{"id":35046,"date":"2019-09-16T00:05:35","date_gmt":"2019-09-16T00:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=35046"},"modified":"2025-04-18T14:13:09","modified_gmt":"2025-04-18T12:13:09","slug":"35046","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/35046","title":{"rendered":"Attacco agli impianti petroliferi in Arabia Saudita: notizie dal Golfo"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GOLFO ARABICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: ARAMCO, petrolio, Houthi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nSecondo l&#8217;agenzia di stampa <strong><span style=\"color: #008000;\">Al-Masirah<\/span><\/strong> gli Houthi hanno attaccato sabato 14 settembre due strutture petrolifere di <strong><span style=\"color: #008000;\">Aramco (Arabian American Oil Company)<\/span><\/strong> ad Abqaiq e Khurais utilizzando dieci droni. Si tratta dell&#8217;ultimo episodio, temporalmente parlando, di una guerra senza confini che vede contrapposti gli Houthi e l&#8217;Arabia Saudita ed i suoi alleati del Golfo, incendiando un&#8217;area strategica per tutte le economie mondiali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35052\" aria-describedby=\"caption-attachment-35052\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35052\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-saudi-ghazar-attck.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"703\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-saudi-ghazar-attck.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-saudi-ghazar-attck-300x248.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35052\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine della NASA che indica i fumi degli impianti colpiti il 14 settembre 2019<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una guerra di cui si parla poco: Houthi contro Arabia Saudita e i suoi alleati nel Golfo \u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli Houthi, ufficialmente chiamati <span style=\"color: #008000;\"><strong>Ansar Allah<\/strong><\/span> (sostenitori di Allah). fanno parte di un movimento religioso-politico-islamico armato nato nel nord dello Yemen negli anni \u201990, composto prevalentemente da sciiti filoiraniani. La tensione tra gli Houthi ed il governo centrale yemenita crebbe costantemente negli anni &#8217;90, fino alla guerra scoppiata nel 2004 con il fondatore del gruppo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Hussein Badreddin al-Houthi<\/span><\/strong> (da cui il nome), che port\u00f2 alla ribellione contro il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente yemenita Ali Abdullah Saleh<\/span><\/strong>. Alla fine del 2014 gli Houthi presero il controllo della capitale e di gran parte del nord. A partire dal 2017 il gruppo \u00e8 guidato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Abdul-Malik al-Houthi<\/span><\/strong>, fratello del primo leader, ucciso dalle forze dell\u2019esercito yemenita a Saleh nel 2004. Come molti gruppi filo iraniani, appoggiati dagli Hezbollah, il movimento Houthi attrae i suoi seguaci Zaidi-sciiti in Yemen in una contrapposizione con i Paesi sunniti, primo fra tutti l&#8217;Arabia Saudita, colpevole di aver rapporti con gli Stati Uniti e Israele. I combattimenti fratricidi hanno causato la morte di almeno 10.000 persone provocando una crisi umanitaria di otto milioni di persone che sono sottoposti a malnutrizione e gravi epidemie. ma non si tratta solo di un problema interno. L\u2019area marittima intorno allo Yemen (mar Rosso e Oceano Indiano) \u00e8 particolarmente importante per il flusso mercantile e presenta da anni gravi fenomeni di instabilit\u00e0 politica inclusa la proliferazione di fenomeni illegali come pirateria e contrabbando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo si sospetta una radicalizzazione iraniana in Yemen con il trasferimento di armi alle forze degli Houthi, fattore che costituisce una grave minaccia per le navi mercantili in rotta verso il Mar Mediterraneo attraverso lo stretto di Bab al-Mandab. Le autorit\u00e0 saudite hanno recentemente affermano che gli Houthi stanno usando i corridoi umanitari per ricevere i missili iraniani, creando \u201cuna minaccia per la sicurezza regionale e internazionale\u201c. Una minaccia crescente che comport\u00f2 il 25 ottobre 2016 un attacco ad una petroliera mercantile con bandiera spagnola, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Galicia Spirit<\/span><\/strong>. La nave fu colpita da un razzo (RPG) lanciato da un piccolo motoscafo che ne aveva interdetto la navigazione. La petroliera riusc\u00ec comunque a sfuggire all\u2019attacco ed a continuare il suo viaggio. Altri episodi simili si sono ripetuti fino ad oggi confermando la potenziale pericolosit\u00e0 dello stretto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-35055 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mina-houthi.jpg\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mina-houthi.jpg 786w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mina-houthi-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mina-houthi-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 845px) 100vw, 845px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mina ad urtanti Houthi su una spiaggia del Mar Rosso meridionale. Gli Houthi, con l&#8217;aiuto presunto di esperti iraniani, hanno posato centinaia di mine lungo la costa uccidendo <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">centinaia di persone.<\/span><\/span> Fonte<br \/>\n<span class=\"jCAhz JpY6Fd\"><span class=\"ryNqvb\"><a href=\"https:\/\/english.alarabiya.net\/News\/gulf\/2020\/12\/25\/Houthi-naval-mine-hits-commercial-cargo-ship-in-southern-Red-Sea-Arab-Coalition\">Houthi naval mine hits commercial cargo ship in southern Red Sea: Arab Coalition<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A febbraio 2017, l\u2019amministrazione marittima degli Stati Uniti ha comunicato che le milizie di Houthi erano sospettate di aver posato mine navali nelle vicinanze del porto di Mokha. A marzo 2017 l\u2019ufficio di intelligence navale degli Stati Uniti (ONI) aveva avvertito le navi mercantili del pericolo di mine navali a Bab Al Mandeb, vicino all\u2019ingresso del porto. Nel tempo gli Houthi hanno perpetuato attacchi alle truppe degli Emirati Arabi Uniti nella zona di Mokha e annunciato di aver lanciato un missile Scud modificato <span style=\"color: #008000;\"><strong>Burkan-2,<\/strong><\/span> con gittata teorica di 1400 chilometri, verso Dubai, con obiettivo una centrale nucleare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-35048\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-aramco-plume.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"695\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-aramco-plume.png 766w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-aramco-plume-300x245.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019attacco alla fregata saudita, in risposta alla morte di un pescatore yemenita vicino al porto di Hodeidah, il 14 settembre \u00e8 avvenuto l\u2019attacco di almeno dieci droni, probabilmente <strong><span style=\"color: #008000;\">Qasef 1<\/span><\/strong>, contro le installazioni petrolifere di Abqaiq e Khurais, due importanti strutture di Aramco nell&#8217;Arabia Saudita orientale. Sull&#8217;origine di questi droni si \u00e8 molto discusso. Curiosamente gli Houthi hanno\u00a0pubblicato trionfalmente un depliant che indicava che i droni erano stati ingegnosamente costruiti in Yemen. Di fatto, secondo un rapporto tecnico del <strong><span style=\"color: #008000;\">CAR (Conflict Armament Research Group)<\/span><\/strong>, i modelli recuperati dai sauditi hanno dimostrato che il Qasef 1 \u00e8 &#8220;coerente con le descrizioni e le immagini&#8221; di un drone iraniano chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Ababil-T<\/span><\/strong>, prodotto dalla compagnia industriale di produzione aeronautica iraniana. Non solo, il rapporto afferma che i modelli &#8220;presentano anche prefissi di numeri di serie identici&#8221; a quelli iraniani.\u00a0Questi droni nati con compiti di ricognizione, si sono evoluti come sistemi di puntamento per altri ordigni fino a diventare dei velivoli kamikaze da sacrificare contro le batterie di missili superficie aria Patriot. Questo nuovo impiego tattico \u00e8 quindi coerente con gli ultimi. Questi crescenti attacchi sottolineano come le infrastrutture petrolifere saudite siano sempre pi\u00f9 vulnerabili agli attacchi dei ribelli e richiedano una maggiore protezione. Facile a dirsi ma molto complesso da attuarsi, considerando che un attacco simultaneo di dieci droni non \u00e8 facilmente contrastabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La domanda che ci poniamo \u00e8 cosa comporteranno queste azioni?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>Amin Nasser<\/strong><\/span>, CEO di Aramco, ha dichiarato che sono in corso lavori per ripristinare la produzione e che nei prossimi due giorni verr\u00e0 fornito un aggiornamento sui progressi. Sia Washington che Riad si sono dette pronte ad utilizzare le loro riserve strategiche di petrolio (rispettivamente di 630 e di 188 milioni di barili) per coprire le perdite della produzione causate dall&#8217;attacco.\u00a0Nonostante i messaggi rassicuranti di Aramco, di fatto gli attacchi hanno causato la riduzione di circa 5,7 milioni di barili al giorno (bpd) della produzione petrolifera ed i funzionari sauditi non hanno indicato una tempistica per il ripristino della fornitura completa. Questo aggrava la gi\u00e0 evidente diminuzione di produzione iniziata dopo gli attacchi del 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-35054\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-stock-pile.png\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-stock-pile.png 846w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-stock-pile-300x134.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/crude-oil-stock-pile-768x344.png 768w\" sizes=\"(max-width: 846px) 100vw, 846px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Saudi Basic Industries (SABIC)<\/span><\/strong>, la pi\u00f9 grande azienda petrolchimica saudita, ha ridotto le forniture di feedback di circa il 49% a seguito degli attacchi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Aramco<\/span><\/strong> ha accettato di acquistare una partecipazione del 70% in SABIC dal Fondo pubblico per gli investimenti in un accordo da $ 69,1 miliardi in attesa di approvazione regolamentare. Anche altre societ\u00e0 petrolchimiche come <strong><span style=\"color: #008000;\">Yanbu National Petrochemicals Co.<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Kayan<\/span><\/strong> hanno annunciato importanti riduzioni. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il mercato azionario \u00e8 stato influenzato, in particolare il settore petrolchimico (poich\u00e9) l&#8217;efficienza di alcune grandi aziende sar\u00e0 ridotta di circa il 50% nei prossimi 10 giorni<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, ha dichiarato Mazen al-Sudairi, responsabile della ricerca presso Al Rajhi Capital.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Una situazione internazionale esplosiva che potrebbe comportare aumenti del prezzo del greggio e ricadute pesanti sulle tasche dei cittadini.<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><strong>Andrea Mucedola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: GOLFO ARABICO parole chiave: ARAMCO, petrolio, Houthi . 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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