{"id":34489,"date":"2024-08-30T00:03:00","date_gmt":"2024-08-29T22:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34489"},"modified":"2024-08-30T07:07:33","modified_gmt":"2024-08-30T05:07:33","slug":"nuove-conferme-sullo-stato-del-titanic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34489","title":{"rendered":"Nuove conferme sullo stato di salute del relitto del Titanic"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Titanic<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><br \/>\nUn evento che \u00e8 passato alla storia<\/span><\/strong><br \/>\nIl disastro del <span style=\"color: #008000;\"><b>Titanic<\/b><span style=\"color: #008000;\"> \u00e8<\/span><\/span> una delle storie del mare pi\u00f9 conosciute. Sprofondato negli abissi dell&#8217;Atlantico da pi\u00f9 di un secolo, il suo relitto sta definitivamente andando in pezzi negli abissi del mare. Quello che fu considerato il piroscafo invincibile \u00e8 stato rivisitato da un team di esploratori oceanici che hanno confermato che quegli spettrali resti continuano purtroppo a disintegrarsi rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-34501\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic-kGfE-1240x698@abc.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"483\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic-kGfE-1240x698@abc.jpg 738w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic-kGfE-1240x698@abc-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Titanic trasportava 2.224 tra passeggeri e membri dell&#8217;equipaggio nel suo viaggio inaugurale da Southampton, Inghilterra, a New York. La nave urt\u00f2 un iceberg nella tarda notte del 14 aprile 1912 e dopo una lunga agonia affond\u00f2 la mattina successiva. Nel terribile incidente persero la vita oltre 1.514 persone, per lo pi\u00f9 morti per ipotermia nelle gelide acque. La quasi totalit\u00e0 dei 706 superstiti avevano preso posto sulle lance, mentre pochissimi furono i superstiti che si trovavano a bordo del Titanic nella fase finale del naufragio. Un disastro che avrebbe potuto avere un esito diverso se la nave fosse stata dotata di un numero maggiore di scialuppe.&nbsp; La ricerca delle responsabilit\u00e0 dur\u00f2 a lungo, ed oggi tutti sono concordi nell&#8217;affermare che il disastro avrebbe potuto avere conseguenze minori se la qualit\u00e0 dell&#8217;acciaio delle lastre costruttive fosse stata migliore. Quindi, \u00e8 pi\u00f9 probabile che l&#8217;impatto con l&#8217;iceberg abbia deformato le piastre stesse facendo saltare i rivetti in ferro (come tappi di spumante), rendendole non pi\u00f9 in grado di garantire la tenuta stagna dello scafo. &nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca del relitto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI rilievi batimetrici, gi\u00e0 nel 1912, indicavano una profondit\u00e0 oceanica di 3 800 metri nella zona del naufragio, troppo grande per la tecnologia dell&#8217;epoca. Oggi conosciamo la sua vera posizione stabilita da Ballard. Di fatto nessun tentativo fu compiuto fino al 1 settembre 1985, quando una spedizione congiunta franco-americana, condotta da Jean-Louis Michel e Robert Ballard del Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), localizz\u00f2 il relitto. poi identificato da veicoli filoguidati come l&#8217;Argo e l&#8217;ANGUS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anno successivo Ballard fotograf\u00f2 l&#8217;intero relitto con l&#8217;ausilio del sommergibile Alvin, a 22 km di distanza dal luogo dove si supponeva si trovasse, a circa 486 miglia dall&#8217;isola di Terranova, ad una profondit\u00e0 di 3 787 metri, adagiato su un fondale fangoso, ai piedi della scarpata continentale nordamericana, sulla piana abissale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34495\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/1000x563xtitanicarticulo__1280x720-1024x576.jpg.pagespeed.ic_.zHkELUiL25.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/1000x563xtitanicarticulo__1280x720-1024x576.jpg.pagespeed.ic_.zHkELUiL25.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/1000x563xtitanicarticulo__1280x720-1024x576.jpg.pagespeed.ic_.zHkELUiL25-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/1000x563xtitanicarticulo__1280x720-1024x576.jpg.pagespeed.ic_.zHkELUiL25-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta forse pi\u00f9 interessante fu che la nave si era spaccata in due tronconi, con la sezione di poppa situata a 600 metri di distanza dalla prua e rivolta in direzione opposta. Un fatto nuovo in quanto le testimonianze dell\u2019affondamento dicevano che la nave si era inabissata intatta. Secondo i disegni riportati da Ballard, \u00e8 probabile che la rottura si verific\u00f2 poco sotto il livello dell&#8217;acqua, facendo cos\u00ec intuire l&#8217;avvenuta rottura.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34497\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2-625x352.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2-625x352.jpg 625w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2-625x352-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il termine \u201crusticle\u201d, coniato da Ballard.&nbsp; deriva dall\u2019inglese rust che significa ruggine e icicle, cio\u00e8 ghiacciolo. \u00c8 utilizzato per indicare quelle formazioni a forma di stalattiti che si formano sulle navi affondate a seguito della degradazione dei materiali ferrosi. La foto mostra come i rusticles si siano formati sullo scafo del Titanic che si sta lentamente distruggendo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stabil\u00ec che la prua si inabiss\u00f2 con un angolo di discesa accentuato, arando il fondale marino dopo il distacco dalla poppa, infangandosi per circa 18 metri. La poppa, invece, si disintegr\u00f2 a causa dell&#8217;aria contenuta al momento dell\u2019immersione, che scardin\u00f2 scafo e ponti. L\u2019urto con il fondale fece il resto. I tronconi della nave si inabissarono a gran velocit\u00e0, e probabilmente raggiunsero il fondale dopo soli 5 minuti. I tentativi di recupero dei manufatti della nave portarono alla luce tante storie di vita vissuta ma anche una scoperta inaspettata. Lo scafo del Titanic non si presentava in buone condizioni, nonostante le basse temperature (l&#8217;acqua a quella profondit\u00e0 ha una temperatura di 4 \u00b0C), l\u2019assenza di luce, le correnti di fondo e la scarsit\u00e0 d&#8217;ossigeno disciolto nell&#8217;acqua.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34499 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic_4-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ecco come Ballard vide il Titanic nel 1985<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi scienziati, tra cui <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert Ballard<\/span><\/strong>, ritennero che le visite al relitto stavano accelerando il processo di degrado e microrganismi marini stavano progressivamente consumando il relitto. Tra questi microbi c&#8217;\u00e8 una specie unica di batteri che corrodono la ruggine chiamata <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Halomonas titanicae<\/span><\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34500 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Actualidad_107251508_129351285_660x495.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Actualidad_107251508_129351285_660x495.jpg 660w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Actualidad_107251508_129351285_660x495-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/>L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Halomonas titanicae<\/span><\/strong> fu scoperto nel dicembre 2010 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Henrietta Mann<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Bhavleen Kaur<\/span><\/strong>, della Dalhousie University di Halifax (Canada) e da <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristina S\u00e1nchez-Porro<\/span> <\/strong>e <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Ventosa<\/span><\/strong> dell&#8217;Universit\u00e0 di Siviglia (Spagna) a seguito di analisi effettuate su reperti prelevati dal Titanic: i responsabili delle formazioni rugginose fotografate da Ballard, tecnicamente chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">rusticles<\/span><\/strong>, causano il rapido degrado dello scafo della nave trasformando il ferro in ossidi ferrosi. La rivelazione dei ricercatori di Vescovo non \u00e8 inaspettata. Gi\u00e0 nel 2010 Henrietta Mann predisse che questi batteri potevano divorare l&#8217;intero relitto del Titanic nei prossimi venti anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/Dr_Dawn_Wright_and_CDR_Victor_Vescovo_Challenger_Deep_Dive_071222_Western_Pool-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Dr_Dawn_Wright_and_CDR_Victor_Vescovo_Challenger_Deep_Dive_071222_Western_Pool-1.jpg\" width=\"839\" height=\"472\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Dottor Dawn Wright e CDR Victor Vescovo sul Challenger Deep Dive<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Dr_Dawn_Wright_and_CDR_Victor_Vescovo_Challenger_Deep_Dive_071222_Western_Pool-1.jpg\">Dr Dawn Wright and CDR Victor Vescovo Challenger Deep Dive 071222 Western Pool-1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima esplorazione del relitto \u00e8 stata guidata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Victor Vescovo<\/span><\/strong>, un esploratore abissale che \u00e8 recentemente sceso sul fondo della Fossa delle Marianne (e avervi trovato purtroppo in abbondanza micro e macro plastiche). Il team di Vescovo \u00e8 sceso a 3.810 metri nei pressi del sito del relitto effettuando una serie di cinque immersioni. Le immagini rilasciate sono decisamente spettrali ed hanno mostrato come il famoso relitto si sia ulteriormente degradato negli ultimi quattordici anni, in particolare nei pressi degli alloggi degli ufficiali sul lato di dritta della nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">La vasca da bagno del capitano \u00e8 un&#8217;immagine preferita degli appassionati del Titanic, e ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9<\/span><\/strong>&#8220;, ha riferito lo storico Parks Stephenson. &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Tutta la tuga da quel lato sta crollando, portando con s\u00e9 le sale di rappresentanza. E quel deterioramento continuer\u00e0 ad avanzare.<\/span><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34496\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2_1.jpg_1192065467.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2_1.jpg_1192065467.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2_1.jpg_1192065467-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2_1.jpg_1192065467-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/titanic2_1.jpg_1192065467-1024x538.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un disastro annunciato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Robert<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Ballard<\/span><\/strong> e dagli studiosi che avevano scoperto il batterio indigeno sulle strutture (che non a caso ne ha preso il nome).&nbsp; C\u2019\u00e8 poco da fare. La possente opera dell\u2019Uomo scomparir\u00e0 nei prossimi anni, cancellandone la presenza nei fondali atlantici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-34490\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2053459_1_mrvwallpaper_Mit_fuenf_Tauchgaengen_gelang_es_einer_Expeditionscrew_in_3800_Meter_Tiefe_Videos_vom_verfallenden_Wrack_der_Tita.jpg\" alt=\"\" width=\"840\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2053459_1_mrvwallpaper_Mit_fuenf_Tauchgaengen_gelang_es_einer_Expeditionscrew_in_3800_Meter_Tiefe_Videos_vom_verfallenden_Wrack_der_Tita.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2053459_1_mrvwallpaper_Mit_fuenf_Tauchgaengen_gelang_es_einer_Expeditionscrew_in_3800_Meter_Tiefe_Videos_vom_verfallenden_Wrack_der_Tita-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/2053459_1_mrvwallpaper_Mit_fuenf_Tauchgaengen_gelang_es_einer_Expeditionscrew_in_3800_Meter_Tiefe_Videos_vom_verfallenden_Wrack_der_Tita-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 840px) 100vw, 840px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 una possibilit\u00e0 che la fine del relitto non sia quella di esser ridotto in polvere ferrosa bens\u00ec di esser sepolto. Nel 2012 una spedizione organizzata dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">National Geographic Society<\/span><\/strong> ha scoperto un imponente sistema di dune sabbiose che si stanno muovendo in direzione sud-ovest. Essendo pi\u00f9 elevate del relitto potrebbero ricoprire nei prossimi trenta anni totalmente il relitto, creando un ambiente anaerobico, che preserverebbe lo scafo dalla corrosione batterica. In estrema intesi, in un modo o nell\u2019altro il Titanic \u00e8 destinato a scomparire per sempre, restando vivo solo nei ricordi di coloro che vi hanno perso i loro cari.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: Titanic Un evento che \u00e8 passato alla storia Il disastro del Titanic \u00e8 una delle storie del mare pi\u00f9 conosciute. 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