{"id":35134,"date":"2019-10-14T00:05:44","date_gmt":"2019-10-14T00:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35134"},"modified":"2026-05-16T10:45:59","modified_gmt":"2026-05-16T08:45:59","slug":"viagio-nel-mediterraneo-di-luigi-piazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35134","title":{"rendered":"Viaggio nel Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">ARGOMENTO: ECOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: biogeografia, mar Mediterraneo, evoluzione<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo oggi un viaggio a pi\u00f9 tappe nel <strong><span style=\"color: #008000;\"><i>mare nostrum<\/i><\/span><\/strong>. Il dottor <strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Piazzi<\/span><\/strong>, ricercatore e docente presso l&#8217;Universit\u00e0 di Sassari, ci accompagner\u00e0 in questa navigazione per scoprirne le sue caratteristiche ma anche i suoi problemi. Da non perdere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35140\" aria-describedby=\"caption-attachment-35140\" style=\"width: 1229px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35140\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mediterraneo-piazzi.jpg\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"673\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35140\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">credit NASA &#8211; public domain<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo \u00e8 stato da sempre il mare pi\u00f9 sfruttato dall\u2019Uomo; sulle sue rive sono nate alcune delle pi\u00f9 grandi civilt\u00e0 del pianeta che ne hanno utilizzato con avidit\u00e0 le sue risorse. L\u2019eccessivo sfruttamento delle stesse ha portato negli ultimi decenni del secolo scorso a compromettere in modo preoccupante l\u2019equilibrio che da sempre aveva regolato i rapporti tra l\u2019Uomo ed il grande mare. Oggi una generale presa di coscienza da parte delle popolazioni rivierasche ha condotto ad un differente atteggiamento nei confronti dell\u2019ambiente e sono state intraprese molte azioni per arrestare il degrado e ripristinare, per quanto \u00e8 possibile, la situazione originale di equilibrio. Esistono leggi nazionali e internazionali che regolano le interazioni umane sull\u2019ambiente e sono stati intrapresi studi su grande scala per monitorare la situazione ecologica dei principali ecosistemi creando molte aree marine protette. Nonostante ci\u00f2 risanare l\u2019ambiente non \u00e8 un\u2019impresa facile. Molte aree sono state talmente compromesse da far apparire il degrado irreversibile; molti impatti causati all\u2019ambiente sono difficili da arginare e richiedono interventi a larga scala che per ora non sono stati ancora attuati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mediterraneo rappresenta un hot spot di biodiversit\u00e0, cio\u00e8 un\u2019area caratterizzata da una diversit\u00e0 biologica tra le pi\u00f9 alte del pianeta dove vivono moltissimi organismi esclusivi di questo mare. L\u2019alta biodiversit\u00e0 rende i fondali estremamente belli e interessanti sia per lo scienziato che per il turista; gli ambienti mediterranei, laddove hanno mantenuto il loro aspetto naturale, non hanno niente da invidiare ai pi\u00f9 blasonati mari tropicali; il problema \u00e8 che \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile trovare aree del Mediterraneo non degradate o sovra sfruttate.<br \/>\nIl Mediterraneo ha quindi urgente bisogno di interventi di gestione che prendano in considerazione l\u2019intera fascia costiera, cio\u00e8 tutta quella zona che comprende non solo le coste propriamente dette, ma anche un\u2019ampia porzione di mare prospiciente le coste e le\u00a0 terre emerse interessate dallo stesso bacino idrografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli interventi locali sono importanti, questi non possono prescindere dall\u2019attuazione di piani di gestione a larga scala in quanto in natura non esistono compartimenti stagni e si stabiliscono complesse interazioni tra compartimenti marini anche molto distanti tra loro, a volte apparentemente completamente scollegati. Proliferazioni algali possono essere legate all\u2019utilizzo di sostanze fertilizzanti drenate dai corsi d\u2019acqua centinaia di chilometri dal mare. Ad esempio lungo le coste toscane, la scomparsa di ampi tratti di pineta, \u00e8 stata causata dai tensioattivi trasportati in mare dai fiumi e risospinti dal vento sotto forma di aerosol. Nella protezione dell\u2019ambiente marino \u00e8 quindi necessario prendere in considerazione le interconnessioni che si creano tra i differenti ecosistemi e prevedere piani di gestione che comprendono azioni ad ampio raggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35142\" aria-describedby=\"caption-attachment-35142\" style=\"width: 1229px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35142 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/M-IMG_5674-e1576244873292.jpg\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"691\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35142\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; importante quindi conoscere i principali habitat dell\u2019ambiente marino costiero mediterraneo, la situazione attuale, metterne in evidenza le criticit\u00e0 e le minacce e mostrare le azioni che sono state intraprese per proteggerne la biodiversit\u00e0 e gestirne le risorse. Se vogliamo che la natura che ci circonda si mantenga in tutto il suo splendore occorre che tutti noi ci impegniamo da una parte a conoscerla, perch\u00e9 senza la conoscenza \u00e8 difficile comprenderne le problematiche, e dall\u2019altra a rispettarla con azioni anche apparentemente insignificanti ma che possono risultare fondamentali per il mantenimento della biodiversit\u00e0. Iniziamo ora il nostro viaggio dalle caratteristiche ecologiche e biogeografiche del Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Aspetti biogeografici<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\nCon il termine \u201cbiogeografia\u201d viene indicata la disciplina che studia la distribuzione geografica degli animali e delle piante, indagando sulle origini di tale distribuzione. Nel Mediterraneo si trovano principalmente organismi di origine atlantica, dal momento che il nostro mare \u00e8, di fatto, un grande bacino collegato all\u2019oceano attraverso lo stretto di Gibilterra. Rispetto all\u2019oceano, per\u00f2, il Mar Mediterraneo presenta molte peculiarit\u00e0 la cui origine va ricercata nelle vicissitudini geologiche che hanno portato alla sua formazione. Tra le molte specie atlantiche possiamo trovare organismi ad affinit\u00e0 fredda, caratteristici delle coste del nord Europa e penetrati nel mar Mediterraneo durante le ere glaciali, ed organismi ad affinit\u00e0 calda, tipici delle coste africane ed arrivati durante i periodi interglaciali. Gli uni e gli altri sono in massima parte scomparsi rimanendo segregati in aree del bacino con particolari caratteristiche di temperatura delle acque. Molti animali e vegetali atlantici, una volta isolati dalle popolazioni di origine e sottoposti a nuove condizioni ambientali, si sono evoluti in nuove specie, andando a costituire degli <strong><span style=\"color: #008000;\">endemismi<\/span><\/strong> cio\u00e8 specie esclusive del bacino. Alcuni di essi non ebbero per\u00f2 origine atlantica, ma derivarono direttamente dalla fauna e dalla flora originaria del paleo-oceano <strong><span style=\"color: #008000;\">Tetide<\/span><\/strong>, da cui \u00e8 derivato il Mediterraneo che sub\u00ec nelle epoche drammatiche vicissitudini geologiche tra le quali anche un quasi completo disseccamento. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">paleo-endemismo mediterraneo<\/span><\/strong> pi\u00f9 conosciuto \u00e8 una fanerogama marina, la <em><span style=\"color: #008000;\">Posidonia oceanica<\/span><\/em>. Nella seconda met\u00e0 del XX secolo, il Mediterraneo si \u00e8 arricchito anche di specie di origine indopacifica, che penetrarono in parte attraverso il Canale di Suez, ma soprattutto furono introdotte dall\u2019Uomo sia volontariamente, per scopi di allevamento e pesca, sia in maniera non volontaria, arrivando nel Mediterraneo attaccate alle chiglie di imbarcazioni, nelle acque di zavorra delle navi o associate a detriti galleggianti ed altre specie importate.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35143\" aria-describedby=\"caption-attachment-35143\" style=\"width: 1229px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35143 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/M-IMG_5880-e1570704868483.jpg\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"691\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35143\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">photo credit @andrea mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gradienti mediterranei<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPossiamo oggi riconoscere in Mediterraneo due principali gradienti: il primo (orizzontale) che vede una preponderanza di specie atlantiche nel settore occidentale e di tipiche mediterranee in quello orientale, il secondo (verticale) che mostra specie ad affinit\u00e0 fredda distribuite soprattutto nelle aree pi\u00f9 settentrionali e specie ad affinit\u00e0 calda in quelle meridionali. Questo schema di massima \u00e8 poi modificato sia da situazioni locali particolari e da una continua evoluzione negli areali degli organismi, sia dall\u2019arrivo casuale delle specie introdotte. La Toscana, la Corsica e la Sardegna da un punto di vista biogeografico possono essere inserite nella provincia calda del Mediterraneo centrale, comprendente fra l&#8217;altro le Baleari. Tale zona, posta al centro del bacino occidentale del Mediterraneo, \u00e8 caratterizzata dalla presenza di molte specie termofile, ovvero ad affinit\u00e0 calda. Le specie di origine atlantica sono preponderanti, ma appaiono ben rappresentate anche le specie tipicamente mediterranee, con percentuali da considerare alte nella regione geografica considerata. Nella nostra prossima tappa affronteremo la suddivisione degli organismi marini e scopriremo come questi si distribuiscono nelle profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Luigi Piazzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ECOLOGIA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: biogeografia, mar Mediterraneo, evoluzione . Iniziamo oggi un viaggio a pi\u00f9 tappe nel mare nostrum. 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