{"id":35364,"date":"2019-10-28T00:10:15","date_gmt":"2019-10-27T23:10:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35364"},"modified":"2025-12-02T19:18:26","modified_gmt":"2025-12-02T18:18:26","slug":"le-navi-bianche-il-rimpatrio-dei-civili-italiani-dallafrica-orientale-italiana-nel-1942-43-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364","title":{"rendered":"Le navi bianche:  il rimpatrio dei civili italiani dall&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Seconda guerra mondiale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un nuovo articolo di Gianluca Bertozzi sull&#8217;evacuazione di 28000 civili italiani a seguito della caduta dell&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942. Un corridoio umanitario non semplice che salv\u00f2 molte vite umane. Non fu il primo e nemmeno l&#8217;ultimo per la marina italiana.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la caduta dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Africa Orientale Italiana<\/span><\/strong> e l&#8217;invio nei campi di prigionia di circa centomila italiani residenti nell&#8217;impero (militari e tutti i maschi superiori ai sedici anni) circa centocinquantamila civili italiani rimanevano nei territori dell&#8217;Africa Orientale e costituivano un problema per le autorit\u00e0 civili e militari britanniche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35373\" aria-describedby=\"caption-attachment-35373\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35373 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/VULCANIA-IN-MISSIONE-DI-RIMPATRIO-DEI-CIVILI-DALLA.O.I.-NELLAPRILE-1942.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/VULCANIA-IN-MISSIONE-DI-RIMPATRIO-DEI-CIVILI-DALLA.O.I.-NELLAPRILE-1942.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/VULCANIA-IN-MISSIONE-DI-RIMPATRIO-DEI-CIVILI-DALLA.O.I.-NELLAPRILE-1942-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/VULCANIA-IN-MISSIONE-DI-RIMPATRIO-DEI-CIVILI-DALLA.O.I.-NELLAPRILE-1942-768x477.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35373\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nave Vulcania impiegata per il rimpatrio dei profughi italiani, aprile 1942<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Inghilterra infatti reputava urgente procedere all&#8217;evacuazione dei civili italiani da tutta l&#8217;Africa Orientale ex italiana, civili che in molte regioni erano stati internati dopo l&#8217;arrivo delle truppe britanniche. Questo rimpatrio oltre che per ragioni umanitarie era necessario perch\u00e9 un prolungato internamento di tutti i civili italiani ancora presenti in quella parte d&#8217;Africa, avrebbe rappresentato un grave problema sia di logistica sia di sicurezza. Per motivi militari era infatti urgente liberare le truppe e i rifornimenti che sarebbero state invece bloccate nella salvaguardia e nel mantenimento dei numerosi civili italiani ancora presenti non solo in Etiopia, ma in tutto il Corno d&#8217;Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-35372 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/perdita-AOI.jpg\" alt=\"\" width=\"669\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/perdita-AOI.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/perdita-AOI-300x201.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/>Inoltre vi era la necessit\u00e0, per motivi politici, di evitare che le comunit\u00e0 italiane costituissero un titolo per mantenere una presenza italiana nell&#8217;area nel dopoguerra. Inoltre si temeva che dopo la restituzione al Negus dei territori Etiopici la presenza di ancora consistenti comunit\u00e0 italiane potessero in qualche modo influenzarlo o, a breve termine, potessero appoggiare i movimenti antibritannici e antinegussiti che si stavano organizzando sia tra la popolazione italiana che indigena.\u00a0Pi\u00f9 di 20000 civili furono quindi evacuati in altre colonie britanniche per gli altri si tent\u00f2 il contatto con le autorit\u00e0 italiane<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le autorit\u00e0 militari britanniche in Africa Orientale sono vivamente preoccupate per la sicurezza di molte migliaia d\u00ec civili italiani uomini, donne e bambini &#8211; tanto nella Capitale quanto nelle zone periferiche dell&#8217; Etiopia dove uomini armati, disertori dei battaglioni coloniali italiani, e gruppi di banditi stanno mettendo a sacco le campagne, come bande organizzate di ladri, e minacciano le vite dei civili suddetti<\/span><\/em><\/strong>&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec iniziava la lunga nota verbale che gli Stati Uniti inviarono al Governo di Roma il 4 maggio 1941, in qualit\u00e0 di curatori degli interessi britannici in Italia. Dopo varie titubanze (non si voleva aiutare il nemico a risolvere i suoi problemi di occupazione e vi era una scarsa fiducia nella riuscita di una missione che avrebbe messo in gioco alcuni delle migliori unit\u00e0 della flotta passeggeri) arriv\u00f2 la decisione di dare corso al rimpatrio ed iniziarono trattative dirette per definire le modalit\u00e0 organizzative della missione.\u00a0Il principale accordo da raggiungere riguardava la rotta: gli inglesi imposero il lunghissimo periplo dell&#8217;Africa, non accettando l&#8217;attraversamento del Canale di Suez temendo che le navi potessero esservi affondare mentre lo attraversavano per bloccarlo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35366\" aria-describedby=\"caption-attachment-35366\" style=\"width: 700px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35366 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/FB_IMG_1571398445901.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"504\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35366\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il Saturnia in partenza per L&#8217;AOI<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu anche convenuto che le navi avrebbero viaggiato indipendentemente dagli avvenimenti bellici, munite di salvacondotto, dipinte di bianco con grandi croci rosse e illuminate di notte, per evitare di subire attacchi per errore. A Gibilterra avrebbero preso a bordo una scorta militare inglese, da sbarcare al ritorno nello stesso porto. Per il rifornimento in viaggio del carburante fu concordato di utilizzare le navi <strong><span style=\"color: #008000;\">Arcola<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Taigete,<\/span><\/strong> due cisterne nafta che, trovandosi fuori dal Mediterraneo all&#8217;atto della dichiarazione di guerra dell&#8217;Italia, si erano rifugiate nel porto neutrale di Santa Cruz di Tenerife, nelle Canarie. Munite di salvacondotto e dei distintivi chiaramente visibili di giorno e di notte, con a bordo una scorta militare britannica, si sarebbero recate a Curacao, nei Caraibi, a caricare il combustibile con il quale rifornire le navi delle missioni negli scali di San Vincenzo di Capoverde o di Las Palmas. Inizialmente era previsto l&#8217;impiego della cisterna <strong><span style=\"color: #008000;\">Lucania<\/span> <\/strong>ma essa era stata affondata poco fuori Genova dal sommergibile britannico <strong><span style=\"color: #008000;\">Tempest<\/span> <\/strong>malgrado viaggiasse illuminata e esponendo regolarmente le insegne concordate, cosa che certamente non aument\u00f2 la fiducia tra le parti, e solo dopo ulteriori trattative e impegni si dette seguito all&#8217;operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei cantieri italiani furono preparate quattro grandi navi, normalmente impiegate per il trasporto passeggeri sulle rotte oceaniche: <strong><span style=\"color: #008000;\">i piroscafi \u201cDuilio\u201d e \u201cGiulio Cesare\u201d del Lloyd Adriatico e le motonavi \u201cSaturnia\u201d e \u201cVulcania\u201d della Societ\u00e0 di Navigazione Italia<\/span><\/strong>, sulle quali furono effettuate le modifiche per renderle adatte ad alloggiare moltissimi bambini e persone duramente provate dalla prigionia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-35374\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/navi_ospedale_rimpatrio_civili_1942.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/navi_ospedale_rimpatrio_civili_1942.jpg 787w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/navi_ospedale_rimpatrio_civili_1942-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/navi_ospedale_rimpatrio_civili_1942-768x527.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capienza fu aumentata, modificando gli spazi comuni e le cabine, fino a raggiungere 2500 posti per i passeggeri e per i marinai, le crocerossine, le suore, i medici, i tecnici vari e la scorta inglese. Furono creati un reparto ospedaliero con 150 posti letto, una sala parto, due sale operatorie, un laboratorio di batteriologia, un gabinetto dentistico, una farmacia, un reparto di isolamento per gli infettivi, un ufficio postale, due sportelli bancari, due bar, parrucchiere, calzolaio, biblioteca, cinema, ecc. Si provvide ad imbarcare giocattoli, indumenti e tutto quello che sarebbe stato utile per un viaggio tanto lungo. A causa della livrea bianca con le croci rosse, simile a quella delle navi ospedale, ricevettero ben preso la designazione di \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">navi bianche<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente, il 2 aprile 1942 ebbe inizio la prima missione, al comando di Sua Eccellenza Saverio Caroselli, gi\u00e0 governatore della Somalia Italiana. Nome ufficiale dell&#8217;operazione: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Missione Speciale A.O.I.<\/span><\/strong>\u201d Le tre tornate di viaggi compiute ebbero andamento abbastanza simile, con qualche variante negli scali del terzo viaggio, nel corso del quale i profughi della Somalia furono imbarcati direttamente a Mogadiscio. La durata di ciascuno viaggio fu di circa 3 mesi, comprensivi di andata, ritorno, soste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Capoverde o a Las Palmas i piroscafi ricevevano il rifornimento da parte delle cisterne petroliere Arcola e Taigete, che compirono cinque viaggi attraverso l&#8217;Atlantico per caricare il combustibile necessario, prima di ritornare nuovamente nel loro porto di internamento.<br \/>\nNei porti di Berbera e di Massaua ogni nave accolse a bordo circa 2000 rimpatriandi, molti dei quali vi erano giunti sfiniti dalle sofferenze e dalle privazioni dei campi e dalle fatiche del viaggio per arrivare al porto, compiuto a tappe forzate, stipati su camion e treni insieme a tutti i loro averi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35369 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"887\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png 554w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi-216x300.png 216w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>Rimpatriarono i civili provenienti dai campi in Etiopia, i pi\u00f9 urgenti da sgombrare. Al loro arrivo in Italia, i rimpatriandi del primo viaggio furono accolti come eroi e nei vari porti di sbarco andarono loro incontro i sovrani o le altezze reali. Nel corso del terzo viaggio ai profughi giunse la notizia dello sbarco degli Alleati in Sicilia e della caduta di Mussolini, che lasci\u00f2 sgomente persone lontane dall\u2019Italia da molti anni, prive di una percezione aggiornata dell\u2019evolversi della situazione militare e politica. La scorta inglese li accompagn\u00f2 fino nel canale di Sicilia e aerei e naviglio alleato li scortarono finch\u00e9 non fu certo che si sarebbero diretti a Taranto, unico porto concesso per lo sbarco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35370\" aria-describedby=\"caption-attachment-35370\" style=\"width: 655px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35370 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/FB_IMG_1571398449141-1.jpg\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/FB_IMG_1571398449141-1.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/FB_IMG_1571398449141-1-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/FB_IMG_1571398449141-1-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35370\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">profughi allo sbarco in Italia<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna fanfara li attendeva, solo le crocerossine distribuirono caramelle ai bambini e offrirono un po&#8217; d&#8217;accoglienza. Mentre erano sui treni per raggiungere le loro destinazioni, tra il 13 e il 17 agosto, Roma, Napoli, Torino, Milano e altre citt\u00e0 furono investite da ondate di bombardamenti degli Alleati: era il benvenuto in un Paese con la guerra in casa, il primo assaggio dei momenti duri che sarebbero seguiti. L&#8217;Italia era gi\u00e0 spezzata in due e alcuni dei ragazzi che rimpatriarono fecero in tempo ad essere travolti dalla guerra civile che scoppi\u00f2 alcuni mesi dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione delle tre missioni, i civili rimpatriati dall&#8217;Africa Orientale furono circa 28.000. Fu una delle pi\u00f9 complesse e riuscite operazioni di salvataggio ed evacuazione della storia che riusc\u00ec ad aprire con successo un corridoio umanitario per cui transitarono migliaia di civili italiani.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nFonti<\/span><\/strong><br \/>\nGli Italiani in Africa orientale &#8211; La caduta dell&#8217;impero di Angelo del Boca<br \/>\nLe navi ospedale italiane 1935-1945, di Enrico Cernuschi, Maurizio Brescia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Seconda guerra mondiale &nbsp; Un nuovo articolo di Gianluca Bertozzi sull&#8217;evacuazione di 28000 civili italiani a seguito della caduta dell&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942. Un corridoio umanitario non semplice che salv\u00f2 molte vite umane. Non fu il primo e nemmeno l&#8217;ultimo per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2363,"featured_media":35369,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2313],"tags":[],"class_list":["post-35364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-della-seconda-guerra-mondiale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#039;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#039;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Seconda guerra mondiale &nbsp; Un nuovo articolo di Gianluca Bertozzi sull&#8217;evacuazione di 28000 civili italiani a seguito della caduta dell&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942. Un corridoio umanitario non semplice che salv\u00f2 molte vite umane. Non fu il primo e nemmeno l&#8217;ultimo per [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-10-27T23:10:15+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-12-02T18:18:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"554\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"768\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"gianluca bertozzi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"gianluca bertozzi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\"},\"author\":{\"name\":\"gianluca bertozzi\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663\"},\"headline\":\"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43\",\"datePublished\":\"2019-10-27T23:10:15+00:00\",\"dateModified\":\"2025-12-02T18:18:26+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\"},\"wordCount\":1430,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\",\"articleSection\":[\"Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\",\"name\":\"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall'Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\",\"datePublished\":\"2019-10-27T23:10:15+00:00\",\"dateModified\":\"2025-12-02T18:18:26+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png\",\"width\":554,\"height\":768},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663\",\"name\":\"gianluca bertozzi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"gianluca bertozzi\"},\"description\":\"laureato in Giurisprudenza \u00e8 un attento e meticoloso studioso di storia navale e aeronautica militare\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/gianluca-bertozzi\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall'Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall'Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Seconda guerra mondiale &nbsp; Un nuovo articolo di Gianluca Bertozzi sull&#8217;evacuazione di 28000 civili italiani a seguito della caduta dell&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942. Un corridoio umanitario non semplice che salv\u00f2 molte vite umane. Non fu il primo e nemmeno l&#8217;ultimo per [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2019-10-27T23:10:15+00:00","article_modified_time":"2025-12-02T18:18:26+00:00","og_image":[{"width":554,"height":768,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png","type":"image\/png"}],"author":"gianluca bertozzi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"gianluca bertozzi","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364"},"author":{"name":"gianluca bertozzi","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663"},"headline":"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43","datePublished":"2019-10-27T23:10:15+00:00","dateModified":"2025-12-02T18:18:26+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364"},"wordCount":1430,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png","articleSection":["Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364","name":"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall'Africa Orientale Italiana nel 1942\/43 &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png","datePublished":"2019-10-27T23:10:15+00:00","dateModified":"2025-12-02T18:18:26+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/pancrazio-libro-su-rientro-italiano-da-aoi.png","width":554,"height":768},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35364#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Le navi bianche: il rimpatrio dei civili italiani dall&#8217;Africa Orientale Italiana nel 1942\/43"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663","name":"gianluca bertozzi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","caption":"gianluca bertozzi"},"description":"laureato in Giurisprudenza \u00e8 un attento e meticoloso studioso di storia navale e aeronautica militare","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/gianluca-bertozzi"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2363"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35364\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}