{"id":32968,"date":"2019-07-07T00:09:22","date_gmt":"2019-07-07T00:09:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32968"},"modified":"2026-01-14T22:30:15","modified_gmt":"2026-01-14T21:30:15","slug":"radar-nautico-uno-strumento-utile-ma-da-conoscere-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32968","title":{"rendered":"Radar nautico: uno strumento utile ma da conoscere bene"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: NAUTICA E NAVIGAZIONE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX-XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: radar<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ne sentiamo parlare da sempre, il radar. Oggi parliamo della sua storia e del suo, ancor oggi importante, utilizzo in campo nautico il cui corretto impiego \u00e8 tutt\u2019altro che scontato.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">Radar<\/span><\/strong>, comunemente utilizzato dai mass media, \u00e8 in realt\u00e0 un acronimo per <strong><span style=\"color: #008000;\">Radio Detection and Ranging<\/span><\/strong>, ovvero &#8220;scoperta e misurazione di distanze via radio&#8221;.&nbsp;Il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">radar<\/span><\/strong>&#8221; fu coniato nel 1940 in campo militare dalla US Navy (marina militare degli Stati Uniti d&#8217;America).&nbsp;Il primo ad usare le onde radio per segnalare \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">la presenza di oggetti metallici distanti<\/span><\/strong>\u00bb fu <strong><span style=\"color: #008000;\">Christian H\u00fclsmeyer<\/span><\/strong> che nel 1904 dimostr\u00f2 che era possibile rilevare la presenza di una nave nella nebbia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32982\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo.jpg\" alt=\"\" width=\"641\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo.jpg 469w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Tiberio_Ugo-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ugo Tiberio, il padre del radar italiano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema poteva per\u00f2 indicare solo la presenza di un bersaglio ma non la sua distanza. Nel 1922, <strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmo Marconi<\/span><\/strong> ebbe l&#8217;idea di sviluppare un radiotelemetro per effettuare la localizzazione a distanza di oggetti in movimento e, nel 1933, ne propose la realizzazione ad un gruppo di militari italiani, tra i quali il <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello Luigi Sacco. Sacco <\/span><\/strong>la affid\u00f2 ad un brillante ufficiale tecnico della Regia Marina, l&#8217;ingegner <strong><span style=\"color: #008000;\">Ugo Tiberio<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">, che prestava servizio come insegnante a Livorno, presso la Regia Accademia Navale. A causa dello scetticismo dello Stato Maggiore, sebbene avesse realizzato <\/span><\/span>diversi prototipi, non ottenne mai i fondi necessari per arrivare a un sistema radar operativo. In qualche occasione, Tiberio fu anche deriso dalle gerarchie militari che non credevano nelle sue ricerche considerandole fantascientifiche. Anche l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Jachino<\/span><\/strong>, dopo una sua presentazione sul possibile impiego di un sistema di scoperta basato sulle onde elettromagnetiche, lo invit\u00f2 a dedicarsi esclusivamente all\u2019insegnamento dell&#8217;elettronica ai corsi in Accademia Navale. Una storia che richiama il <strong><span style=\"color: #008000;\">Nemo propheta acceptus est in patria sua<\/span><\/strong>, nessun profeta \u00e8 gradito nella sua patria, frase citata nei Vangeli e pronunciata da Ges\u00f9 che purtroppo trova conferme nella vita reale ancora oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo dopo la disfatta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Capo Matapan<\/span> <\/strong>(28-29 marzo 1941), dovuta anche all&#8217;uso del radar da parte dei Britannici, furono finalmente assegnati i fondi necessari per realizzare i primi sistemi italiani, che furono denominati <strong><span style=\"color: #008000;\">Gufo<\/span> <\/strong>(radio telemetro EC-3) e <strong><span style=\"color: #008000;\">Folaga<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32981\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/300px-Radar-gufo-ec-3-tiberio.png\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"538\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gufo (radio telemetro EC-3) sulla RN Littorio<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine della guerra i meriti di Ugo Tiberio furono finalmente riconosciuti a livello internazionale. L&#8217;ingegnere italiano, che aveva visto lontano, continu\u00f2 il suo insegnamento, scrivendo numerose pubblicazioni, diventando titolare della cattedra di elettronica all&#8217;universit\u00e0 di Pisa, incarico che ricopr\u00ec per vent&#8217;anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma torniamo alle prime esperienze sui radar<\/span><\/strong>.<br \/>\n<\/span>All&#8217;estero, ricercatori americani, tedeschi, francesi e, principalmente, britannici svilupparono il radar come sistema di difesa contro gli attacchi aerei.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-33068 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Radarops.gif\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"299\">Storicamente, nel 1936, l&#8217;ungherese <strong><span style=\"color: #008000;\">Zolt\u00e1n Bay<\/span> <\/strong>fu il primo a produrre un modello funzionante di radar nei laboratori di Tungsram. Essendo uno strumento di interesse bellico, vennero sviluppati diversi sistemi sempre pi\u00f9 efficienti in termini di precisione e utilizzabilit\u00e0 che si scopr\u00ec potevano avere un loro impiego anche in campo civile. Nel dopoguerra l&#8217;uso di sistemi radar si diffuse soprattutto per il controllo del traffico aereo e navale commerciale e per le rilevazioni meteorologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua utilit\u00e0 fu riconosciuta in campo commerciale marittimo e il suo impiego fu previsto dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">International Convention for the Safety of Life at Sea<\/span><\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.imo.org\/en\/About\/Conventions\/ListOfConventions\/Pages\/International-Convention-for-the-Safety-of-Life-at-Sea-(SOLAS),-1974.aspx\">SOLAS &#8217;74.<\/a>&nbsp; In seguito, con la miniaturizzazione dei componenti, il radar divenne in breve tempo dotazione corrente di buona parte delle imbarcazioni da diporto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32979\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"522\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-.jpg 450w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar--300x271.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">principio di funzionamento del radar \u2026 da Trentoincina<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #ffffff;\">C<\/span><br \/>\nCome funziona?<\/span><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\n<\/span><\/strong> In parole molto semplici, il funzionamento di un radar si basa sull\u2019irradiazione (emissione) di <strong><span style=\"color: #008000;\">energia elettromagnetica<\/span><\/strong> ad elevata potenza, di tipo impulsivo, concentrata in una certa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nel suo tragitto l&#8217;onda incontra un oggetto viene riflessa ritornando al ricevitore. La misurazione del tempo che passa dall\u2019emissione del segnale alla sua ricezione, moltiplicato per la velocit\u00e0 di propagazione, ci fornisce la distanza dell&#8217;oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;orientamento dell&#8217;antenna all&#8217;atto dell&#8217;emissione dell&#8217;impulso (dato ad esempio da un sistema girobussola) e il tempo di ritorno del segnale forniscono quindi la posizione dell&#8217;oggetto; la differenza fra due rilevamenti successivi (o lo spostamento in frequenza doppler in un singolo rilevamento, nei modelli pi\u00f9 recenti) permette la determinazione della sua velocit\u00e0 e direzione. In sintesi, avendo <strong><span style=\"color: #008000;\">rilevamento<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">distanza<\/span><\/strong> di un bersaglio si pu\u00f2 stabilire la sua posizione relativa istantanea rispetto alla nostra posizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bande di frequenza<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe frequenze elettromagnetiche sono suddivise in fasce di frequenze (nei radar per lo pi\u00f9 comprese tra le UHF e le SHF). Le fasce di frequenza sono a loro volta racchiuse in bande. La tabella seguente fornisce la classificazione in bande comunemente usata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-32971 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bande-di-frequenze-radar.jpg\" alt=\"\" width=\"644\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bande-di-frequenze-radar.jpg 333w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bande-di-frequenze-radar-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/bande-di-frequenze-radar-180x138.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 644px) 100vw, 644px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solitamente i radar nautici operano nella banda <strong><span style=\"color: #008000;\">S<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">X<\/span><\/strong>. Per poter valutare i differenti sistemi vanno esaminate le loro caratteristiche. In particolare, parametri come:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la potenza di picco<\/span><\/strong> ovvero la potenza irradiata che pu\u00f2 variare tra i 25 e 50 Kw;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; l\u2019impulso<\/span><\/strong> (pulse) o tempo di irradiazione;<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la cadenza dell&#8217;impulso<\/span><\/strong> (pulse repetition rate), che pu\u00f2 variare da 500 a 4000 impulsi al secondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019energia viene irradiata tramite un\u2019antenna altamente direttiva, che ruota nel piano orizzontale. Se volessimo rappresentare questa emissione noteremmo che l\u2019energia \u00e8 concentrata spazialmente in un lobo che pu\u00f2 essere rappresentato in una componente orizzontale (di 1-2 gradi) ed una verticale pi\u00f9 ampio di 20-25 gradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33071\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo.png\" alt=\"\" width=\"1370\" height=\"761\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo.png 1370w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo-300x167.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo-768x427.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo-1024x569.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-meteo-1200x667.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1370px) 100vw, 1370px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fisicamente, utilizzando frequenze maggiori, il segnale viene attenuato ed ha una portata minore. Vedremo che questo problema affligge anche i sonar. L\u2019antenna, oltre che ad irradiare l\u2019energia, ha il compito di riceverla indietro. Molto semplicemente, una volta emessa energia, l&#8217;antenna riceve l\u2019eco di ritorno che viene trasformato in segnali elettrici e rappresentato su uno schermo. Sugli schermi si possono avere rappresentazioni &#8220;pure&#8221; o &#8220;asservite a sistemi cartografici&#8221;, particolarmente utili per i sistemi <strong><span style=\"color: #008000;\">GIS (geographic information system)<\/span><\/strong>, che possono fornire dati utilizzabili per valutare lo sviluppo delle condizioni meteorologiche altamente significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il principio di funzionamento dei radar \u00e8 semplice ma \u00e8 affetto da fattori che possono diminuire la sua efficacia.<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Un effetto fisico che disturba le ricezioni radar \u00e8 la <strong><span style=\"color: #008000;\">riflessione<\/span><\/strong> che comporta la ricezione di altri segnali di ritorno dovuti a riflessioni indirette. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli oggetti colpiti dall\u2019energia elettromagnetica restituiscono un eco con la stessa frequenza di quella emessa dal radar e la loro risposta \u00e8 legata alla <strong><span style=\"color: #008000;\">conducibilit\u00e0 elettrica<\/span> <\/strong>dell\u2019oggetto colpito e, ovviamente, alla sua <strong><span style=\"color: #008000;\">dimensione e forma<\/span><\/strong> in quanto essa \u00e8 diversa in funzione della superficie irradiata; la migliore risposta si ha per oggetti che presentano superfici piane verticali rocciose o metalliche; al contrario si hanno risposte deboli e non affidabili quando si hanno oggetti con strutture angolate che possiedono una bassa conducibilit\u00e0 elettrica, come le spiagge sabbiose o le lastre di ghiaccio. Non a caso le navi e gli aerei stealth, progettati per avere una superficie di riflessione dispersiva e minore, restituiscono una bassa risposta radar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Consigli pratici<\/span><\/strong><br \/>\nNella pianificazione della rotta e durante la navigazione costiera \u00e8 sempre opportuno tenere conto del tipo di costa \u2026 una spiaggia sabbiosa molto ampia pu\u00f2 restituire al radar errori di centinaia di metri e farci finire su pericolosi bassi fondali.&nbsp;La portata reale del radar dipende dalla rifrazione, dall\u2019altezza dell\u2019antenna sul mare (pi\u00f9 \u00e8 in alto e maggiore \u00e8 la portata), e dell\u2019altezza del bersaglio sul livello del mare.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte radar (in condizioni standard dell\u2019atmosfera) \u00e8 dato dalla formula:<\/p>\n<table style=\"height: 61px;\" width=\"640\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f0f272;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">2,23* \u221ah &nbsp;dove h \u00e8 l\u2019altezza dell\u2019antenna in metri<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La massima portata pratica (<strong><span style=\"color: #008000;\">range<\/span><\/strong>) di un radar \u00e8 data da:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #ebed6b;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">R =2,23* (\u221aaltezza antenna + \u221aaltezza oggetto)<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">teoricamente semplice \u2026 ma non \u00e8 esattamente cos\u00ec<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn pratica, dobbiamo considerare che le prestazioni standard sono affette da problemi tecnici (anche temporanei), interferenze di radar vicini, disturbi interni della nave (<strong><span style=\"color: #008000;\">spoke<\/span><\/strong>), disturbi di origine meteorologica (<strong><span style=\"color: #008000;\">echi di clutter<\/span><\/strong>), capacit\u00e0 di discriminazione, echi falsi e multipli, errori di rilevamento legati al beccheggio e rollio, mancanza di un allineamento perfetto tra radar e girobussola. Molto spesso questi errori sono dell\u2019ordine di un grado ma l\u2019insieme pu\u00f2 essere significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sistemi pi\u00f9 moderni offrono una maggiore elaborazione del segnale e un trasmettitore\/ricevitore adattativo digitale che regola automaticamente i parametri in base all\u2019ambiente e alle condizioni del mare.&nbsp; Nell&#8217;esempio sottostante (RayMarine) sono implementate delle funzioni di filtraggio che possono aiutare ad individuare bersagli anche con la pioggia e i temporali, riducendo gli echi di clutter. Altre funzioni integrate in questi sistemi sono gli allarmi di <strong><span style=\"color: #008000;\">close approach<\/span><\/strong>, utili per l&#8217;anticollisione con bersagli radarabili. Questi allarmi possono calcolare automaticamente il moto dei bersagli, la distanza di minimo avvicinamento ed il tempo in cui si verificher\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32978\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-cartografico-raymarine.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"687\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-cartografico-raymarine.jpg 775w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-cartografico-raymarine-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/radar-cartografico-raymarine-768x620.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">radar Raymarine<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il <strong><span style=\"color: #008000;\">radar<\/span><\/strong> \u00e8 un eccellente aiuto per la navigazione ma potrebbe <strong><span style=\"color: #008000;\">NON<\/span><\/strong> assicurare la precisione e sicurezza della navigazione al 100%. I sistemi radar interfacciati con i sistemi di navigazione sono dotati di allarmi di prossimit\u00e0 ma questo <strong><span style=\"color: #008000;\">NON<\/span><\/strong> vuol dire che possiamo affidarci ciecamente al radar. Molti incidenti nautici avvengono proprio per questo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quindi:<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">guardate sempre fuori con il vostro binocolo.&nbsp;<\/span><\/strong>Ricordatevi il vecchio detto, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">il miglior posto per tenere un binocolo \u00e8 al collo<\/span><\/strong>\u201d. Un radar di navigazione \u00e8 un utile strumento ma non potr\u00e0 mai sostituire i vostri occhi, specialmente di notte.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le Fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: NAUTICA E NAVIGAZIONE PERIODO: XX-XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: radar &nbsp; Ne sentiamo parlare da sempre, il radar. Oggi parliamo della sua storia e del suo, ancor oggi importante, utilizzo in campo nautico il cui corretto impiego \u00e8 tutt\u2019altro che scontato. 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