{"id":35342,"date":"2019-10-27T00:10:42","date_gmt":"2019-10-27T00:10:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35342"},"modified":"2024-03-18T22:03:18","modified_gmt":"2024-03-18T21:03:18","slug":"le-acque-radioattive-di-fukushima-potrebbero-essere-prossimamente-riversate-in-amre-quali-sono-i-pericoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35342","title":{"rendered":"Le acque radioattive di Fukushima potrebbero essere prossimamente riversate in mare. Quali sono i pericoli?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Fukushima<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua radioattiva di Fukushima potrebbe finire nel Pacifico. Questa notizia \u00e8 rimbalzata sulle news di tutto il mondo creando non poche preoccupazioni. Nel pomeriggio dell&#8217;11 marzo 2011, un violento terremoto colp\u00ec il Giappone (9 scala Richter), di fatto il sisma pi\u00f9 potente mai registrato. L&#8217;epicentro si trovava a circa 100 chilometri dalla costa nordorientale della regione di Honshu (l&#8217;isola principale del Giappone lungo una faglia sottomarina tra due placche tettoniche. Un&#8217;enorme quantit\u00e0 di energia puls\u00f2 dall&#8217;epicentro del sisma e si diram\u00f2 in tutte le direzioni nell&#8217;Oceano Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impulso sal\u00ec in superficie creando un enorme tsunami che colp\u00ec Onagawa circa 30 minuti dopo il terremoto. Dieci minuti dopo, colp\u00ec la costa della prefettura di Fukushima pi\u00f9 di 100 chilometri a sud. Il disastro apparve immediatamente nella sua gravit\u00e0, provocando il crollo di importanti porzioni di tre dei reattori della centrale nucleare di Fukushima. A seguito dell\u2019incidente la grande quantit\u00e0 di acqua radioattiva fu immagazzinata in giganteschi serbatoi appositamente costruiti (sembrerebbe che fino ad ora siano stati riempiti circa 960 serbatoi per un totale di oltre un milione e mezzo di tonnellate di acqua radioattiva). Il progetto di bonifica iniziale comprendeva il trattamento e la raccolta dell\u2019acqua del circuito di raffreddamento in serbatoi per poterla poi depurare prima di restituirla all\u2019oceano. All&#8217;inizio del 2014 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Tokyo Electric Company<\/span> <span style=\"color: #008000;\">(Tepco) <\/span><\/strong>inizi\u00f2 l&#8217;operazione di bonifica su vasta scala utilizzando un complesso sistema di filtrazione dell&#8217;acqua chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Advanced Liquid Processing System<\/span><\/strong> (<strong><span style=\"color: #008000;\">ALP<\/span><span style=\"color: #008000;\">S<\/span><\/strong>) in grado di rimuovere 62 diversi tipi di inquinamento radioattivo, tra cui lo stronzio e il cobalto dall&#8217;acqua contaminata. Le tre linee del sistema ALPS hanno la capacit\u00e0 di trattare ogni giorno fino a 1.500 tonnellate di acqua contaminata.&nbsp; Ci\u00f2 venne ottenuto attraverso un sistema di assorbimento del cesio, utilizzando filtri in resina ad alta efficienza per rimuovere i materiali radioattivi dai liquidi che li attraversano. Alla fine del 2015, il 98% di tutte le acque reflue di Fukushima era stato purificato da tutti gli isotopi radioattivi, <strong><span style=\"color: #008000;\">a<\/span><span style=\"color: #008000;\">d eccezione per\u00f2 del trizio<\/span><\/strong>. In altre parole fu rimossa gran parte del cesio, rendendo l&#8217;acqua meno pericolosa, anche se pur sempre radioattiva a causa della presenza del trizio, difficile da separare dall\u2019acqua contaminata. Gli scienziati valutarono che ci sarebbero voluti altri 17 anni prima di abbattere questo seppur basso livello di radioattivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Che cos&#8217;\u00e8 il trizio?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl<strong><span style=\"color: #008000;\"> trizio<\/span><\/strong> \u00e8 un isotopo dell&#8217;idrogeno esistente in Natura. Il trizio naturale \u00e8 causato da collisioni nell&#8217;atmosfera superiore tra molecole energetiche e raggi cosmici ma pu\u00f2 essere generato attraverso il bombardamento dei neutroni delle molecole dell&#8217;acqua che fluisce nei reattori delle centrali nucleari. Il trizio ha un protone nel suo nucleo e due neutroni attaccati al protone, motivo per cui \u00e8 simbolizzato come <strong><span style=\"color: #008000;\">H3<\/span><\/strong>. I due neutroni rendono il nucleo un p\u00f2 instabile. In pratica uno dei neutroni rilascia un elettrone debole, si trasforma in un protone e il trizio diventa istantaneamente elio inerte, non radioattivo (He3).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-35352\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/isotopi-idrogeno.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/isotopi-idrogeno.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/isotopi-idrogeno-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/isotopi-idrogeno-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;elettrone liberato \u00e8 chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">particella Beta (\u03b2)<\/span><\/strong>, che a volte viene erroneamente soprannominato &#8220;raggio beta&#8221;. Per capirci. Le radiazioni gamma e i raggi X sono &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">raggi<\/span><\/strong>&#8221; perch\u00e9 <strong><span style=\"color: #008000;\">sono un flusso continuo di energia<\/span><\/strong> mentre le beta sono particelle subatomiche cariche negativamente e quindi non sono raggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le radiazioni beta hanno dei limiti di penetrazione significativi. Quelle pi\u00f9 energiche (~ 7 Mev e oltre) non possono penetrare fogli di alluminio. Il \u03b2 del trizio \u00e8 il pi\u00f9 debole prodotto dagli isotopi radioattivi formati all&#8217;interno dei nuclei del reattore della centrale nucleare (~ 18 KeV) &#8211; quasi quattrocento volte pi\u00f9 debole dei Beta (\u03b2) ad alta potenza. Di conseguenza, il \u03b2 del trizio pu\u00f2 essere fermato da un foglio di cellophane. In effetti, come riportato dalla Radiation Information Network dell&#8217;Idaho State University, &#8220;<em><span style=\"color: #008000;\">Il prodotto di decadimento radioattivo del trizio \u00e8 una beta a bassa energia che non riesce a penetrare lo strato morto esterno della pelle umana<\/span><\/em>.&#8221; In pratica, il \u03b2 del trizio non \u00e8 in grado di superare o,5 millimetri di acqua.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La domanda che ci si pone \u00e8 quanto sia pericoloso<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn realt\u00e0 non ci sono prove scientifiche o mediche che il trizio causi effettivamente il cancro. L&#8217;attuale limite al trizio fu fissato nel 1976 dall&#8217;EPA non basandosi su standard sanitari. Il limite americano di 740 Becquerels per litro fu scelto perch\u00e9 &#8220;nessuna acqua potabile\u201d si avvicinava a quell\u2019indice. Di fatto, nel 2006, lo stato della California condusse uno studio sul trizio e concluse che i limiti imposti dall&#8217;EPA erano basati su ipotesi cancerogene. Un\u2019affermazione debole in quanto poco scientifica. Gi scienziati scoprirono che le uniche prove di eventuali effetti sulla salute erano venute dall&#8217;esposizione di topi di laboratorio a livelli altissimi di trizio, in eccesso di 37.000.000 di Becquerel per litro.&nbsp;In quel caso alcuni esemplari svilupparono dei tumori ma nessuno di loro fu fatale per&nbsp; gli animali. Inoltre, nessuna generazione di tumore fu osservata al di sotto di 1500 mSv\/anno nell&#8217;Uomo a causa dell&#8217;esposizione a qualsiasi forma di radiazione ionizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Notate i limiti nella tabella seguente<br \/>\n<\/span><\/strong>Quello del Canada \u00e8 di 7.000 Bq\/litro e lo standard giapponese per il rilascio \u00e8 di 60.000 Bq\/litro. I limiti europei sono ancora pi\u00f9 bassi 100 Bq\/L. Pertanto, i limiti degli Stati Uniti e della California sul trizio non sono da considerarsi ultra-conservativi per l&#8217;Europa ma lo sono molto di pi\u00f9 di quelli giapponesi e Canadesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-35348\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Tritium-exposure-chart.png\" alt=\"\" width=\"896\" height=\"863\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Tritium-exposure-chart.png 896w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Tritium-exposure-chart-300x289.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Tritium-exposure-chart-768x740.png 768w\" sizes=\"(max-width: 896px) 100vw, 896px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante la <a href=\"http:\/\/www.nrc.gov\/reading-rm\/doc-collections\/fact-sheets\/tritium-radiation-fs.html\">scheda informativa della Societ\u00e0 di Fisica Sanitaria sul Trizio<\/a> che riporta:<br \/>\n\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">While it has been determined that exposure to high levels of ionizing radiation causes cancer, this effect has not been observed for lower doses on the order of background radiation doses, including with tritium. Although the regulatory process and radiation safety practices operate based on the conservative assumption that all radiation exposure increases cancer risk, credible quantitative risk assessments cannot be made for low background levels of radiation exposure. For this reason, the cancer risk, if there is any, posed to a member of the general public by expected environmental tritium exposure levels cannot be determined reliably. In fact, it has been shown that the health effects, namely cancer induction, resulting from such exposures are too improbable to be observed using current data and analytical methods<\/span><\/em>.<\/strong>\u201d In pratica che gli effetti del Trizio sulla salute erano considerati poco probabili.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per quanto sopra la presunta connessione tra esposizione al trizio e cancro (o danno genetico)<\/span> <span style=\"color: #008000;\">sembra essere un presupposto basato sul semplice fatto che il trizio \u00e8 radioattivo<\/span><\/strong>. L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.tepco.co.jp\/en\/nu\/fukushima-np\/handouts\/2013\/images\/handouts_130329_01-e.pdf\">EPA, partendo dal presupposto che se qualcosa \u00e8 radioattivo allora deve avere un rischio di cancro, afferm\u00f2<\/a> che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Come per tutte le radiazioni ionizzanti, l&#8217;esposizione al trizio aumenta il rischio di sviluppare il cancro<\/em><\/span><\/strong>&#8220;.&nbsp; Per completezza la Commissione di regolamentazione nucleare sul trizio afferm\u00f2 che il limite di trizio nell&#8217;acqua potabile di 740 Bq \/ litro era stato &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">assunto per produrre una dose di 4 mrem all&#8217;anno&#8221; (0,04 millisievert\/anno)<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valore che fu corretto nel 1991 quando l&#8217;EPA (Environment protection Agency statunitense) ricalcol\u00f2 che l&#8217;esposizione a 0,04 mSv\/anno richiederebbe l&#8217;assunzione giornaliera di almeno due litri di acqua contenente 2250 Bq\/litro di trizio, e non 740 Bq\/litro. Nonostante ci\u00f2 l&#8217;EPA decise di non alzare il limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto che dire di <strong><span style=\"color: #008000;\">Fukushima e delle sue centinaia di migliaia di tonnellate di acque reflue contenenti circa 630.000 Bq di trizio\/litro?<\/span> <\/strong>La paura iniziale dei soccorritori era che i serbatoi contenenti le acque contaminate improvvisamente riversassero l&#8217;intero contenuto nell&#8217;Oceano Pacifico. Quale sarebbe stato l&#8217;impatto ambientale? Una domanda che ancora non trova una risposta condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Quale sarebbero le conseguenze sanitarie ed economiche nel Pacifico in caso di rilascio? <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sar\u00e0 permesso a TEPCO di rilasciare l\u2019acqua contaminata in mare?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQualsiasi radioattivit\u00e0 rilevabile fa temere milioni di giapponesi, ma non solo, per le loro vite. Il semplice pensiero di mangiare frutti di mare contenenti minuscole quantit\u00e0 non rilevabili di radioattivit\u00e0 fa s\u00ec che molti consumatori evitino i pesci catturati al largo della costa di Fukushima. Le attivit\u00e0 di pesca di Fukushima hanno dichiarato che non accetteranno mai di consentire il rilascio di queste acque nel mare perch\u00e9 ci\u00f2 danneggerebbe i loro affari. Consideriamo che il mercato globale fa s\u00ec che pesce pescato nel Pacifico potrebbe finire facilmente nelle tavole di tutto il mondo sotto forma di sushi o di derivati dal pesce pescato. Pensate ad esempio al tonno o ai congelati di provenienza&nbsp; dall&#8217;oceano Pacifico. Accorgersene in un secondo tempo non sarebbe una consolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 che il <strong><span style=\"color: #008000;\">trizio<\/span><\/strong> \u00e8 di fatto idrogeno e fa parte della molecola d&#8217;acqua. Ecco perch\u00e9 non pu\u00f2 essere rimosso dalle unit\u00e0 di assorbimento del cesio di Fukushima, dal sistema di osmosi inversa (per ridurre la concentrazione dei sali) e dai filtri di resina ALPS. Inoltre, separare il trizio dall&#8217;acqua non radioattiva \u00e8 un processo lento e costoso, efficace solo al 90% e Tepco non ha i soldi per farlo. D\u2019altro lato Tepco non pu\u00f2 costruire serbatoi di acque reflue all&#8217;infinito per cui le acque raccolte e trattate dovranno prima o poi essere rilasciate in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una valutazione interessante ma da verificare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl livello di trizio nei campioni prelevati nei circuiti delle turbine non trattate presso F. Daiichi \u00e8 stimato di 630.000 Bq \/ litro. Non c&#8217;\u00e8 quindi motivo di pensare che le acque trattate, raccolte all&#8217;interno dei serbatoi di Fukushima Daiichi, possano avere concentrazioni radioattive pi\u00f9 elevate. Secondo <a href=\"https:\/\/www.hiroshimasyndrome.com\/about-the-author.html\">Leslie Corrice<\/a>, member of the American Nuclear Society, Scientists for Accurate Radiation Information, e del&nbsp; National Education Association, ipotizzando, nel peggiore dei casi, che il livello sia di 630.000 Bq \/ litro di trizio in ciascun serbatoio, esso sarebbe al di sotto dei 37.000.000 di Becquerels (considerati come limite per l\u2019Uomo) per cui dovrebbe bere circa 14 litri delle acque reflue non diluite a Fukushima per essere danneggiato. Detto questo, secondo Corrice, pompare le acque reflue trattate direttamente nel mare non danneggerebbe nessuna persona o creatura marina. Le ultime notizie sono che l\u2019autorit\u00e0 giapponese seguir\u00e0 un suggerimento dell&#8217;AIEA e diluir\u00e0 le acque per portarle al di sotto del limite del Giappone di 60.000 Bq \/ litro prima di rilasciarle nell\u2019oceano.&nbsp; Sar\u00e0 vero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultima una considerazione ambientale.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-35349\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/MarineRadioactivity2010.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"824\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/MarineRadioactivity2010.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/MarineRadioactivity2010-300x258.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/MarineRadioactivity2010-768x659.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La somma totale di tutta la radioattivit\u00e0 di Fukushima, che si stima sia finita nell&#8217;oceano, \u00e8 di molti ordini di grandezza inferiore a quella naturale. Ci sono circa 30 mila trilioni di Becquerels (PetaBecquerels) di radioattivit\u00e0 derivanti da Fukushima nell&#8217;Oceano Pacifico &#8230; un numero che se confrontato con i livelli isotopici della radiazione naturale \u00e8 decisamente minore.<\/p>\n<p>Ecco i primi cinque:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">1 &#8211; Potassio-40 = 7,4 miliardi di trilioni di Bq<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">2 &#8211; Uranio, isotopi 238 e 235 = 22 milioni di trilioni di Bq<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">3 &#8211; Rubidio-87 = 700 milioni di trilioni di Bq<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">4 &#8211; Carbon-14 = 3 milioni-trilioni di Bq<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">5 &#8211; Trizio (Idrogeno-3) = 370 mila trilioni di Bq.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene i 30 mila trilioni di Fukushima siano un numero non trascurabile, quando confrontato con i miliardi di trilioni di Becquerels che esistono naturalmente, il loro rapporto va a diminuire il presunto impatto percentuale. Questo naturalmente se questi 30 mila trilioni saranno uniformemente distribuiti \u2026 cosa che richieder\u00e0 comunque molto tempo. In altre parole tutto dipender\u00e0 di come sar\u00e0 riversata nell&#8217;oceano &#8230; e da coem si mettono le cose sembra che il Giapponesi non abbiano inenzioni di aspettare o diluire nel tempo.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Sicuramente una decisione che sollever\u00e0 molte polemiche ma gli esiti li potremo vedere solo nei prossimi anni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Fukushima . L\u2019acqua radioattiva di Fukushima potrebbe finire nel Pacifico. 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