{"id":30879,"date":"2019-05-28T00:22:34","date_gmt":"2019-05-28T00:22:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30879"},"modified":"2026-06-16T13:06:07","modified_gmt":"2026-06-16T11:06:07","slug":"archeologia-delle-acque-il-relitto-di-marzameni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30879","title":{"rendered":"I relitti di Marzamemi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: III SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte i relitti parlano e ci raccontano storie lontane di mare, di guerra e di morte. Quasi 1.500 anni fa, una nave mercantile bizantina si ritrov\u00f2 in mezzo ad una tempesta. Il vento e le onde lo spinsero verso la costa siciliana e la nave che trasportava un carico di pietre incominci\u00f2 a rollare pericolosamente. Ormai senza possibilit\u00e0 di manovra l\u2019equipaggio si sent\u00ec perduto. La speranza di poter raggiungere un porto sicuro svan\u00ec presto. Siracusa era a 25 miglia a nord, quando un&#8217;onda maggiore delle altre sollev\u00f2 lo scafo della nave e lo spinse ormai senza speranza su una scogliera. Le 150 tonnellate di materiale litico fuoriuscirono e si sparsero sul fondo marino. La nave stava trasportando materiale edile gi\u00e0 lavorato come colonne, capitelli, basi e persino un ambone decorato ed un pulpito. Destinati a qualche chiesa che li aveva commissionati non arrivarono mai a destinazione e lapidi incise e decorazioni divennero parte del fondale nascondendosi nel sedimento. Questo per almeno quattordici lunghi secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Si racconta che nel 1959 un pescatore ne individu\u00f2 alcune mentre era intento nella pesca delle seppie. Aveva ritrovato i resti di un relitto antico che divenne famoso come il relitto di Marzamemi.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32153 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzameni-2.jpg\" alt=\"\" width=\"628\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzameni-2.jpg 845w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzameni-2-300x197.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzameni-2-768x504.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 628px) 100vw, 628px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coprendo un&#8217;area un p\u00f2 pi\u00f9 piccola di un campo di calcio e situata a meno di un metro e mezzo di profondit\u00e0 dal villaggio di pescatori di Marzamemi, il sito fu facilmente studiato negli anni &#8217;60 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Gerhard Kapit\u00e4n<\/span><\/strong>, un archeologo e etnografo tedesco. Kapit\u00e4n era convinto che il naufragio di Marzamemi avesse un ruolo importante in una massiccia campagna di costruzione voluta da Giustiniano I, il grande imperatore bizantino noto come &#8220;l&#8217;ultimo romano&#8221;. Basandosi su numerosi dettagli scavati sulle decorazioni dei marmi, <strong><span style=\"color: #008000;\">Kapit\u00e4n<\/span><\/strong> concluse che non solo la nave affond\u00f2 durante il regno di Giustiniano, ma che probabilmente il suo carico consistente in elementi decorativi della navata di una chiesa vicino a Costantinopoli, era diretto verso occidente forse per arricchire una nuova chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Kapit\u00e4n<\/span><\/strong> riteneva che quei marmi costituissero un insieme quasi completo di elementi per una basilica bizantina. Dalle prime stime, il carico naufragato nelle acque siciliane era di 290 tonnellate di marmo proveniente, soprattutto, dall\u2019isola di Marmara, in Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, l&#8217;archeologo della Stanford University <strong><span style=\"color: #008000;\">Justin Leidwanger<\/span><\/strong> e l&#8217;assessore regionale della Sicilia per il patrimonio culturale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastiano Tusa<\/span><\/strong>, ritornarono sul luogo del naufragio di Marzamemi alla testa di un team di archeologi. Tra le tante domande: come arrivarono i carichi di marmo, chi era il mittente di quei beni costosi e dove erano diretti. <strong><span style=\"color: #008000;\">Leidwanger<\/span><\/strong> ritiene che l\u2019ipotesi che l\u2019ipotesi di spedire materiali precostruiti per costruire delle chiese in Occidente sia in qualche modo limitativa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_32161\" aria-describedby=\"caption-attachment-32161\" style=\"width: 266px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32161\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Giustiniano_I.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Giustiniano_I.jpg 500w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Giustiniano_I-250x300.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-32161\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano meglio noto come Giustiniano I il Grande fu un imperatore bizantino, dal 1\u00ba agosto 527 fino alla sua morte avvenuta nel 565 d.C.<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spedizioni di materiali per la costruzione a livello industriale iniziarono da subito, con l&#8217;avvento dell&#8217;impero romano e raggiunse il suo apice nel terzo secolo d.C. Con la caduta dell\u2019impero Romano le province occidentali caddero in mano ai Vandali, ai Visigoti e agli Ostrogoti, e le reti commerciali crollarono. Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Giustiniano I<\/span> <\/strong>prese il potere nel 527, la situazione era drammatica. Solo Costantinopoli resisteva e Giustiniano intraprese una politica di riconquista dell&#8217;impero nei territori che erano caduti in mano ai Barbari. I <strong><span style=\"color: #008000;\">Bizantini<\/span><\/strong>, dopo aver ricatturato il Nord Africa, la penisola italica, parte della Spagna e le principali isole del Mediterraneo cercarono di ricostruire l&#8217;Impero. <strong><span style=\"color: #008000;\">Giustiniano<\/span> <span style=\"color: #008000;\">I <\/span><\/strong>decise di costruire nuove fortificazioni, chiese, castelli, terme, acquedotti, cisterne e monasteri. Un&#8217;opera importante che si svolse da Gerusalemme fino alla Spagna nel tentativo di riconsolidare l&#8217;impero sotto la croce del Cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><b>Perch\u00e9 <\/b><\/span><span style=\"font-size: 24px;\"><b>Marzamemi<\/b><\/span><span style=\"font-size: 18pt;\"><b>?<\/b><\/span><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><b>Marzamemi<\/b><\/span><\/span> era posta lungo una rotta importante, a sud est della Sicilia, un incrocio delle rotte commerciali che attraversano il mar Mediterraneo, separando l&#8217;Europa e l&#8217;Africa. Da un lato la perigliosa rotta verso lo stretto di Messina battuta da forti venti e correnti, dall\u2019altro una lunga costa senza riparo ai venti meridionali di Scirocco e Mezzogiorno, ovvero da Sud-Est e da Sud).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32157 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzamemi_2012_03.gif\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"366\" \/>La nave mercantile bizantina era probabilmente in rotta verso Siracusa, per trovare riparo dal cattivo tempo nella sua baia protetta, ma non vi arriv\u00f2 mai. Lo studio del relitto \u00e8 relativamente semplice in quanto le profondit\u00e0 in gioco sono molto basse anche se il fondo limoso nasconde facilmente. I resti marmorei ritrovati da Kapitan hanno mostrato lastre di pregiato marmi, dal bianco-grigio dal Proconneso allo screziato verde dalle montagne del nord della Grecia, che indicano che questo carico era destinato ad una piccola ma ricca basilica urbana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Leidwanger<\/span><\/strong> potrebbe esserci stato un secondo piccolo carico, forse di vino oppure olio, in anfore da trasporto, nonch\u00e9 vasi da dispensa, da cucina e da mensa provenienti dalla cambusa, insieme a concrezioni metalliche della nave stessa. L\u2019attenzione ora non \u00e8 pi\u00f9 concentrata sui pezzi di marmo ma verso i piccoli artefatti nascosti nel sedimento, come frammenti di ceramiche, monete e di vetro ma anche i chiodi dello scafo ed frammenti della nave. Questi ritrovamenti sono particolarmente importanti per comprendere l\u2019insieme del relitto. Un opera capillare che trova difficolt\u00e0 nel fatto che il sito \u00e8 stato ed \u00e8 facilmente raggiungibile da terzi che, raccogliendo resti degli artefatti, possono compromette il quadro totale del relitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-32158 alignleft\" style=\"text-align: justify;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/marzamemi_2012_04-1.gif\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"832\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ambizioso progetto, dal titolo \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Le rotte dei marmi<\/span><\/em><\/strong>\u201d, sta cercando ora di fare chiarezza. Un programma di studio, iniziato dallo staff della Sovrintendenza del Mare della regione Sicilia, che da anni si dedica allo studio dei ritrovamenti lungo le coste di Sicilia e Calabria di navi romane che trasportavano i pregiati marmi dall\u2019Oriente e dalla Grecia destinati ai grandiosi edifici pubblici e privati dell\u2019epoca. Le ricerche hanno come obiettivo la documentazione dei carichi per mezzo di tecnologie fotogrammetriche sperimentali, grazie anche alla consulenza di Francesco Guerra, responsabile del laboratorio di fotogrammetria dell&#8217;Universit\u00e0 IUAV di Venezia, in grado di restituire visualizzazioni 3D ad alta definizione e la campionatura sistematica dei blocchi litici per sottoporli al riconoscimento. Quest&#8217;ultima fase del progetto viene curata da Lorenzo Lazzarini, direttore del Laboratorio per l&#8217;Analisi dei Materiali Antichi dello IUAV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La documentazione raccolta viene processata in ambiente 3D anche grazie alla collaborazione di Simone Parizzi, ingegnere navale, per proporre una ricostruzione delle dimensioni, della forma della nave e delle sue caratteristiche idrostatiche. L&#8217;esiguit\u00e0 delle testimonianze dei resti lignei degli scafi impiegati per il trasporto di questi carichi straordinari (che arrivano fino alle 350 tonnellate) impone, infatti, di procedere con proposte ricostruttive partendo dalla ricomposizione del carico. Nel caso del relitto delle colonne di Marzamemi (2014) i ricercatori dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Universit\u00e0 C\u00e0 Foscari<\/span> <\/strong>e dello <strong><span style=\"color: #008000;\">IUAV<\/span> <\/strong>di Venezia esplorarono l\u2019enorme carico, uno dei pi\u00f9 grandi conosciuti del Mediterraneo antico. Con loro anche gli esperti della <strong><span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza del Mare<\/span><\/strong> guidata, all\u2019epoca, dall\u2019indimenticabile <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebastiano Tusa<\/span><\/strong>. I ricercatori hanno ritrovato quattordici blocchi di marmo tra i quali la pi\u00f9 grande colonna ritrovata sott\u2019acqua nel Mediterraneo (640 cm x 185 cm, 49 tonnellate). Il tonnellaggio totale del carico \u00e8 stato stimato di 164 tonnellate con un volume totale di 61 metri cubi. Dalle analisi dei campioni, il marmo risulta essere anch&#8217;esso di tipo Proconneso, proveniente, quindi, dal Mar di Marmara.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La ricerca continua.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Si ringrazia al<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Soprintendenza del Mare per la consulenza e le informazioni sul relitto e la sua storia<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Fonti<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Balletti, Caterina, Beltrame, Carlo, Elisa Costa, Paolo Vernier, Francesco Guerra, in c.s., 3D Reconstruction of marble cargos shipwreck based on underwater multi-image photogrammetry in Digital applications in archeology and cultural heritage.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caterina Balletti; Carlo Beltrame; Elisa Costa; Francesco Guerra; Paolo Vernier, 2015, Underwater photogrammetry and 3D reconstruction of marble cargos shipwreck, The international archives of the photogrammetry, remote sensing and spatial information sciences, ISPRS, vol. XL, pp. 7-13, Convegno: Underwater 3D recording and modeling.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisa Costa; Carlo Beltrame; Francesco Guerra, 2015, Potentialities of 3D reconstruction in Maritime Archaeology , CAA, 21st Century Archaeology, methods and tools, Concepts. Proceedings of the 42nd annual conference on Computer applications and quantitative methods in archaeology, Oxford, Archeopress, pp. 549-556, Convegno: Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology (CAA), 2014.<\/p>\n<p>Leidwanger, J. 2016. &#8220;I Relitti di Marzamemi.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mirabilia Maris: Tesori dai Mari di Sicilia, edited by F. Agneto, A. Fresina, F. Oliveri, F. Sgroi, and S. Tusa, 185-187. Palermo: Regione siciliana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA MARINA PERIODO: III SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: relitto &nbsp; A volte i relitti parlano e ci raccontano storie lontane di mare, di guerra e di morte. Quasi 1.500 anni fa, una nave mercantile bizantina si ritrov\u00f2 in mezzo ad una tempesta. 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