{"id":32530,"date":"2019-06-13T00:37:12","date_gmt":"2019-06-12T22:37:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32530"},"modified":"2024-03-18T22:19:04","modified_gmt":"2024-03-18T21:19:04","slug":"il-relitto-gallo-romano-di-guernsey","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530","title":{"rendered":"Il relitto gallo-romano di Guernsey"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: II-III SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO ATLANTICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto, nave oneraria romana<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo abituati a leggere storie di ritrovamenti di navi romane affondate in situazioni drammatiche nel <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Mare Nostrum<\/span><\/em><\/strong>, teatro sin dall&#8217;antichit\u00e0 di battaglie e eventi naturali. I relitti testimoniano come il Mediterraneo sia sempre stato una terra di confine e scambio tra i popoli in cui Roma per oltre cinque secoli afferm\u00f2 la sua potenza marittima. A volte dimentichiamo che Roma si spinse ben oltre le colonne d&#8217;Ercole, operando negli oceani una attivit\u00e0 commerciale marittima anche con Paesi molti lontani. Oggi parleremo di un relitto forse meno famoso ma che conferma l\u2019alacre attivit\u00e0 di navigazione perseguita nel mondo romano: il <strong><span style=\"color: #008000;\">relitto romano di Guernsey<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita nelle isole della Manica era preesistente all\u2019arrivo dei Romani. Come molte isole tra la Bretagna e l&#8217;Inghilterra, Guernsey divenne poi un ottima base di appoggio per le navi. Si presume che sull\u2019isola di Guernsey, nell\u2019attuale villaggio di St Peter Port, esisteva un piccolo villaggio nel quale gli archeologi hanno trovato resti di edifici in pietra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-32536 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/47559837_roman5.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"282\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensa che&nbsp;vi fossero anche dei magazzini usati come parte di una piccola stazione commerciale. Tra i reperti ritrovati a terra anche un&#8217;offerta votiva e delle urne di sepoltura che suggeriscono che gli abitanti di Guernsey avevano praticamente adottato la religione e le pratiche culturali romane. Nella campagna circostante \u00e8 stata ritrovata una villa con dei mattoni romani. <strong><span style=\"color: #008000;\">La scoperta di un nave mercantile gallo romana non stupisce e conferma l\u2019attivit\u00e0 mercantile nel II e III secolo in quell\u2019area geografica. <\/span><\/strong>Oggi raccontiamo la storia del rilevamento fortuito di questo relitto, considerato uno dei pi\u00f9 grandi mercantili romani ritrovati in oceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il ritrovamento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nImmergersi nelle acque del porto di St Peter harbour di Guernsey \u00e8 normalmente vietato a causa dell\u2019alto volume di traffico; vietato ad eccezione di un giorno all&#8217;anno, quando l&#8217;accesso \u00e8 tradizionalmente consentito, il giorno di Natale. In questa data i subacquei locali si tuffano per raccogliere sott&#8217;acqua una prelibatezza locale, le capesante. Quel giorno, 25 dicembre 1982, anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Keen<\/span><\/strong> si rec\u00f2 al porto pregustando gi\u00e0 il ricco bottino che avrebbe arricchito il pranzo di Natale. Durante l\u2019immersione not\u00f2 delle grosse travi di un relitto che sporgevano dal sedimento fangoso. Le travi erano situate proprio al centro della stretta entrata del porticciolo ed erano state chiaramente portate alla luce dall\u2019azione dell\u2019elica delle navi che quotidianamente passavano sopra la loro testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32542\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-2.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relitto sembrava molto robusto, con il fondo piatto e una lunghezza di circa 20 metri. Una scoperta che sicuramnete suscit\u00f2 molto interesse nella piccola comunit\u00e0 locale e, l&#8217;anno seguente, un team di archeologi ritorn\u00f2 sul sito scoprendo dei frammenti di piastrelle romane. Questi primi resti con dei resti di vasellame aiutarono a collocare storicamente l&#8217;et\u00e0 del naufragio in epoca imperiale, intorno al II \u2013 III secolo dopo Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32537 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/59029723_restoration1.jpg\" alt=\"\" width=\"598\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/59029723_restoration1.jpg 304w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/59029723_restoration1-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/>La necessit\u00e0 di preservare le grosse travi esposte, port\u00f2 ad effettuare un primo scavo, reso urgente anche dalla volont\u00e0 dell\u2019Autorit\u00e0 portuali locali di effettuare il dragaggio dell&#8217;ingresso del porto, per consentire il passaggio ai traghetti pi\u00f9 grandi. Essenzialmente si tratt\u00f2 di un intervento conservativo sotto la direzione della Dottoressa <strong><span style=\"color: #008000;\">Margaret Rule<\/span> <\/strong>e con l\u2019aiuto di subacquei locali, tra cui anche l\u2019occasionale scopritore. Lo scavo archeologico avvenne in due campagne principali, nel novembre 1984 e nel marzo 1985. Una breve campagna del terzo anno ebbe luogo anche nel settembre del 1986 con ulteriori immersioni effettuate attorno al sito da Richard Keen (occasionalmente con altri subacquei) fino al 1988.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32543\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-design.jpg\" alt=\"\" width=\"903\" height=\"822\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-design.jpg 903w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-design-300x273.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernsey-design-768x699.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 903px) 100vw, 903px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che queste attivit\u00e0 furono disturbate dal traffico mercantile sia nel traffico in entrata e uscita sia per gli effetti dopo il transito (aumento della torbidit\u00e0).&nbsp; Durante l&#8217;inverno del 1984\/85 si tent\u00f2 di proteggere il sito depositandovi sopra decine di sacchi di sabbia, ma anche questi furono danneggiati pi\u00f9 volte e dovettero essere faticosamente sostituiti da subacquei locali. Nonostante le difficolt\u00e0, il sito del relitto fu adeguatamente esaminato, il materiale all&#8217;interno del relitto fu scavato e recuperato e le travi rimosse e collocate in una vasca serbatoio per la loro conservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-32541 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernesy-work.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernesy-work.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernesy-work-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/guernesy-work-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli archeologi stabilirono che si trattava di una nave da carico, costruita interamente in legno di quercia (Quercus sp.). Aveva un fondo piatto e, sebbene mancasse la sezione di prua, si ritiene che avesse una forma simmetrica, con pali di prua e poppa incollati alle estremit\u00e0 della chiglia in tre parti. Le assi che componevano lo scafo e le paratie esterne della nave erano stati inchiodati su circa quaranta telai in legno usando dei chiodi di ferro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32539\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/80441047_photo5.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/80441047_photo5.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/80441047_photo5-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/80441047_photo5-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tavole pi\u00f9 piccole erano state inserite tra gli stalli pi\u00f9 grandi, per aiutare a formare la curvatura dello scafo. Tutte le assi erano semplicemente unite insieme e le giunture erano state calafatate con trucioli di legno. Gli stessi chiodi di ferro erano incastonati in anelli a calafataggio, con le estremit\u00e0 erano piegate (serrate) all&#8217;interno delle strutture per rendere maggiormente sicura la struttura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_32533\" aria-describedby=\"caption-attachment-32533\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32533\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RomanGuernsey-Amphorae.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RomanGuernsey-Amphorae.jpg 493w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RomanGuernsey-Amphorae-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-32533\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">anfore ritrovate all&#8217;interno del relitto<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli archeologi ritengono che questa grande nave romana fu costruita seguendo le tradizioni celtiche, come in altri siti di relitti (<strong><span style=\"color: #008000;\">Blackfriars 1<\/span><\/strong>) ma aveva in dotazione delle apparecchiature pi\u00f9 evolute come una bella pompa di sentina con cuscinetti in bronzo, una strumentazione tipica a bordo delle imbarcazioni mediterranee.&nbsp;La nave era originariamente lunga circa 20 metri, con una larghezza massima di circa sei metri e un&#8217;altezza al parapetto di almeno tre metri. La parte sopravvissuta ammonta a circa 18 metri e risultano mancanti circa quattro metri della poppa. La propulsione era ottenuta grazie ad una vela quadra, con un singolo albero di almeno tredici metri di altezza, installato a circa un terzo della lunghezza della nave dalla prua e sostenuto, al livello del ponte, da un montante. Sembrerebbe che la nave avesse a poppa una piccola struttura (castello) con un tetto di tegole, che probabilmente conteneva la zona di cottura e preparazione del cibo. Curiosamente la quantit\u00e0 di vasellame e altri oggetti &#8220;personali&#8221; ritrovati nel relitto suggerisce un equipaggio di sole tre persone. I materiali, di diverse provenienze (Nord Africa, Spagna, Francia e Inghilterra) fanno ipotizzare che provenisse o avesse contatti con quelle regioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_32532\" aria-describedby=\"caption-attachment-32532\" style=\"width: 850px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32532\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RomanGuernsey_Asterix1-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"612\"><figcaption id=\"caption-attachment-32532\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">modellino del relitto conservato nel locale museo di Guernsey <\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per quale motivo affond\u00f2?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nDall\u2019esame dei travi emerse che la <strong><span style=\"color: #008000;\">nave di Guernsey<\/span><\/strong> sub\u00ec un incendio a bordo (probabilmente verso poppa) che distrusse efficacemente tutto al di sopra della linea di galleggiamento. Forse i marinai cercarono di salvare la nave dirigendosi vicino alla riva. L\u2019assenza di resti del carico fa anche presupporre che il suo carico fosse gi\u00e0 stato scaricato. L\u2019incendio forse avvenne mentre stavano cercando di cucinare il loro pasto e si propag\u00f2 velocemente sulle strutture esterne. Non furono ritrovati resti umani per cui i marinai probabilmente si salvarono gettandosi in mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> Una tragedia di due millenni fa nelle gelide acque della Manica ma anche una testimonianza importante di quella marittimit\u00e0 in oceano in epoca romana che consentiva gli scambi con le varie Regioni dell&#8217;Impero.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: II-III SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: relitto, nave oneraria romana &nbsp; Siamo abituati a leggere storie di ritrovamenti di navi romane affondate in situazioni drammatiche nel Mare Nostrum, teatro sin dall&#8217;antichit\u00e0 di battaglie e eventi naturali. I relitti testimoniano come il Mediterraneo sia sempre stato una terra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":32540,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[30,2092,2312],"tags":[],"class_list":["post-32530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia-marina","category-relitti-subacquei","category-storia-navale-romana"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: II-III SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: relitto, nave oneraria romana &nbsp; Siamo abituati a leggere storie di ritrovamenti di navi romane affondate in situazioni drammatiche nel Mare Nostrum, teatro sin dall&#8217;antichit\u00e0 di battaglie e eventi naturali. I relitti testimoniano come il Mediterraneo sia sempre stato una terra [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OCEAN4FUTURE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-06-12T22:37:12+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-03-18T21:19:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"801\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"577\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@ocean4future\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Andrea Mucedola\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"7 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\"},\"author\":{\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\"},\"headline\":\"Il relitto gallo-romano di Guernsey\",\"datePublished\":\"2019-06-12T22:37:12+00:00\",\"dateModified\":\"2024-03-18T21:19:04+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\"},\"wordCount\":1250,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png\",\"articleSection\":[\"Archeologia\",\"Relitti subacquei\",\"Storia navale Romana\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\",\"name\":\"Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png\",\"datePublished\":\"2019-06-12T22:37:12+00:00\",\"dateModified\":\"2024-03-18T21:19:04+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png\",\"width\":801,\"height\":577},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il relitto gallo-romano di Guernsey\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/\",\"name\":\"Ocean 4 Future\",\"description\":\"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":[\"Person\",\"Organization\"],\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c\",\"name\":\"oceandiver\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\",\"width\":472,\"height\":301,\"caption\":\"oceandiver\"},\"logo\":{\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13\",\"name\":\"Andrea Mucedola\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Andrea Mucedola\"},\"description\":\"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.ocean4future.org\"],\"url\":\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore","og_description":"tempo di lettura:  6 minuti. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE PERIODO: II-III SECOLO AREA: OCEANO ATLANTICO parole chiave: relitto, nave oneraria romana &nbsp; Siamo abituati a leggere storie di ritrovamenti di navi romane affondate in situazioni drammatiche nel Mare Nostrum, teatro sin dall&#8217;antichit\u00e0 di battaglie e eventi naturali. I relitti testimoniano come il Mediterraneo sia sempre stato una terra [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530","og_site_name":"OCEAN4FUTURE","article_published_time":"2019-06-12T22:37:12+00:00","article_modified_time":"2024-03-18T21:19:04+00:00","og_image":[{"width":801,"height":577,"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png","type":"image\/png"}],"author":"Andrea Mucedola","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ocean4future","twitter_site":"@ocean4future","twitter_misc":{"Scritto da":"Andrea Mucedola","Tempo di lettura stimato":"7 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530"},"author":{"name":"Andrea Mucedola","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13"},"headline":"Il relitto gallo-romano di Guernsey","datePublished":"2019-06-12T22:37:12+00:00","dateModified":"2024-03-18T21:19:04+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530"},"wordCount":1250,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png","articleSection":["Archeologia","Relitti subacquei","Storia navale Romana"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530","name":"Il relitto gallo-romano di Guernsey &#8226; OCEAN4FUTURE autore","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png","datePublished":"2019-06-12T22:37:12+00:00","dateModified":"2024-03-18T21:19:04+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#primaryimage","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Artists_Impression_of_Roman_Wreck_Asterix.png","width":801,"height":577},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32530#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il relitto gallo-romano di Guernsey"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#website","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/","name":"Ocean 4 Future","description":"Per una nuova cultura del mare e della marittimit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":["Person","Organization"],"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/4e1c26437054353074d7bb2efa77162c","name":"oceandiver","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg","width":472,"height":301,"caption":"oceandiver"},"logo":{"@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/logo-ocean3.jpg"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/#\/schema\/person\/252d25dcc5c002abcde7b2d4baa78f13","name":"Andrea Mucedola","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/befc97e7f9e17a6b60a3969a83be976bdb6f8fc3d0b55cb27b11ae85db4b6240?s=96&d=mm&r=g","caption":"Andrea Mucedola"},"description":"ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), \u00e8 laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD - AIOSS).","sameAs":["http:\/\/www.ocean4future.org"],"url":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/author\/andrea-mucedola"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2380"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}