{"id":32307,"date":"2019-06-20T00:08:01","date_gmt":"2019-06-19T22:08:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32307"},"modified":"2026-06-29T18:54:50","modified_gmt":"2026-06-29T16:54:50","slug":"laviazione-imbarcata-italiana-1940-1943-parte-iii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32307","title":{"rendered":"L&#8217;aviazione imbarcata italiana 1940-1943  &#8211; parte III di Gianluca Bertozzi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Regia Marina italiana, aviazione di marina<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo arrivati all&#8217;inizio del &#8217;43\u00a0<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLa componente catapultabile della flotta era organizzata in:<br \/>\n&#8211; il Nucleo d&#8217;istruzione a Grottaglie per la conversione su Re 2000 dei piloti dei Ro43;<br \/>\n&#8211; il I\u00b0 Gruppo Squadriglie di riserva aerea FF.NN. da battaglia;<br \/>\n&#8211; I Squadriglia a Sarzana con 3 G50, 2cr42, 5 Re2000 (forse tre catapultabili e due GA oppure tutti catapultabili). un Re 2003 ed un Re 2001 per la protezione del porto di La Spezia di cui era prevista la sostituzione\u00a0 con undici Re 2001;<br \/>\n&#8211; 2\u00b0 Squadriglia a Grottaglie con 10 Ro 43 e 3 Ro 44;<br \/>\n&#8211; 3\u00b0 Squadriglia a La Spezia con 10 Ro 43 e 3 Ro 44.<\/p>\n<p>La seconda la terza squadriglia dovevano fornire gli aerei ed equipaggi di riserva ai reparti aerei imbarcati. Si prevedeva di sostituire i Ro con complessivamente 15 Re 2001 e 11 G50 biposto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-32492\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/REGGIANE-RE-2000-SERIE.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1206\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/REGGIANE-RE-2000-SERIE.jpg 722w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/REGGIANE-RE-2000-SERIE-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La componente imbarcata era su tre Reparti volo navi da battaglia (con complessivamente cinque<strong><span style=\"color: #008000;\"> Reggiane Re 2000<\/span><\/strong> cat e quattro <strong><span style=\"color: #008000;\">Ro 43<\/span><\/strong>) e nove reparti volo sugli incrociatori con 18 Ro 43. I reparti volo Navi da battaglia avrebbero dovuto essere riarmati con due <strong><span style=\"color: #008000;\">Re 2001<\/span><\/strong> e un <strong><span style=\"color: #008000;\">G50<\/span> <\/strong>Biposto ciascuno e quelli per gli incrociatori con un Re 2001 ed un\u00a0 G50 Biposto. Questo sviluppo fu bloccato dall\u2019armistizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Studi e realizzazioni dal 1940 al 1943: l<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">e piattaforme<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nVediamo ora in maggior dettaglio i progetti delle piattaforme navali che avrebbero dovuto ospitare e gestire le forze aeree imbarcate. Iniziamo con l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione Roma<\/span><\/strong><strong>, <\/strong>ovvero la struttura messa in atto dalla Regia Aeronautica per dotare di linea di volo la costruenda portaerei Aquila. Il suo nome faceva riferimento al transatlantico <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span> <\/strong>della Societ\u00e0 Italia di Navigazione che era stato prescelto per la trasformazione.\u00a0 In realt\u00e0 questa scelta era caduta sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span><\/strong> e sulla quasi gemella motonave <strong><span style=\"color: #008000;\">Augustus<\/span><\/strong> per la cattiva riuscita dei loro apparati motori\u00a0che aveva costretto la societ\u00e0 armatrice a programmare la sostituzione delle macchine con un intervento lungo e costoso o a cercare un acquirente per dette navi. Un affare per la Regia Marina che avrebbe potuto acquisire a basso prezzo lo scafo, provvedendo poi a sostituire l&#8217;apparato motore.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f0ed59;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;apparato motore del Roma era quello della nave da battaglia Colombo (classe Caracciolo) adattato a una nave diversa e depotenziato. Una scelta discutibile in quanto sarebbe stato pi\u00f9 opportuno ultimare il Caracciolo dato che macchine e artiglierie erano gi\u00e0 pronte e pagate e cos\u00ec facendo si sarebbe ottenuto una nave ben superiore ai Cavour\/Doria<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ipotesi del trasformare il transatlantico Roma in portaerei era stata gi\u00e0 ipotizzata sin dalla fine del 1935 quando il peggiorare dei rapporti tra l&#8217;Italia e il Regno Unito, a causa della Guerra d&#8217;Etiopia, mise lo Stato Maggiore di fronte alla necessit\u00e0 di garantire, nell&#8217;eventualit\u00e0 di un conflitto, la protezione aerea delle navi a fronte di una Marina, quella inglese, dotata di portaerei. La necessit\u00e0 di contenere i tempi di realizzazione e i bassi costi fecero quindi optare per un progetto che prevedeva la modifica del transatlantico Roma o in alternativa della motonave Augustus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 18pt; color: #008000;\">I primi progetti di una portaerei<\/span><\/strong><br \/>\nFu preparato un progetto molto semplificato, da completare ottimisticamente in un anno, che prevedeva la sostituzione delle macchine secondo il progetto della societ\u00e0 armatrice per ottenere una nave in grado di navigare a 21 nodi e capace di trasportare una trentina di aerei. Il progetto di trasformazione prevedeva:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; un ponte inferiore con l&#8217;installazione di due catapulte per facilitare il decollo degli aerei;<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">&#8211; la sostituzione dell&#8217;apparato motore e la modifica della carena, allo scopo di permettere all&#8217;unit\u00e0 di raggiungere la velocit\u00e0 di 26 nodi, sufficiente per permetterle di operare senza problemi con il resto della flotta.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave sarebbe stata in grado di imbarcare un totale di 56 aerei, tutti ad ali ripiegabili, di cui diciotto da bombardamento, trenta da caccia pi\u00f9 otto smontati, che sarebbero stati ricoverati nell&#8217;unica aviorimessa prevista sotto il ponte di volo. Inoltre nel ponte inferiore sarebbero state presenti due catapulte per facilitare il decollo degli aerei. L&#8217;armamento antisilurante della nave consisteva in otto cannoni, in quattro complessi binati, da 120\/50; per quanto riguarda la contraerea ci si sarebbe affidati ad altrettanti cannoni da 100\/47, con quattro elevatori di dimensioni inferiori per la movimentazione delle bombe. E&#8217; da ritenersi che nel caso il progetto si fosse concretizzato, sarebbero state aggiunte altre armi di calibro inferiore. con quattro di dimensioni inferiori per la movimentazione delle bombe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto Gagnotto<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAllo scopo di privilegiare la velocit\u00e0 della nave, nell&#8217;agosto del 1936, venne elaborato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello del Genio navale Luigi Gagnotto<\/span> <\/strong>un progetto pi\u00f9 elaborato per una unit\u00e0 pi\u00f9 avanzata a propulsione diesel con due ponti sovrapposti: il ponte inferiore da utilizzarsi per il decollo degli aeromobili e quello superiore da utilizzarsi per gli atterraggi, come avveniva per le giapponesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Akagi<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaga<\/span><\/strong> e per l&#8217;inglese <strong><span style=\"color: #008000;\">HMS Furious<\/span><\/strong>. Non se ne fece nulla per la fine dell&#8217;emergenza legata alla guerra etiopica e &#8230; per la cattiva riuscita dei motori <strong><span style=\"color: #008000;\">FIAT<\/span><\/strong>. Inoltre, il progetto presentava una apprezzabile carenza di ogni protezione, essendo\u00a0 priva di corazzatura e di compartimentazione aggiuntive rispetto a quelle originali della nave passeggeri, che la rendeva molto vulnerabile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32452\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/29f8j0z.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/29f8j0z.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/29f8j0z-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/29f8j0z-768x517.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto Gagnotto, 1936<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1938, in occasione della crisi dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Sudeti<\/span><\/strong>, si torn\u00f2 a valutare la possibilit\u00e0 di costruire una portaerei, e venne valutata la possibilit\u00e0 di trasformare l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">incrociatore pesante Bolzano<\/span><\/strong> in incrociatore lancia aerei, basato sul progetto dell&#8217;incrociatore portaerei del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale del Genio navale Giuseppe Rota<\/span><\/strong> del 1925, mediante la demolizione delle sovrastrutture ad esclusione delle due torri da 203 mm all&#8217;estrema prora e all&#8217;estrema poppa, con l&#8217;installazione di quattro catapulte, di cui una incassata nel ponte e tre brandeggiabili; sul lato destro della nave sarebbe stata realizzata una piccola isola con uno o due fumaioli. La nave in tale configurazione sarebbe stata in grado di movimentare una dozzina di aerei da caccia. Nell&#8217;estate del 1940 i risultati dei primi scontri con la flotta britannica portarono a rispolverare i progetti di conversione e si valutano i transatlantici <strong><span style=\"color: #008000;\">Rex<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Conte di Savoia<\/span><\/strong>, la nave da Battaglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Impero<\/span><\/strong> e di nuovo <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Augustus<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta cadde sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma <\/span><\/strong>su cui almeno qualche studio era stato fatto ma fu requisita solo a fine 1940 ed i lavori non iniziarono perch\u00e9 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Aeronautica<\/span><\/strong> comunic\u00f2 di non avere aerei adatti all&#8217;imbarco e neppure di averli in programma. Comunque la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><\/strong> continu\u00f2 a studiare il problema e, nel gennaio 1941, elabor\u00f2 un progetto per una nave lancia aerei in grado di far decollare aerei, ma non recuperarli, che ritenne completabile in 7\/8 mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto Bozzoni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl progetto del <strong><span style=\"color: #008000;\">generale del Genio navale Gustavo Bozzoni <\/span><\/strong>prevedeva l&#8217;installazione di doppi fondi affiancati alle carene e riempiti di cemento armato fino al galleggiamento. Il sistema aveva dato ottime prestazioni alle prove di scoppio in vasca ed inoltre richiedeva poco acciaio per la sua realizzazione rispetto ad una corazzatura classica. Non era peraltro previsto nessun tipo di corazzatura per la difesa contro bombe d&#8217;aereo o artiglieria navale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32487\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni.png\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni.png 1600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni-300x155.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni-768x397.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni-1024x529.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/aquila-bozzoni-1200x620.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RN Aquila progetto Bozzoni<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne prevista la sostituzione dell&#8217;apparato motore con quello di due incrociatori leggeri della nuovissima <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Capitani Romani<\/span><\/strong>, allo scopo di permettere all&#8217;unit\u00e0 di raggiungere la velocit\u00e0 di 30 nodi. La nave avrebbe imbarcato un totale di 34 aerei da caccia o in alternativa 16 aerei da caccia e 9 da bombardamento, mentre la difesa sarebbe stata assicurata da otto dei nuovi cannoni da 135\/45 in quattro impianti binati, dodici cannoni antiaerei singoli da 65\/64 ed almeno venti mitragliere da 20mm in dieci impianti binati pre-stabilizzati. Il progetto non ebbe seguito poich\u00e9 presentava un grosso limite operativo consistente nel fatto che gli aerei, dopo l&#8217;involo, non sarebbero stati recuperati, vista la difficolt\u00e0 della manovra di atterraggio ed il lungo addestramento necessario ai piloti per effettuarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo a luglio 1941 dopo il <strong><span style=\"color: #008000;\">disastro di Matapan<\/span><\/strong> si decise di iniziare la costruzione di una o pi\u00f9 portaerei e la Regia Aeronautica comunic\u00f2 che lo studio e la realizzazione di aerei imbarcati avrebbe richiesto due anni. Tale tempistica fu ritenuta compatibile con la durata dei lavori di conversione del Roma in una portaerei vera e propria, il cui progetto definitivo venne approvato nel febbraio del &#8217;42 con previsto completamento per il luglio del &#8217;43. In realt\u00e0 difficolt\u00e0 dei cantieri faranno posporre la data di consegna al settembre\u00a0 con previsto completamento delle prove in mare ed entrata in servizio per la fine del 43.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte III\u00a0 &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gianluca Bertozzi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>si ringrazia l&#8217;ufficio storico della Marina Militare e gli autori delle collezioni per il materiale fotografico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32303\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32307\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46950\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32309\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe portaerei italiane di Michele Cosentino<br \/>\nLa portaerei italiana di Achille Rastelli<br \/>\nTempesta sul Ponte di volo di Carlo de Risio<br \/>\nLe navi di linea italiane &#8211; Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nMussolini e i suoi generali di John Gooch<br \/>\nLa guerra italiana sul mare. La Marina tra vittoria e sconfitta, 1940-1943 Giorgio Giorgerini<br \/>\nStoria dell&#8217;aviazione navale in Italia Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nIl generale del Genio Navale Filippo Bonfiglietti di Michele Cosentino<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Regia Marina italiana, aviazione di marina . Siamo arrivati all&#8217;inizio del &#8217;43\u00a0 La componente catapultabile della flotta era organizzata in: &#8211; il Nucleo d&#8217;istruzione a Grottaglie per la conversione su Re 2000 dei piloti dei Ro43; &#8211; il I\u00b0 Gruppo Squadriglie di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2363,"featured_media":32470,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[2313],"tags":[],"class_list":["post-32307","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-della-seconda-guerra-mondiale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;aviazione imbarcata italiana 1940-1943 - parte III di Gianluca Bertozzi &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32307\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;aviazione imbarcata italiana 1940-1943 - parte III di Gianluca Bertozzi &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  6 minuti. . 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