{"id":33031,"date":"2025-10-25T00:01:00","date_gmt":"2025-10-24T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=33031"},"modified":"2025-10-26T13:57:13","modified_gmt":"2025-10-26T12:57:13","slug":"il-blocco-navale-del-venezuela-e-la-regia-marina-italiana-1902-1903-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/33031","title":{"rendered":"Il blocco navale del Venezuela e la Regia Marina Italiana 1902-1903"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">parole chiave: blocco navale\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo in Venezuela vi fu una notevole instabilit\u00e0 politica e numerosi colpi di stato. Nell&#8217;ottobre 1899, a seguito della cosiddetta <strong><span style=\"color: #008000;\">Revoluci\u00f3n Liberal Restauradora<\/span><\/strong> (Rivoluzione liberale restauratrice), il <strong><span style=\"color: #008000;\">generale Cipriano Castro <\/span><\/strong>prese il potere e s&#8217;install\u00f2 come Presidente e comandante militare supremo. Sotto la sua presidenza inizi\u00f2 un periodo di saccheggi e disordini politici che coinvolsero cittadini e aziende straniere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33046\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902.jpg 620w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902-300x242.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La politica del grosso bastone in una vignetta di William Allen Rogers del 1904, che trae ispirazione da un episodio de I viaggi di Gulliver &#8211; sorgente wikipedia &#8211; vignetta di William Allen Rogers da\u00a0 <a href=\"http:\/\/americanhistory.si.edu\/militaryhistory\/exhibition\/zoomify.asp?id=1937&amp;type=g&amp;width=640&amp;height=480&amp;hideAlt=1\">http:\/\/americanhistory.si.edu\/militaryhistory\/exhibition\/zoomify.asp?id=1937&amp;type=g&amp;width=640&amp;height=480&amp;hideAlt=1\u00a0<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo di Castro fu segnato da frequenti ribellioni, assassini e l&#8217;invio in esilio dgli oppositori. <strong><span style=\"color: #008000;\">Castro<\/span><\/strong> fu definito dal Segretario di Stato degli Stati Uniti <strong><span style=\"color: #008000;\">Elihu Root<\/span><\/strong> come &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un pazzo brutale<\/span><\/em><\/strong>&#8221; e dallo storico <strong><span style=\"color: #008000;\">Edwin Lieuwen <\/span><\/strong>&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">probabilmente il peggiore dei molti dittatori del Venezuela<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Il Paese aveva un forte debito estero, prevalentemente in mani inglesi e tedesche, e nonostante una rinegoziazione dei termini di concessione nel 1896, i pagamenti del debito diventarono irregolari dopo il 1897 e cessarono nell&#8217;agosto del 1901. La cosa irrit\u00f2 la Gran Bretagna, che possedeva oltre la met\u00e0 del debito estero venezuelano (nel 1881 ammontava a 15 milioni di dollari), e la Germania che oltre a possedere una quota rilevante del debito venezuelano aveva effettuato rilevanti investimenti nel Paese. Nel luglio 1901 la Germania esort\u00f2 il Venezuela, in termini amichevoli, a perseguire la richiesta di arbitrato internazionale attraverso la Corte permanente di arbitrato de l\u2019Aia senza risposta. Tra febbraio e giugno 1902 l&#8217;ambasciatore britannico in Venezuela invi\u00f2 a Castro diciassette verbali circa le preoccupazioni del governo britannico senza ricevere risposta a nessuno di essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Castro<\/span><\/strong> presumeva che gli Stati Uniti, per seguire la <strong><span style=\"color: #008000;\">Dottrina Monroe<\/span><\/strong>, avrebbero evitato un intervento militare europeo; tuttavia il neo-eletto Presidente statunitense <strong><span style=\"color: #008000;\">Theodore Roosevelt<\/span><\/strong> riteneva che la Dottrina si riferiva solo all&#8217;occupazione militare del suolo del paese e quindi di per s\u00e9 non vietava interventi militari di nazioni europee per proteggere i loro cittadini e le loro propriet\u00e0. Roosevelt\u00a0 comment\u00f2 pubblicamente: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Se un paese del Sud America si comporta male verso un qualsiasi paese europeo, bisogna lasciare che il paese europeo lo sculacci.<\/span><\/strong>\u201d Nel giugno del 1902 Castro ordin\u00f2 il sequestro della nave britannica <strong><span style=\"color: #008000;\">The Queen<\/span><\/strong>, con l&#8217;accusa di portare aiuti ai ribelli impegnati in una nuova fase della guerra civile. Questo, assieme al fallimento della promessa di Castro di impegnarsi per via diplomatica col governo britannico, fece pendere la bilancia a favore di un intervento militare da parte della Gran Bretagna con la cooperazione tedesca. Il 7 dicembre 1902, Berlino e Londra lanciarono un ultimatum che Caracas respinse. Quattro giorni dopo, l\u201911, anche Roma mand\u00f2 un ultimatum, e pure questo venne respinto. Fu cos\u00ec che il 16 dicembre 1902 cominci\u00f2 il blocco navale effettuato da navi italiane, britanniche e tedesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;Italia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019Italia non aveva molti interessi in Venezuela; il censimento del 1891 registr\u00f2 3030 immigrati provenienti dalla penisola, circa il 6 % dei residenti stranieri, la maggior parte dei quali giunti a seguito di un accordo tra Roma e Caracas in base al quale agli emigranti sarebbero state pagate le spese di viaggio e concesse terre incolte. Il principale interesse industriale era la concessione ottenuta nel 1898 dalla ditta <strong><span style=\"color: #008000;\">Lanzoni, Martini &amp; Co.<\/span><\/strong>, con sede in Livorno, per la gestione venticinquennale di tre miniere di carbone nello stato di Berm\u00fadezy e della ferrovia Guanta-Barcelona. Obiettivo dell\u2019azienda era la vendita del carbone estratto alla Regia Marina Italiana.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33045\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902-a.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902-a.jpg 590w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/blocco-venezuela-1902-a-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Willy St\u00f6wer (1864-1931) da <a href=\"https:\/\/linkezeitung.de\/2017\/08\/25\/kriegsspiele-um-venezuela\/\">Kriegsspiele um Venezuela | Linke Zeitung<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coinvolta dalle violenze che sconvolgevano il paese, la comunit\u00e0 italiana sollecit\u00f2 la diplomazia italiana per ottenere risarcimenti per i danni e le violenze subite, lamentando 123 incidenti, nella maggior parte dei casi inerenti a violenze contro singoli emigranti, senza ottenere soddisfazione. Il Governo italiano, che dal 1901 aveva iniziato a sospettare l&#8217;esistenza di piani anglo-tedeschi per costringere il Venezuela a pagare i debiti, cerc\u00f2 di farsi coinvolgere nelle trattative. La partecipazione del Regno d\u2019Italia fu infine concordata con i britannici, questo dopo che Roma aveva astutamente sottolineato che avrebbe potuto restituire il favore in Somalia dove all&#8217;epoca gli Inglesi avevano difficolt\u00e0 nella repressione della rivolta del Mad Mullah e dei suoi dervisci. <strong><span style=\"color: #008000;\">La partecipazione italiana, voluta da Giuseppe Zanardelli e da Vittorio Emanuele III, fu motivata dalla volont\u00e0 della classe politica italiana di non rimanere inerti in una crisi nella quale avremmo potuto agire di concerto con altre grandi potenze navali dell\u2019epoca, proprio come era successo ai tempi della rivolta dei Boxers in Cina, ed evitare che i propri crediti venissero pretermessi a quelli anglo tedeschi.<\/span> <\/strong>Gli articoli della Stampa, il primo giornale che si occup\u00f2 della vicenda, inizialmente apparvero molto pi\u00f9 attenti alle iniziative militari delle due potenze maggiori, rispetto a quelle italiane. Comunque l\u2019escalation fu chiara. \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019Italia chiede tre milioni di lire al governo del Venezuela<\/span><\/strong>\u00bb, scrisse La Stampa del 15 dicembre 1902. Il giorno dopo il ministro degli Esteri italiano, Giulio Prinetti, assunse una posizione durissima. Parl\u00f2 di \u00aboffese ai cittadini\u00bb, di \u00abviolazioni\u00bb di vascelli mercantili, di \u00abmancati pagamenti\u00bb protratti per anni dei crediti contratti da Caracas, di inadempienza nei contratti governativi, di \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">danni alle propriet\u00e0 di cittadini italiani durante le insurrezioni<\/span><\/strong>\u00bb e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma una lista lunghissima di lamentele riguardo alle quali l\u2019Italia si attese \u00abgiuste compensazioni\u00bb. Il quotidiano romano <strong><span style=\"color: #008000;\">La Tribuna<\/span><\/strong> lod\u00f2 la durezza del Prinetti, e afferm\u00f2 che la presa di posizione del Ministro degli Esteri \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">tende a rassicurare, con la colonia del Venezuela, tutte le nostre colonie, quasi sempre lasciate in colpevole abbandono<\/span><\/strong>\u00bb. E cos\u00ec <strong><span style=\"color: #008000;\">La Stampa<\/span><\/strong> del 18 dicembre titol\u00f2: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">La rottura delle relazioni diplomatiche tra l\u2019Italia e il Venezuela. L\u2019Italia si unisce all\u2019Inghilterra e alla Germania<\/span><\/strong>\u00bb. E pi\u00f9 sotto precis\u00f2 che Roma aveva ricevuto la benedizione di Washington: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">L\u2019attitudine dell\u2019Italia \u00e8 cordialmente approvata dal dipartimento di Stato<\/span><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il blocco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa squadra navale, che attu\u00f2 il blocco dei principali porti venezuelani, era cos\u00ec costituita: otto navi britanniche, quattro navi tedesche e tre unit\u00e0 italiane ed agli Italiani fu affidato il compito di bloccare il porto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Vela de Coro<\/span><\/strong> (Estado de Falc\u00f3n).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33051\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/0435C_RN_Giovanni_Bausan_1883_ariete_torpediniere_alla_Spezia_1904.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"361\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;ariete torpediniere RN Giovanni Bausan nel porto di La Spezia al suo rientro nel 1904<br \/>\n<a href=\"https:\/\/naval-encyclopedia.com\/ww1\/italy\/etna-class-protected-cruisers.php\">Etna class protected cruisers (1885) (naval-encyclopedia.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima unit\u00e0 ad arrivare fu l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ariete torpediniere Giovanni Bausan<\/span><\/strong>, al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Francesco Orsini<\/span><\/strong> che, dopo il suo arrivo, cattur\u00f2 alcune imbarcazioni venezuelane. Successivamente arrivarono l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore corazzato Carlo Alberto, comandato dal capitano di vascello Martini<\/span><\/strong>, comandante del gruppo navale italiano, e l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore protetto Elba, comandato dal capitano di fregata Raffaele Borea Ricci D\u2019Olmo<\/span><\/strong>. Era previsto l\u2019invio anche dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ariete torpediniere Agordat<\/span><\/strong> che per\u00f2 non pot\u00e9 giungere in tempo dato che, al sorgere della crisi, si trovava ancora ai lavori. In un paio di giorni tutte le navi della piccola marina militare venezuelana vennero catturate; segu\u00ec lo sbarco per mettere in salvo i cittadini stranieri e tre bombardamenti costieri. Il 13 dicembre 1902, dopo che un&#8217;imbarcazione mercantile britannica era stata abbordata e il suo equipaggio, sebbene per breve tempo arrestato, gli Inglesi chiesero delle scuse ufficiali ma, non riuscendo a riceverle, iniziarono un bombardamento del forte venezuelano di Puerto Cabello, assistite dal <strong><span style=\"color: #008000;\">SMS tedesco<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Vineta<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 e il 21 gennaio inizi\u00f2 da parte di unit\u00e0 tedesche un bombardamenti contro il forte di San Carlos che distrusse la fortezza. Nel gennaio 1903, il boicottaggio aveva devastato l&#8217;economia venezuelana ed un disperato Castro chiese al presidente Roosevelt di negoziare un accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Epilogo<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDopo aver accettato l&#8217;arbitrato di Washington, il 13 febbraio 1903 Gran Bretagna, Germania e Italia raggiunsero un accordo con il Venezuela, riportato nel <strong>Protocollo di Washington<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33049\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/450px-Caricature_of_Cipriano_Castro.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/450px-Caricature_of_Cipriano_Castro.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/450px-Caricature_of_Cipriano_Castro-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/450px-Caricature_of_Cipriano_Castro-400x280.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">vignetta satirica sulla dottrina di Monroe da https:\/\/www.escuelapedia.com\/doctrina-monroe\/<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I debiti del Venezuela erano molto superiori al reddito del paese, nello specifico 120 milioni di Bol\u00edvar con 46 milioni di interesse; ad essi si sommavano i 186 milioni chiesti come risarcimento per danni di guerra per un totale di 352 milioni, a fronte di un reddito annuo di 30 milioni. L&#8217;accordo ridusse il debito complessivo da pagare a 150 milioni e cre\u00f2 un piano per il pagamento che teneva conto del reddito del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Venezuela accett\u00f2 in principio di versare alle nazioni creditrici il 30% delle entrate dovute ai dazi doganali dei suoi due maggiori porti, La Guaira e Puerto Cabello. Ognuna delle nazioni europee coinvolte ricevette inizialmente 27.500 dollari, in aggiunta alla Germania furono promessi altri 340.000 dollari entro tre mesi. Al Regno d\u2019Italia venne riconosciuta una prima indennit\u00e0 di 5.500 dollari, da pagare entro 60 giorni dalla firma dell\u2019accordo, pi\u00f9 2.810.265 di lire motivati come danni di guerra. Con questa loro azione militare, Roma, Berlino e Londra avevano fatto per\u00f2 anche un favore alle imprese e ai cittadini degli Stati Uniti e di tutte le altre nazioni aventi interessi in Venezuela, poich\u00e9 Castro, piegandosi ad accettare di pagare i reclami anglo-tedesco-italiani, aveva dovuto dare il suo assenso affinch\u00e9 anche tutti gli altri reclamanti stranieri godessero dello stesso trattamento.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Blocco navale: un aspetto poco conosciuto del Diritto internazionale<br \/>\nSecondo il diritto internazionale, all&#8217;art. 19 della Convenzione di Montego Bay del 1982, ratificata anche dall&#8217;Italia, ogni nave ha il diritto al passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale di un altro Stato a meno che il passaggio secondo arrechi pregiudizio al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero.\u00a0 Secondo tale norma, pu\u00f2 essere applicato anche nel caso in cui una nave straniera sia impegnata nello sbarco di persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero.<br \/>\nSecondo <\/span><span style=\"color: #008000;\">il Diritto internazionale dei conflitti armati (DIU), un belligerante che abbia imposto un blocco legittimo ha il diritto di farlo rispettare anche in alto mare. Un blocco deve soddisfare una serie di requisiti legali, tra cui: notifica, applicazione efficace e imparziale e proporzionalit\u00e0. In particolare, <\/span><span style=\"color: #008000;\">s<\/span><span style=\"color: #008000;\">econdo<\/span><span style=\"color: #008000;\"> il Manuale di San Remo sul diritto internazionale applicabile ai conflitti armati in mare (1994), un blocco pu\u00f2 essere utilizzato in tempo di guerra, ma solo se sono soddisfatte cinque condizioni legali:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">deve essere formalmente dichiarato e pubblicamente notificato;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">deve essere effettivamente applicato nella pratica;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">deve essere applicato in modo imparziale a tutte le navi;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">non deve bloccare l&#8217;accesso a porti o coste neutrali;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">non deve impedire la consegna di aiuti umanitari ai civili.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">In caso contrario il blocco pu\u00f2 essere considerato illegale ai sensi del diritto internazionale umanitario consuetudinario.<br \/>\nAl di l\u00e0 di questi aspetti, \u00e8 generalmente riconosciuto che le navi e gli aeromobili che violano o tentano di violare un blocco navale sono passibili di cattura (art. 20 della Dichiarazione di Londra del 1909; Manuale di Sanremo, paragrafi 146 f, 153 f). Secondo il diritto tradizionale (art. 21 della Dichiarazione di Londra del 1909), una nave ritenuta colpevole di violazione del blocco navale pu\u00f2 essere condannata, ovvero soggetta alla decisione di un tribunale competente, e i beni della nave o dell&#8217;aeromobile possono essere trasferiti allo Stato che ha effettuato la cattura. In ogni caso, lo Stato che ha effettuato la cattura ha il diritto di reprimere l&#8217;aeromobile o la nave per tutta la durata del conflitto armato internazionale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il blocco navale (Naval Blockade), oggetto di questo articolo, effettuato da parte di altre marine al di fuori o all&#8217;interno delle acque costiere di uno Stato, \u00e8 invece inteso a costringere lo Stato in oggetto ad accettare determinate azioni. Secondo i criteri delle Convenzioni di Ginevra deve attenersi ai seguenti criteri:<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la forza navale che lo attua ha l&#8217;obbligo di\u00a0comunicare alle nazioni terze non belligeranti la definizione geografica della zona soggetta al blocco stesso;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; deve essere imparziale\u00a0nei confronti delle nazioni non belligeranti;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; pu\u00f2 catturare qualsiasi nave mercantile che cerchi di violarlo, deferendola al <i>tribunale delle prede<\/i>;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; pu\u00f2 attaccare\u00a0qualsiasi imbarcazione mercantile nemica che opponga resistenza al blocco navale;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; deve permettere\u00a0il passaggio di carichi contenenti beni di prima necessit\u00e0 e medicinali per la popolazione locale.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">blocco navale<\/span><\/strong> fu infine tolto il 19 febbraio 1903 all&#8217;entrata in vigore degli accordi. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Bausan<\/span><\/strong> rimase in acque venezuelane fino al luglio 1903 per accertarsi del pagamento della somma concordata. Tuttavia, i vari contenziosi tra il Venezuela e il mondo &#8220;civile&#8221; non si risolsero dato che Castro continu\u00f2 a provocare Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Olanda e anche l&#8217;Italia (dato che nel 1908, neg\u00f2 ad alcuni emigranti dalla Penisola di entrare in Venezuela). Alla fine del 1908, sfruttando anche la momentanea assenza di Castro dal Venezuela, recatosi in Germania per curarsi, la marina da guerra olandese mise in atto un nuovo blocco navale davanti alle coste dello Stato latinoamericano, blocco che port\u00f2 all\u2019ennesimo colpo di stato e alla nomina di un nuovo presidente che porr\u00e0 fine alla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Conseguenze<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa partecipazione italiana al blocco &#8211; condotta in maniera meno aggressiva rispetto alle altre marine in quanto le navi italiane di fatto non parteciparono ai bombardamenti costieri e il comandante in mare italiano si impegn\u00f2 a proteggere dal sequestro da parte degli anglo tedeschi le navi neutrali olandesi e statunitensi &#8211; fu comunque utile all&#8217;Italia. Non solo i crediti italiani furono riconosciuti in ampia misura ma furono anche privilegiati dato che l&#8217;Italia, come le altre due nazioni europee autrici del blocco, ottenne un trattamento preferenziale ai suoi crediti, cosa che era respinta dal Venezuela e osteggiata dagli Stati Uniti. Il 7 maggio 1903 un totale di dieci nazioni, compresi gli Stati Uniti, sporsero rimostranze contro il Venezuela e sul fatto che vi fossero trattamenti preferenziali, rivolgendosi alla Corte permanente di arbitrato dell\u2019Aia. La Corte si pronunci\u00f2 il 22 febbraio 1904, dichiarando che le tre nazioni autrici del blocco avevano diritto a un trattamento preferenziale nel pagamento dei loro crediti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti furono per principio in disaccordo con la decisione, temendo che tale sentenza avrebbe potuto incoraggiare futuri interventi europei in situazioni analoghe. La conseguenza fu la stesura del <strong><span style=\"color: #008000;\">Corollario Roosevelt alla Dottrina Monroe<\/span><\/strong>, descritto da Theodor Roosevelt in un messaggio al Congresso del 1904 \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">All\u2019interno dell\u2019emisfero occidentale l\u2019adesione degli Stati Uniti alla dottrina Monroe li pu\u00f2 forzare, ancorch\u00e9 con reticenza, all\u2019esercizio di un potere di polizia internazionale in caso flagrante di disordine cronico o di crisi di potere<\/span><\/strong>\u201d.<br \/>\nIn pratica, il corollario stabiliva il diritto degli Stati Uniti a intervenire con la forza per stabilizzare gli affari economici e politici dei piccoli Stati dei Caraibi e dell&#8217;America Centrale nel caso questi non fossero stati in grado di far fronte al debito estero o di garantire la sicurezza dei residenti stranieri e dei loro beni, in modo da scongiurare futuri interventi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Con questo gli Stati Uniti passarono dal mero contrasto alle iniziative coloniali europee nelle Americhe al diritto di intervento con la forza negli affari interni dei paesi latino americani se nel caos o mal amministrati. <\/span><\/strong>Questo, ufficialmente, era per prevenire legittimi interventi di paesi europei a tutela di propri cittadini e dei loro beni che fossero minacciati in Sudamerica ma, in pratica, si trattava di passare dal ruolo di fratello maggiore a quello del poliziotto che tiene l&#8217;ordine con le buone o con le cattive nel proprio quartiere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n&#8211; Crisi in Venezuela e la lezione del passato di Alessandro Maria Raffone<br \/>\n&#8211; L&#8217;Italia e l&#8217;ascesa degli Stati Uniti al rango di potenza mondiale, 1896-1909: diplomazia, dibattito pubblico, emigrazione durante le amministrazioni di William McKinley e Theodore Roosevelt di Giampaolo Ferraioli<br \/>\n&#8211; L&#8217;Italia e l&#8217;ascesa degli Stati Uniti al rango di potenza mondiale (1896-1909). Diplomazia e dibattito pubblico, emigrazione durante le amministrazioni di William McKinley e Theodore Roosevelt&#8217;, di Gian Paolo Ferraioli<br \/>\n&#8211; Il colonialismo popolare. L&#8217;emigrazione e la tentazione espansionistica italiana in America latina di Stefano Pelaggi<br \/>\n&#8211; Italia y el bloqueo naval de Venezuela (1902-1903) di Erminio Fonzo<br \/>\n&#8211; Wikipedia la crisi venezuelana del 1902-1903<br \/>\n&#8211;\u00a0<span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/italiacoloniale.com\/2019\/09\/02\/litalia-ed-il-blocco-navale-del-venezuela-nel-1902-3\/\" rel=\"bookmark\">L\u2019Italia ed il blocco navale del Venezuela nel 1902-3<\/a> \u00a0di Leonardo Sunseri pubblicato da L&#8217;Italia Coloniale<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: blocco navale\u00a0 &nbsp; Tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo in Venezuela vi fu una notevole instabilit\u00e0 politica e numerosi colpi di stato. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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