{"id":34401,"date":"2019-09-17T00:02:08","date_gmt":"2019-09-16T22:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34401"},"modified":"2025-09-22T20:12:49","modified_gmt":"2025-09-22T18:12:49","slug":"le-portaerei-della-us-navy-durante-la-seconda-guerra-mondiale-parte-i-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34401","title":{"rendered":"Le portaerei della US Navy durante la seconda guerra mondiale &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: portaerei, USN<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">US NAVY<\/span><\/strong> era condizionata dalla minaccia giapponese al possedimento delle Filippine nel Pacifico occidentale, fattore politico che rappresentava il principale problema navale statunitense fin dal 1898. Questa minaccia non poteva essere affrontata basando una grande flotta nelle Filippine poich\u00e9 si sarebbe trovata a migliaia di miglia dalla sua base sita nel continente americano, la sola che poteva fornirle supporto a lungo termine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34652\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/us-navy-carrier.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"676\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/us-navy-carrier.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/us-navy-carrier-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/us-navy-carrier-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/us-navy-carrier-1024x577.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dal 1905 la strategia statunitense per affrontare questa minaccia prevedeva che la flotta da battaglia attraversasse il Pacifico supportata da una grossa componente logistica e composta da un nucleo di navi da trasporto e da sbarco. Arrivata nell\u2019area operativa avrebbe dovuto conquistare e organizzare una base insulare di rifornimento e manutenzione da dove partire con l\u2019obiettivo di distruggere la flotta giapponese. Questo port\u00f2 la US Navy a predisporre fin dal tempo di pace un considerevole treno logistico di navi appoggio, cisterne, navi officina e bacini galleggianti che si rivelarono preziosi nella successiva guerra mondiale. Eliminata la flotta Giapponese si sarebbero potute riprendere o rinforzare le Filippine in modo da poter continuare la guerra contro il Giappone. Data la situazione era prevedibile che la flotta non avrebbe potuto contare sull\u2019appoggio delle consistenti forze aeree con basi a terra. Al massimo si sarebbe potuto allestire qualche base per idrovolanti a lungo raggio con accanto qualche idrocaccia in qualche arcipelago grazie alle navi appoggio aerei gi\u00e0 disponibili. Si escludeva in genere di poter costruire aeroporti e strutture a terra di supporto nelle isole del Pacifico che si fossero conquistate. Questo invece si riusc\u00ec a fare durante la guerra ma solo perch\u00e9 la mobilitazione totale avvenuta negli Stati Uniti aveva permesso di mettere a disposizione un grandissimo numero di reparti del genio della marina (<strong><span style=\"color: #008000;\">Seabees<\/span><\/strong>) con equipaggiamento pesante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34650 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-langley.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"601\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-langley.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-langley-300x235.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Langley<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa situazione il grosso dell\u2019appoggio aereo a disposizione della flotta sarebbe quindi stato quello fornito dagli aerei imbarcati sulle portaerei. Da questo deriv\u00f2 un attenzione continua all\u2019incremento delle capacit\u00e0 degli aerei imbarcati nonch\u00e9 delle piattaforme navali su cui basarli e al miglioramento costante delle procedure di gestione e supporto e riarmo delle linee di volo. Il tutto favorito dal fatto che la US Navy non perse mai il controllo della sua componente aerea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tuttavia questo non voleva dire che si credesse che le portaerei avessero soppiantato le navi da battaglia come forza principale della flotta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;insieme delle &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">major tactics<\/span><\/strong>&#8221; della flotta codificate grazie alle sperimentazioni effettuate nei Fleet Problems (grandi esercitazioni annuali in cui le forze navali statunitensi si impegnavano in finte battaglie a partiti contrapposti che erano il culmine delle manovre di addestramento annuali della Marina), erano complete e flessibili e coprivano una variet\u00e0 di contingenze oltre all&#8217;azione principale della flotta. Gli incrociatori e i cacciatorpediniere dovevano effettuare missioni di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">ricerca e attacco notturno<\/span><\/strong>&#8220;, per localizzare e danneggiare una flotta da battaglia nemica la notte prima di una battaglia.<br \/>\nLe portaerei di squadra prima della battaglia formavano delle task force indipendenti che effettuavano ricognizioni e attaccavano le corrispondenti unit\u00e0 nemiche per stabilire la superiorit\u00e0 aerea durante la battaglia. Successivamente durante questa in primo luogo dovevano assicurare la difesa del nucleo da battaglia (e del treno logistico della flotta) da eventuali attacchi aerei avversari per garantire che arrivasse al contatto balistico in piena efficienza In secondo luogo effettuavano attacchi di disturbo alla flotta avversaria. I sommergibili avevano il compito di esplorare in avanscoperta e attaccare le navi di superficie nemiche se se ne presentava l\u2019occasione. Ma l&#8217;enfasi delle <strong><span style=\"color: #008000;\">major tactics<\/span><\/strong> era posta sul complesso balletto dell\u2019azione nelle navi di linea a cui tutte le altre componenti erano subordinate. Fin dal 1930, per portare le corazzate al contatto balistico nelle migliori condizioni, i piani di battaglia enfatizzavano la cooperazione di tutte le componenti della flotta per distruggere l&#8217;obiettivo principale: la linea di battaglia nemica. I piani furono codificati dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">General Tactical Instructions, United States Navy (FTP 142)<\/span><\/strong> nel 1934 e dalle <strong><span style=\"color: #008000;\">General Tactical Instructions, United States Navy (FTP 188)<\/span><\/strong> nel 1940.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34651 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-saratoga.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"610\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-saratoga.jpg 740w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-saratoga-300x247.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Saratoga<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti questi piani prevedevano di base la stessa formazione di battaglia ottimizzata per ottenere la massima concentrazione del potere offensivo. Le corazzate erano posizionate al centro dello schieramento; forze leggere &#8211; gruppi di incrociatori e cacciatorpediniere &#8211; erano posizionati su entrambi i fianchi. Un gruppo di cacciatorpediniere era generalmente mantenuto con la linea di battaglia per fornire una stretta protezione contro i cacciatorpediniere e sottomarini nemici. Le portaerei e le navi del treno logistico della flotta si posizionavano sul lato pi\u00f9 lontano dal nemico della linea di battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intento era quello di permettere a tutti gli elementi della flotta di cooperare, per combattere unitariamente con l&#8217;obiettivo comune di distruggere la linea di battaglia nemica. La formazione da battaglia della flotta era ottimizzata per ottenere la concentrazione delle unit\u00e0 da battaglia che era vitale per il successo in un&#8217;azione di artiglieria. Quindi le corazzate operavano raggruppate per massimizzare la loro potenza di combattimento. Una formazione concentrata massimizzava la potenza offensiva non solo della linea di battaglia ma anche delle altre unit\u00e0 di combattimento che costituivano la flotta da battaglia. Le lezioni del periodo interbellico avevano anche portato a porre l&#8217;accento sugli attacchi combinati e coordinati da tutti gli elementi della flotta, comprese le corazzate, i cacciatorpediniere e gli aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;efficacia di ogni singolo attacco, quindi, doveva essere aumentata grazie al coordinamento con altri tipi di attacco. Questo era particolarmente vero per gli attacchi di aerei e cacciatorpediniere. In circostanze normali si credeva che le corazzate nemiche fossero in grado di contrastarli abbastanza facilmente attraverso una combinazione di fuoco difensivo e manovra, ma coordinando questi attacchi col fuoco delle corazzate, gli attacchi di aerei e cacciatorpediniere divenivano molto pi\u00f9 efficaci. Se questi piani andavano come da progetto, i proiettili delle corazzate, i siluri dei cacciatorpediniere e le bombe aeree avrebbero colpito simultaneamente la linea di battaglia nemica. Si sperava che questa concentrazione di potenza di fuoco sopraffacesse rapidamente il nemico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34653\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/USS-RANGER.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/USS-RANGER.jpg 740w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/USS-RANGER-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Ranger<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sommergibili furono un altro elemento importante dei piani della Marina nel periodo tra le due guerre. I piani prevedevano di utilizzarli come forza di scouting tattico per la flotta, navigando in avanti per scoprire e segnalare ed eventualmente attaccare le navi nemiche in avvicinamento. Ci\u00f2 si rivel\u00f2 difficile da attuare; i sommergibili erano troppo lenti. In generale, la loro utilit\u00e0 nelle operazioni di squadra si dimostr\u00f2 molto limitata nella realt\u00e0 della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda le forze aeree si riteneva che gli aerei imbarcati degli anni 30 avrebbero potuto affondare da soli con relativa facilit\u00e0 quasi tutte le categorie di naviglio, portaerei comprese. Ma si riteneva altres\u00ec che non potessero essere equipaggiati con armi di sufficiente potenza per affondare una nave da battaglia specialmente se pienamente operativa e in navigazione. Si sperava piuttosto che gli attacchi aerei infliggessero gravi danni alle apparecchiature di controllo del fuoco, alle batterie secondarie e ai mezzi di comunicazione delle corazzate immediatamente prima o subito dopo l&#8217;inizio dell&#8217;azione. Al massimo si riteneva possibile che alcune corazzate subissero danni tali da ridurne la velocit\u00e0 e costringendole a lasciare la linea di battaglia. Si riteneva che la conseguenza pi\u00f9 utile degli attacchi aerei sarebbe stata indiretta cio\u00e8 che avrebbe costretto il nemico a scegliere tra manovrare e ridurre l&#8217;efficacia del suo fuoco contro le navi statunitensi, o mantenere una rotta costante e offrire un bersaglio pi\u00f9 facile per gli attacchi aerei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sottolineava inoltre la vulnerabilit\u00e0 degli aerei d\u2019attacco al fuoco difensivo delle navi da battaglia<br \/>\n\u201c <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Dubito dell&#8217;opportunit\u00e0 di un attacco aereo da portaerei contro una divisione di corazzate in formazione ravvicinata, a meno che le condizioni siano pi\u00f9 che favorevoli o eseguite a sostegno di qualche altra operazione. Credo che un attacco di questo tipo provocherebbe danni molto pesanti agli aerei attaccanti e dubito che il conseguente danno alle corazzate giustifichi l&#8217;operazione<\/span><\/em><\/strong>\u201d (United States Fleet Problem XIII, 1932, Report of the Commander-in-Chief United States Fleet, Admiral Frank H. Schofield, 23 May, 1932)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;incapacit\u00e0 di attaccare direttamente una grande forza corazzata e di causare danni significativi port\u00f2 anche alla decisione nel Fleet Problem XII di impiegare aerei delle portaerei della flotta blu contro le navi del treno di rifornimento della flotta nera considerandolo un impiego pi\u00f9 proficuo. Dalle analisi dei risultati e delle lezioni acquisite pubblicate successivamente a ogni Fleet Problem appare chiaro che con pochissime eccezioni gli ufficiali superiori coinvolti erano consci dell\u2019importanza del fattore aereo ma lo consideravano un elemento ausiliario all\u2019azione delle unit\u00e0 di superficie maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>fleet problem<\/em><\/span><\/strong> dell&#8217;anteguerra chiarirono molte altre cose sull\u2019impiego delle portaerei. In primo luogo era essenziale per le portaerei ottenere il primo colpo contro quelle nemiche. Questo perch\u00e9 le portaerei se sottoposte ad un attacco aereo concentrato erano quasi impossibili da difendere in assenza di Radar e, soprattutto, di sistemi di guida caccia. Si concluse pertanto che l\u2019unico modo di assicurare la difesa della flotta sarebbe stato eliminare alla radice la minaccia affondando le portaerei nemiche prima che potessero sferrare il loro attacco. Era poi fondamentale condurre uno scouting efficace per trovare per primi le portaerei del nemico. Non ultimo andava considerato che le portaerei di notte o col cattivo tempo erano assai vulnerabili se ingaggiate da altre unit\u00e0 di superficie e anche nel corso di un azione diurna non si poteva escludere che fossero intercettate da unit\u00e0 di superficie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34654 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-bismarck.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-bismarck.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-bismarck-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/uss-bismarck-768x640.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Bismark Sea<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza le portaerei avrebbero inizialmente operato autonomamente e distanza dalla flotta da battaglia. Questa costituiva un bersaglio facilmente avvistabile e le portaerei dovevano evitare di farsi scoprire il pi\u00f9 a lungo possibile, inoltre per la sua relativa lentezza avrebbe reso pi\u00f9 difficili le operazioni di lancio e recupero degli aerei. Gli aerei imbarcati, il pi\u00f9 possibile integrati o sostituiti dagli idrovolanti a lungo raggio e dagli idro-catapultabili degli incrociatori, avrebbero dovuto quindi effettuare un attenta ricognizione per individuare il pi\u00f9 rapidamente possibile la flotta nemica e in particolare le sue portaerei. Una volta individuatole si sarebbe dovuto lanciare immediatamente un attacco massiccio per eliminarle prima che potessero nuocere.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">fine I parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34401\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34403\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=1848321384&amp;linkId=bba0e16b0f1de89da0f604b77dc80282&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\">&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;&amp;lt;br \/&amp;gt;&lt;br \/&gt;<br \/>\n<\/iframe>&nbsp;<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=1844159035&amp;linkId=cb5d1c54e3d8bd8c846ac7814aa38dff&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\">&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;&amp;lt;br \/&amp;gt;&lt;br \/&gt;<br \/>\n<\/iframe>&nbsp;<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=1781556776&amp;linkId=4dbd383fa6f64b1336df9c5a5c94e8bb&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\">&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;&amp;lt;br \/&amp;gt;&lt;br \/&gt;<br \/>\n<\/iframe>&nbsp;<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=8870828549&amp;linkId=3204c840471e2dd3d0e9eb6b32d5aa07&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\">&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;&amp;lt;br \/&amp;gt;&lt;br \/&gt;<br \/>\n<\/iframe>&nbsp;<iframe style=\"width: 120px; height: 240px;\" src=\"https:\/\/rcm-eu.amazon-adsystem.com\/e\/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=amazon0e150-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS2=1&amp;asins=8842528161&amp;linkId=b2bda6545f548e9c42ee1e38e1c10bd1&amp;bc1=000000&amp;lt1=_blank&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066c0&amp;bg1=ffffff&amp;f=ifr\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\">&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;lt;br \/&amp;amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br \/&amp;amp;gt;&amp;lt;br \/&amp;gt;&lt;br \/&gt;<br \/>\n<\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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