{"id":32992,"date":"2019-07-08T00:19:55","date_gmt":"2019-07-07T22:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32992"},"modified":"2023-10-01T19:17:15","modified_gmt":"2023-10-01T17:17:15","slug":"immergersi-negli-abissi-una-giornata-con-gli-ots","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32992","title":{"rendered":"Immergersi negli abissi: una giornata con gli Operatori Tecnici Subacquei"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: LAVORO SUBACQUEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: OTS<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Golfo del Messico ed il Mare del Nord condividono una storia di trivellazioni offshore, scatenata dalla crisi petrolifera mondiale degli anni &#8217;70, che fece salire i prezzi alle stelle e port\u00f2 allo sviluppo di numerose piattaforme petrolifere in mare aperto. La stragrande maggioranza delle immersioni effettuate in saturazione in campo civile \u00e8 finalizzata proprio al mantenimento e manutenzione delle infrastrutture petrolifere. In campo militare gli operatori subacquei di alto fondale sono invece addestrati per il soccorso ai sommergibili sinistrati.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33003\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform.jpg\" alt=\"\" width=\"1420\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform.jpg 1420w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform-300x82.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform-768x210.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform-1024x280.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-platform-1200x328.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1420px) 100vw, 1420px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Immersioni al limite del possibile<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nImmergersi a qualsiasi profondit\u00e0 implica respirare delle miscele gassose pressurizzate. I gas inerti contenuti si dissolvono nel sangue e nei tessuti, in relazione della pressione assoluta a cui il sommozzatore \u00e8 sottoposto. Il problema nasce con la risalita verso la superficie: la pressione diminuisce ed i gas disciolti nei nostri tessuti incominciano a desaturare pi\u00f9 o meno velocemente. Ritornando verso la superficie, i gas hanno per\u00f2 bisogno di tempo per lasciare i tessuti del nostro corpo in sicurezza; in caso contrario, una risalita rapida potrebbe causare gravi danni all\u2019organismo con la formazione di pericolose micro bolle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei corsi subacquei di primo livello impariamo che una cattiva gestione dell&#8217;immersione, ad esempio senza effettuare le soste di sicurezza, potrebbe farci incorrere nella malattia di decompressione, una patologia dolorosa e debilitante che, in certe situazioni pu\u00f2 essere fatale. Per ridurre il rischio associato bisogna effettuare delle soste a quote diverse per consentire il graduale smaltimento dell\u2019azoto. A volte i tempi possono essere molto lunghi, anche di ore e potrebbe essere necessario impiegare miscele diverse. <strong><span style=\"color: #008000;\">Una domanda che ci possiamo porre \u00e8 come conciliare le esigenze commerciali con i limiti fisiologici?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33002\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"819\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-2.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-2-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-2-768x614.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;off shore<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl mondo, e in particolare l&#8217;industria petrolifera e del gas, ha bisogno di subacquei iperbarici che devono operare anche a grandi profondit\u00e0 per eseguire le delicate manovre necessarie per assemblare, mantenere e smontare pozzi, piattaforme e condutture , serrare bulloni con martinetti idraulici, lavorare in spazi ristretti in condizioni di temperature e visibilit\u00e0 molto basse se non nella totale oscurit\u00e0. Sebbene la tecnologia moderna abbia a disposizione veicoli filoguidati (ROV remote operated vehicles), che consentono di effettuare operazioni delicate in remoto senza mettere a rischio la vita umana, in certe situazioni l\u2019impiego di operatori tecnici subacquei \u00e8 ancora obbligatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esperimenti svolti negli anni &#8217;30 dimostrarono che, dopo un certo tempo, i corpi degli operatori subacquei in ambiente iperbarico diventano completamente saturi di gas inerte. Questo gli consente di poter operare per lungo tempo&nbsp; alla quota raggiunta. La prime esperienze avvennero nel 1964, quando fu creata la prima stazione subacquea, il Sea Lab, posta ad una profondit\u00e0 di 192 piedi. Gli acquanauti operarono per lungo tempo dimostrando l&#8217;enorme potenziale commerciale delle immersioni in saturazione. Di contro, al fine di far desaturare i sommozzatori, i tempi di decompressione si rivelarono molto lunghi per cui divenne presto evidente che sarebbe stato pi\u00f9 facile, e meno costoso, monitorare e supportare gli operatori subacquei all\u2019asciutto invece che nel volume d&#8217;acqua<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33004\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"680\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver.jpg 1920w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-300x106.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-768x272.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-1024x363.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver-1200x425.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggigiorno, in tutto il mondo, i subacquei commerciali vivono in ambienti pressurizzati all&#8217;interno di sistemi di saturazione (principalmente posti su navi appoggio o su piattaforme o chiatte). Attraverso delle campane pressurizzate vengono trasportati da e verso i loro luoghi di lavoro. Un lavoro duro e non per tutti. Questi sommozzatori, chiamati alto fondalisti, non sono comuni subacquei ma personale altamente specializzato che percorre un iter addestrativo e operativo complesso prima di poter essere impiegato in profondit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33011\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/commercial-diver-02.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"793\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma come vivono questi professionisti del mare?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn operatore subacqueo addestrato ad operare in saturazione, dopo l&#8217;addestramento, trova normalmente impiego presso ditte specialistiche che imbarcano sulle <strong><span style=\"color: #008000;\">navi di supporto per le immersioni (DSV)<\/span><\/strong>. A bordo vi sono tecnici, ingegneri, meccanici, medici il cui scopo \u00e8 supportare gli <strong><span style=\"color: #008000;\">operatori tecnici subacquei (OTS)<\/span><\/strong> nel loro lavoro. Un lavoro di team in cui tutto ruota intorno alla figura dei sommozzatori.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo una loro attivit\u00e0 tipica. Prima di entrare nella camera di saturazione, ogni sommozzatore deve superare un esame medico che deve escludere qualsiasi segno di infezione o affezione fisica. Anche un semplice raffreddore pu\u00f2 essere incredibilmente pericoloso per il sommozzatore; orecchie e seni nasali intasati non consentiranno di equalizzare la pressione esterna e causare danni permanenti che possono porre fine ad una carriera. Prima di entrare nel sistema di saturazione. Gli operatori effettuano una doccia lavandosi sempre con un sapone antibatterico per eliminare qualsiasi germe autoptico. Nel loro periodo in camera respireranno diverse miscele in relazione alle profondit\u00e0 dove dovranno operare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma quali sono gli effetti sul loro corpo?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019aria che normalmente respiriamo \u00e8 una miscela gassosa composta principalmente da Azoto (78%) e Ossigeno (21%). Man mano che ci immergiamo questi gas si disciolgono nei nostri tessuti. Al di sotto dei 30 metri, tutti i subacquei, compresi quelli ricreativi, possono sviluppare la narcosi da azoto, una condizione simile a quella di un&#8217;ubriacatura che pu\u00f2 essere molto pericolosa. Tutto \u00e8 legato alla profondit\u00e0 ed alla quantit\u00e0 di azoto respirato: man mano che si scende il sommozzatore si sente sempre pi\u00f9 disorientato e pu\u00f2 commettere errori anche fatali. A questo spiacevole effetto si aggiunge la pericolosit\u00e0 dell\u2019ossigeno che, aumentando con la profondit\u00e0, diventa tossico. Nel 1919, un ingegnere elettronico, <strong><span style=\"color: #008000;\">Elihu Thompson,<\/span><\/strong> comprese che i palombari potevano evitare la narcosi di azoto respirando una miscela di elio e ossigeno. Nei decenni successivi fu sviluppata una miscela composta da elio ed ossigeno,&nbsp; chiamata <span style=\"color: #008000;\"><b>heliox, <\/b><\/span>che divenne uno standard di miscela di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-33005 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver2.jpg\" alt=\"\" width=\"653\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver2.jpg 420w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/deep-diver2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nNormalmente i subacquei in saturazione respirano HELIOX per tutto il tempo in cui sono in profondit\u00e0. Se da un lato riduce i pericoli dell&#8217;azoto, dall&#8217;altro, essendo l&#8217;elio circa sette volte pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria, vi \u00e8 un curioso effetto&nbsp; &#8230; sonoro. Come ricorderete le onde sonore viaggiano molto pi\u00f9 rapidamente in certi gas, come l&#8217;elio. <strong><span style=\"color: #008000;\">Questo comporta che le voci dei subacquei, che respirano miscele di elio, appaiono distorte, rassomigliando molto a quella dei personaggi dei cartoni animati. <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Per fortuna i<\/span> <\/span>sommozzatori e le squadre di supporto si adattano abbastanza rapidamente a questa distorsione vocale, e possono comunque effettuare comunicazioni essenziali. Inoltre, le navi supporto sono solitamente dotate di una sorta di descrambler per mantenersi in costante comunicazione con il team di supporto di bordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ora \u00e8 il momento di entrare in camera iperbarica<\/span><\/strong>, il locale che li ospiter\u00e0 per oltre una settimana; i subacquei passano attraverso un portello circolare stretto ad un&#8217;estremit\u00e0 sigillata per mantenere sotto pressione la camera. Gli spazi abitativi all&#8217;interno dei sistemi di saturazione sono decisamente ristretti. Attraverso il portello di una minuscola stanza circolare, i subacquei si trasferiscono alla campana subacquea. Un tragitto che faranno al contrario al termine del loro turno di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello spazio abitativo c&#8217;\u00e8 spazio per 4-6 posti letto in cui, per circa sei settimane, i subacquei trascorreranno le ore di non lavoro ad una pressione equivalente alla profondit\u00e0 in cui stanno operando. Una volta che i subacquei si saranno sistemati nella camera di saturazione, il personale di supporto vitale inizier\u00e0 a pompare heliox e inizier\u00e0 lo spurgo, detto &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">blowdown<\/span><\/strong>&#8220;. Il tempo necessario per gli operatori per essere completamente pressurizzati dipende ovviamente dalla profondit\u00e0 del sito di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante lo spurgo, il rapido aumento della pressione rende la camera molto calda e umida (ricordate la legge dei gas <strong><span style=\"color: #008000;\">P= V*T<\/span><\/strong>. Successivamente, viene aumentata la temperatura interna perch\u00e9 le scarse propriet\u00e0 termiche dell&#8217;elio lascerebbero i subacquei perennemente al \u2026 freddo. Man mano che la pressione aumenta gli operatori compensano. sbadigliando e deglutendo come farebbero in acque libere. Ma non \u00e8 l\u2019unico effetto che subiscono: la cartilagine delle articolazioni \u00e8 porosa e, a volte, fanno male anche per ore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33008\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-divers.jpg\" alt=\"\" width=\"950\" height=\"633\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-divers.jpg 950w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-divers-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-divers-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta che i sommozzatori sono sotto pressione, si accomodano nella loro nuova casa. Gli scambi con l\u2019esterno sono assicurati tramite due camere di equilibrio &#8211; una nella zona abitativa, conosciuta come il <strong><span style=\"color: #008000;\">medlock<\/span><\/strong>, e una pi\u00f9 grande, per le loro mute. Un assistente tecnico del supporto vitale si occupa di raccogliere vestiti sporchi e biancheria attraverso il medlock. Inoltre vengono regolarmente scambiati libri, strumenti e registri delle immersioni, un operazione semplice e veloce che viene effettuata in poco tempo (circa un paio di minuti). Quattro volte al giorno vengono consumati pasti abbondanti (i sommozzatori potrebbero necessitare di 6.000 calorie al giorno per stare al passo con i loro impegnativi lavori subacquei).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33007\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver.jpg 1860w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/saturation-diver-1200x900.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un lavoro di team<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNormalmente i sei uomini si dividono in squadre di due o tre OTS che lavorano in turni alternati. Si svegliano un&#8217;ora prima di dover lasciare la camera e, dopo essersi nutriti ed avere bevuto (l\u2018idratazione \u00e8 importante), indossano le mute stagne che sono dotate di sistemi di circolazione dell&#8217;acqua calda per prevenire l&#8217;ipotermia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La squadra di immersione entra nella campana, attraverso il portello nel soffitto, ed inizia il &#8220;trasferimento sotto pressione&#8221;. La campana ha una forma simile ad un uovo ed \u00e8 dotata di sistemi di comunicazione con la nave madre e di tubi, detti ombelicali, che trasportano gas, elettricit\u00e0, acqua calda e segnali video tra i caschi dei sommozzatori e la nave, attraverso la campana.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-33012\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bell-.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"692\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bell-.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bell--300x244.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta che la campana si stacca dalla camera, viene portata alla profondit\u00e0 di lavoro. Un subacqueo rimane nella campana per monitorare la respirazione, l&#8217;acqua calda, la comunicazione e i sistemi elettrici. L&#8217;altro sommozzatore (o gli altri due) indossano il casco e incominciano il lavoro sul fondo per periodi di sei ore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-10759\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ots-saldatore-subacqueo.jpg\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ots-saldatore-subacqueo.jpg 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ots-saldatore-subacqueo-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/ots-saldatore-subacqueo-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una curiosit\u00e0: <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">durante quel periodo, la minzione non \u00e8 un problema; esiste un circuito nella muta in cui il sommozzatore pu\u00f2 urinare. Ultimato il lavoro la campana effettua il percorso inverso e la squadra rientra nella camera. Una vita dura, non sempre ben pagata, e che gli OTS possono effettuare solo per pochi anni a causa della durezza del lavoro.<br \/>\n<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&#8211; . 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