{"id":32800,"date":"2019-03-23T00:39:03","date_gmt":"2019-03-22T23:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32800"},"modified":"2023-10-01T19:07:09","modified_gmt":"2023-10-01T17:07:09","slug":"32800","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32800","title":{"rendered":"1896: la crisi italo brasiliana"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff; font-size: 10pt;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX &#8211; XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: campagne regia marina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1861 milioni gli italiani lasciarono il loro paese per recarsi a lavorare all&#8217;estero, finendo nella maggioranza dei casi per radicarsi negli Stati Uniti, Argentina, Brasile, seguite a distanza da Canada e Australia. Il periodo in cui l&#8217;emigrazione assunse proporzioni imponenti, di autentico esodo, fu quello compreso tra gli ultimi decenni dell&#8217;Ottocento e la prima guerra mondiale, quando una drammatica crisi agraria spinse centinaia di migliaia di contadini, in gran parte provenienti dalle regioni dell&#8217;Italia meridionale, a imbarcarsi per cercare fortuna nelle Americhe. Solo in Brasile si contarono nel periodo 1884-1893 oltre 510 mila emigrati provenienti dalle ragioni italiane e, dal 1894-1903, il numero sal\u00ec ad oltre 537 mila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la grande guerra i flussi migratori rallentarono, anche a seguito di politiche restrittive assunte da vari paesi, mentre il fascismo cercava di offrire uno sbocco alla popolazione in eccesso mediante una politica agraria mirata anche alla bonifica delle paludi pontine e padane. A seguito dell&#8217;intensificarsi dell&#8217;emigrazione italiana verso il sud america e dell&#8217;approfondirsi dei legami commerciali col continente, allo scopo di assicurare protezione agli emigranti e agli interessi italiani, fin dal 1853 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina sarda<\/span> <\/strong>istitu\u00ec la <strong><span style=\"color: #008000;\">stazione navale del Rio della Plata<\/span><\/strong>. Si trattava di un nucleo di navi permanentemente dislocate in quelle acque, che ebbe una lunga e movimentata vita e pi\u00f9 volte si rinforz\u00f2 fino a raggiungere la consistenza di una divisione navale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_33101\" aria-describedby=\"caption-attachment-33101\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-33101\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/italiani-brasile-epoca-660x330.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/italiani-brasile-epoca-660x330.jpg 660w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/italiani-brasile-epoca-660x330-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-33101\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 10pt;\">famiglia di emigrati italiani in Brasile <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi peggiore che dovette affrontare si present\u00f2 nel 1895 quando una serie di gravi violenze xenofobe, a seguito di disordini politici interni, colp\u00ec la comunit\u00e0 italiana. Una situazione insostenibile che sfoci\u00f2 in una accorata&nbsp; richiesta di protezione al Regno d\u2019Italia. I fatti venivano descritti dall\u2019autorit\u00e0 italiana in Brasile con:<br \/>\na) offesa alla bandiera nazionale;<br \/>\nb) offesa agli stemmi consolari;<br \/>\nc) danni patiti da nostri connazionali negli averi, o nelle persone (<strong><span style=\"color: #008000;\">Fonte Farnesina<\/span><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado il <strong><span style=\"color: #008000;\">governo brasiliano<\/span><\/strong> si fosse impegnato a far cessare le violenze e risarcire gli Italiani dei danni subiti, nulla segui di concreto e nell&#8217;agosto del 1896 la situazione sembr\u00f2 degenerare in una specie di insurrezione anti italiana che scoppi\u00f2 a San Paolo, Santos e Pernabuco, sfociando in gravi violenze e saccheggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-33099 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/319px-Umberto_I_di_Savoia_1_.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"823\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/319px-Umberto_I_di_Savoia_1_.jpg 319w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/319px-Umberto_I_di_Savoia_1_-213x300.jpg 213w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/>Vista la passivit\u00e0 del governo brasiliano, il governo italiano ordin\u00f2 una dislocazione navale nelle acque brasiliane. Nello stesso mese, <strong><span style=\"color: #008000;\">Re Umberto<\/span> <\/strong>firm\u00f2 un decreto che istituiva la &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Squadra dell&#8217;Atlantico<\/span><\/strong>&#8220;, fatto che venne ampiamente pubblicizzato sulla stampa brasiliana e argentina, suscitando una crescente preoccupazione nel Sudamerica. Il Regno d&#8217;Italia decise di inviare a Rio de Janeiro anche un <strong><span style=\"color: #008000;\">Incaricato Straordinario e Ministro Plenipotenziario, De Martino<\/span><\/strong>, per trattare col governo brasiliano. Inutile dire che la dichiarata volont\u00e0 di inviare navi da guerra nelle acque brasiliane ebbe il suo peso politico. Il 18 novembre 1896 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ariete torpediniere Lombardia<\/span> <\/strong>giunse nelle acque brasiliane. La situazione locale si mostr\u00f2 tutt\u2019altro che serena. Quando la nave raggiunse il porto di Rio de Janeiro si trov\u00f2 davanti ad una citt\u00e0 stremata da un\u2019epidemia di febbre gialla. Il comando di bordo decise di soccorrere gli ammalati ma l&#8217;epidemia si diffuse rapidamente. Ci furono molti caduti anche tra i marinai, 137 (alcune fonti dicono 135) tra cui anche il comandante della nave <strong><span style=\"color: #008000;\">Olivari<\/span><\/strong>, numerosi ufficiali, quasi tutti i sottufficiali, macchinisti e fochisti ed il medico di bordo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Fermo Zannoni<\/span><\/strong>. L\u2019equipaggio italiano fu decimato e venne curato dai sanitari dell\u2019Accademia militare di Rio de Janeiro dopo essere confinato nel lazzaretto nell\u2019Isola Granda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riportare gli ultimi degenti e la nave in Patria, fu inviata un&#8217;altra unit\u00e0 della stessa classe, l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong>ariete torpediniere Piemonte<\/strong><span style=\"color: #008000;\">. <\/span><\/span>Di fatto la tensione non era mutata ed il Piemonte, nell&#8217;ambito della missione umanitaria, colse l&#8217;occasione per raccogliere ulteriori informazioni sullo stato delle difese costiere e della flotta brasiliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto a Roma, tra mille polemiche, la Regia Marina continu\u00f2 la pianificazione di questo dislocamento che si preannunciava molto impegnativo, dovendo svolgersi a ben 6000 miglia dalla madrepatria. Agli aspetti operativi e logistici si affiancavano quelli politici. La missione avrebbe di fatto allontanato dal Mar Mediterraneo forze navali rilevanti in un momento in cui i rapporti con la Francia non erano certo buoni. D\u2019altro lato sarebbe stata costosissima e avrebbe potuto mettere in ulteriore pericolo la comunit\u00e0 italiana sudamericana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_32806\" aria-describedby=\"caption-attachment-32806\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32806\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN_Piemonte4.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN_Piemonte4.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN_Piemonte4-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-32806\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;ariete torpediniere Piemonte<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si fosse deciso di attuarla si sarebbero dovuti creare preventivamente centri informativi a Buenos Aires, Montevideo e New York e, una volta che la Squadra fosse giunta nelle acque brasiliane, si sarebbe dovuto agire con decisione e rapidit\u00e0; inizialmente con alcune rapide azioni contro gli obiettivi strategici costieri e poi catturando qualche piroscafo brasiliano. Queste azioni avrebbero costretto la flotta brasiliana (giudicata mediocre ma condotta da ufficiali aggressivi) ad uscire in mare aperto, fuori dalle sue basi di destinazione, in modo da ingaggiarla in combattimento. Naturalmente vi era un piano di riserva; qualora la <strong>flotta navale brasiliana<\/strong> non avesse accettato il confronto in mare rimanendo in porto, si sarebbe dovuto porre il blocco navale a Rio de Janeiro e, eventualmente, occupare il porto di Santos, che sarebbe diventata la base operativa italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019occupazione si sarebbe potuto mettere le mani sulle casse delle dogane che avrebbero in parte coperto le spese dell&#8217;azione. In estrema sintesi, si prospettava una missione della durata massima di cinque mesi con un consumo di 40000 tonnellate di carbone, oltre ai viveri ed alle munizioni. I rifornimenti logistici dall&#8217;Italia si sarebbero dovuti inviare a Santos con cadenza settimanale tramite i mercantili nazionali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_32809\" aria-describedby=\"caption-attachment-32809\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32809\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN-Italia-corazzata.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN-Italia-corazzata.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RN-Italia-corazzata-300x214.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-32809\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia nave corazzata rapida Italia<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le forze da impiegare sarebbero state le due <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate rapide classe Italia<\/span><\/strong>, otto incrociatori protetti quattro incrociatori ausiliari, sei torpediniere d&#8217;alto mare, quattro torpediniere costiere oltre a naviglio minore e ausiliario per il trasporto di carbone, munizioni, viveri e acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fortunatamente, prima che il governo decidesse di dare il via all&#8217;operazione, il <strong><span style=\"color: #008000;\">plenipotenziario italiano De Martino<\/span><\/strong>, resosi conto della reale situazione locale, riusc\u00ec a raggiungere un onorevole compromesso col governo Brasiliano, che accolse parte delle richieste italiane e stabil\u00ec le basi per la futura pacifica convivenza con la comunit\u00e0 italiana, che veniva quindi riconosciuta necessaria allo sviluppo del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Si evit\u00f2 cosi una missione difficile e piena di incognite, con sollievo della Regia Marina italiana la cui mobilitazione aveva comunque dato una forza negoziale maggiore al nostro plenipotenziario.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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