{"id":32303,"date":"2019-06-16T00:03:56","date_gmt":"2019-06-15T22:03:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=32303"},"modified":"2025-10-25T19:02:47","modified_gmt":"2025-10-25T17:02:47","slug":"laviazione-imbarcata-italiana-1940-1943-parte-ii-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32303","title":{"rendered":"L&#8217;aviazione imbarcata italiana 1940-1943  &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: aviazione per la Marina, Regia Marina<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Alla ricerca di una portaerei \u2026 una lunga strada. Gianluca Bertozzi affronta oggi i primi progetti e l&#8217;impiego degli aerei della aviazione imbarcata.<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescente consapevolezza che per ragioni di tempestivit\u00e0 la presenza in squadra di almeno una o due portaerei sarebbe stata utile anche nel Mediterraneo centrale port\u00f2 la Regia Marina ad effettuare numerosi studi negli anni 20\/30 (<strong><span style=\"color: #008000;\">Rota, Bonfiglietti, Vian, Pugliese<\/span><\/strong>). Il progetto sviluppato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Bonfiglietti<\/span><\/strong> fu quello che fu maggiormente approfondito, fino a quel momento; vi erano stati alcuni tentativi di portare avanti ipotesi di massima, ma non si super\u00f2 mai la fase di studi meno che preliminare. L&#8217;idea matur\u00f2 grazie allo sforzo intellettuale e materiale esercitato dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Romeo Bernotti<\/span><\/strong>, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina nel 1928, nel portare avanti le sue tesi sull\u2019aviazione imbarcata e sulla portaerei.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32476 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto.png\" alt=\"\" width=\"1400\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto.png 1400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto-300x91.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto-768x234.png 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto-1024x312.png 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-progetto-1200x365.png 1200w\" sizes=\"(max-width: 1400px) 100vw, 1400px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Portaerei Bonfiglietti &#8211; 1929 Nata da un progetto del generale del Genio navale Filippo Bonfiglietti, fu concepita con i seguenti requisiti tecnici: dislocamento 15.000 tonnellate, velocit\u00e0 massima di 28\/29 nodi, armamento antisilurante di 4 complessi binati da 152, armamento antiaerei di 8 complessi binati da 100 mm, protezione orizzontale pari a quella degli incrociatori leggeri e protezione subacquea. Autonomia: 1.800 miglia a 29 nodi; 3.400 a 22; 3.200 a 20. Poteva imbarcare 25 aerei, 12 aerei da ricognizione (Ro.1) ad ali ripiegate e 13 da attacco (Br.1 e Cr.20)\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe stata un unit\u00e0 con un dislocamento di 15.000 tonnellate, che avrebbe permesso un uso ottimale delle 60.000 tonnellate concesse a Washington, dalle velocit\u00e0 stimata in 28-29 nodi, armamento antisilurante e antiaereo formato da quattro torri binate da 152 mm e otto complessi antiaerei binati da 100 mm, con 4 complessi binati da 37 protezione orizzontale pari a quella degli incrociatori leggeri classe \u201cCondottieri\u201d e 42 velivoli imbarcati (12 bombardieri con ali ripiegate, 12 ricognitori, di cui met\u00e0 con ali ripiegate, e 18 caccia intercettori, tutti con ali dispiegate).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tabella d\u2019armamento della portaerei comprendeva 1.112 uomini, suddivisi fra 78 Ufficiali (di cui 25 della Marina e 53 dell\u2019Aeronautica), 137 Sottufficiali (95 della Marina e 62 dell\u2019Aeronautica), 1.192 Sottocapi e comuni (tutti della Marina) e 6 civili: da questa suddivisione \u00e8 evidente la Regia Marina avesse previsto la \u201cconvivenza operativa\u201d con la Regia Aeronautica. Sulla base delle informazioni raccolte nell\u2019agosto 1930, si era prospettata la possibilit\u00e0 teorica di realizzare navi portaerei di dislocamento ridotto a quello ritenuto il minimo necessario per consentire l\u2019imbarco di un reparto aereo consistente. In base a questo scenario, Bonfiglietti prefigur\u00f2 tre varianti del progetto base di portaerei, indicate con le lettere \u201cA\u201d, \u201cB\u201d e \u201cC\u201d e caratterizzate da un dislocamento standard di 14.000 e 10.000 tonnellate e conseguenti riduzioni nel numero dei velivoli imbarcati e nelle prestazioni generali della piattaforma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-32477\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-sezione.jpg\" alt=\"\" width=\"837\" height=\"896\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-sezione.jpg 680w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/bonfiglietti-sezione-280x300.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il <strong><span style=\"color: #008000;\">progetto sviluppato dal generale Bonfiglietti<\/span><\/strong> era complessivamente armonico nei suoi aspetti e tecnicamente riuscito, nonch\u00e9 l\u2019ultimo che avrebbe permesso di arrivare alla guerra con una forza aerea imbarcata operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><\/strong> era provata dalle conseguenze della crisi economica del 1929 ed era impegnata fin dal 1933 in costosi programmi di costruzione e ricostruzione di navi da battaglia (che riteneva prioritari come tutte le Marine del mondo) e non aveva risorse per realizzarlo. Di fatto nessuna Marina Militare fu posta nella necessit\u00e0 di dover scegliere tra portaerei e navi da battaglia come la nostra e tutte si impegnarono in costosi programmi di costruzione di navi da battaglia. Inoltre, la Regia Marina era consapevole che la costruzione della portaerei avrebbe portato a uno scontro frontale con l&#8217;Aeronautica. Uno scontro in cui non avrebbe avuto l&#8217;appoggio di Mussolini che, al di l\u00e0 di una preferenza ideologica per sommergibili e MAS, non aveva idee precise in materia di guerra marittima. Inoltre, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><\/strong> voleva evitare impedimenti nel lento cammino verso la costituzione di reparti aerosiluranti che si consideravano prioritari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">C&#8217;erano anche limitazioni tecniche<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn Italia vi erano non pi\u00f9 di quattro scali che permettevano la costruzione di navi pi\u00f9 lunghe di 200 metri, spesso occupati da grandi transatlantici e dalle Littorio. Questa, a mio avviso, fu anche una delle ragioni per cui le Doria furono riammodernate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella programmazione della Marina c&#8217;era la volont\u00e0 di costruire due portaerei dopo il varo della Roma e dell&#8217;Impero (la prima nel 1940 e da completare nel 43 e la seconda da impostare nel 1941 e da completare nel 1944). Di fatto l&#8217;affrettata dichiarazione di guerra port\u00f2 l\u2019Italia in guerra senza aerosiluranti, con una linea di volo imbarcata basata sui soli idro-catapultabili in servizio sulle unit\u00e0 maggiori, cio\u00e8 105 Ro 43, di cui 44 imbarcati, suddivisi su ventuno reparti di volo (due per le Littorio con tre aerei e diciannove per gli incrociatori con due velivoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32470 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo.jpg\" alt=\"\" width=\"1060\" height=\"810\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo.jpg 1060w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo-768x587.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo-1024x782.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RO-43-Zara_aereo-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 1060px) 100vw, 1060px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ro 43 sullo Zara<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con lo scoppio della guerra il <strong><span style=\"color: #008000;\">Ro 43<\/span><\/strong> si trov\u00f2 a ricoprire anche il ruolo di caccia imbarcato sulla Classe Littorio, Classe Zara (incrociatore), Classe Alberto di Giussano, Classe Trento, Classe Duca d&#8217;Aosta e Classe Raimondo Montecuccoli, risultando per\u00f2 non all&#8217;altezza dei potenziali avversari per la dotazione di sole due mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7 mm. Ne fu realizzata una versione migliorata ma sempre per ricognizione e supporto all&#8217;artiglieria navale. Il Piccolo Ro 43 rese preziosi servigi pur essendo un aereo un poco delicato per il gravoso servizio ma il progressivo invecchiamento port\u00f2 a richiedere la sua sostituzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32479\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Reggiane_Re.2000_Catapultabile_2.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Reggiane_Re.2000_Catapultabile_2.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Reggiane_Re.2000_Catapultabile_2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Maggio 1942: il Re. 2000 Catapultabile (MM.8281) con il motore acceso sulla catapulta del Giuseppe Miraglia pronto per il decollo e, sotto, lo stesso aereo ripreso poco dopo mentre decolla tra i vapori della catapulta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto rimanevano molto complesse le operazioni di reimbarco del velivolo a fine missione, che dovevano essere eseguite con la nave ferma in mare (per almeno mezz&#8217;ora) e sempre con condizioni meteo assicurate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-32478 alignleft\" style=\"font-size: 16px;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/375px-Reggiane_Re.2000_Catapultabile.jpg\" alt=\"\" width=\"837\" height=\"627\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/375px-Reggiane_Re.2000_Catapultabile.jpg 375w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/375px-Reggiane_Re.2000_Catapultabile-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La non semplice procedura prevedeva l&#8217;imbragatura del velivolo che veniva poi issato sul ponte con una gru di bordo. Inutile dire che in questo frangente aumentava la vulnerabilit\u00e0 della nave in caso di attacco nemico; tanto che alla fine si prefer\u00ec che i velivoli rientrassero in un idroscalo costiero per effettuare successivamente il reimbarco con la nave in porto. Questo comport\u00f2 una forte limitazione operativa ovvero l&#8217;utilizzo di ogni velivolo imbarcato per un&#8217;unica missione. Analizzando le modalit\u00e0 di impiego, data l\u2019impossibilit\u00e0 di recupero in mare, si decise che sarebbe stato pi\u00f9 proficuo l\u2019impiego di aerei terrestri, dalle migliori prestazioni, che dopo la missione avrebbero potuto dirigersi verso un base costiera come gi\u00e0 facevano i Ro 43. Si ritenne quindi di imbarcare un ricognitore biposto e anche un aereo da caccia per assicurare un minimo di autodifesa alle unit\u00e0 che lo imbarcavano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28742\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Reggiane_Re.2002.jpg\" alt=\"\" width=\"838\" height=\"595\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Reggiane_Re.2002.jpg 390w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Reggiane_Re.2002-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 838px) 100vw, 838px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane 2002 <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aerei scelti furono il caccia <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2000<\/span><\/strong> (che avrebbe dovuto essere sostituito il pi\u00f9 presto possibile con il <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2001<\/span><\/strong> prescelto come base per la linea di volo della portaerei) e come aereo ricognitore il <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggiane Re 2003<\/span><\/strong>. Per quanto riguarda questo velivolo, al termine della sua sperimentazione sulle navi, fu deciso di cancellare il precedente ordine di duecento esemplari a favore di altrettanti <strong><span style=\"color: #008000;\">RE 2002<\/span><\/strong> e si decise di utilizzare i <strong><span style=\"color: #008000;\">Fiat G.50<\/span><\/strong>, di cui c&#8217;era ampia disponibilit\u00e0, da trasformare in biposto da parte della <strong><span style=\"color: #008000;\">SCA<\/span><\/strong> di Guidonia.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte II\u00a0 &#8211; continua<br \/>\nGianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>si ringrazia l&#8217;ufficio storico della Marina Militare e gli autori delle collezioni per il materiale fotografico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32302\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32303\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32307\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-16 maxbutton maxbutton-parte-iv\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/46950\"><span class='mb-text'>PARTE IV<\/span><\/a>\n<a class=\"maxbutton-17 maxbutton maxbutton-parte-v\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/32309\"><span class='mb-text'>PARTE V<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">FONTI<\/span><\/strong><br \/>\nLe portaerei italiane di Michele Cosentino<br \/>\nLa portaerei italiana di Achille Rastelli<br \/>\nTempesta sul Ponte di volo di Carlo de Risio<br \/>\nLe navi di linea italiane &#8211; Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nMussolini e i suoi generali di John Gooch<br \/>\nLa guerra italiana sul mare. La Marina tra vittoria e sconfitta, 1940-1943 Giorgio Giorgerini<br \/>\nStoria dell&#8217;aviazione navale in Italia Ufficio storico della Marina Militare<br \/>\nIl generale del Genio Navale Filippo Bonfiglietti di Michele Cosentino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: aviazione per la Marina, Regia Marina . Alla ricerca di una portaerei \u2026 una lunga strada. Gianluca Bertozzi affronta oggi i primi progetti e l&#8217;impiego degli aerei della aviazione imbarcata. 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