{"id":34422,"date":"2019-10-02T00:10:45","date_gmt":"2019-10-01T22:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34422"},"modified":"2025-04-18T13:41:59","modified_gmt":"2025-04-18T11:41:59","slug":"variazioni-del-concetto-operatico-sullimpiego-delle-poraterei-durante-la-seconda-guerra-mondiale-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34422","title":{"rendered":"Portaerei: come cambi\u00f2 il concetto operativo sul loro impiego durante la seconda guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO\u00a0<\/span><\/strong><br \/>parole chiave: portaerei\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli articoli precedenti abbiamo affrontato i concetti operativi delle tre marine con interessi oceanici che credettero nello sviluppo delle portaerei. In realt\u00e0, come abbiamo visto negli articoli precedenti, nel 1939\/40, anche esse consideravano l\u2019aviazione imbarcata una forza ancillare alle navi da battaglia, che rimanevano la spina dorsale delle flotte e questo si rifletteva nei piani di sviluppo in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti, oltre al riammodernamento delle navi da battaglia e portaerei gi\u00e0 in servizio, avevano in costruzione o in programma navi da battaglia moderne per 385.000 tonnellate contro 200.000 di portaerei, il Regno Unito 180.000 tonnellate di navi da battaglia e 138.000 di portaerei (quantitativo questo gonfiato dalla necessit\u00e0 di sostituire tre vecchie portaerei dislocanti complessivamente 50.000 tonnellate di prevista imminente radiazione) e il Giappone che aveva in costruzione le gigantesche Yamato e in programma navi ancora pi\u00f9 grandi. La situazione si evolse lentamente; nonostante la flessibilit\u00e0 delle task force di portaerei e la loro manovrabilit\u00e0 operativa &#8211; significativamente maggiore di quella delle formazioni corazzate che le avevano precedute &#8211; la dottrina di impiego non fu aggiornata ed i principi tattici di combattimento della Marina americana rimasero invariati.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34681\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-formidable-colpita-da-kamikaze.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"660\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-formidable-colpita-da-kamikaze.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-formidable-colpita-da-kamikaze-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-formidable-colpita-da-kamikaze-768x596.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Formidable colpita da un aereo kamikaze<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Altro assioma era la superiorit\u00e0 offensiva delle forze aeree con base a terra su quelle imbarcate contro le unit\u00e0 di superficie, specie se moderne e in navigazione.<\/span><\/strong><br \/>L\u2019esperienza conferm\u00f2 questi assunti: il <strong><span style=\"color: #008000;\">Repulse<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Prince of Wales<\/span><\/strong> furono affondati da bimotori con base a terra dotati di armi ben pi\u00f9 potenti di quelle che armavano i contemporanei aerei imbarcati. Le corazzate colpite a Pearl Harbour e a Taranto erano ferme in porto; quasi tutte rammodernate o appena entrate in servizio e quindi non completamente operative, con lacune nelle procedure di controllo danni ed equipaggi non perfettamente addestrati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34682 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes.jpg\" alt=\"\" width=\"1063\" height=\"785\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes.jpg 1063w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes-768x567.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes-1024x756.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/hms-hermes-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 1063px) 100vw, 1063px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Hermes\u00a0 fu una portaerei leggera della Royal Navy, la nona a portare questo nome ed unica della sua classe. Costruita nei cantieri Armstrong Whitworth, venne varata nel settembre 1919 ed entr\u00f2 in servizio nel 1923. Rimase in servizio fino alla seconda guerra mondiale, durante la quale venne affondata il 9 aprile 1942 presso Colombo, Ceylon, da forze dell&#8217;aeronautica navale giapponese<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime navi da battaglia affondate solo da aerei imbarcati furono la <strong><span style=\"color: #008000;\">Yamato<\/span> <\/strong>e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Musashi<\/span><\/strong> e, in entrambi i casi, fu necessario l\u2019intervento di pi\u00f9 portaerei che lanciarono moltissimi aerei dotati di capacit\u00e0 ben superiori a quelle degli aerei della prima fase del conflitto. Ma\u00a0 non fu facile lo stesso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34683 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Battleship_Yamato_under_air_attack_April_1945-e1739021534344.jpg\" alt=\"\" width=\"846\" height=\"626\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La portaerei giapponese Yamato sotto attacco. La foto mostra un incendio vistoso sulle sovrastrutture &#8211; aprile 1945. Interessante notare che furono proprio i giapponesi a dimostrare la vulnerabilit\u00e0 delle navi da battaglia nell&#8217;era dell&#8217;aeronautica navale con l&#8217;affondamento del Principe di Galles e del Repulse nel 1941. La Yamato stava navigando senza alcuna copertura aerea e fu attaccata dagli aerei della Quinta flotta americana. Nonostante i suoi 150 cannoni antiaerei, le probabilit\u00e0 non furono a suo favore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La superiorit\u00e0 dell\u2019aviazione imbarcata era tutt&#8217;altro che ovvia. In effetti, il dibattito fu un p\u00f2 confuso dai sostenitori del potere aereo che, a partire dagli anni &#8217;20, sostenevano che i bombardieri pesanti a terra avrebbero reso obsolete le flotte. Sebbene nei primi anni della guerra vi erano state delle azioni che comprovavano l&#8217;efficacia delle portaerei, queste erano straordinariamente vulnerabili a differenza delle vecchie navi da battaglia che mantenevano le loro eccezionali capacit\u00e0 operative attaccando o proteggendo i convogli, ingaggiando con quasi condizione meteo qualunque bersaglio navale, e fornendo un supporto di fuoco alle operazioni anfibie molto pi\u00f9 efficace dell\u2019appoggio aereo. Inoltre, erano in grado di proteggere se stesse e l\u2019intero gruppo navale a distanza ravvicinata grazie alla loro potenza di fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo le portaerei avevano effettivamente dimostrato la loro utilit\u00e0, e Pearl Harbor ne era l&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante, ma anche l&#8217;attacco britannico alla flotta italiana a Taranto lo aveva confermato. Basti pensare che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kudo Butai<\/span><\/strong> (Fast Mobile Striking Force) dell&#8217;IJN (Imperial Japan Navy), composto da sei portaerei, aveva provocato il caos nell&#8217;Oceano Pacifico e nell&#8217;Oceano Indiano dal dicembre 1941-giugno 1942.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/kaga-portaerei-in-fiamme.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 kaga-portaerei-in-fiamme.jpg\" width=\"870\" height=\"631\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">portaerei giapponese Kaga colpita a morte<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le portaerei americane della flotta del Pacifico erano state l\u2019unico ostacolo effettivo all\u2019IJN in quel periodo. Tuttavia, le portaerei avevano dimostrato la loro vulnerabilit\u00e0. La Royal Navy britannica aveva perso 5 portaerei nei primi sei mesi del 1942: tre affondate da u-boot, una da portaerei ed una da una nave di superficie (lo Scharnhorst). Gli Stati Uniti avevano perso tre portaerei &#8211; due affondate da portaerei e una da bombardieri terrestri &#8211; e la Saratoga era stata messa fuori servizio per sei mesi da un sommergibile giapponese. L&#8217;IJN ne aveva perse cinque (tutti affondate da portaerei) di cui quattro in una giornata davvero brutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">C&#8217;erano state molte prove, fino al 1942, del fatto che le corazzate fossero ancora molto utili.<\/span> <\/strong>La Battaglia dello Stretto di Danimarca era stato un buon esempio. Successivamente nove aerosiluranti inglesi avevano attaccato il Bismarck ma avevano messo a segno un solo colpo (eccezionalmente fortunato dato che blocc\u00f2 il suo timone in accostata). Alla fine il Bismarck fu affondata dagli sforzi combinati di 6 navi\/incrociatori da battaglia, pi\u00f9 molti incrociatori e cacciatorpediniere. L&#8217;incrociatore da battaglia tedesco Scharnhorst aveva affondato una portaerei, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Glorious<\/span><\/strong>. Le battaglie navali nelle Isole Salomone erano state scontri brutali e a distanze ravvicinate &#8211; spesso di notte &#8211; dove le portaerei semplicemente non ebbero un ruolo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi era chiaro che l&#8217;et\u00e0 delle corazzate non fosse ancora finita all&#8217;inizio del 1943.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/uss-Bunker-Hill-sotto-attacco-da-parte-di-kamikaze.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 uss-Bunker-Hill-sotto-attacco-da-parte-di-kamikaze.jpg\" width=\"860\" height=\"1119\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Bunker Hill sotto attacco da parte di kamikaze<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le operazioni della quinta flotta degli Stati Uniti nelle Marianne, e le operazioni della terza flotta nelle Filippine e nei dintorni videro continui tentativi di arrivare a un&#8217;azione di superficie decisiva, con risultati contrastanti. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Battaglia del Mar delle Filippine<\/span> <\/strong>fu combattuta interamente da aerei e sottomarini. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Battaglia del Golfo di Leyte<\/span><\/strong> vide un&#8217;azione di superficie di corazzate nello Stretto di Surigao (conclusa con l&#8217;annientamento della forza giapponese), Lo scontro, al largo di Samar, poteva finire con l\u2019annientamento di una consistente forza di portaerei di scorta da parte della forza da battaglia giapponese che attir\u00f2 la Task Force 38 a Cape Engano. Fu in un inseguimento infruttuoso che lasciava campo libero alle corazzate Giapponesi ma che, per vari errori commessi, non riuscirono a sfruttare l\u2019ottima occasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fu solo alla fine del 1944 e nel 1945, quando la flotta del Pacifico degli Stati Uniti pot\u00e8 portare con s\u00e9 16 portaerei alla volta, che la supremazia delle portaerei si impose.<\/span> <\/strong>Per\u00f2 quelle task force, fino al 1943, non erano neppure concepibili. Esse vantavano 1200 aerei e potevano sopraffare anche le pi\u00f9 grandi catene di isole con basi aeree multiple, come le Filippine, Formosa (Taiwan), e persino le difese delle isole nazionali giapponesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al numero vi erano stati notevoli progressi tecnici con radio a quattro canali ad altissima frequenza (VHF) per la direzione dei caccia, nuovi radar SK (ricerca aerea), nuove centrali operative\u00a0 di combattimento (CIC) e il radar SG (ricerca di superficie) per facilitare manovre sicure di notte e in condizioni meteo avverse. Era anche disponibile un nuovo caccia, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">F6F Hellcat<\/span><\/strong>, e la disponibilit\u00e0 di transponder per riconoscere i velivoli\u00a0 amici\u00a0 (IFF) su tutti gli aerei.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34685\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/F6-HELLCAT.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"816\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/F6-HELLCAT.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/F6-HELLCAT-300x288.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">F6F Hellcat ammassati sul ponte di volo del USS Yorktown (CV-10), Oceano Pacifico, giugno 1944<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso durante la seconda guerra mondiale, anche se le portaerei avevano dimostrato il loro valore, non erano ancora il centro del potere aeronavale come accadde nei decenni successivi. Sicuramente potevano affondare una corazzata prima di essere raggiunte se le condizioni erano giuste, ma non era una conclusione scontata. Si pu\u00f2 dire che alla fine della II guerra mondiale inizi\u00f2 il crepuscolo delle corazzate, ma queste navi non erano ancora tramontate. Questo perch\u00e9 erano grandi bersagli difficili da proteggere dall&#8217;attacco di una corazzata, e ovviamente non potevano sopportare i colpi che una nave da battaglia poteva mettere a segno in poco tempo. Inoltre i velivoli ad elica imbarcati erano fragili con seri limiti all\u2019operativit\u00e0 notturna e in caso di tempo avverso, e non potevano trasportare armi abbastanza potenti per affondare una corazzata.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/uss-enterprise-guadalcanal.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 uss-enterprise-guadalcanal.jpg\" width=\"888\" height=\"677\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Enterprise sotto attacco a Guadalcanal <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Battaglia di Guadalcanal<\/span> <\/strong>dimostr\u00f2 il perch\u00e9 le corazzate continuarono ad essere costruite fino alla fine della guerra. Per circa sei mesi dal primo sbarco fino al ritiro dei Giapponesi, gli Stati Uniti mantennero la supremazia durante le ore diurne grazie all\u2019aeroporto di Henderson Field. Tuttavia, dopo il tramonto, i Giapponesi avevano la supremazia aerea in quanto erano meglio addestrati ai combattimenti notturni gi\u00e0 da prima della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, una portaerei della II guerra mondiale era un bersaglio molto grande e molto vulnerabile agli attacchi. Durante il giorno i suoi aerei erano in grado di dominare il mare o almeno di dare un adeguato preavviso per allontanarsi in fretta in caso di pericolo ma, al calar della notte o in caso di maltempo o in acque ristrette, le portaerei necessitavano della protezione ravvicinata delle navi da battaglia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><br \/>Kantai Kessen, L\u2019influenza della Dottrina della battaglia decisiva sul fallimento della strategia difensiva giapponese nella Guerra del Pacifico e sull\u2019Operazione Ketsug\u014d. Relatore Prof. Andrea Revelant &#8211; Correlatore Prof.ssa Sonia Favi Tesi di Francesco Rossi\u00a0<br \/>United States Navy Fleet problems and the development of carrier aviation, 1929-1933 a Thesis by Ryan David Wadle\u00a0<br \/>Replacing Battleships with Aircraft Carriers in the Pacific in World War II Thomas C.Hone<br \/>Building a Doctrine: U. S. Naval Tactics and Battle Plans in the Interwar Period Trent Hone<br \/>U.S. Navy Surface Battle Doctrine and Victory in the Pacific Trent Hone<br \/>The eclipse of the big gun: the warship 1906-1945. di Robert Gardiner e D.K. Brown<br \/>Dalle &#8220;Littorio&#8221; alle &#8220;Impero&#8221;, Navi da battaglia, studi e programmi navali in Italia nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta di Augusto De Toro<br \/>Fascisti sul mare di Fabio de Ninno<br \/>Cinquant&#8217;anni nella Marina militare di Romeo Bernotti<br \/><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: OCEANO\u00a0parole chiave: portaerei\u00a0 Negli articoli precedenti abbiamo affrontato i concetti operativi delle tre marine con interessi oceanici che credettero nello sviluppo delle portaerei. 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