle alette antirollio. E&#8217; buio e ci vogliono ben quattro ore per arrivare nuotando sull&#8217;obiettivo, disturbato anche da due cetacei forse incuriositi da quello strano pesce che non emette bolle. L&#8217;operazione ha successo e dopo sei ore Ferraro riesce a rientrare alla spiaggia prima delle luci del mattino. E&#8217; sicuramente stanco e provato ma \u2026 quale miglior scusa. Chi lo avesse incontrato per strada avrebbe potuto immaginarsi che quel buffo italiano, dalla battuta sempre pronta, sta semplicemente rientrando da una notte brava. Il sette luglio il mercantile <strong><span style=\"color: #008000;\">Orion<\/span><\/strong> salpa ignaro di cosa lo aspetta. Come da manuale, le cariche sono predisposte ad esplodere dopo l\u2019attivazione del detonatore che pu\u00f2 avvenire solo quando una piccola elica nel circuito di attivazione compie un certo numero di giri. Un modo ingegnoso per rallentare la detonazione quando la nave si trover\u00e0 in mare aperto, facendo presupporre un siluramento da parte di un sommergibile o un urto contro una delle tante insidiose mine navali. Di fatto, come da manuale, le cariche esplosero in alto mare, affondando il mercantile nell&#8217;incredibilit\u00e0 dell&#8217;equipaggio, come descritto nei resoconti dei naufraghi dell\u2019Orion.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35479 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-Alessandretta.jpg\" alt=\"\" width=\"496\" height=\"690\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-Alessandretta.jpg 386w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/ferraro-Alessandretta-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La successiva azione \u00e8 prevista a <strong><span style=\"color: #008000;\">Mersina,<\/span><\/strong> il 9 luglio. Questa volta il bersaglio \u00e8 il mercantile <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaituna<\/span><\/strong>, alla fonda a circa due chilometri di distanza, un bersaglio di 10000 tonnellate. Tutto si svolge come da manuale ma. dopo la sua partenza, uno dei bauletti esplosivi fa cilecca e la nave, ignara di cosa stia succedendo, si dirige in secca sulla costa di Cipro. Verr\u00e0 poi rimorchiata in bacino dove i frogmen inglesi scopriranno una carica inesplosa ancora applicata all\u2019aletta di rollio. Troppo tardi per prendere delle contromisure; Ferraro non si \u00e8 fermato e ha effettuato altri due attacchi. Il primo contro il piroscafo inglese<strong><span style=\"color: #008000;\"> Sicilian Prince<\/span><\/strong> da 5000 tonnellate che, per sua fortuna, sfuggir\u00e0 all\u2019affondamento solo perch\u00e9 un ispezione in carena scoprir\u00e0 i bauletti esplosivi prima dello scoppio, ed il 2 agosto 1943 quando, con la sua ultima coppia di bauletti, attacca il <strong><span style=\"color: #008000;\">Fernplant,<\/span><\/strong> un piroscafo norvegese di 127 metri fuori tutto, da 5.274 tonnellate di stazza e 7.000 di portata, che sta caricando 6.000 tonnellate di prezioso minerale di cromo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 16px;\">La storia di questo ultimo attacco \u00e8 interessante<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Dopo l\u2019azione Ferraro e Roccardi rientrano alla loro vita mondana e spensierata. Nel pomeriggio, dalla spiaggia, scorgono la nave rientrare inspiegabilmente in rada. Il timore \u00e8 che avvenga lo scoppio in porto, creando un gravissimo incidente diplomatico con le autorit\u00e0 turche. Passano le ore, interminabili, e finalmente la nave riparte verso il suo destino. Si scoprir\u00e0 in seguito che l&#8217;esplosione non era ancora avvenuta in quanto la nave non aveva terminato i famosi giri dell\u2019etichetta di innesco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35481 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fernplant.jpg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fernplant.jpg 420w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/fernplant-300x161.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Fernplant, l&#8217;ultima preda di Ferraro<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la nave non sfugge al suo destino ed affonder\u00e0 al largo della Siria. Esaurita la scorta di cariche esplosive a Luigi Ferraro non resta che rientrare in Italia. La scusa ufficiale \u00e8 il rientro in Patria <strong><span style=\"color: #008000;\">per sopraggiunti gravi motivi di salute<\/span><\/strong>. L&#8217;ultima beffa a quei diplomatici stranieri che lo ritenevano un imboscato scappato dall&#8217;Italia \u2026 dove fischiavano le pallottole. Ad aspettarlo per\u00f2 non ci sono tanti amici \u2026 molti sono morti in azione o sono stati fatti prigionieri.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f2f569;\"><span style=\"font-size: 16px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma cosa successe a Roccardi? Non si sa molto di lui. Sembra che Giovanni Roccardi, l&#8217;agente D65, dopo la guerra, forse a seguito della sua attivit\u00e0 con Ferraro, si interess\u00f2 al mondo del mare, dapprima come fotografo e poi come cineasta, realizzando diversi cortometraggi e lungometraggi di tema marinaro<\/span>\u00a0<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriva l&#8217;otto settembre del 1943 e <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Ferraro<\/span><\/strong> decide di aderire ai reparti subacquei della X Mas. Viene trasferito a Valdagno dove diviene vicecomandante del reparto gamma locale con il compito di progettare operazioni coperte nell&#8217;Italia occupata dagli anglo-americani. Il pericolo \u00e8 una possibile invasione da parte dei partigiani titini ed \u00e8 necessario cercare di mantenere aperto un canale con la Regia Marina del Sud. Chi meglio di lui?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/gamma-regia-marina.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 gamma-regia-marina.png\" width=\"382\" height=\"316\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">un operatore Gamma della 10 MAS<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue doti di abile mediatore gli furono utilissime permettendogli di salvare molte vite umane. Il 27 aprile 1945 venne contattato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta<\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>\u00a0<\/strong>Royal Navy Lionel Crabb<\/span><\/strong> a Valdagno, che gli propone di collaborare con la marina britannica in azioni contro il Giappone ma Ferraro si rifiuta &#8230; &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Pu\u00f2 darsi che in futuro debba pentirmi per questo rifiuto, ma per ora una collaborazione come l&#8217;intendete voi \u00e8 da escludere<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Luigi Ferraro ed il resto del personale restarono accasermati a Valdagno quasi fino alla fine di maggio quando fecero ritorno a casa. Si chiudeva cos\u00ec il primo capitolo della sua avventurosa vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il dopoguerra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo il forzato congedo Luigi Ferraro, alla fine degli anni &#8217;50, lavora come sommozzatore civile, occupandosi del recupero delle navi affondate nei porti italiani. Il lavoro non mancava e bisognava bonificare gli ingressi dei porti dai tanti relitti e le tante aree minate ancora pericolose per le attivit\u00e0 marittime. Un lavoro che interess\u00f2 la neo Marina Militare Italiana ma anche molte societ\u00e0 civili. Nel prossimo articolo vedremo come in quegli anni di rinascita incontrer\u00e0 tanti amanti della subacquea con i quali inizier\u00e0 nuove avventure e progetti, diventando inventore e innovatore nel campo della subacquea che proprio in quegli anni stava nascendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I &#8211; continua\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>foto gentile concessione della famiglia Ferraro e dell&#8217;Ufficio storico della marina militare<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35468\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\u00a0 <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35885\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 11<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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