{"id":34084,"date":"2019-08-12T00:10:00","date_gmt":"2019-08-12T00:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=34084"},"modified":"2025-09-06T21:37:02","modified_gmt":"2025-09-06T19:37:02","slug":"34084","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/34084","title":{"rendered":"La Siberia in preda delle fiamme: un disastro ecologico che va oltre i confini della Russia"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: CLIMATOLOGIA E OCEANOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ARTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Siberia, riscaldamento climatico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1962 <strong><span style=\"color: #008000;\">Edward Lorenz<\/span><\/strong> fu il primo ad analizzare quello che in seguito chiamato effetto farfalla. In un suo scritto del 1963 pubblicato dalla New York Academy of Sciences sollev\u00f2 la teoria che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un battito delle ali di un gabbiano sarebbe stato sufficiente ad alterare il corso del clima per sempre<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Lorenz scopr\u00ec questo effetto a palla di neve studiando uno sviluppo di un modello meteorologico. In parole molto semplici i risultati finali variavano notevolmente in relazione al grado di arrotondamento dei dati iniziali. Bastava un minimo insignificante cambiamento nelle condizioni iniziali per generare un risultato significativamente diverso. L\u2019idea fu poi mutuata in matematica e fisica per cui \u00e8 accettato il fatto che piccole variazioni delle condizioni iniziali possono produrre grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34087\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/siberia-3.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/siberia-3.jpg 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/siberia-3-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/siberia-3-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Vi chiederete perch\u00e9 ho fatto questa premessa?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nTutti avrete visto in televisione le terribili immagini degli incendi in Siberia. In realt\u00e0 il fenomeno \u00e8 abbastanza comune e pi\u00f9 del 40% delle foreste nella regione siberiana sono note per subire annualmente incendi che producono enormi emissioni di inquinanti atmosferici (PM10, ossidi di azoto, anidride solforosa e altri) nella regione della Siberia orientale Negli ultimi dieci anni si sono verificati circa 2000 incendi nell&#8217;oblast di Irkutsk, molti derivanti da cause naturali, altri da non chiari errori umani.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34090\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/07021182_xl.png\" alt=\"\" width=\"880\" height=\"495\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai danni legati agli incendi si generano emissioni conseguenti all\u2019uso delle sostanze utilizzate per spegnerli in grado di accumularsi nella vegetazione come il disolfuro di carbonio e di sostanze contenenti fluoro. Il potenziale rischio di danni per il sistema respiratorio e cardiovascolare a causa dell&#8217;esposizione inalatoria acuta \u00e8 aumentato nei giorni, come evidenziato dalla crescita della mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 tra la popolazione. Esiste per\u00f2 anche un danno economico legato alla ridotta produzione di legna da ardere; solo nella regione di Irkutsk \u00e8 stato stimato in 56,6 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Quali saranno le conseguenze?<\/span> <\/span><\/strong><br \/>\nOggi vogliamo prendere spunto dal generarsi di questi incendi per affrontare un altro aspetto che richiama l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">effetto farfalla<\/span><\/strong> che ho descritto nella premessa. Un incendio regionale le cui conseguenze possono espandersi su tutte le regioni settentrionali del pianeta, contribuendo al surriscaldamento terrestre. Pur considerando che questi incendi si generano in condizioni diverse, influenzate dal clima, dalla stagione, addirittura dall&#8217;ora del giorno, i fattori decisivi per lo svilupparsi di questi disastri ecologici, se vogliamo i pi\u00f9 importanti, sono l\u2019intensit\u00e0 e la velocit\u00e0 di propagazione delle fiamme che possono arrivare ad influenzare l&#8217;intero ecosistema naturale. Le radiazioni termiche derivanti da un incendio boschivo e la produzione di grandi quantit\u00e0 di sostanze nocive (anidride solforosa, monossido di carbonio, polvere, ecc.) influenzano l&#8217;ambiente andando oltre l&#8217;ecosistema forestale, attivando prima cambiamenti ecologici e microclima locali, poi l&#8217;equilibrio dell&#8217;ossigeno nell&#8217;atmosfera fino al clima globale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-34089\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/siberia-fire-1.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"497\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare che un incendio boschivo modifica la superficie della terra pi\u00f9 ampiamente dell&#8217;erosione causata da un temporale. Cambia il flusso d&#8217;acqua dolce dei fiumi, prosciuga paludi e laghi ed innesca lo scongelamento nelle aree permafrost. Questo sta comportando che si stanno modificando i sistemi vegetativi, spostandosi verso nord, sotto gli scenari del cambiamento climatico globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni la Siberia ha gi\u00e0 assistito a gravi incendi boschivi in una misura difficile da immaginare in altre parti del mondo, in cui la densit\u00e0 della popolazione \u00e8 maggiore, gli ecosistemi soggetti a incendi coprono aree molto pi\u00f9 piccole e i sistemi di controllo del fuoco sono meglio organizzati. A titolo di esempio, negli anni 1972 e 2010, bruciarono in Siberia pi\u00f9 di 1,4 mila ettari di foreste. Secondo gli scienziati russi, nell&#8217;atmosfera furono emesse da 15 a 20 milioni di tonnellate di ossido e anidride carbonica (CO e CO2). Ma non solo. I fluoro surfattanti sono ampiamente utilizzati per soffocare gli incendi boschivi. Questi prodotti chimici sono dannosi per l&#8217;ambiente causando mutazioni genetiche nelle forme viventi e contribuiscono al danneggiamento dello strato di ozono. Questi fumi tossici si stanno spostando verso oriente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34091\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/information_items_366.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/information_items_366.jpg 720w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/information_items_366-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/information_items_366-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le implicazioni di un&#8217;espansione su larga scala degli ecosistemi delle steppe delle praterie nel sud della Siberia e di un ritiro della foresta della taiga nei sistemi di tundra che si espandono verso l&#8217;Oceano Artico saranno molto significativi per la popolazione e l&#8217;economia locale. E&#8217; inutile dire che le notizie sulla fusione del ghiaccio marino nell&#8217;Oceano Artico e la prospettiva di un passaggio marittimo senza ghiaccio dalla Scandinavia all&#8217;Alaska lungo la costa settentrionale russa ha scatenato un dibattito internazionale sullo sfruttamento delle risorse naturali, i confini nazionali e gli impatti dei rapidi cambiamenti su persone, animali e piante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34093\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/russia_vir_2019292.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"567\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il vortice dei fumi sulla Russia.\u00a0I forti venti hanno portato il fumo verso sud-ovest. I maggiori incendi, che si ritiene siano stati innescati da un fulmine, si sono verificati nelle regioni di Irkutsk, Krasnoyarsk e Buriazia. A partire dal 22 luglio, le fiamme hanno bruciato rispettivamente 89.076 ettari, 38.930 ettari e 10.600 ettari in queste regioni. I media mostrano Krasnoyark sotto una coltre di foschia. \u00c8 stato riferito che nessun incendio sta bruciando nelle vicinanze di Novosibirsk, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 della Siberia, ma i venti hanno trasportato abbastanza fumo da rendere poco respirabile l&#8217;aria della citt\u00e0. Credit: NASA Earth Observatory image by Joshua Stevens, usando VIIRS data dal NASA EOSDIS\/LANCE e GIBS\/Worldview, e il Suomi National Polar-orbiting Partnership. Catturata da Kathryn Hansen.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre gli incendi distruggono milioni di ettari ed i fumi avvolgono intere citt\u00e0 in fumi nocivi, gli ambientalisti di Greenpeace Russia sottolineano che questo disastro ambientale minaccia di accelerare lo scioglimento dell&#8217;Artico, causando significative emissioni di CO2 e riducendo la capacit\u00e0 futura della foresta di assorbire l&#8217;anidride carbonica. Si tratta di 3,2 milioni di ettari di foresta in preda agli incendi, principalmente nelle vaste regioni della Yakutia a nord e Krasnoyarsk e Irkutsk in Siberia. Ma la situazione potrebbe peggiorare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34092\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ire-gif.jpg.gif\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"396\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">animazione di immagini raccolte con differente lunghezza d&#8217;onda, catturate dal satellite Copernicus Sentinel, processate da Pierre Markuse<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Agenzia forestale federale russa ritiene che gli incendi siano stati innescati da temporali generatisi con temperature superiori a 30 gradi Celsius e poi siano stati diffusi dai forti venti. Essi sono stati preceduti da temperature di 1o gradi maggiori della media, persistenti per lungo tempo nell&#8217;area. La vegetazione e la fauna stanno subendo danni ancora incalcolabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Evento casuale o prevedibile?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesto comportamento rientra nel modello climatico previsto dagli scienziati legato ai cambiamenti climatici globali. A queste latitudini va anche considerato l&#8217;effetto\u00a0 della <strong><span style=\"color: #008000;\">amplificazione artica<\/span><\/strong> per cui il riscaldamento delle temperature alle alte latitudini provoca la fusione dei ghiacci artici e la liberazione dei suoli. La radiazione solare, che prima veniva in parte riflessa dalla superficie ghiacciata viene quindi assorbita dal terreno che si riscalda ulteriormente e trasmette calore all\u2019atmosfera riscaldandola. Questo aumento delle temperature, maggiore rispetto alle latitudini pi\u00f9 basse, contribuisce a fondere pi\u00f9 velocemente il ghiaccio per cui il processo si autoalimenta. (vedi spiegazione nel diagramma).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34086 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/variazioni-artiche-temperature.jpg\" alt=\"\" width=\"1038\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/variazioni-artiche-temperature.jpg 1038w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/variazioni-artiche-temperature-300x98.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/variazioni-artiche-temperature-768x251.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/variazioni-artiche-temperature-1024x334.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1038px) 100vw, 1038px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Che cos\u2019\u00e8 l\u2019amplificazione artica? Come dice il termine, si tratta di un\u2019amplificazione del riscaldamento del nostro pianeta che interessa le latitudini artiche. Possiamo renderci conto dell\u2019esistenza di questo fenomeno guardando nella figura 1 le anomalie annuali di temperatura, calcolate rispetto alla climatologia 1850-1900, che vanno dal 1850 ad oggi. In questa figura sono riportate due linee. La linea blu mostra l\u2019andamento dell\u2019anomalia GLOBALE, cio\u00e8 dell\u2019anomalia che considera anno dopo anno di quanto la temperatura media calcolata su tutto il pianeta si sia discostata dalla climatologia di riferimento. La linea azzurra mostra invece l\u2019andamento dell\u2019anomalia prendendo in considerazione solo l\u2019Artico, cio\u00e8 la fascia latitudinale che si trova sopra il 60\u00b0 parallelo nord. Guardando i due andamenti, si notano allora due periodi distinti il cui l\u2019Artico ha avuto temperature superiori alla norma con intensit\u00e0 superiore rispetto all\u2019intero pianeta: il primo \u00e8 caduto tra il 1920 e il 1960 mentre il secondo ha iniziato a manifestarsi negli Anni Ottanta, con il segnale di amplificazione che \u00e8 andato poi irrobustendosi a partire dagli Anni Duemila tanto che attualmente siamo arrivati al punto in cui il riscaldamento delle latitudini artiche \u00e8 doppio rispetto a quello globale. Siamo quindi oggi spettatori di un fenomeno che non si era mai mostrato cos\u00ec intenso da quando esiste una serie storica di dati. Tra l\u2019altro si tratta purtroppo di un fenomeno che fa parte di un meccanismo climatico che prende il nome di \u201cfeedback positivo\u201d (o retroazione positiva). <\/span><span style=\"color: #008000;\">Cosa vuol dire?<\/span><span style=\"color: #008000;\"> Significa che \u00e8 un fenomeno in grado di autosostenersi e mentre si autosostiene si intensifica ulteriormente. In pratica, il riscaldamento delle alte latitudini provoca la fusione dei ghiacci, la fusione dei ghiacci libera i suoli, la radiazione solare che prima veniva in parte riflessa dalla superficie ghiacciata viene ora assorbita dal terreno, l\u2019assorbimento del calore solare riscalda i suoli, il terreno trasmette calore all\u2019aria che a sua volta si riscalda e cos\u00ec l\u2019aumento del riscaldamento di queste latitudini contribuisce a fondere pi\u00f9 ghiaccio. E il feedback ricomincia.\u00a0 da <\/span><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/andrea.corigliano.9\/posts\/2331342273645936\">post di <\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/andrea.corigliano.9\/posts\/2331342273645936\">Andrea Corigliano fisico meteorologo, divulgatore scientifico e scrittore su www.roncaeditore.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, i climatologici ritengono che con l&#8217;aumentare della temperatura media, le ondate di calore diventeranno sempre pi\u00f9 frequenti, durevoli ed intense e i ghiacci si fonderanno sempre pi\u00f9 velocemente modificando in maniera significativa il territorio. Secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione meteorologica mondiale<\/span><\/strong> esiste anche un altro problema: la fuliggine dovuta agli incendi cade sul ghiaccio o sulla neve, diminuendo di fatto la riflettivit\u00e0 della superficie terrestre ed intrappolando cos\u00ec ancora pi\u00f9 calore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">La catastrofe in Siberia non \u00e8 una catastrofe in Russia, \u00e8 una catastrofe ecologica globale<\/span><\/strong><\/em>&#8220;, ha detto a <strong><span style=\"color: #008000;\">Vice News<\/span><\/strong> Anton Beneslavsky, esperto vigile del fuoco e volontario di <strong><span style=\"color: #008000;\">Greenpeace Russia<\/span><\/strong>. Il Governo russo ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha mobilitato i militari per contenere gli incendi. Aerei ed elicotteri stanno lavorando senza tregua per limitare le fiamme ma possono fare ben poco per il fumo. Molti degli incendi si trovano infatti in aree remote e difficili da raggiungere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Qualcosa di pi\u00f9 di un battito d&#8217;ali di farfalla le cui conseguenze per il pianeta sono ancora da comprendere.<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . 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