{"id":33617,"date":"2019-08-15T00:52:52","date_gmt":"2019-08-14T22:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=33617"},"modified":"2024-04-16T21:00:12","modified_gmt":"2024-04-16T19:00:12","slug":"ipossia-in-immersione-di-giorgio-caramanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33617","title":{"rendered":"Ipossia in immersione"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: ipossia, medicina subacquea<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ossigeno<\/span><\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">(O2)<\/span><\/strong> \u00e8 l\u2019elemento essenziale per la produzione di energia metabolica. In presenza di O<sub>2<\/sub> una molecola di glucosio pu\u00f2 generare 38 molecole di <strong><span style=\"color: #008000;\">Adesina Trifosfato (ATP)<\/span> <\/strong>che \u00e8 una delle principali molecole per lo stoccaggio di energia; la stessa molecola di glucosio in assenza di ossigeno produce invece solo due molecole di ATP attraverso reazioni anaerobiche con produzione di acido lattico. Il consumo metabolico basale di ossigeno per un individuo adulto \u00e8 di circa 200 ml\/minuto ma pu\u00f2 raggiungere i 3 litri\/minuto per alti carichi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-33678 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bolaryng.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"222\">Un subacqueo impegnato in attivit\u00e0 fisica intensa in immersione, come ad esempio nuotare contro una forte corrente, ha bisogno di un elevato volume di ossigeno (che \u00e8 la componente metabolicamente attiva della miscela respiratoria) ed il suo ritmo respiratorio si incrementer\u00e0 in modo notevole. <strong><span style=\"color: #008000;\">Di conseguenza \u00e8 necessaria un\u2019attenta pianificazione dei volumi di gas necessari in base al lavoro previsto.<\/span><\/strong> Il problema diviene ancora pi\u00f9 rilevante quando si usano sistemi a circuito chiuso nei quali l\u2019ossigeno viene iniettato ad un flusso costante basato sul supposto consumo metabolico; se tale flusso non \u00e8 calibrato per l\u2019effettiva richiesta metabolica il subacqueo si trover\u00e0 in condizioni di carenza di ossigeno.<br \/>\nConsiderando l\u2019aria secca alla pressione nominale di 760 mmHg la pressione parziale dell\u2019ossigeno PO2 \u00e8 159 mmHg; una volta inspirato l\u2019ossigeno viene parzialmente diluito raggiungendo negli alveoli PO2 di circa 105 mmHg. Nel sangue arterioso la PO2 \u00e8 di circa 100 mmHg, la differenza di pressione tra alveoli e sangue permette a quest\u2019ultimo di assorbire ossigeno dagli alveoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una diminuzione nella PO<sub>2<\/sub> arteriosa al di sotto di 60 \u2013 50 mmHg causa ipossia<\/span><\/strong>; se la pressione scende ulteriormente a meno di 40 mmHg le funzioni mentali sono gravemente ridotte con possibile danno permanente al cervello ed ad altri organi, come fegato e reni che richiedono alti flussi di ossigeno per il loro corretto funzionamento. <strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel subacqueo le cause pi\u00f9 comuni di ipossia sono:<\/span><\/span><\/strong><br \/>\n&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">inadeguato apporto di ossigeno<\/span><\/strong>: \u00e8 il risultato della diminuzione della PO<sub>2<\/sub> nella miscela respiratoria. Ad esempio il subacqueo potrebbe stare usando una miscela ipossica (ossia con un contenuto di ossigeno inferiore a quello dell\u2019aria) ad una profondit\u00e0 tale che la relativa PO<sub>2<\/sub> non \u00e8 sufficiente a sostenere il metabolismo. Un altro caso di insufficiente PO<sub>2<\/sub> \u00e8 quello dovuto al malfunzionamento del sistema di iniezione dell\u2019ossigeno in un rebreather.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong><span style=\"color: #008000;\"> ipo-ventilazione alveolare<\/span><\/strong>: il volume di gas che entra ed esce dagli alveoli \u00e8 troppo ridotto e di conseguenza la PO<sub>2<\/sub> alveolare diminuisce. Spesso vi \u00e8 associata ritenzione di CO<sub>2<\/sub>. Un subacqueo pu\u00f2 essere esposto a questo rischio in immersioni molto profonde dove la densit\u00e0 della miscela respiratoria diviene eccessiva rendendo la normale ventilazione carente. Anche apnee prolungate o inspirazione d\u2019acqua possono causare ipossia a livello alveolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">I sistemi di respirazione subacquea, sia in circuito aperto che chiuso, possono causare situazioni di ipossia in caso di malfunzionamenti o errata gestione:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">errore nel gas-switch<\/span><\/strong>. Una bombola che doveva essere usata ad una determinata profondit\u00e0 viene invece usata ad una profondit\u00e0 inferiore con insufficiente PO<sub>2<\/sub>. Per ridurre il rischio tutte le bombole usate devono essere chiaramente marcate in termini di contenuto di ossigeno e profondit\u00e0 operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong><span style=\"color: #008000;\"> Perdita di ossigeno nel gas<\/span><\/strong>: questo pu\u00f2 verificarsi quando il gas viene lasciato per lunghi periodi di tempo in una bombola in presenza di ruggine. I processi ossidativi possono infatti consumare abbastanza ossigeno da rendere la miscela ipossica. Per ridurre il rischio il subacqueo dovrebbe usare miscele \u201cfresche\u201d e, soprattutto, analizzare sempre il contenuto di ossigeno della miscela prima di ogni utilizzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Insufficiente flusso di ossigeno<\/span><\/strong>: questo \u00e8 tipico di respiratori a circuito chiuso dove il flusso di ossigeno \u00e8 costante e calibrato in base al presunto consumo metabolico. Se il subacqueo ha un consumo superiore a quello previsto, ad esempio a seguito di pi\u00f9 intensa attivit\u00e0 fisica in immersione, la miscela respiratoria potrebbe divenire ipossica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <strong><span style=\"color: #008000;\">Blocco del flusso di ossigeno in un circuito chiuso<\/span><\/strong>: questo potrebbe essere causato da malfunzionamenti del sistema di iniezione, errori nei sensori ossigeno e nell\u2019elettronica di controllo od errori del subacqueo. Non sono pochi i casi di subacquei entrati in acqua con il rubinetto dell\u2019ossigeno chiuso, di conseguenza il gas nel circuito respiratorio diviene rapidamente ipossico. Per ridurre il rischio occorre seguire con attenzione la check-list pre-immersione e controllare attivamente i parametri dei sensori ossigeno.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29932\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/sistema-ox-bel-ha-cave.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"795\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/sistema-ox-bel-ha-cave.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/sistema-ox-bel-ha-cave-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/sistema-ox-bel-ha-cave-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/sistema-ox-bel-ha-cave-1024x678.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra situazione dove un subacqueo pu\u00f2 essere esposto ad <strong><span style=\"color: #008000;\">ipossia \u00e8 all\u2019interno di cavit\u00e0 asciutte nelle grotte allagate<\/span><\/strong>. Spesso la concentrazione di ossigeno atmosferico \u00e8 fortemente ridotta perch\u00e9 i normali processi ossidativi hanno consumato parte dell\u2019ossigeno ed il ridotto, od assente, ricambio d\u2019aria ne ha impedito la rigenerazione. Per ridurre il rischio i subacquei non dovrebbero mai rimuovere l\u2019erogatore all\u2019interno di nessuna cavit\u00e0 a meno che non siano assolutamente certi che esiste un sufficiente ricambio d\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Giorgio Caramanna&nbsp;<span style=\"font-size: 10pt;\"><br \/>\n<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: SUBACQUEA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: ipossia, medicina subacquea . L\u2019ossigeno (O2) \u00e8 l\u2019elemento essenziale per la produzione di energia metabolica. 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In possesso di una notevole esperienza in idrogeologia e geochimica ed oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una variet\u00e0 di ambienti ha condotto diverse attivit\u00e0 di ricerca ed \u00e8 sttao delegato del gruppo europeo di immersioni scientifiche. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali operando in ambienti multidisciplinari con diverse universit\u00e0. \u00c8 autore di pi\u00f9 di cinquanta articoli ed \u00e8 revisore di riviste internazionali. Attualmente lavora negli Stati Uniti collaborando come consulente al Woods Hole Oceanographic Institution. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche subacquee. 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