{"id":3400,"date":"2018-06-05T00:10:19","date_gmt":"2018-06-05T00:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=3400"},"modified":"2023-05-16T21:30:59","modified_gmt":"2023-05-16T19:30:59","slug":"tecniche-di-mappatura-per-operatori-subacquei-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/3400","title":{"rendered":"Tecniche di mappatura per operatori subacquei"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA&nbsp;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: mappatura, ricerca scientifica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/foto-9.jpg\"><br \/>\n<\/a><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Piccoli trucchi per ridurre gli errori nelle mappature subacquee<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli operatori subacquei necessitano di raccogliere dati e misure nelle loro aree di operazione. Per ottenere dati significativi dal punto di vista geografico sono state sviluppate delle tecniche per raccogliere in maniera spedita i dati ricavati durante i campionamenti &nbsp;mantenendo una precisione accettabile lungo transetti e poligonali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/IMG_4501.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3401 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/IMG_4501-300x225.jpg\" alt=\"IMG_4501\" width=\"849\" height=\"637\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se tali attivit\u00e0 non richiedono una precisione elevata, per cui si accettano un certo numero di errori di riporto della posizione non essendo particolarmente significativi per la maggior parte delle ricerche, \u00e8 per\u00f2 sempre consigliabile, per un maggior rigore scientifico, seguire alcuni accorgimenti che ci possono aiutare a ridurre in maniera sensibile gli errori commessi. Questi &nbsp;sono particolarmente utili quando tali tecniche sono effettuate da rilevatori non ancora in possesso di &nbsp;una grande esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lavorare sui transetti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa tecnica di rilevamento subacqueo si basa sullo sviluppo di dati raccolti su poligonali, ottenute dall&#8217;unione di pi\u00f9 tratte (transetti), identificate da posizioni note (capisaldi geografici) ben determinati quali, ad esempio, gli estremi di un transetto. La determinazione dei capisaldi di riferimento viene effettuata combinando rilevamenti ottici, letti tramite teodoliti &nbsp;o sistemi portatili GPS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-46582\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_8262-1rid-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_8262-1rid-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_8262-1rid-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_8262-1rid.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/>Le misurazioni delle distanze lineari sono ottenute lungo delle direzioni magnetiche (<span style=\"color: #008000;\">per mezzo di bussole subacquee<\/span>) impiegando per la misura delle cordelle metriche. Considerando trascurabile l&#8217;errore di misura, <strong><span style=\"color: #008000;\">dovranno invece essere valutati gli errori legati ai valori azimutali (rilevamenti) letti sulle bussole subacquee<\/span> <\/strong>dagli operatori. Essi possono essere errati sia per cause locali (deviazioni magnetiche dell&#8217;ago della bussola causate dalle caratteristiche magnetiche del sedimento o dalla presenza di artefatti metallici in situ) sia per una errata lettura da parte dell&#8217;operatore subacqueo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3265 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/IMG_4548-300x225.jpg\" alt=\"IMG_4548\" width=\"850\" height=\"638\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli errori&nbsp;causati dall&#8217;effetto di &#8220;deviazione&#8221; dovuto ai materiali ferrosi (bombole ed attrezzatura subacquee, composizione del sedimento sottostante) possono essere ridotti attraverso la scelta delle attrezzature ed effettuando uno studio preliminare dell&#8217;area da mappare (ricognizione per la&nbsp;valutazione delle anomalie magnetiche). Per ridurre una &#8220;errata lettura&#8221; si&nbsp;possono eseguire, dopo essersi&nbsp;stabilizzati sul fondo, tre letture delle misure di direzione. Un altro errore pu\u00f2 essere causato dallo&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">waving<\/span><\/strong> (ondeggiamento dell&#8217;ago della bussola) dovuto ai movimenti involontari del subacqueo, a seguito del moto ondoso. Il&nbsp;ricercatore&nbsp;dovr\u00e0 poi pre-pianificare i siti da rilevare a terra, possibilmente scegliendoli a 90 gradi l&#8217;uno dall&#8217;altro (o comunque con differenze angolari comprese tra 60 a 120 gradi) e posti alla stessa altezza rispetto all&#8217;orizzonte. Anche in questo caso \u00e8 sempre consigliata la regola delle tre misure per ogni punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/misura-latitudine.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2630 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/misura-latitudine.jpg\" alt=\"misura latitudine\" width=\"289\" height=\"217\"><\/a>Nella fase di riporto su carta, dovr\u00e0 quindi valutare la cartografia disponibile (scala, tipo di proiezione utilizzato, sistema di riferimento delle coordinate, errore di deformazione dovuto alla stampa della carta) e l&#8217;inevitabile errore grafico collegato. Ricordo che un errore su una carta di un millimetro su una carta 1:25000 corrisponde a venticinque metri. Naturalmente, secondo lo stesso principio, la dimensione della punta della matita (al meglio&nbsp; 0,2 mm) \u00e8 causa ulteriore di errore (meglio usare sempre matite morbide ma molto affilate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine dovr\u00e0 essere considerato&nbsp;l&#8217;orientamento del Nord vero (rispetto al magnetico), &nbsp;il sistema geodetico di riferimento della cartografia disponibile (un errore classico \u00e8 correlare&nbsp;posizioni prese su carte con datum diversi), e il fatto che l&#8217;imprecisione dell\u2019azimut rilevato (valore angolare tra il Nord magnetico e la direzione dell&#8217;oggetto puntato) pu\u00f2 essere dovuta anche alla differente altezza dei siti prescelti sull&#8217;orizzonte.<br \/>\nNon ultimi gli errori di &#8220;navigazione&#8221; subacquea effettuati durante la stesura della cordella in particolare lavorando su bassi fondali quando si \u00e8 soggetti all\u2019idrodinamismo costiero.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f7ef4a; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000; -webkit-user-drag: none;\">Per ovvi motivi di sicurezza, per i GPS commerciali il Dipartimento della Difesa americano previde inizialmente un errore di degradazione della precisione del segnale intenzionale, chiamato SA (Selective Availability). Per ovviare all&#8217;errore in campo civile vennero sviluppate soluzioni ingegneristiche per far operare il GPS in maniera differenziale (DGPS), facendo riferire le misure istantanee a posizioni note.<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corretta esecuzione di rilievi scientifici in mare necessita di una accurata analisi, fatta a priori, di tutti quei fattori che possono influenzare in seguito la precisione del riporto cartografico. Vanno quindi analizzati gli scopi prefissi a fronte dei mezzi disponibili, il rapporto precisione e tempo di esecuzione e costi globali relativi alle varie ipotesi.&nbsp;Ad esempio, per alcune operazioni, quali la posa di catene di correntometri e di laboratori subacquei sul fondo e per la determinazione di punti di campionamento su aree predefinite, \u00e8 decisamente pi\u00f9 conveniente, in termini di costo\/efficacia, l&#8217;utilizzo di sistemi ad alta ripetibilit\u00e0. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel caso di misurazioni speditive in situ, il sistema a transetto presenta ancora vantaggi e basso costo economico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-21634 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29-corso-issd-2016-Tavolara-113a-e1526911363272.jpg\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"586\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso sia necessario mappare con alta precisione una determinata area potrebbe essere opportuno ricorrere a dei sistemi GPS di tipo differenziale che consentono, oltre ad un&#8217;ottima ripetibilit\u00e0 (spesso pi\u00f9 auspicata rispetto alla precisione), un&#8217;alta e pressoch\u00e9 costante correttezza della misura che assicura una precisione accettabile fino ad una distanza di circa trenta miglia dalla stazione. In alternativa, i metodi tradizionali di rilevamento ottico con teodoliti riservano ancora prestazioni notevoli a costi relativamente bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Approfondiamo i sistemi differenziali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa tecnologia ha prodotto sistemi GPS commerciali di ridotte dimensioni fisiche ed il loro impiego assicura precisioni accettabili anche per rilievi di buona precisione. Comunque, qualora la necessit\u00e0 di precisione sia maggiore, si pu\u00f2 ricorrere a dei sistemi <strong><span style=\"color: #008000;\">GPS operanti in modalit\u00e0 differenziale<\/span> <\/strong>che consentono precisioni dell&#8217;ordine del metro (in modalit\u00e0 statica) e dei cinque metri (in modalit\u00e0 dinamica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">GPS differenziale<\/span><\/strong> fu introdotto in campo civile durante la guerra fredda quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">Dipartimento della Difesa americano<\/span><\/strong> inser\u00ec un sistema di degradazione intenzionale della precisione <strong><span style=\"color: #008000;\">SA (Selective Availability)<\/span> <\/strong>che riduceva la precisione dei&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">GPS<\/span><\/strong> commerciali. Con l\u2019introduzione della SA l\u2019errore randomico del sistema satellitare aument\u00f2 al punto da stimolare, da parte degli utenti civili, la ricerca di soluzioni alternative per compensarlo.&nbsp;Venne quindi sviluppato un sistema GPS operante in maniera differenziale (<strong><span style=\"color: #008000;\">DGPS<\/span><\/strong>) ovvero impiegante due ricevitori GPS: il primo posizionato stabilmente in una localit\u00e0 con coordinate note, l\u2019altro &#8220;mobile&#8221; da usare per il posizionamento. Come \u00e8 noto, se due ricevitori non sono troppo lontani fra di loro ricevono la stessa costellazione di satelliti, subendo lo stesso tipo di errore. Nel GPS collocato in posizione note, la differenza tra la posizione ottenuta sulla base dei segnali ricevuti e quella nota (ad esempio un punto geodetico riconosciuto) ci consente di determinare continuamente l&#8217;errore dovuto al SA. Se questo errore \u00e8 inviato al sistema GPS mobile, sar\u00e0 possibile ottenere un dato pultio, corretto della SA. Di fatto se i due ricevitori non sono molto distanti possiamo considerare in prima approssimazione che questo errore sia uguale fra i due e correggere con buona approssimazione l\u2019errore del secondo ricevitore. Sebbene la SA, dal maggio 2000 (durante la Guerra del Golfo), sia stata disattivata, il DGPS \u00e8 ancor ain auge nel mondo scientifico e comemrciale e pu\u00f2 correggere anche altri errori del sistema, facendo ottenere precisioni dell&#8217;ordine di centimetri. Tecnicamente il DGPS pu\u00f2 operare a differenza di distanza o di fase. In particolare, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sistema GPS a differenza di fase<\/span><\/strong> \u00e8 impiegato per la posa di strumentazione scientifica e off shore in oceano, consentendo di arrivare a precisioni rapportabili a quelle ottenute con i sistemi di posizionamento acustico, utilizzati per l&#8217;aggancio delle teste di ponte delle piattaforme (centimetriche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I sistemi di posizionamento, se opportunamente utilizzati, possono quindi fornire posizioni geografiche di precisione tale da consentire una concreta significativit\u00e0 delle misure effettuate.<br \/>\n<\/span><\/strong> I dati di interesse, correttamente geo-referenziati e filtrati, vengono registrati su appositi database che saranno gestiti da programmi applicativi per una successiva eventuale restituzione su carta. A causa dell&#8217;alto numero di dati raccolti (specialmente durante le campagne di oceanografia fisica) esistono programmi che analizzano i dati effettuandone una &#8220;decimazione&#8221;, pi\u00f9 propriamente scartando i dati statisticamente aberranti. Il prodotto finito \u00e8 integrato nel data base e reso disponibile alla lettura da parte dei programmi applicativi con possibilit\u00e0 di restituzione su carta dei valori, dei grafici o dei disegni ottenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tecniche, oltre ad eliminare gli errori di restituzione cartografica (dovuti come abbiamo visto in gran parte all&#8217;Uomo), si adattano quindi particolarmente alla gestione dei dati di oceanografia fisica e di geologia marina, consentendo la creazione di carte tematiche elettroniche pi\u00f9 significative e gestibili. Di contro, in caso di big data, l&#8217;elevato costo dei sistemi hardware e software necessari per la trattazione dei dati ne limita l&#8217;effettiva possibilit\u00e0 di creazione a Centri specializzati dotati di pi\u00f9 adeguate ed ampie risorse gestionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, nonostante l\u2019impiego di mezzi sempre pi\u00f9 moderni fornisca un aiuto sempre maggiore ai ricercatori, nella pianificazione delle proprie campagne essi dovranno affidarsi in primis al <strong><span style=\"color: #008000;\">buon senso e alla conoscenza dei sistemi disponibili<\/span><\/strong>, determinando quanto prima le proprie necessit\u00e0 per evitare errori di valutazione nelle scelte tecniche che comporterebbero spese inutili a fronte di risultati di qualit\u00e0 non sempre richiesta.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Photo credit andrea mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog potrebbero essere prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: SUBACQUEA&nbsp; PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: mappatura, ricerca scientifica . 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