{"id":34688,"date":"2019-10-06T00:35:13","date_gmt":"2019-10-05T22:35:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34688"},"modified":"2025-04-18T13:15:04","modified_gmt":"2025-04-18T11:15:04","slug":"il-concetto-operativo-delle-portaerei-nella-regia-marina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34688","title":{"rendered":"Il concetto operativo sull&#8217;impiego delle portaerei nella Regia Marina italiana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: portaerei, Regia Marina, Cavagnari<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dopo tutti questi articoli, incentrati sul concetto operativo dell&#8217;impiego delle portaerei dalle Marine oceaniche, ci si pu\u00f2 domandare se le idee che giravano nei corridoi di Supermarina non fossero poi cos\u00ec sorpassate come si crede.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30680\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila-300x141.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la portaerei Aquila che non vide mai un impiego operativo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina Italiana<\/span><\/strong> ipotizzava una grande battaglia decisiva da combattere nel Mediterraneo centrale con le sue navi da battaglia; di fatto era praticamente in linea con la dottrina britannica basata sulla battaglia dello Jutland e con lo scontro navale nel Pacifico a cui si preparavano Giapponesi e Statunitensi. Questo si specchiava nella pianificazione dei mezzi e delle modalit\u00e0 con cui combatterla della Regia Marina Italiana. Come abbiamo letto nei precedenti articoli, in tutte le Marine degli anni &#8217;30-&#8217;40 si riservava alle forze aeree, navali leggere e subacquee il compito di logorare la flotta nemica durante la fase preliminare della battaglia, lasciando alla forza da battaglia il compito di dare il colpo finale. Le forze aeree imbarcate erano\u00a0 certamente una seria minaccia per le navi ma quelle aeree basate a terra erano ritenute molto pi\u00f9 pericolose per le grandi unit\u00e0 da battaglia. Nessuno credeva possibile che le forze aeree imbarcate potessero sostenere a lungo l\u2019impatto di uno scontro con le forze aeree basate a terra, specie se si doveva operare nel raggio d\u2019azione della caccia terrestre. Quindi in determinati specchi di mare li si evitava o ci si limitava a scorrerie &#8220;Hit and Run&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34693\" aria-describedby=\"caption-attachment-34693\" style=\"width: 844px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34693 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-Vittorio-Veneto.jpg\" alt=\"\" width=\"844\" height=\"551\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-Vittorio-Veneto.jpg 663w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/nave-Vittorio-Veneto-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-34693\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Nave Vittorio Veneto<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella visione della regia marina italiana, nel Mediterraneo centrale e nel canale di Sicilia, le isole Pelagie e i loro aeroporti sarebbero state le dislocazioni dove si sarebbero probabilmente dislocate, se ottenute, le portaerei italiane durante la grande battaglia che si pianificava. Giusto o sbagliato che sia, con il senno del poi, \u00e8 sempre facile dare dei giudizi; in realt\u00e0 nessuna Marina militare nel 1940 si aspettava che le portaerei diventassero un elemento cos\u00ec importante nelle flotte moderne da diventarne per molto tempo le ammiraglie. In Italia, non vi era neppure una sottovalutazione del fattore aereo dato che lo sviluppo dell\u2019aerosiluro fu interamente dovuto agli sforzi della Regia Marina che forn\u00ec un determinante supporto finanziario e tecnico. Anche l\u2019<span style=\"color: #008000;\"><strong>ammiraglio Cavagnari<\/strong><\/span>, spesso presentato come un \u201cammiraglio delle corazzate\u201d non trascurava il problema dell\u2019appoggio aereo, sia pure basato a terra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_34694\" aria-describedby=\"caption-attachment-34694\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34694\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Generale_giuseppe_valle.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Generale_giuseppe_valle.jpg 321w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Generale_giuseppe_valle-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-34694\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">generale Giuseppe Valle<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo dimostr\u00f2 nella riunione dei Capi di Stato Maggiore del 26 maggio 1939 in cui ebbe un violento scontro sull&#8217;impiego degli aerosiluranti con il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Giuseppe Valle<\/span><\/strong> che, malgrado l\u2019appoggio di Badoglio a Cavagnari, replic\u00f2 facendo orecchie da mercante. Cavagnari nello stesso periodo present\u00f2 una dettagliata richiesta di quadruplicare per il 1942 l\u2019Aeronautica per la Marina (la branca della Regia Aeronautica specializzata nelle operazioni sul mare) passando dai circa 250 aerei esistenti nel 1940 a 991 da schierare sulle coste del Mediterraneo e del Mar Rosso. Una forza che, se dotata di aerei moderni con caratteristiche tecniche adeguate alle operazioni sul mare (ricognizione, pattugliamento, caccia antisommergibili) e di attacco aeronavale, avrebbe consentito il controllo del Mediterraneo centrale, data l\u2019ottima rete di basi terrestri disponibili. <strong><span style=\"color: #008000;\">Purtroppo la Regia Marina Italiana non aveva nessuna reale influenza sulla composizione organica dei reparti aerei e sul materiale di volo di cui erano dotati.<\/span> <\/strong>Non era una situazione inconsueta nel periodo fra le due guerre; anche la politicamente molto pi\u00f9 influente Royal Navy non riusc\u00ec a imporre alla RAF di dedicare soverchie attenzioni ai reparti aerei dedicati ad operare sul mare fino a quando non recuper\u00f2 il controllo dell\u2019aviazione imbarcata. Il tutto venne aggravato dalla idiosincrasia mussoliniana per i centri di potere diversi da se stesso e il conseguente rifiuto di costituire degli organi di coordinamento interforze. Questo port\u00f2 ogni forza armata a preparare un sua guerra indipendentemente dalle altre il che fu uno dei problemi maggiori della nostra guerra. Una situazione ancora pi\u00f9 assurda si ebbe in Giappone dove la rivalit\u00e0 interforze raggiunsero livelli parossistici al punto che l\u2019esercito arm\u00f2 propri sommergibili da trasporto e portaerei di scorta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Santoni e Mattesini nella &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La partecipazione tedesca alla guerra aeronavale nel Mediterraneo<\/span><\/em><\/strong>&#8221; si espressero dicendo\u00a0 \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">E&#8217; stato detto e scritto fino alla noia che ad impedire alla Marina italiana di possedere propri reparti d&#8217;aviazione imbarcati su portaerei siano stati Mussolini e la perfida gelosia della giovane regia Aeronautica. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Nulla di pi\u00f9 falso. Risulta invece chiarissimo che fu proprio lo Stato Maggiore della Marina a rifiutare la portaerei ogni qualvolta si present\u00f2 l&#8217;opportunit\u00e0 di costruirla&#8221;<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_34698\" aria-describedby=\"caption-attachment-34698\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34698 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"626\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari.jpg 720w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/mussolini-e-cavagnari-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-34698\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Mussolini e Cavagnari<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le continue richieste di portaerei da parte dei migliori cervelli della Regia Marina: infatti la portaerei fu richiesta in sequenza da: <strong><span style=\"color: #008000;\">Revel<\/span> <\/strong>(1922, 1925); <strong><span style=\"color: #008000;\">Burzagli<\/span><\/strong> (1926, 1930); <strong><span style=\"color: #008000;\">Ducci<\/span><\/strong> (1934, 1935, 1936) ma circostanze oggettive o politiche momentanee incisero di volta in volta sulle scelte. Di fatto le richieste del 1922-25 sostenute da Revel, inserendo le portaerei anche nella pianificazione operativa, non ebbero seguito dato che in quel momento <strong><span style=\"color: #008000;\">la flotta necessitava di essere rimessa in piedi in quanto ormai vecchia e obsoleta<\/span><\/strong>. Si cita sempre la riunione tenuta nel pomeriggio dell&#8217;11 agosto 1925, nella quale <strong><span style=\"color: #008000;\">Mussolini<\/span><\/strong>, in veste di ministro della Marina, pronunci\u00f2 la frase \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">sono qui per imparare<\/span><\/em><\/strong>\u201d nella quale quasi tutti i partecipanti (<strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio Giuseppe Sirianni, sottosegretario per la Marina, il viceammiraglio d&#8217;armata Alfredo Acton, capo di S. M., i viceammiragli d&#8217;armata Emilio Solari e Diego Simonetti, i viceammiragli di squadra Guido Biscaretti di Ruffia, Giuseppe Mortola e Vittorio Mol\u00e0, i tenenti generali ispettori Giovanni Tomaselli e Giuseppe Rota, il contrammiraglio di divisione Fausto Gambardella e il generale del Genio navale Fabio Mibelli<\/span><\/strong>) <strong><span style=\"color: #008000;\">si espressero contro la portaerei.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia non si da rilievo al fatto che il quel consesso non si era posta l\u2019alternativa navi da battaglia o portaerei, che effettivamente sarebbe stata un indicazione oggettiva dell\u2019indirizzo da dare alla flotta. Sinceramente dubito che posta di fronte a un alternativa di questo tipo, nel 1925, qualche Marina avrebbe optato per le portaerei: la questione era tra incrociatori e portaerei, cio\u00e8 tra una tipologia di navi sicuramente necessaria nell\u2019attivit\u00e0 quotidiana in pace e in guerra (che tutte le marine stavano costruendo in buon numero) ed una tipologia di nave all\u2019epoca ancora in fase sperimentale con un impiego solo eventuale. In altre parole, l\u2019alternativa posta non era tra lasagne o spaghetti allo scoglio, cosa che fa capire i gusti di una persona, ma tra una fornitura di un piccolo quantitativo di foie gras che si mangia ogni tanto ed il pane quotidiano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34699 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/italo_balbo.png\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/italo_balbo.png 430w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/italo_balbo-224x300.png 224w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Italo Balbo avvers\u00f2 l&#8217;idea di una aviazione di Marina<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo successivo, ovvero alla fine anni Venti, pes\u00f2 invece l&#8217;influenza del <strong><span style=\"color: #008000;\">Maresciallo dell&#8217;aria Italo Balbo<\/span> <\/strong>che afferm\u00f2 perentoriamente all\u2019ammiraglio Bernotti, nel 1929: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Voi volete la nave portaerei, ma io non ve la faccio costruire<\/span><\/em><\/strong>\u201d dato che in quel momento non era convinto della necessit\u00e0 di una portaerei italiana. Il regime fascista era policratico e quindi le decisioni erano frutto di compromessi istituzionali tra le varie parti e, in quel momento, l\u2019influenza di Italo Balbo, quadrunviro del regime e autore di eclatanti successi propagandistici, pesava molto. <strong><span style=\"color: #008000;\">Balbo<\/span><\/strong> in seguito divenne Comandante Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e sottosegretario all&#8217;economia nazionale. Nel 1929 aveva assunto l&#8217;incarico di ministro della Regia Aeronautica, veste in cui promosse e guid\u00f2 diverse crociere aeree come la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile e la crociera aerea del Decennale. Considerato un potenziale rivale politico di Benito Mussolini a causa della grande popolarit\u00e0 raggiunta, Balbo fu nominato nel 1934 governatore della Libia dove, il 28 giugno 1940, fu abbattuto per errore dalla contraerea italiana di Tobruch<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I tentativi per la portaerei<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSuccessivamente, nel 1935-36, vi fu un altro &#8220;assalto&#8221; per ottenere la portaerei. All&#8217;epoca gli ammiragli <strong><span style=\"color: #008000;\">Ducci<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Bernotti<\/span><\/strong> fecero intendere che nel caso di uno scontro con la Royal Navy era impensabile chiudersi nel Mediterraneo Centrale ma occorreva una flotta pi\u00f9 offensiva, capace di proiettarsi in uno dei due bacini periferici del Mediterraneo per esercitarvi una pressione strategica. In particolare nel Mediterraneo orientale e Suez, unico obiettivo strategicamente rilevante per l&#8217;Italia. Per farlo, dato che si sarebbe usciti dal raggio d\u2019azione delle forze aeree con base a terra, era quindi necessario munirsi delle portaerei. Nel 1937 furono quindi redatte proposte al programma navale che prevedevano la costruzione da una a tre portaerei. Tale proposta costruttiva fu tramutata in progetto da Pugliese. Un progetto che, come sappiamo, non si realizz\u00f2 a causa delle difficolt\u00e0 economiche in cui cominci\u00f2 a dibattersi il Paese dopo la guerra in Africa e con lo scoppio della guerra in Spagna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34695 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Amm.Angelo-Iachino.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"404\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ammiraglio Angelo Iachino<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si citano, a supporto della mia tesi di non comprensione del valore della portaerei, le affermazioni dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Cavagnari<\/span><\/strong>. La prima dell&#8217;agosto 1936 quando concord\u00f2 pienamente con l&#8217;opinione negativa verso la costruzione di una portaerei per l&#8217;impiego nel Mediterraneo, espressa dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Comitato Progetti Navi<\/span><\/strong> (nota del giorno 8 agosto). Nonch\u00e9 quella del 15 marzo 1938 quando di nuovo Cavagnari dichiar\u00f2 alla Camera che <strong><span style=\"color: #008000;\">tale tipo di unit\u00e0 non era necessario alla Regia Marina italiana<\/span><\/strong>. Voglio ricordare che tanto l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Angelo Iachino<\/span><\/strong>, allora comandante della 1\u00aa Divisione navale, quanto l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Sansonetti<\/span><\/strong>, futuro sottocapo di S.M.M., espressero pubblicamente la loro opinione ostile alla costruzione di portaerei per la flotta italiana, in articoli apparsi nel 1938 rispettivamente su l'&#8221;Almanacco navale italiano&#8221; e sull&#8217;autorevole &#8220;Brassey&#8217;s naval annual&#8221; britannico.\u00a0Ma queste affermazioni, abbastanza diverse da quelle che contestualmente giravano anche ufficialmente e senza opposizione da parte degli stessi ammiragli all\u2019interno della Regia Marina, servirono a giustificare l&#8217;esistenza di questa Marina &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">mediterranea diversa dalle marine oceaniche<\/span><\/strong>&#8221; (in pratica la volpe e l\u2019uva).\u00a0A riprova il nuovo programma settennale 1939-1945, messo a punto nel gennaio 1939 dall\u2019Ufficio Piani ed Operazioni dello Stato Maggiore della Regia Marina e approvato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavagnari<\/span><\/strong>, che prevedeva due portaerei da 15 000 ton: la prima da impostare nel 1940 e completare nel 1943, la seconda da impostare nel 1941 e da completare nel 1944, destinate a operare in Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo in contrasto con le solenni dichiarazioni rese da Cavagnari al Senato circa l\u2019inutilit\u00e0 per l\u2019Italia di questa tipologia di navi e la rinuncia della Regia Marina a disporne, un segno della natura schiettamente politica e non frutto di una reale convinzione.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gianluca Bertozzi<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVII SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: portaerei, Regia Marina, Cavagnari . 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