{"id":33468,"date":"2019-08-17T00:40:49","date_gmt":"2019-08-17T00:40:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=33468"},"modified":"2025-09-06T21:24:35","modified_gmt":"2025-09-06T19:24:35","slug":"il-problema-petrolifero-italiano-parte-iii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468","title":{"rendered":"Il problema petrolifero italiano &#8211; parte III"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: na<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: petrolio, AGIP<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Termina con questo articolo la trilogia di Gianluca Bertozzi sul problema petrolifero italiano. Qualcuno mi ha scritto chiedendomi il perch\u00e9 in un portale che tratta di cultura del mare si parla di questo aspetto storico e geopolitico nazionale. La risposta \u00e8 semplice &#8230; il traffico del greggio avviene soprattutto per mare ed ha rappresentato da sempre una spina nel fianco per il nostro Paese. Le necessit\u00e0 energetiche sono state alla base di politiche estere pi\u00f9 o meno condivisibili che hanno portato a crisi e conflitti \u2026 il mondo non \u00e8 cambiato e\u00a0 la lotta per le risorse energetiche non \u00e8 mai finita \u2026 soluzioni pi\u00f9 o meno autarchiche furono tentate in passato ma risultarono solo palliative \u2026 tutto \u00e8 stato detto e scritto e \u2026\u00a0 va conosciuto per poter capire.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33755 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2.png\" alt=\"\" width=\"1344\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2.png 1344w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2-300x214.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2-768x549.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2-1024x731.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-appena-varata-Fondazione-Ansaldo2-1200x857.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1344px) 100vw, 1344px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sogno italiano, la nave cisterna AGIP Giulio Giordani, foto Ansaldo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;AGIP \u00e8 il petrolio italiano<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa sostituzione dei Ministri delle Finanze e dell&#8217;Economia nazionale del luglio 1925 aveva portato ai due dicasteri rispettivamente il conte Giuseppe Volpi di Misurata e l&#8217;ingegnere Giuseppe Belluzzo, segnando la fine della fase liberista del fascismo ed una migliore accoglienza di istanze interventiste. Questa situazione politica rese possibile l&#8217;istituzione dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Azienda Generale Italiana Petroli (AGIP)<\/span><\/strong>, avviata con il decreto legge del 3 aprile 1926, n. 556.\u00a0La nuova impresa, di cui lo Stato era azionista direttamente al 60%, e indirettamente, attraverso la Cassa Nazionale delle Assicurazioni sociali e l\u2019INA, entrambe al 20%, aveva\u00a0 un capitale sociale di 100 milioni. L&#8217;Azienda aveva per oggetto la <strong><span style=\"color: #008000;\">ricerca, l&#8217;acquisto e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi, il trattamento industriale, il trasporto e il commercio di prodotti petroliferi, e l&#8217;assunzione di partecipazioni in societ\u00e0 similari<\/span><\/strong>. Inoltre, secondo l&#8217;articolo 3,\u00a0 doveva eseguire, per incarico dello Stato, ricerche petrolifere in Italia e nelle colonie, in base a programmi quinquennali da approvarsi di concerto tra i ministri dell&#8217;Economia nazionale e delle Finanze, che avrebbero stanziato i fondi necessari. Per consentirle di cominciare ad operare il Governo concesse inoltre all&#8217;AGIP un mutuo di 200 milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;AGIP cominci\u00f2 a sviluppare un piano d&#8217;azione basato sui seguenti punti:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; acquisire le materie prime sia mediante ricerche in Italia e nelle colonie, sia acquistando concessioni petrolifere all&#8217;estero;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; acquistare raffinerie ed ampliarne gli impianti;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; costruire depositi costieri o rilevarli e ampliarli;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; acquistare navi-cisterna, carri botte ed autocisterne;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; creare un&#8217;organizzazione distributiva, istituendo filiali ed agenzie in tutto il Paese.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33754\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-prove-a-mare-in-Mar-Ligure-marzo-1940-Carlo-Di-Nitto.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-prove-a-mare-in-Mar-Ligure-marzo-1940-Carlo-Di-Nitto.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Giulio-Giordani-prove-a-mare-in-Mar-Ligure-marzo-1940-Carlo-Di-Nitto-300x194.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La motonave cisterna\u00a0 Giulio Giordani a Genova poco prima della consegna all\u2019AGIP (gentile concessione Carlo Di Nitto, via www.naviearmatori.net). La nave con un dislocamento di 10.533,79 tsl e 14.770 tpl, era lunga<\/span> <span style=\"color: #008000;\">149,70-158,55 metri, larga 20,83 con un pescaggio tra gli 8,84-11,10 metri, e poteva raggiungere una velocit\u00e0 di 13-15 nodi. Con le gemelle Sergio Laghi, Franco Martelli e Iridio Mantovani faceva parte del programma di modernizzazione della flotta AGIP, avviato a fine anni Trenta con l\u2019espansione commerciale della compagnia. Tale programma, che nelle intenzioni doveva dotare l\u2019AGIP di una flotta all\u2019avanguardia per l\u2019epoca, prevedeva la realizzazione di quattro motocisterne da 10.500 tsl e 15.000 tpl\u00a0 per il lungo corso, quattro motocisterne pi\u00f9 piccole da 2000 tpl (da impiegarsi sulle rotte con la Libia e l\u2019Africa Orientale) e due di dimensioni ancora pi\u00f9 ridotte, 1000 tpl (per il traffico con la Dalmazia) e 600 tpl (per il traffico con il Dodecaneso). La Giordani e le sue gemelle erano le pi\u00f9 grandi, moderne e veloci motonavi cisterna italiane della loro epoca, tra le navi cisterna pi\u00f9 grandi al mondo al momento della loro costruzione. <a href=\"http:\/\/conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com\/2018\/07\/giulio-giordani.html\">dal sito<\/a>\u00a0\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019AGIP aveva il compito delle esplorazioni del sottosuolo italiano, ma &#8220;.<strong><span style=\"color: #008000;\">.. i lavori relativi a tali ricerche dovranno essere eseguiti, fino alla scoperta dei giacimenti, in base alle indicazioni del Governo e dietro rimborso delle spese mediante fondi stanziati nel bilancio del Ministero dell&#8217;Economia nazionale<\/span><\/strong>&#8220;.\u00a0Infatti, a pi\u00f9 riprese e con successivi provvedimenti legislativi, furono attribuiti all&#8217;AGIP, dal 1927 al 1945, un totale 317 milioni che venne impiegato nell&#8217;attivit\u00e0 mineraria istituendo un&#8217;apposita \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Gestione di ricerche per conto dello Stato<\/span><\/strong>\u00bb, che a sua volta cre\u00f2 uno strumento adatto chiamato \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Ricerche e Sfruttamenti<\/span><\/strong>\u00bb, presieduto dal Presidente o dall&#8217;Amministratore Delegato della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33758 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Agip-Littoria.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"249\" \/>In altri termini l&#8217;AGIP, non dovendo sostenere l&#8217;esplorazione con i suoi utili commerciali, ma dovendo farsi assegnare i fondi dallo Stato per sostenerne il costo, si trov\u00f2 ad assolvere un incarico pi\u00f9 che svolgere nel settore minerario un compito d&#8217;iniziativa diretta. Nel 1926 l\u2019AGIP chiese al governo rumeno, all&#8217;epoca sesto produttore mondiale di greggio, un permesso di ricerca, ma la legge mineraria romena riservava le concessioni solo alle societ\u00e0 romene esistenti.\u00a0Per cui l&#8217;AGIP, mediante una spesa di 40 milioni di lire, decise di partecipare alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Prahova<\/span> <\/strong>(societ\u00e0 di ricerca e di estrazione), gi\u00e0 in mani italiane attraverso la <strong><span style=\"color: #008000;\">COMIT<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Petroli d\u2019Italia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33756 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Rum\u00e4nien20Prahova20Valley20-20Campina20-20Sonde20-20\u00d6l20F\u00f6rderung.jpg\" alt=\"\" width=\"839\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Rum\u00e4nien20Prahova20Valley20-20Campina20-20Sonde20-20\u00d6l20F\u00f6rderung.jpg 839w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Rum\u00e4nien20Prahova20Valley20-20Campina20-20Sonde20-20\u00d6l20F\u00f6rderung-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Rum\u00e4nien20Prahova20Valley20-20Campina20-20Sonde20-20\u00d6l20F\u00f6rderung-768x476.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pozzi petroliferi nella valle della Prahova, 1922<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Prahova<\/span><\/strong> possedeva inoltre quote di controllo sulla societ\u00e0 di raffinazione<strong><span style=\"color: #008000;\"> Petrolul Bucuresti<\/span> <\/strong>e su quella di distribuzione <strong><span style=\"color: #008000;\">Atlas Petrol<\/span><\/strong>, con oltre 300 distributori in Romania e ad alcuni paesi confinanti. assumendo il controllo di entrambe. Nel 1928 la Prahova ottenne la concessione per 30 anni sulla zona richiesta in precedenza dall\u2019AGIP, per una estensione di circa 150 mila ettari, e nel 1930 per altri 40 mila ettari. Da allora la produzione della Prahova sal\u00ec rapidamente, e mentre nel 1928 era al ventesimo posto tra le societ\u00e0 produttrici in Romania, nel 1933 era gi\u00e0 salita al settimo posto con una produzione annua di 650.000 tonnellate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Romania fu per l\u2019AGIP una palestra utilissima per formare i tecnici italiani sui problemi posti dall&#8217;estrazione e dalla raffinazione su scala industriale, visto che i giacimenti italiani erano insignificanti, acquisendo sistemi di lavoro pi\u00f9 moderni, contribuendo\u00a0 al loro progresso, creando un vivaio di tecnici specializzati. Essi vennero in seguito utilizzati dall\u2019AGIP in Irak, in Albania ed in Italia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33757\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\" alt=\"\" width=\"634\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg 413w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei-300x248.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Mattei e Carlo Zanmatti a Cortemaggiore<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra di essi vanno menzionati <strong><span style=\"color: #008000;\">Amoretti<\/span><\/strong>, responsabile della ricerca in Italia fino al 1932, <strong><span style=\"color: #008000;\">Italo Veneziani<\/span><\/strong>, fondatore della <strong><span style=\"color: #008000;\">SAIP<\/span><\/strong>, poi diventata <strong><span style=\"color: #008000;\">SAIPEM<\/span><\/strong>, e <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Zanmatti<\/span><\/strong>, che ebbe ruoli fondamentali nell\u2019AGIP e, in seguito anche nell&#8217;ENI con <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Mattei<\/span><\/strong>. Anche in Irak l&#8217;AGIP riusc\u00ec ad acquistare una partecipazione partecipando alla <strong><span style=\"color: #008000;\">British Oil Developments (BOD)<\/span><\/strong>, fondata nel 1928 da alcuni finanzieri inglesi che non facevano parte dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Iraq Petroleum Co.<\/span><\/strong> (la ex Turkish, ora <strong><span style=\"color: #008000;\">IPC<\/span><\/strong>). Per ottenere l&#8217;appoggio della <strong><span style=\"color: #008000;\">Societ\u00e0 delle Nazioni<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">BOD<\/span> <\/strong>invit\u00f2 nel 1930 a partecipare le societ\u00e0 italiane (Agip 25%), tedesche (Krupp, Vereinigte Stahlwerke, 12%), franco svizzere (Swiss Bankverein, Paul Girod, Jules Bloch 12%). Alla fine del 1932 la <strong><span style=\"color: #008000;\">IPC<\/span><\/strong> dovette ritirarsi sulla riva sinistra del Tigri, nella zona risultata migliore in base alle sue esplorazioni, mentre la parte sulla riva destra, cio\u00e8 il distretto di Mosul, fu concessa alla <strong><span style=\"color: #008000;\">BOD<\/span><\/strong> dal governo dell&#8217;Irak, costituendo a Londra la Mosul Oifields Ltd., con un capitale di un milione di sterline. La relazione dell&#8217;Agip del 1935 rilevava che, dal risultato delle perforazioni eseguite nel 1934, poteva desumersi la possibilit\u00e0 di estrarre, dalla sola parte della concessione gi\u00e0 esplorata, oltre 2 milioni di t\/anno di greggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo 1935 l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">AGIP<\/span><\/strong> acquist\u00f2 altri pacchetti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Mosul Oilfields<\/span> <\/strong>diventandone il maggior azionista. In teoria sembrava avviata ad assumerne il controllo, avendo tra l\u2019altro assunto la direzione delle operazioni con <strong><span style=\"color: #008000;\">Italo Veneziani<\/span><\/strong>, proveniente dall\u2019Albania. Nell&#8217;agosto del 1936, in occasione dell\u2019aumento di capitale, il Governo italiano si trov\u00f2 in difficolt\u00e0 per mancanza di valuta pregiata. Questa era stata impiegata per l\u2019invasione dell\u2019Etiopia, l&#8217;intervento nella guerra di Spagna e l\u2019effetto delle sanzioni contro l\u2019Italia della Societ\u00e0 delle Nazioni. L&#8217;intera quota di capitale, arrivata al 52%, fu ceduta alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Petroleum Concession Ltd.<\/span><\/strong>, decisione assurda su una zona che gi\u00e0 produceva 5 milioni di barili\/anno (circa 700000 tonnellate annue ma si stimava che avrebbe potuto produrre fino a 3,000.000 tonnellate di petrolio annue di cui 1500000 potevano essere acquistate dall&#8217;Italia). La <strong><span style=\"color: #008000;\">Petroleum Concession Ltd. (emanazione della IPC)<\/span><\/strong> in cambio s&#8217;impegnava a fornire petrolio all&#8217;azienda italiana a condizioni di favore (l&#8217;Agip avrebbe potuto acquistare 350.000 tonnellate annue di greggio per trent&#8217;anni ad un prezzo inferiore del 5 % a quello di mercato). Anche in Iugoslavia ed Ungheria, l&#8217;AGIP acquis\u00ec permessi di ricerca e compartecipazioni alla produzione attraverso societ\u00e0 controllate come la <span style=\"color: #008000;\"><b>Medjumursko Petrolejsco D.D.<\/b> <\/span>(Petrolifera del Medjomurie), la <strong><span style=\"color: #008000;\">Mart<\/span><\/strong> (Industria Oli Minerali della Muravidek), la <strong><span style=\"color: #008000;\">Molart<\/span> <\/strong>(Soc. Ungaro-Italiana Oli Minerali) e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Onart<\/span><\/strong> (Societ\u00e0 italo-tedesco Oli Minerali). Di fatto tutta quest\u00e0 attivit\u00e0 port\u00f2 a soltanto alla scoperta di un campo gassifero a Dolina in Croazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E in Italia?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe prime perforazioni avviate dall&#8217;<strong>AGIP<\/strong> in Italia furono effettuate nel luoghi identificati nel lavoro preparatorio del Comitato Tecnico del 1926.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-33761 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Agippetrolio.jpg\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"468\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comitato fu poi sciolto nel 1928, grazie agli studi dei consulenti e dei primi dati geofisici raccolti grazie alla gravimetria, introdotta in Italia dalla Germania nel 1929, e ad altre tecniche di prospezione usate sperimentalmente. Le prospezioni sismiche, inizialmente a rifrazione per la limitatezza tecnica delle apparecchiature, erano il metodo pi\u00f9 promettente e venivano gi\u00e0 utilizzate negli Usa. In realt\u00e0 erano state ideate in Germania attorno al 1924. Gli Statunitensi\u00a0 avevano successivamente perfezionato le attrezzature e le procedure di lavoro, sfruttando le nuove tecnologie elettroniche, sviluppando la sismica a riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tiziano Rocco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn antesignano della nuova tecnologia fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Tiziano Rocco<\/span><\/strong> che, nel 1936, propose al Servizio Studi di dotare l&#8217;AGIP di strumenti sismici moderni sviluppati negli USA. L\u2019occasione propizia si presento nel corso di una visita alla sede AGIP di Roma di Henry Salvatori, immigrato italoamericano originario di Tocco Casauria, che nel 1933 aveva fondato in California la <strong><span style=\"color: #008000;\">Western Geophysical Company<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunit\u00e0 scientifica italiana all\u2019epoca aveva allora come principale riferimento geofisico i Tedeschi. <strong><span style=\"color: #008000;\">A seguito di una visita di Rocco in Germania nel 1937 li convinse che lo sviluppo tecnologico tedesco non fosse adeguato per risolvere le problematiche della ricerca mineraria in Italia e, di fatto,\u00a0 allo stesso livello di quello\u00a0 dell\u2019AGIP.<\/span> <\/strong>Nel dicembre 1938 Rocco, con un altro geologo Vercelli,\u00a0 fu inviato negli Usa e vi rimase ben due mesi, visitando soprattutto compagnie petrolifere e societ\u00e0 di servizio geofisiche, notando come per gli americani il rapporto tra investimenti negli studi geologici e geofisici rispetto a quelli dedicati alla perforazione, fosse molto superiore rispetto a quello presente nell\u2019AGIP. Per gli americani, quindi, risultava fondamentale il coordinamento tra le varie fasi dello studio preliminare, piuttosto che l&#8217;applicazione di astratti principi scientifici. Quanto osservato negli Usa divenne quindi il modello al quale la geofisica AGIP avrebbe cercato di adeguarsi. Il primo passo per introdurre anche nell&#8217;AGIP la prospezione sismica fu quindi la firma nel 1939 di un contratto per un gruppo sismico Western, diretto dall&#8217;italoamericano,<strong><span style=\"color: #008000;\"> Michael Boccalery<\/span><\/strong>, che arriv\u00f2 in Italia all\u2019inizio del 1940.\u00a0Il primo rilievo, effettuato nella Pianura Padana, inizi\u00f2 il 10 giugno 1940, giorno dell\u2019entrata in guerra dell&#8217;Italia, che ritard\u00f2 il percorso di trasferimento di competenze in stretta relazione con i tecnici stranieri. Dall&#8217;altro lato incentiv\u00f2 la ricerca di materie energetiche autarchiche e costrinse i tecnici dell&#8217;AGIP a sperimentare una propria prassi di lavoro, fino a costituire una comunit\u00e0 coesa di professionisti che, nel 1944, scopr\u00ec i notevoli giacimenti metaniferi della Val Padana che nel dopoguerra costituirono la base dell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;ENI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33759 alignnone\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/02-1938-curve-batimetriche-dell-arcipelago-dahlach_web.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"797\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/02-1938-curve-batimetriche-dell-arcipelago-dahlach_web.jpg 556w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/02-1938-curve-batimetriche-dell-arcipelago-dahlach_web-245x300.jpg 245w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/>L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">AGIP<\/span><\/strong>, a partire dal 1935, aveva avviato campagne di ricerca anche in Eritrea, nella grande Dahlak, e nell&#8217;isola minore, la Dahlak Kebir, dove perfor\u00f2 undici pozzi dal dicembre 1935 all&#8217;aprile 1941, superando notevoli difficolt\u00e0 tecniche e logistiche. Queste isole sono in mar Rosso, ma non cos\u00ec vicine alla costa eritrea. Uno dei pozzi giunse a 2553 ed un altro a 2475 metri di profondit\u00e0. La spedizione incontr\u00f2 la presenza di idrocarburi in Etiopia nello Harar e in Somalia sul Giuba e sullo Uebi Scebeli. Il governo costitu\u00ec anche una <strong><span style=\"color: #008000;\">Azienda Miniere dell&#8217;Africa Orientale<\/span><\/strong> che doveva iniziare insieme con l&#8217;AGIP un organico programma di ricerche; ma non risulta che essa abbia mai operato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33753\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/albania-1934-penkova-la-sonda-fauch-appena-montata.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"936\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/albania-1934-penkova-la-sonda-fauch-appena-montata.jpg 342w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/albania-1934-penkova-la-sonda-fauch-appena-montata-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">albania-1934 Penkova, la sonda fauchn appena montata.jpg<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1937 l&#8217;AGIP inizi\u00f2 una campagna di ricerche anche in Libia, limitata per\u00f2 alla zona costiera della Tripolitania, dove esegu\u00ec otto pozzi stratigrafici di profondit\u00e0 inferiore ai 500 m.. Le prospezioni ebbero esito negativo e furono ripetute nel 1941. Ne complet\u00f2 solo uno a Challet-el-Bneia di 1519 m. riscontrando manifestazioni d&#8217;idrocarburi. Va detto che, alla luce dei dati ottenuti dai rilievi di superficie e dalle perforazioni, l&#8217;AGIP aveva predisposto nel 1940 un nuovo programma di ricerche che prevedeva l&#8217;approfondimento di alcuni pozzi gi\u00e0 perforati. Aveva inoltre tracciato a grandi linee le caratteristiche geologiche petrolifere di altre regioni libiche (Marmarica, Cirenaica, Sirtica settentrionale e tavolati tripolitani). Durante la guerra, alla fine del 1941 le esplorazioni ed ogni attivit\u00e0 di ricerca cessarono completamente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33752\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/CUCCIOVA-ALBANIA-1940-AIPA-CAMPO-PETROLIFERO-OPERAI-AL-LAVORO-3medium_large.2x.1500791637.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"953\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cucciova (Ku\u00e7ov\u00eb) Albania 1940 AIPA Campo Petrolifero operai al lavoro Photo credit: \u00a9 Franco Tagliarini<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1937 era prevista anche la costruzione di una raffineria a Tripoli, creando a tale scopo la <strong><span style=\"color: #008000;\">Raffineria Oli Minerali Africa del Nord Anonima (Romana)<\/span><\/strong>, ma l&#8217;impianto non fu mai avviato (avrebbe dovuto essere capace di trattare 200.000 tonnellate annue di greggio per soddisfare le sole esigenze della colonia). Nel 1940, la gestione dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Azienda Generale Petroli Albania (Aipa)<\/span><\/strong>, che nel 1939 era riuscita a portare la produzione di petrolio albanese a 150 mila tonnellate da espandere progressivamente fino a 500000 tonnellate\/anno (i Tedeschi arrivarono nel 1944 a un milione all&#8217;anno) fu trasferita dalle FF.SS. all&#8217;AGIP; ma le vicende belliche portarono alla progressiva cessazione di tutte le attivit\u00e0 sia in Albania, dove furono interrotte nel 1943, che nei territori coloniali. Da un punto di vista tecnico era emerso che in <strong><span style=\"color: #008000;\">Libia<\/span><\/strong> i giacimenti si trovavano ad una profondit\u00e0 media veramente elevata, circa 3000 metri, e solo <strong><span style=\"color: #008000;\">nel 1938 l&#8217;AGIP, tra le prime al mondo, ottenne la capacit\u00e0 tecnica di effettuare ricerche a tale profondit\u00e0<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33751\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mattei_caviaga_eni.com_brand_eni_en_mediateca_firenze-1.jpg\" alt=\"\" width=\"619\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mattei_caviaga_eni.com_brand_eni_en_mediateca_firenze-1.jpg 465w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mattei_caviaga_eni.com_brand_eni_en_mediateca_firenze-1-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mattei_caviaga_eni.com_brand_eni_en_mediateca_firenze-1-460x295.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Mattei<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo conto che la ricerca petrolifera in Libia inizi\u00f2 nuovamente nel 1953 e che il primo pozzo fu scoperto solo nel 1958, il primo campo entr\u00f2 in produzione solo nel 1959 con una produzione di ben 900.000 tonnellate (pari ad un terzo del fabbisogno italiano del 1938).\u00a0 Per terminare questo breve saggio sul petrolio italiano, vorrei sottolineare quanto segue. In passato si fece tanta ironia sulla Azienda Gerarchi In Pensione (acronimo di fantasia per AGIP) ma di fatto <strong><span style=\"color: #008000;\">AGIP<\/span><\/strong> fu sempre un&#8217;azienda proiettata verso il futuro che aveva in pectore gi\u00e0 qualcosa dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ENI<\/span><\/strong> di <strong><span style=\"color: #008000;\">Enrico Mattei, <\/span><\/strong>l&#8217;Uomo che sfid\u00f2 le sette sorelle. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\n&#8211; Pionieri Eni: Donde viene e donde va il petrolio di Eliana Passanega<br \/>\n&#8211; Mussolini e il petrolio iracheno: l&#8217;Italia, gli interessi petroliferi e le grandi potenze di Mauro Canali<br \/>\n&#8211; In nome del petrolio. Da Mussolini a Berlusconi, gli affari italiani in Iraq di Benito Li Vigni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33459\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33466\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX SECOLO AREA: na parole chiave: petrolio, AGIP . Termina con questo articolo la trilogia di Gianluca Bertozzi sul problema petrolifero italiano. Qualcuno mi ha scritto chiedendomi il perch\u00e9 in un portale che tratta di cultura del mare si parla di questo aspetto storico e geopolitico nazionale. La risposta \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2363,"featured_media":33757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-33468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti&#8211; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX SECOLO AREA: na parole chiave: petrolio, AGIP . Termina con questo articolo la trilogia di Gianluca Bertozzi sul problema petrolifero italiano. Qualcuno mi ha scritto chiedendomi il perch\u00e9 in un portale che tratta di cultura del mare si parla di questo aspetto storico e geopolitico nazionale. La risposta \u00e8 [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-08-17T00:40:49+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-09-06T19:24:35+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"413\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"341\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"gianluca bertozzi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"gianluca bertozzi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\"},\"author\":{\"name\":\"gianluca bertozzi\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663\"},\"headline\":\"Il problema petrolifero italiano &#8211; parte III\",\"datePublished\":\"2019-08-17T00:40:49+00:00\",\"dateModified\":\"2025-09-06T19:24:35+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\"},\"wordCount\":2530,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\",\"articleSection\":[\"Geopolitica e Storia contemporanea\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\",\"name\":\"Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\",\"datePublished\":\"2019-08-17T00:40:49+00:00\",\"dateModified\":\"2025-09-06T19:24:35+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg\",\"width\":413,\"height\":341},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il problema petrolifero italiano &#8211; parte III\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663\",\"name\":\"gianluca bertozzi\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"gianluca bertozzi\"},\"description\":\"laureato in Giurisprudenza \u00e8 un attento e meticoloso studioso di storia navale e aeronautica militare\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/gianluca-bertozzi\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  10 minuti&#8211; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XX SECOLO AREA: na parole chiave: petrolio, AGIP . Termina con questo articolo la trilogia di Gianluca Bertozzi sul problema petrolifero italiano. Qualcuno mi ha scritto chiedendomi il perch\u00e9 in un portale che tratta di cultura del mare si parla di questo aspetto storico e geopolitico nazionale. La risposta \u00e8 [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2019-08-17T00:40:49+00:00","article_modified_time":"2025-09-06T19:24:35+00:00","og_image":[{"width":413,"height":341,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"gianluca bertozzi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"gianluca bertozzi","Tempo di lettura stimato":"16 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468"},"author":{"name":"gianluca bertozzi","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663"},"headline":"Il problema petrolifero italiano &#8211; parte III","datePublished":"2019-08-17T00:40:49+00:00","dateModified":"2025-09-06T19:24:35+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468"},"wordCount":2530,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg","articleSection":["Geopolitica e Storia contemporanea"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468","name":"Il problema petrolifero italiano - parte III &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg","datePublished":"2019-08-17T00:40:49+00:00","dateModified":"2025-09-06T19:24:35+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/zanmatti-e-mattei.jpg","width":413,"height":341},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33468#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il problema petrolifero italiano &#8211; parte III"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/f822ddfb364d07a67ccfdb34fcbe3663","name":"gianluca bertozzi","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fcfa868f0578a294f82f7a694520f0d9b154b90b1229c9b00ef37b680086aa55?s=96&d=mm&r=g","caption":"gianluca bertozzi"},"description":"laureato in Giurisprudenza \u00e8 un attento e meticoloso studioso di storia navale e aeronautica militare","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/gianluca-bertozzi"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2363"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33468"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33468\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}