{"id":35307,"date":"2019-10-22T00:10:41","date_gmt":"2019-10-21T22:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35307"},"modified":"2024-06-21T14:22:49","modified_gmt":"2024-06-21T12:22:49","slug":"35307","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35307","title":{"rendered":"Fuoco a bordo, un pericolo temuto sin dall&#8217;antichit\u00e0"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SICUREZZA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: fuoco in mare<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un incendio a bordo \u00e8 sempre stato ed \u00e8 tuttora una delle situazioni pi\u00f9 pericolose per l&#8217;equipaggio di una nave. Che sia fortuito o generato da un sabotaggio o da un attacco deliberato, questa emergenza dimostra la sua violenza attraverso l\u2019effetto distruttivo che si scatena nei locali invasi da fiamme e fumi. La visibilit\u00e0 scende a zero e si \u00e8 ovattati in una nuvola soffocante e acre. Il panico si diffonde e solo un addestramento adeguato pu\u00f2 far ridurre i danni per le strutture e l\u2019equipaggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-35321\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/fire-on-board--e1571243316165.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"518\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene oggigiorno esistano sistemi automatici che possono intervenire per lo spegnimento degli incendi, il concorso umano per contrastare questo tipo di emergenze \u00e8 ancora essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 odierna di intervento deriva dalle lezioni acquisite dopo gli incidenti avvenuti nei secoli a bordo delle navi. In questo articolo vedremo come il fuoco sia stato un pericolo sin dall&#8217;antichit\u00e0 per le navi e come i marinai impararono molto presto ad usarlo come sistema di offesa contro i loro avversari.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35322 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-norvegese-fuoco-a-bordo-.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"641\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-norvegese-fuoco-a-bordo-.jpg 634w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-norvegese-fuoco-a-bordo--300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 863px) 100vw, 863px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">test di esplosione sul KNM Trondheim, una nave norvegese in disarmo usata come test bellico \u2026 un incendio devastante segu\u00ec l&#8217;impatto del missile sulla sua fiancata<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una minaccia antica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nA parte le cause fortuite, non da trascurare, il fuoco fu impiegato come arma di offesa sin dall&#8217;antichit\u00e0.&nbsp;Tucidide narra la costruzione di una nave di legno resinoso di pino che, dopo essere stata incendiata, fu usata come arma contro gli Ateniesi nel 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso. Non fu un episodio unico. Le fonti antiche raccontano che una nave in fiamme fu lanciata contro la flotta di Alessandro Magno durante l&#8217;assedio di Tiro, appiccando il fuoco a qualunque cosa fosse sulla sua rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35311 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/chibi-battle-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impiego di imbarcazioni incendiarie \u00e8 narrato nella cronache della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Chibi<\/span><\/strong>, chiamata anche delle scogliere rosse, che ebbe luogo in Cina tra il 208 e il 209, uno degli avvenimenti pi\u00f9 famosi della storia militare cinese.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h5><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>[wpedon id=17555]<\/strong><\/span><\/h5>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Questo articolo ti interessa? Su OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0, troverai numerosi articoli di storia navale e marittima per conoscere eventi del passato che difficilmente potrai trovare sui libri di scuola. Se hai suggerimenti o domande puoi lasciarci un commento in calce all\u2019articolo oppure scriverci alla nostra mail: <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"mailto:infoocean4future@gmail.com\">infoocean4future@gmail.com<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esercito imperiale era sotto il comando del generale <strong><span style=\"color: #008000;\">C\u00e1o C\u0101o<\/span><\/strong> che confidava nella vittoria per la propria schiacciante superiorit\u00e0 numerica. Non si hanno resoconti precisi riguardo allo svolgimento della battaglia, tuttavia sembra che il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Zhou Yu<\/span><\/strong> riusc\u00ec a disperdere le forze di Cao Cao in una serie di scontri navali, utilizzando con sapienza il fuoco, e affrontandone le forze imperiali decisamente superiori spezzandole in piccoli gruppi. L&#8217;uso di queste navi incendiarie provoc\u00f2 la disfatta e i sopravvissuti dell&#8217;esercito di Cao Cao furono messi in rotta. Sembra che Zhou Yu avesse utilizzato delle imbarcazioni appositamente costruite con doghe di legno, canne secche e olio, facilmente incendiabili, che venivano poi rilasciate contro le navi avversarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35312 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/fuoco-greco.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"567\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel VI secolo dopo Cristo furono impiegate dai Bizantini delle misture incendiarie al fine di bruciare le infrastrutture marittime e le unit\u00e0 navali avversarie, lanciate con catapulte o con ingegnosi cannoni ad acqua. Una specie di tubi lanciafiamme che proiettavano quel liquido incendiario, chiamato \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">fuoco greco<\/span><\/strong>\u201d, che non poteva essere spento e si riaccendeva quando a contatto con l&#8217;aria. Questa mistura era gi\u00e0 nota in Medio Oriente e sembra che fu portata a Bisanzio da un profugo siriano di nome Kallinicus. Nonostante la sua formula non sia mai stata rivelata, consisteva probabilmente in una mistura di zolfo, nafta, potassio e nitrato, che veniva lanciata sui vascelli nemici tramite quei primitivi \u201ccannoni\u201d lancia fiamme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-35459\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/fuoco-greco0-e1571946859512.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/fuoco-greco0-e1571946859512.jpg 547w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/fuoco-greco0-e1571946859512-300x182.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019efficacia di questi ordigni fu tale che fu deciso di dotare tutte le navi della potente flotta di Bisanzio con questi congegni. Ma non solo, la flotta si avvalse di una rete di depositi a terra per la fabbricazione e conservazione del misterioso e segreto liquido incendiario. Nel VII secolo d.C. la flotta saracena, nel tentativo di assediare Costantinopoli, fu bloccata da \u201cun mare di fiamme\u201d, causato forse anche da recipienti galleggianti colmi di questa infernale mistura. Al di l\u00e0 della loro reale efficacia, sembra che il fattore \u201csorpresa\u201d sconcert\u00f2 a tal punto i Saraceni da farli rinunciare all\u2019idea di impossessarsi della citt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35319 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hellburners-antwerp-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"778\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hellburners-antwerp-1.jpg 1000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hellburners-antwerp-1-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hellburners-antwerp-1-768x598.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">distruzione del ponte di barche di Anversa, le esplosioni ed il fuoco fecero la loro parte<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro episodio degno di nota che fu, per un certo aspetto, precursore della guerra navale di mine moderne, fu la distruzione del <strong><span style=\"color: #008000;\">ponte di barche di Anversa<\/span><\/strong> del 1585. La citt\u00e0, posta all\u2019estuario del fiume Schelda, era ritenuta imprendibile se non dal mare. Alessandro Farnese, Duca di Parma e di Piacenza, al servizio del re di Spagna, che aveva gi\u00e0 riconquistato sistematicamente tutte le Provincie delle Fiandre, si era dovuto fermare di fronte alla fortificatissima citt\u00e0 di Anversa e aveva deciso di bloccare il porto con un lungo ponte di barche tra le due sponde, impedendo cos\u00ec il flusso di vettovagliamenti vitali per la sopravvivenza della citt\u00e0 ribelle. Un altro italiano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Federico Gianibelli<\/span><\/strong>, progettista delle infrastrutture difensive della citt\u00e0, propose al Senato di Anversa di distruggere il ponte impiegando tre barconi da 300 tonnellate carichi di polvere nera rilasciati alla deriva. Tale proposta fu considerata poco fattibile e gli fu concesso di impiegare solo due barche, da 60 e 70 tonnellate che fece riempire di esplosivo, materiali ferrosi e grosse pietre. Nella notte tra il 4 e 5 aprile, accese le micce poste sui ponti di coperta, e le fece spingere dalla corrente verso il ponte di barche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35323 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/big_fireship.jpg\" alt=\"\" width=\"1095\" height=\"757\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/big_fireship.jpg 1095w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/big_fireship-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/big_fireship-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/big_fireship-1024x708.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1095px) 100vw, 1095px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;attacco al ponte di Anversa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Spagnoli, allertati dai fuochi accesi contemporaneamente su alcune barche per creare una diversione, si concentrarono su di esso, ignari di cosa stava per succedere. Sebbene una solo delle barche esplose, lo scoppio fu talmente violento da stupire lo stesso ideatore; si apr\u00ec una breccia di oltre trecento metri che spezz\u00f2 il ponte, distruggendo sei dei vascelli spagnoli ed uccidendo pi\u00f9 di ottocento soldati. Le pietre poste sul ponte della barca furono scagliate a centinaia di metri dal punto dell\u2019esplosione e distrussero parte delle batterie spagnole costiere, seminando il terrore nelle forze assedianti. La notte di Anversa rest\u00f2 nell\u2019immaginario collettivo e il terrore del fuoco si diffuse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre anni dopo, il ricordo della notte di Anversa era ancora cos\u00ec vivido nelle menti dei marinai che la semplice minaccia di un simile evento caus\u00f2 la prima sconfitta dell\u2019Invincibile Armada. L\u2019Ammiragliato inglese, preoccupato dell\u2019approssimarsi della potente flotta spagnola, invi\u00f2, nella zona di <strong><span style=\"color: #008000;\">Graveline<\/span><\/strong>, i suoi migliori Comandanti su unit\u00e0 leggere e veloci, nel disperato tentativo di rallentare l\u2019imminente invasione dell\u2019Inghilterra. Sebbene le loro navi fossero tecnicamente pi\u00f9 adatte a navigare in quelle zone di bassi fondali, gli inglesi si rendevano conto che un eventuale scontro con i galeoni spagnoli non avrebbe potuto avere esito favorevole a causa della loro superiore potenza di fuoco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35320 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/spanish-armada-firesxx.jpg\" alt=\"\" width=\"854\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/spanish-armada-firesxx.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/spanish-armada-firesxx-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/spanish-armada-firesxx-768x454.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la notte infernale della battaglia di Graveline. Sei brulotti segnarono l&#8217;inizio della fine della flotta di invasione spagnola dell&#8217;Invincibile Armata<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero corse subito alla terrificante notte di Anversa: \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Considering their hugeness twill not be possible to remove them but by a device<\/span><\/strong><\/em>\u201d. Sir William Winter, uno dei pi\u00f9 valenti comandanti inglesi, pens\u00f2 di sfruttare l\u2019effetto sorpresa. La notte del 7 agosto 1588, sei piccole barche apparvero improvvisamente in fiamme all\u2019orizzonte, trasportate dalla forte corrente verso i galeoni alla fonda. L\u2019avvistamento delle navi in fiamme ed il grido di allarme, per l\u2019approssimarsi di quelle che furono subito chiamate le <strong><span style=\"color: #008000;\">\u201cmaquinas de minas\u201d o \u201cAnversa\u2019s fired ships\u201d<\/span><\/strong>, si diffuse rapidamente. Nella fretta di salpare dagli ancoraggi, quattro galeoni spagnoli si urtarono a vicenda, altri due presero fuoco scontrandosi con le barche in fiamme: l\u2019Armada spagnola era ormai caduta nel caos totale. Nelle sei ore di combattimento, la confusione caus\u00f2 danni superiori a quelli immaginabili dagli intrepidi e spavaldi capitani di Elisabetta. La <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Graveline<\/span><\/strong> fu l&#8217;inizio della fine dell&#8217;Invincibile armata spagnola.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/la-quot-machine-infernale-quot-construite-par-les-anglais-pour-detruire-saint-malo-d-r-1606321718-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 la-quot-machine-infernale-quot-construite-par-les-anglais-pour-detruire-saint-malo-d-r-1606321718-1.jpg\" width=\"845\" height=\"845\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>la macchina infernale costruita dagli inglesi per distruggere Saint Malo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste navi incendiarie vennero chiamate in seguito <strong><span style=\"color: #008000;\">brulotti<\/span><\/strong>. Spesso si trattava di piccole navi, sufficientemente capienti per imbarcare materiale esplosivo e combustibile, facilmente infiammabile che veniva stivato nei vari ponti dell&#8217;imbarcazione, adattate a questa funzione bellica. Erano dotate di rampini, detti anche grappini o raffi, fissati su delle aste per agganciarsi pi\u00f9 facilmente al sartiame della nave nemica. I brulotti venivano quindi lanciati, con il favore della corrente, verso le navi avversarie, specialmente quando ancorate, con l&#8217;intenzione di appiccare il fuoco alle strutture. Come materiale esplosivo, per favorire la distribuzione dei dardi di fuoco sulle infrastrutture nemiche, venivano usate delle botti di polvere nera e carbone, catrame, grasso animale e composti chimici come il salnitro, una miscela di nitrati di potassio e sodio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le misture erano micidiali e l\u2019equipaggio della nave attaccante difficilmente avrebbe potuto spegnere gli incendi. La presenza di palle di cannone e pezzi di roccia, compattati in diversi scomparti interni dell&#8217;imbarcazione, a seguito dell\u2019esplosione ne aumentava il danno. Sono stati trovati pochi resti di brulote. Ne sono stati documentati solo tre: uno sulla costa di Sitges, che \u00e8 il pi\u00f9 descritto e il pi\u00f9 antico, e gli altri sulle Isole Scilly (Gran Bretagna) e a St. Malo (Francia).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35313\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi.jpg 2500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi-768x483.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi-1024x644.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi-320x202.jpg 320w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/anglo-olandesi-1200x755.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">dipinto del pittore fiammingo naturalizzato genovese Cornelio de Wael (Anversa, 1592 &#8211; Roma, 1667) che commemora uno degli epici scontri navali avvenuti durante le guerre anglo-olandesi succedutesi durante la seconda parte del XVII secolo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ultima la battaglia del 11 aprile 1809 presso l&#8217;isola di Aix (foce della Charente). La squadra francese, composta da 12 navi e 3 fregate, \u00e8 posta sotto gli ordini del <strong><span style=\"color: #008000;\">vice ammiraglio Allemand<\/span><\/strong> che si prepara per raggiungere le Antille. L&#8217;11 aprile, le forze coinvolte sono le seguenti: 34 navi (1260 cannoni) alle quali devono essere aggiunti 40&nbsp; brulotti sul lato inglese e 15 navi e piccole unit\u00e0 (1036 cannoni) sul lato francese. Alle 2100 inizi\u00f2 l&#8217;attacco inglese alle navi francesi all&#8217;ancoraggio dell&#8217;isola di Aix utilizzando le navi incendiarie della squadra dell&#8217;ammiraglio inglese Gambier.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35318\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/French-fireship.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"659\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/French-fireship.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/French-fireship-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/French-fireship-768x595.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;immagine&nbsp; mostra i dettagli specifici di uno dei brulotti inglesi, in particolare la porta di uscita tra i due cannonieri pi\u00f9 a poppa; la catena che fissa la barca per consentire la fuga all&#8217;ultimo momento; un&#8217;apertura a poppa per accendere la miccia ed rampini sui bracci. Rispetto alle fire ship della battaglia di Graveline usate da Winter e da Drake, si trattava di un arma molto pi\u00f9 sofisticata.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In solo due ore la flotta francese sub\u00ec una dura sconfitta che fece infuriare non poco Napoleone Bonaparte e cost\u00f2 la vita al comandante di uno dei vascelli, il Calcutta, <strong><span style=\"color: #008000;\">Jean Baptiste Lafon<\/span><\/strong>, condannato a morte e fucilato &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">per aver vigliaccamente abbandonato la sua nave in presenza del nemico<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Tanto fece il fuoco.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35315 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/battaglia-dei-brulotti-aix.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/battaglia-dei-brulotti-aix.jpg 686w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/battaglia-dei-brulotti-aix-300x175.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;11 aprile 1809 la flotta francese \u00e8 attaccata e messa in rotta tramite dei brulotti incendiati. Una dura sconfitta per i francesi che persero 5 navi e di fatto il controllo della situazione &#8211; quadro di Thomas Whitcombe, 1817.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo queste armi micidiali furono impiegate sempre meno, a causa della nascita di mezzi sempre pi\u00f9 sofisticati, ma quello che resta, nell\u2019immaginario collettivo, \u00e8 la paura per il fuoco a bordo. Le guerre navali moderne hanno lasciato molte lezioni acquisite che hanno consentito di maturare un approccio sempre pi\u00f9 efficace per contrastare gli incendi in mare. Il filmato che potrete vedere \u00e8 uno dei pi\u00f9 gravi incidenti avvenuti nel dopoguerra. L&#8217;analisi dell&#8217;incidente rivel\u00f2 carenze organizzative gravissime che portarono ad una revisione delle procedure antincendio.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_JTNF1K7joZo\"><div id=\"lyte_JTNF1K7joZo\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/JTNF1K7joZo\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JTNF1K7joZo\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/JTNF1K7joZo\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggigiorno, ogni nave militare e mercantile ha a bordo un\u2019organizzazione di emergenza che si basa su sistemi attivi (squadre antincendio in porto e in mare) e passivi (materiali ignifughi) per il contrasto e la prevenzione degli incendi ma, soprattutto, sull\u2019addestramento continuo di tutto il personale di bordo. Ma di questo parleremo con maggiori dettagli in un prossimo articolo.&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">[wpedon id=17555]<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ti \u00e8 piaciuto questo articolo? Se s\u00ec, puoi fare una piccola donazione (anche un euro) per sostenere il nostro portale. Basta poco, per aiutarci a sostenere le spese di OCEAN4FUTURE, il portale del Mare e della Marittimit\u00e0. La donazione pu\u00f2 essere singola o puoi decidere di renderla automatica ogni mese. 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Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XXI SECOLO AREA: SICUREZZA parole chiave: fuoco in mare . 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