{"id":33856,"date":"2019-09-03T00:29:09","date_gmt":"2019-09-02T22:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=33856"},"modified":"2025-11-22T20:49:49","modified_gmt":"2025-11-22T19:49:49","slug":"caramanna-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33856","title":{"rendered":"Immergersi in acque contaminate"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: subacquea commerciale, acque inquinate<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Chiare fresche e dolci acque<\/span><\/em><\/strong>\u201d scriveva il <strong><span style=\"color: #008000;\">Petrarca nel suo Canzoniere<\/span><\/strong> rimandando immagini di mari, laghi e fiumi incontaminati. Purtroppo la realt\u00e0, come spesso accade, \u00e8 ben diversa dall\u2019idealizzazione poetica. Acque che appaiono limpide e pulite possono invece ospitare una variet\u00e0 di inquinanti sia biologici che chimici che pongono un serio rischio per la salute di chi vi si immerge.<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I subacquei possono essere esposti a contaminanti attraverso ingestione, inalazione, assorbimento cutaneo e ferite aperte. L\u2019impatto sulla salute dipende dal tipo di inquinante e dalla sua concentrazione. Effetti cronici si possono sviluppare anche anni dopo l\u2019esposizione. I livelli pi\u00f9 alti di inquinamento delle acque si possono ritrovare in aree con ridotto ricambio come ad esempio laghi, porti e baie molto protette. Sorgenti puntuali d\u2019inquinamento, come ad esempio scarichi industriali o fognari, possono contaminare i fiumi a valle delle immissioni anche per considerevoli distanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34393 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Acanthamoeba.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Acanthamoeba.jpg 302w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Acanthamoeba-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/>Le acque dolci calde di zone sub-tropicali sono quelle a maggiore rischio per la presenza di parassiti; in genere i parassiti presenti nelle acque marine sono meno pericolosi causando principalmente eruzioni cutanee ma non \u00e8 sempre cos\u00ec. Uno dei parassiti pi\u00f9 pericolosi \u00e8 rappresentato da un protozoo del genere <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Acanthamoeba<\/span><\/em><\/strong> che pu\u00f2 causare la <strong><span style=\"color: #008000;\">Cheratite da Acanthamoeba (CA)<\/span><\/strong>, un\u2019infezione della cornea rara ma severa e seriamente debilitante, causata da Acanthamoeba spp., un&#8217;ameba ubiquitario e presente nel suolo, nell&#8217;aria e nelle acque. Circa l\u201985% dei casi di <strong><span style=\"color: #008000;\">CA<\/span><\/strong> si verificano in portatori di lenti a contatto, a causa di un uso improprio delle lenti, anche se la patologia pu\u00f2 insorgere dopo un trauma corneale, specie in contesti rurali. Sebbene abbia una bassa incidenza (1 su 100.000 in Europa) \u00e8 un\u2019infezione oculare potenzialmente devastante per i pazienti, in quanto pu\u00f2 causare intenso dolore, deterioramento della visione e, se non efficacemente trattata, enucleazione e cecit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-34391\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/WaterPollution.gif\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"377\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre patologie derivanti da immersioni in acque inquinate sono dovute ai coliformi fecali che possono essere presenti in acque contaminate da scarichi fognari non trattati; il limite di concentrazione \u00e8 di 200 organismi\/100 ml di acqua. La loro presenza non modifica la trasparenza ed il colore delle acque. Questo significa che anche acque apparentemente pulite possono in realt\u00e0 contenere livelli dannosi di questi bio inquinanti. Diversi inquinanti chimici possono essere presenti nelle acque ed anche aree che in genere non sono inquinate lo possono divenire a seguito di piogge. Ad esempio <strong><span style=\"color: #008000;\">pesticidi ed erbicidi<\/span><\/strong> sono trasferiti dai campi ai laghi, fiumi ed acque costiere a seguito delle piogge che ne causano il dilavamento. Particolarmente pericolosi sono due tipologie\u00a0 di materiali inquinanti: quelli che galleggiano e quelli che affondano. Ad esempio gli idrocarburi, possono formare un film sulla superficie del mare che si pu\u00f2 muovere per l&#8217;azione del vento e delle correnti andando a contaminare vaste aree.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34387 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-polluted-waters.jpg\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-polluted-waters.jpg 373w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-polluted-waters-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/>L\u2019accumulo di inquinanti sul fondo pu\u00f2 invece originare zone ad alta concentrazione di veleni e tossine e possono essere presenti anche in acque apparentemente non molto contaminate. In genere, alcuni inquinanti, che si distribuiscono lungo la colonna d\u2019acqua, vengono diluiti a livelli tali che non costituiscono un pericolo immediato. Esposizioni ripetute possono invece causare effetti cronici che a lunga distanza sono forieri di malattie anche gravi. Diversi prodotti chimici, in particolare gli idrocarburi, hanno la capacit\u00e0 di danneggiare le componenti in gomma e lattice delle attrezzature subacquee anche se presenti in piccole concentrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-34388 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1.jpg\" alt=\"\" width=\"668\" height=\"665\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/plongee-eau-usee-1-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 668px) 100vw, 668px\" \/>I sedimenti costituiscono una delle principali zone d\u2019accumulo degli inquinanti; per questo motivo se disturbati, come ad esempio da subacquei con un cattivo controllo dell\u2019assetto e della pinneggiata, possono rilasciare le sostanze nocive contenute causando un brusco aumento delle concentrazioni tossiche in acqua. Altre zone di accumulo di potenziali inquinanti sono gli interni dei relitti, soprattutto quelli pi\u00f9 recenti, dove carburante, batterie elettriche, vernici e cargo possono liberare elementi tossici che, a seguito dei ridotti movimenti dell\u2019acqua, possono raggiungere concentrazioni elevate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-34386 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-in-polluted-watres-2.jpg\" alt=\"\" width=\"592\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-in-polluted-watres-2.jpg 360w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/diving-in-polluted-watres-2-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/>Per ridurre il rischio i subacquei dovrebbero seguire un\u2019opportuna profilassi vaccinale. In particolare, l&#8217;operatore subacqueo che opera in acque inquinate dovrebbe mantenere attive le vaccinazioni di tetano, epatite, difterite e febbre tifoidea. Queste profilassi sanitarie, vanno ovviamente rinnovate periodicamente seguendo cicli vaccinali ben precisi e sono particolarmente importanti per quei subacquei che si immergono in aree con rischio di inquinamento. Un taglio o l&#8217;ingestione anche minima pu\u00f2 avere gravi conseguenze. A questa categoria appartengono i subacquei professionisti, come militari, forze dell\u2019ordine, Vigili del Fuoco ed OTS, che per lavoro sono esposti ad ambienti potenzialmente inquinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista dell\u2019attrezzatura subacquea il livello di protezione varia molto in funzione della tipologia di sistemi adottati. La normale configurazione scuba non offre alcun grado di protezione; il subacqueo infatti pu\u00f2 inalare ed ingerire inquinanti attraverso le molecole d\u2019acqua che entrano nel boccaglio dell\u2019erogatore e pu\u00f2 assorbire contaminanti attraverso la pelle. Di fatto l\u2019uso della muta umida amplifica l\u2019impatto degli inquinanti che rimangono intrappolati tra il neoprene e la pelle del subacqueo.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-34384\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n.jpg\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n.jpg 922w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/68930496_2558249227561260_6195549298675941376_n-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una muta stagna abbinata a guanti stagni e ad unamaschera gran facciale pu\u00f2 essere utilizzata in acque moderatamente inquinate dove le conseguenze, in caso di esposizione, non causino danni gravi o permanenti. Per una maggiore protezione il subacqueo deve quindi essere totalmente isolato dall\u2019ambiente esterno. In questo caso bisogna usare una muta stagna abbinata a guanti stagni ed ad un casco con miscela respiratoria fornita dalla superficie mediante un ombelicale. Un tipico esempio sono le tenute da palombaro leggero usate dagli OTS. Occorre comunque sempre valutare con attenzione le caratteristiche degli inquinanti; diversi prodotti chimici infatti possono penetrare e deteriorare rapidamente il materiale che compone la muta o l\u2019ombelicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine dell\u2019immersione il subacqueo dovr\u00e0 essere opportunamente decontaminato seguendo specifiche procedure ed utilizzando specifici prodotti in funzione della tipologia di inquinanti presenti nell\u2019acqua. In generale la prima fase prevede il risciacquo con abbondante acqua pulita del subacqueo ancora vestito; successivamente si proceder\u00e0 ad usare saponi e soluzioni sterilizzanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/commercial-diver-contaminated-water-1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 commercial-diver-contaminated-water-1.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il subacqueo quindi rimuover\u00e0 la muta e il casco evitando accuratamente di contaminarne l\u2019interno. La fase terminale di decontaminazione prevede una o pi\u00f9 docce ed un adeguato controllo medico-sanitario. Durante le operazioni di decontaminazione anche il personale di supporto dovr\u00e0 usare apposite protezioni individuali per evitare di entrare in contatto con le sostanze inquinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seconda delle situazioni ambientali si dovr\u00e0 anche considerare la necessit\u00e0 di raccogliere a posteriori i reflui della decontaminazione, per il loro successivo smaltimento come rifiuti speciali a norma di legge. \u00a0In sintesi, si tratta di immersioni professionali che richiedono, secondo l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ARPAT (Agenzia Regionale Per Protezione Ambientale della Regione della regione Toscana<\/span><\/strong>) un addestramento specifico, preferibilmente un brevetto\u00a0 da ricercatore subacqueo scientifico. Tale brevetto prevede la formazione e un aggiornamento tecnico professionale periodico al fine di conseguire le fondamentali nozioni per operare nel monitoraggio subacqueo dei parametri ambientali biologici, chimici e fisici. Oltre a il subacqueo scientifico deve conoscere le principali tecniche fotografiche e videografiche e di analisi delle immagini. Tale figura professionale, necessaria per operare in ambienti estremi,\u00a0 per\u00f2 non \u00e8 ancora stata istituzionalmente riconosciuta e sono in corso iniziative al fine di regolamentare il lavoro di questi professionisti. Un Ente che rilascia tale brevetto (<strong><span style=\"color: #008000;\">Scientific Diving<\/span><\/strong>) \u00e8 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">I.S.S.D. (International School for Scientific Diving)<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le immersioni in acque inquinate espongono il subacqueo ad elevati rischi per la salute e vanno quindi lasciate a quei professionisti che possono contare su un&#8217;adeguata formazione, attrezzatura di protezione, supporto logistico ed esperienza.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna<br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>, . 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