{"id":34364,"date":"2019-09-12T00:35:22","date_gmt":"2019-09-12T00:35:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34364"},"modified":"2025-09-06T20:47:51","modified_gmt":"2025-09-06T18:47:51","slug":"quando-la-vita-esplose-di-aaronne-colagrossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34364","title":{"rendered":"Quando la vita esplose nei mari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: EDIACARANO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: PIANETA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: evoluzione, Ediacarano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">\u201cLibera dalla schiavit\u00f9, la vita finalmente esplose\u201d<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Pi\u00f9 di mezzo miliardo di anni fa la vita esplose sulla Terra. La biodiversit\u00e0 si fece largo sul pianeta come un bulldozer in una cava. Da semplici microbi, le creature si evolsero in qualcosa di pi\u00f9 grande (macroscopicamente) e pi\u00f9 complesso (geneticamente). Tutto inizi\u00f2 <strong><span style=\"color: #008000;\">570 milioni di anni fa<\/span><\/strong>; sono talmente tanti che forse persino il cervello umano ha difficolt\u00e0 a contarli ed a comprendere a fondo le miriadi di variazioni geologiche e paleontologiche che avvengono sul pianeta in questo lasso di tempo: mezzo miliardo di anni.\u00a0Per tre miliardi di anni la Terra era stata popolata da organismi unicellulari e pluricellulari semplici; poi successe qualcosa, 700\/800 milioni di anni fa il pianeta fu interessato da una serie di estese glaciazioni che portarono al fenomeno della <strong><span style=\"color: #008000;\">Snowball Earth<\/span><\/strong>, ovvero la Terra a \u201cPalla di Neve\u201d. Dopo questo lunghissimo periodo freddo, di circa 580 milioni di anni fa, queste glaciazioni terminarono; la fusione della gigantesca calotta di ghiaccio permise all\u2019ossigeno di raggiungere una soglia critica tale da consentire lo sviluppo di organismi pluricellulari complessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La vita esplose<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe pi\u00f9 antiche evidenze fossili risalgono a circa <strong><span style=\"color: #008000;\">570 milioni di anni<\/span> <\/strong>fa. Tuttavia si tratta di datazioni per difetto sui registri fossili. Studi genetici sugli organismi viventi indicano che forme di vita complesse esistevano anche prima.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34365 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Snowball-earth-768x368.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Snowball-earth-768x368.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Snowball-earth-768x368-300x144.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ricostruzione digitale della Snowball Earth.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo geologico <strong><span style=\"color: #008000;\">Ediacarano<\/span><\/strong> avvenne la glaciazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Gaskiers<\/span><\/strong> (che dur\u00f2 circa due milioni di anni). L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Ediacarano<\/span> <\/strong>\u00e8 ritenuto dai geologi un vero e proprio periodo misterioso. Molti organismi dell\u2019Ediacarano sono conosciuti solo per l\u2019impronta fossile lasciata nei fanghi o nelle ceneri vulcaniche e non assomigliano nemmeno agli animali viventi oggi.\u00a0Sull\u2019isola di Terranova, nell&#8217;America settentrionale, si trova un promontorio roccioso chiamato <strong><span style=\"color: #008000;\">Mistaken Point<\/span><\/strong>\u00a0a causa dei numerosi naufragi che vi avvenivano. I capitani lo scambiavano spesso per un altro punto, con conseguenze immaginabili, per cui prese questo strano nome. A Mistaken Point sono per\u00f2 emersi dettagli geologici e paleontologici davvero straordinari e meravigliosi. Il sito (non \u00e8 l\u2019unico dell\u2019Ediacarano) \u00e8 studiato da decadi, eppure i paleontologi vi vedono chiaramente uno scenario nuovo e rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti fossili scoperti a <strong><span style=\"color: #008000;\">Mistaken Point<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">, <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">sull\u2019isola di <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Terranova, <\/span><\/strong>non nuotavano, n\u00e9 strisciavano pur assomigliando, alcuni di loro, a scheletri di serpenti. Erano forme di vita diverse, la maggior parte delle persone ne ignora persino l\u2019esistenza, per non parlare dei creazionisti (ma questa \u00e8 un\u2019altra storia). In quest\u2019angolo flagellato dalle gelide onde oceaniche dell\u2019Oceano Atlantico settentrionale \u00e8 conservato questo antico fotogramma del pianeta, come una vecchia foto in bianco e nero, la scintilla della grande vita che sarebbe esplosa nei milioni di anni successivi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34370\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mistaken-point-ecological-reserve-a-story-565-million-years-in-the-making-fossils-2-768x512.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mistaken-point-ecological-reserve-a-story-565-million-years-in-the-making-fossils-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mistaken-point-ecological-reserve-a-story-565-million-years-in-the-making-fossils-2-768x512-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Uno dei fossili dell\u2019Ediacarano di Mistaken Point, sull\u2019isola di Terranova <a href=\"https:\/\/www.newfoundnews.ca\/post\/mistaken-point-fossils-featured-in-gallery-at-royal-ontario-museum\">Mistaken Point Fossils Featured in Gallery at Royal Ontario Museum<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Qui, per la prima volta, la vita \u00e8 diventata grande<\/span><\/strong>\u201d. Dice il paleontologo Marc Laflamme, dell\u2019Universit\u00e0 di Toronto. Per risolvere questo mistero bisogna per\u00f2 fare qualche passo indietro: nell\u2019Australia del 1946, quando il geologo Reginald Sprigg scopr\u00ec degli strani fossili sulla collina di <strong><span style=\"color: #008000;\">Ediacara<\/span><\/strong> (da cui il nome del periodo). Sprigg dapprincipio non sapeva che quei fossili risalissero a 550 milioni di anni fa, ovvero dieci milioni di anni prima dell\u2019esplosione del Cambriano. Ci sono somiglianze con la fauna fossile dell\u2019isola di Terranova: questi organismi erano molto simili tra loro, insomma erano connessi, in qualche maniera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34371\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Ediacaran-GSSP-IMGP6652-.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1005\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Australia, strato guida dell\u2019Ediacarano marcato con il disco di bronzo in basso<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I siti nel mondo scoperti e attribuiti all\u2019Ediacarano sono quaranta e sono sparsi in molteplici localit\u00e0, eccetto forse l\u2019Antartide, perch\u00e9 coperto di ghiacci (ancora per poco tuttavia, stando al tasso di scioglimento dei ghiacci).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una domanda a questo punto \u00e8 obbligatoria<\/span><\/strong>: <strong><span style=\"color: #008000;\">che cosa consent\u00ec a questi organismi, dopo miliardi di anni in cui il nostro pianeta fu popolato da soli microbi, di diventare pi\u00f9 grandi e di diffondersi in tutto il pianeta?<\/span> <\/strong><br \/>\nLa risposta \u00e8 l&#8217;ossigeno. Prima che la fauna di Ediacara si diffondesse sulla Terra, l\u2019evoluzione funzionava a scala per lo pi\u00f9 microscopica; ci\u00f2 era dovuto anche alla carenza di ossigeno planetaria, che alimentava (e alimenta tuttora) il metabolismo animale. Nel 2016, sulla prestigiosa rivista <strong><span style=\"color: #008000;\">Nature<\/span> <\/strong>fu pubblicato un articolo che evidenziava come, nell\u2019atmosfera terrestre, la percentuale di ossigeno richiese non meno di cento milioni di anni per incrementare dall\u20191% al 10%, innescando, cos\u00ec, l\u2019esplosiva diffusione della vita.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Due miliardi di anni fa<\/span><\/strong> vi fu un primo incremento di ossigeno terrestre, grazie ai batteri marini che lo generavano con la fotosintesi. Tuttavia i livelli si mantennero bassi per un altro miliardo di anni. Tra i 717 e i 635 milioni di anni fa vi furono tre glaciazioni molto potenti che ricoprirono a intervalli l\u2019intero pianeta (fenomeno Terra a Palla di Neve, come \u00e8 conosciuto tra gli scienziati). Durante queste glaciazioni, i livelli di ossigeno aumentarono.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34373\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Australia-edicarianodickinsonia-768x576.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Australia-edicarianodickinsonia-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Australia-edicarianodickinsonia-768x576-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">fossile di Dickinsonia costata, uno dei generi fossili della fauna di Ediacara <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:DickinsoniaCostata.jpg\">Dickinsonia\u00a0 Costata.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tre glaciazioni (dalla pi\u00f9 antica) furono la Sturtiana, la Marinoana e la Gaskiers. Durante la prima gli scienziati hanno scoperto che gli oceani era pi\u00f9 ossigenati in superficie, ma non in profondit\u00e0, dove si accumul\u00f2 molto ferro. Durante la seconda glaciazione si nota la comparsa di invertebrati ed un livello maggiore di ossigeno, ma fu dopo l\u2019ultima glaciazione che, con lo scioglimento dei ghiacci, in concomitanza di eruzioni vulcaniche, l\u2019anidride carbonica fece da effetto serra, riscaldando l\u2019atmosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La fusione dei ghiacci, l&#8217;aumento dell\u2019ossigeno e l&#8217;evoluzione delle cellule pi\u00f9 complesse consentirono agli organismi dell\u2019Ediacarano di prosperare?<\/strong><\/span><br \/>\nProbabilmente. Questi organismi avevano generalmente forme a fronda, un paleontologo tedesco li defin\u00ec strutture biologiche a trapunta. La nutrizione doveva comunque essere un problema per queste creature, non essendo provviste di bocca, n\u00e9 di intestino, n\u00e9 di ano, n\u00e9 di testa e n\u00e9 di occhi. Molti di questi organismi presentavano una sorta di disco di ancoraggio, un rizoide che faceva presa sul fondo marino, permettendo a queste forme a fronda di muoversi nell\u2019acqua, o fluttuare. Inoltre i fondali marini di mezzo miliardo di anni fa erano ricoperti di tappeti microbici. Tuttavia queste creature a fronda non erano piante, quindi non potevano sfruttare la fotosintesi, oltretutto vivevano a pi\u00f9 di mille metri di profondit\u00e0, dove non c\u2019era luce (e tuttora non c\u2019\u00e8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi come si nutrivano?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata dagli scienziati \u00e8 che questi organismi si nutrissero tramite <strong><span style=\"color: #008000;\">osmotrofia<\/span><\/strong>, ovvero assorbivano le sostanze nutrienti dissolte nell\u2019acqua tramite la superficie corporea. La fauna ediacarana si estinse circa 540 milioni di anni fa, all\u2019inizio del Cambriano. Molti scienziati sono concordi sul fatto che si tratti di una sorta di esperimento evolutivo fallito di vita pluricellulare. Alcuni paleontologi canadesi hanno una loro teoria, in parte basata anche sui fossili rinvenuti in un sito ediacarano della Namibia. Sostanzialmente i vermi cominciarono ad avere strutture complesse che non li facevano limitare al solo strisciare sui fondali oceanici, come era sempre stato, ma potevano scavare i fanghi con lunghi tunnel, grazie all\u2019evoluzione di una muscolatura complessa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34375\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/NAMIBIA-Lowest-Cambrian-rocks-in-Namibia-a-Section-at-Schwarzrand-escarpment-on-Farm-Stockdale-768x444.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/NAMIBIA-Lowest-Cambrian-rocks-in-Namibia-a-Section-at-Schwarzrand-escarpment-on-Farm-Stockdale-768x444.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/NAMIBIA-Lowest-Cambrian-rocks-in-Namibia-a-Section-at-Schwarzrand-escarpment-on-Farm-Stockdale-768x444-300x173.png 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nabibia, sito geologico dell&#8217;Ediacarano &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Le rocce pi\u00f9 basse del Cambriano in Namibia.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(a) Sezione della scarpata di Schwarzrand nella fattoria Stockdale che illustra la presenza di fossili carboniosi nastriformi di tipo Vendiano (\u2018vendotaenidi\u2019, v) nella parte superiore della Formazione Nomtsas (N), sottogruppo di Schwarzrand, sotto molteplici discordanze erosive al di sotto della Formazione Stockdale (St), sottogruppo pi\u00f9 basso del Fish River, con abbondanti tracce dell&#8217;associazione di icnofossili Treptichnus\/Trichophycus pedum.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(b) Tipici esemplari di fossili nastriformi provenienti dalla localit\u00e0 indicata dalla \u2018v\u2019 centrale nel pannello (a).<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(c), Treptichnus\/Trichophycus pedum (Seilacher 1955), tipico esempio di variazione morfologica da Membro Rosenhof della Formazione Gross Aub, fattoria Zaris.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\">Pennarello per la scala.<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\"><span style=\"color: #008000;\">Foto G. Geyer &#8211; da The Precambrian-Phanerozoic and Ediacaran-Cambrian boundaries: A historical approach to a dilemma &#8211; Article in Geological Society London Special Publications \u00b7 November 2016<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz\"><span class=\"ryNqvb\"><a href=\"http:\/\/DOI: 10.1144\/SP448.10\">DOI: 10.1144\/SP448.10<\/a><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre ci furono cambiamenti anche nella chimica oceanica, gli scheletri dei fossili mostrano ricchezza di calcio. Questi fattori sembrano essere la chiave per questo mistero. L\u2019ipotesi dei vermi e delle loro tracce sembra confermata soprattutto in un sito australiano, dove la roccia ricorda il formaggio svizzero, per come \u00e8 tappezzata di tracce di vermi (icniti, in geologia).\u00a0Secondo il paleontologo australiano James Gehling \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Lo sviluppo della muscolatura complessa in questi vermi segna l\u2019inizio del Cambriano<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultima analisi c\u2019\u00e8 un punto importantissimo, scoperto da un gruppo di paleontologi canadesi in Ontario che, sempre analizzando le icniti di molti siti, hanno individuato che questi vermi, oltre ad aver sviluppato una muscolatura atta a cambi di direzione nelle tre dimensioni, non tornavano in aree gi\u00e0 battute dai vecchi tunnel: ci\u00f2 indica capacit\u00e0 cerebrali superiori. Non cercavano il cibo a caso, girovagando senza meta, erano metodici! I ricercatori affermano che il Cambriano corrisponde alla fase in cui il comportamento fu codificato nel genoma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fauna dell\u2019Ediacarano fu praticamente soppiantata da questi organismi pi\u00f9 efficienti, che dettero la scintilla per l\u2019esplosione della vita nel successivo mezzo miliardo di anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qualcuno potrebbe chiedere: come si quantifica questa esplosione oggi?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nBene. Prendiamo la classe di animali dominante: gli artropodi. Questi sono composti dagli insetti, dagli aracnidi e dai crostacei. Al momento vi sono un milione duecentoquattordici mila e duecentonovantacinque specie di artropodi conosciuti. Sono davvero un esercito, rispetto a noi mammiferi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli artropodi hanno caratteristiche comuni tra di loro, come l\u2019esoscheletro (ovvero lo scheletro esterno) resistente e il corpo segmentato in sezioni. Gamberi, insetti stecco, cavallette, granchi, stomatopodi, ragni, scorpioni ecc\u2026 E potrei continuare ancora, oltre un milione di specie, e probabilmente molte devono ancora essere scoperte.\u00a0Gi\u00e0 nell\u2019Ordoviciano, circa 450 milioni di anni fa, gli artropodi erano ben diversificati, con la famigerate e stupende trilobiti (ormai estinte), che molti di voi avranno certamente visto. La proliferazione degli animali del Cambriano si deve anche a un modo nuovo di alimentare il proprio corpo: nutrendosi di altri animali. I predatori sono il motore della vita, essi evolsero bocche per mangiare e le prede svilupparono esoscheletri pi\u00f9 resistenti. Fu una vera e propria corsa agli armamenti quella che avvenne tra gli artropodi, e non solo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34378\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Trilobitewalliserops-trifurcatus-1_dynamic_lead_hero_image-768x473.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Trilobitewalliserops-trifurcatus-1_dynamic_lead_hero_image-768x473.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Trilobitewalliserops-trifurcatus-1_dynamic_lead_hero_image-768x473-300x185.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Trilobite Walliserops trifurcatus, Marocco &#8211; Fonte <a href=\"https:\/\/digitalcollections.amnh.org\/CS.aspx?VP3=SearchResult&amp;VBID=2URJA4EQHOT&amp;PN=1&amp;WS=PackagePres\">Digital Collections | AMNH &#8211; Search Result<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto preda-predatore \u00e8 sempre stato uno dei pi\u00f9 forti motori evolutivi e macro-evolutivi in natura, come anche dimostrato dal prof. Douglas Emlen. Gli artropodi non furono l\u2019unica classe interessata all\u2019esplosione della vita e dall\u2019evoluzione negli ultimi 500 milioni di anni, anzi. Ecco un elenco con relativi numeri relativi alle specie moderne:<\/p>\n<table style=\"width: 100%; height: 390px;\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 60px;\">\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 20px; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Cordati<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"background-color: #ffffff; color: #008000; display: inline; float: none; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">comprendenti pesci, uccelli, rettili, mammiferi e anfibi. Attualmente si conoscono 68.045 specie.<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\"><strong><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important; font-size: 20px;\">Molluschi<\/span><i><\/i><u><\/u><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 30px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; color: #008000; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\">117.358 specie conosciute<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 60px;\">\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Cnidari<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; color: #008000; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\">ovvero attinie, coralli e meduse. Attualmente si conoscono 10.303 specie<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 60px;\">\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Echinodermi<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 60px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important; color: #008000;\">ovvero stelle marine e ricci di mare. Si conoscono 7.509 specie<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Poriferi<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important; color: #008000;\">ovvero le spugne. 8716 specie<\/span><i><\/i><u><\/u><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-size: 20px; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Platelminti<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 20px;\"><span style=\"background-color: #ffffff;\">ovvero\u00a0 i v<span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important;\"><span style=\"text-align: justify; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; display: inline !important;\">ermi piatti. 29.285 specie<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 60px;\">\n<td style=\"height: 60px;\"><strong><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; color: #444444; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 20px; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Anellidi<\/span><\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 60px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 20px; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\">ovvero i vermi metamerici. 17.210 specie conosciute<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 20px; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Briozoi<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 20px; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\"><span style=\"color: #008000;\">animali marini <span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\">5.650 specie<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 30px;\">\n<td style=\"height: 30px;\"><strong><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; font-size: 20px; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\"><span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-size-adjust: none; font-kerning: auto; font-optical-sizing: auto; font-feature-settings: normal; font-variation-settings: normal; font-stretch: normal; line-height: 1.5; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; text-align: justify; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #ffffff; display: inline !important;\">Nematodi<\/span><\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"height: 30px;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-size: 20px; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\"><span style=\"float: none; background-color: #ffffff; font-family: Georgia, 'Bitstream Charter', serif; font-style: normal; font-variant: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.5; orphans: 2; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; display: inline !important;\">Sono i vermi cilindrici. 24.773 specie<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci sono altri Phylum (gruppo tassonomico) minori con poche specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo per capire come, da un punto di vista evolutivo, la vita nell\u2019ultimo mezzo miliardo di anni \u00e8 letteralmente esplosa, nonostante la Terra sia vecchia di quattro miliardi e mezzo di anni. I numeri come dicevo sono relativi alle specie moderne, quindi nel calderone andrebbero inseriti anche quelli relativi alle specie fossili, ormai estinte, di cui ovviamente di moltissime di loro non si ha proprio notizia della loro esistenza. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche al processo di fossilizzazione, notevolmente complesso.\u00a0Ci sono specie che vivono sulla Terra da tempo immemore, chiss\u00e0 se noi Umani, comparsi solo in tempi recenti sul pianeta, riusciremo a sopravvivere cos\u00ec a lungo \u2026<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Aaronne Colagrossi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOLOGIA PERIODO: EDIACARANO AREA: PIANETA parole chiave: evoluzione, Ediacarano &nbsp; \u201cLibera dalla schiavit\u00f9, la vita finalmente esplose\u201d Pi\u00f9 di mezzo miliardo di anni fa la vita esplose sulla Terra. 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