{"id":30852,"date":"2019-05-31T00:01:37","date_gmt":"2019-05-30T22:01:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30852"},"modified":"2025-11-06T21:01:20","modified_gmt":"2025-11-06T20:01:20","slug":"30852","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30852","title":{"rendered":"Le costruzioni navali italiane nel periodo dal 1936 al 1945 &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: costruzioni, armamenti, regia marina italiana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nL&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Italia<\/span><\/strong> entr\u00f2 in guerra nel giugno 1940 e la combatt\u00e9 con unit\u00e0 navali costruite in prevalenza tra il 1923 e il 1937. Ci\u00f2 fu dovuto al fatto che, con la conquista dell&#8217;Etiopia e la proclamazione dell&#8217;Impero (1936), si era chiuso il ciclo principale di ammodernamento armonico ed equilibrato del naviglio della Regia Marina nelle sue diverse categorie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30869 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"714\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma.jpg 1200w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-768x457.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/regia-nave-Roma-1024x609.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la Regia Nave Roma, terza unit\u00e0 e ultima unit\u00e0 della classe Littorio, rappresent\u00f2 il meglio della produzione navale bellica italiana della seconda guerra mondiale. Costruita dai Cantieri Riuniti dell&#8217;Adriatico fu consegnata alla Regia Marina il 14 giugno 1942<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quella data, stando alla documentazione del Ministero della Marina, del Tesoro e dell&#8217;industria cantieristica, vi fu una riduzione effettiva delle risorse ed una scelta politico-strategica che punt\u00f2 a concentrare l&#8217;impegno di quanto disponibile (poco considerevole a dir la verit\u00e0) sulla costruzione delle quattro navi da battaglia della classe &#8220;Vittorio Veneto&#8221; o Littorio, sulla ricostruzione delle vecchie navi da battaglia Doria e Duilio (Cavour e Cesare erano gi\u00e0 stati aggiornati) e di un buon numero di sommergibili a prevalenza del tipo oceanico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30872\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Nave_Littorio_equipaggio.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"572\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Nave_Littorio_equipaggio.jpg 390w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Nave_Littorio_equipaggio-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Nave_Littorio_equipaggio-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La classe Littorio, a volte indicata anche come classe Vittorio Veneto,\u00a0 nel 1940, epoca della loro entrata in servizio, erano tra le pi\u00f9 potenti navi da battaglia del mondo come artiglieria, in quanto le classe South Dakota statunitensi pur avendo l&#8217;armamento principale di calibro maggiore rispetto alle Littorio avevano una minore gittata. Il suo armamento presentava per\u00f2 notevoli difetti per cui gli OTO\/Ansaldo 381\/50 presentavano una forte dispersione delle salve in combattimento, mettendo quindi raramente un colpo a segno, per colpa dei proiettili non standardizzati e perch\u00e9 la canna tendeva a consumarsi rapidamente\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1936-1937 ed il 1938-1939, il bilancio della Marina crebbe solo in termini monetari dello 0,17%. Tenendo conto degli andamenti del tasso d&#8217;inflazione dell&#8217;epoca (circa 1,8%) di fatto ci fu un taglio drastico della spesa navale. Successivamente questa\u00a0 diminu\u00ec, nel 1937-1938, nella misura di un -13,2% passando da 3.423 milioni dell&#8217;esercizio precedente a 2.970. Le restrizioni di bilancio misero in crisi tutti i programmi compreso il completamento della nave da battaglia <strong><span style=\"color: #008000;\">Impero<\/span><\/strong>, ultima unit\u00e0 della Classe Littorio. Il suo allestimento, nonostante fosse gi\u00e0 stata varata, non venne mai completato. Tutto questo malgrado la possibilit\u00e0 di un conflitto divenisse sempre pi\u00f9 concreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I programmi anteguerra e la capacit\u00e0 industriale e cantieristica<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17954 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2000px-CoA_Regia_Marina.svg.png\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2000px-CoA_Regia_Marina.svg.png 2000w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2000px-CoA_Regia_Marina.svg-193x300.png 193w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/2000px-CoA_Regia_Marina.svg-660x1024.png 660w\" sizes=\"(max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/>Uno studio del 1936 aveva elaborato due alternative di sviluppo per la Regia Marina italiana, ovvero una flotta mediterranea con una limitata capacit\u00e0 d&#8217;incursione oceanica (costituita da 6 navi da battaglia, 22 incrociatori, 116 siluranti, 75 sommergibili, 8 avvisi scorta, 24 caccia-sommergibili, 18 posamine e 48 MAS) o una flotta a vocazione oceanica (composta da 9\/10 navi da battaglia, 3 navi portaerei 36 incrociatori, 142 siluranti, 84 sommergibili, 36 avvisi scorta, 24 cacciasommergibili, 24 cannoniere, 18 posamine, 48 MAS).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da notare il fatto che il programma della componente oceanica prevedeva l&#8217;inserimento innovativo delle <strong><span style=\"color: #008000;\">navi portaerei<\/span><\/strong> per le quali la stessa Aeronautica non si opponeva e prevedeva di contribuire con 100-120 aerei da imbarcare compreso il personale di volo e quello tecnico. Tuttavia, nel contesto economico italiano post Etiopico, ipotizzare la realizzazione di questi programmi per l&#8217;anno 1942, dato l&#8217;impegno finanziario e costruttivo richiesto, appariva azzardato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17962 alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/ammiraglio_Cavagnari.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"318\" \/>L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Cavagnari<\/span> <\/strong>pi\u00f9 realisticamente propose a Mussolini un programma per il 1939-1940 di 47 unit\u00e0 per 77.000 tonnellate che mirava alla realizzazione di una nuova flotta mediterranea con una limitata capacit\u00e0 d&#8217;intervento oceanico. Proposta che Mussolini approv\u00f2. Il bilancio 1939-1940 fu quindi portato a oltre 5 miliardi (rappresentavano per\u00f2 solo il 18,5% dell&#8217;intera spesa militare italiana) con un aumento di quasi il 52% (poco meno di 1800 milioni) sull&#8217;esercizio precedente. Circa il 23% fu riservato alle nuove costruzioni, rimodernamenti e riattamenti. Allo scoppio della guerra, nel <strong><span style=\"color: #008000;\">settembre 1939<\/span><\/strong>, il Governo di Roma, di fronte alle carenze finanziarie e materiali e nell&#8217;urgenza di terminare le costruzioni in corso, impose drastici tagli ai programmi navali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono purtroppo tagliate preziose categorie di naviglio: si impose la rinuncia ai tre incrociatori leggeri oceanici della nuova classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Costanzo Ciano<\/span><\/strong>&#8220;, a quattro dei previsti dodici incrociatori veloci o super caccia della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Capitani Romani<\/span><\/strong>&#8220;, ai dodici cacciatorpediniere (in versione antiaerea) della seconda serie della classe &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Soldati<\/span><\/strong>&#8220;, a sei avvisi scorta classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Orsa tropicalizzata<\/span><\/strong>\u201d, a ventiquattro sommergibili tra battelli da grande e media crociera, a due navi cisterna di squadra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_30613\" aria-describedby=\"caption-attachment-30613\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30613 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rn-camicia-nera-classe-soldati.gif\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"322\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-30613\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">RN Camicia Nera &#8211; classe Soldati<\/span><\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto risparmiato fu devoluto al completamento delle navi da battaglia di nuova costruzione e di quelle ai lavori di rimodernamento: decisione accettabile con una previsione di entrata in guerra tra la fine del 1942 inizio del 1943 ma discutibile nella prospettiva di una imminente entrata in guerra. <strong><span style=\"color: #008000;\">Quanto sopra a causa della mancanza di direttive chiare sugli intendimenti del governo anche nel breve periodo, cosa che imped\u00ec alle forze armate una pianificazione seria.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu invece predisposta una pianificazione sufficientemente precisa, aggiornata quasi annualmente, sulle costruzioni di naviglio in tempo di guerra con le ripartizioni di produzione tra i vari cantieri nazionali. Nella pianificazione fu stimata una capacit\u00e0 costruttiva massima dei nostri cantieri navali 55.000 tds anno di naviglio combattente. Una quantit\u00e0 che poteva essere variata in 52.000 tds di naviglio combattente pi\u00f9 8.000 tds di naviglio ausiliario o, in alternativa, 250.000\/300.000 tsl annue di naviglio mercantile (1), <strong><span style=\"color: #008000;\">questo se fossero stati assicurati materie prime, manodopera e tranquillit\u00e0 di lavoro<\/span> <\/strong>(fattori considerati improbabili in caso di conflitto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella pianificazione delle costruzioni di guerra ancor maggiore precisione fu tenuta riguardo al fabbisogno costruttivo di sommergibili. Il limite massimo di potenzialit\u00e0 annua in condizioni ottimali fu determinato in sedici battelli da grande crociera e in trentadue da media crociera, con completamento a partire dal nono mese dell&#8217;impostazione. La capacit\u00e0 costruttiva naturalmente era correlata anche a quella delle fabbriche che dovevano rendere disponibili armi e apparecchiature da imbarcare. Fu anche fissato che, a valore costante, l&#8217;onere finanziario annuale per le nuove costruzioni navali non potesse superare i 1.500 milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Commissione Suprema di Difesa<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">nell&#8217;approvare queste predisposizioni della Marina, dispose di non iniziare in guerra costruzioni di navi di dislocamento superiore alle 5000 tds.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-30873\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"669\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii.jpg 2268w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii-1024x761.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Regia-Marina-wwii-1200x892.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Risorse finanziarie e materiali per le costruzioni di guerra<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNegli esercizi dei tre anni di guerra il bilancio della Regia Marina aument\u00f2 in misura consistente; l&#8217;esercizio 1940-1941 registr\u00f2 un aumento del 50,5% rispetto a quello precedente, nei due esercizi successivi l&#8217;incremento fu del 37,8% e del 39,2%, con stanziamenti di 7,8, di 10,8 e di 15,1 miliardi di lire. Dal 10 luglio 1940 al 30 giugno 1943 (a quel tempo l&#8217;anno di bilancio italiano andava appunto da luglio a giugno successivo), la Regia Marina ricevette stanziamenti per circa 34 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non fu certo molto se si considerano le esigenze crescenti della guerra e l&#8217;andamento dei costi, se pur ufficialmente bloccati secondo le norme dell&#8217;economia di guerra. In termini reali, l&#8217;aumento effettivo medio nel triennio bellico fu tra il 25% e il 30% (contro il 42,5% ufficiale), valore che rivela in quali ristrettezze finanziarie si muovesse l&#8217;Italia in quegli anni critici, malgrado le misure attuate per l&#8217;economia di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe pensare che buona parte dell&#8217;aumento di stanziamento fosse andato al potenziamento del naviglio, cosa che invece avvenne solo in parte, anche se va detto che l&#8217;impegno dei cantieri, dal 1940 al 1943, considerate le condizioni generali e specifiche in cui lavoravano, fu notevole e il risultato di tutto rispetto e inaspettato date le previsioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-12424 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Aquila-300x140.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Regia portaerei Aquila<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impegno fu in gran parte dedicato al naviglio sottile e minore ed ai sommergibili, coll&#8217;eccezione del completamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">Roma<\/span><\/strong> e dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Impero<\/span><\/strong>, del riattamento del <strong><span style=\"color: #008000;\">Cavour<\/span><\/strong>, della trasformazione di due navi passeggeri nelle portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">Aquila<\/span><\/strong> e <span style=\"color: #008000;\"><strong>Sparviero<\/strong><\/span>, dell&#8217;allestimento dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Etna<\/span><\/strong> e del <strong><span style=\"color: #008000;\">Vesuvio<\/span><\/strong>, incrociatori antiaerei ottenuti da scafi a suo tempo costruiti per il Siam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo che possa essere considerato un risultato accettabile nel quadro dell&#8217;economia italiana di guerra, anche se di fatto non riusc\u00ec a colmare le perdite e alcune lacune iniziali della composizione delle forze navali, come ad esempio quella del naviglio antisommergibile e antiaereo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte non trascurabile di fondi e dei materiali disponibili fu assorbita dalle frequenti riparazioni dei danni subiti in combattimento e dai cicli di lavori delle navi che erano sottoposte a pesanti e logoranti missioni di guerra. Riparazioni e turni di lavori passarono da una spesa inferiore al 3% del bilancio degli anni prebellici, ad una intorno al 10% con una punta dell&#8217;11% nell&#8217;esercizio 1941-1942, dimostrando quanto logorante era l\u2019impegno a cui era sottoposto il naviglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non di rado capit\u00f2 che risorse furono sottratte al naviglio di nuova costruzione per trasferirle alla riparazione dei danni di unit\u00e0 preziose e urgenti per l&#8217;attivit\u00e0 bellica (caso limite il prelevare la prua da un unit\u00e0 in costruzione per sostituire quella danneggiata di un unit\u00e0 in servizio). Proprio in questi casi si potevano conseguire ritardi e disguidi nei processi di fabbricazione, oltre quelli derivati dall&#8217;offesa aerea nemica e da una certa mancanza di mano d&#8217;opera specializzata. In realt\u00e0 non si pu\u00f2 dire che la Nazione in guerra non abbia tentato di fornire alla Regia Marina, nei limiti delle capacit\u00e0 totali, il necessario per la condotta della guerra che la Forza Armata stava conducendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo stesso si pu\u00f2 dire per le risorse materiali<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Se pur si incontrarono ritardi, lacune e manchevolezze esse avevano spesso radici in motivi lontani. L&#8217;autorit\u00e0 preposta agli approvvigionamenti e alle fabbricazioni di guerra, cio\u00e8 il Commissariato e poi Sottosegretariato per le Fabbricazioni di Guerra, fece sempre in modo che alla Regia Marina potesse arrivare il massimo possibile delle disponibilit\u00e0 per consentirle il pi\u00f9 alto grado di continuit\u00e0 operativa. Poco pot\u00e9 invece fare per accelerare lo sviluppo tecnologico che rimase generalmente sulla carta o allo stato sperimentale o in fase di preproduzione, e purtroppo non si realizz\u00f2 a bordo delle navi se non in misura molto ridotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span><span style=\"color: #008000;\"> italiana<\/span><\/strong> entr\u00f2 in guerra con soddisfacenti situazioni di scorte: non vi erano preoccupazioni per viveri, vestiario, equipaggiamenti; la situazione del munizionamento era pi\u00f9 che buona (le scorte per le navi erano a tempo indefinito); invece per i<strong><span style=\"color: #008000;\"> combustibili<\/span><\/strong> la situazione non era rosea, avendo una copertura per 5-6 mesi per il complesso delle forze navali e mercantili (se avessero operato senza limitazioni); una finestra temporale elevabile a un anno accettando delle limitazioni all\u2019operativit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30859\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/390px-Sommergibile_Cagni.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"657\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/390px-Sommergibile_Cagni.jpg 389w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/390px-Sommergibile_Cagni-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/390px-Sommergibile_Cagni-220x161.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il sommergibile Cagni alla banchina lavori del cantiere di Monfalcone. Notare gli accumulatori delle batterie allineati sulla banchina prima di essere imbarcati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficolt\u00e0 si incontrarono per determinati materiali utilizzati per le costruzioni, in particolare per quelli siderurgici dove, a fronte di un fabbisogno totale militare di 4 milioni di tonnellate\/anno, ci fu una produzione poco al di sopra dei 2 milioni di tonnellate\/anno che dovevano essere dosate anche per coprire le residue esigenze civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 facile rilevare come certe ristrettezze o impossibilit\u00e0 dovessero influire sulle decisioni di chi doveva stabilire l&#8217;impiego delle navi e di chi doveva condurle all&#8217;azione. Era fin da allora chiaro che una nave perduta in guerra sarebbe stata ben difficilmente rimpiazzata e che una danneggiata avrebbe potuto rimanere inoperante anche per lungo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando ai materiali siderurgici, fondamentali per le costruzioni navali, l&#8217;anno pi\u00f9 proficuo fu il 1942 con una disponibilit\u00e0 per il paese di 2.750.000 tonnellate di prodotti siderurgici, di cui 686.000 provenienti dalla Germania. Va riconosciuto che le richieste della Regia Marina in fatto di acciaio furono soddisfatte nella massima misura possibile; furono infatti destinati alle costruzioni e riparazioni navali oltre 1.050.000 tonnellate di acciaio dall&#8217;inizio di settembre 1939 alla fine di luglio 1943 quantitativo non enorme ma comunque notevole dato il quantitativo disponibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi fu alcuna difficolt\u00e0 per il prodotto laminato cio\u00e8 per le lamiere grosse, considerata la grande capacit\u00e0 degli impianti a fronte dei quantitativi disponibili da laminare, mentre per le leghe speciali e i correttivi degli acciai necessari per gli acciai ad alta resistenza le carenze furono frequenti, cosa che rallent\u00f2 il completamento delle navi che rimanevano spesso in attesa di quei componenti che non si potevano produrre malgrado altri materiali fossero disponibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In una situazione di guerra era difficile dunque equilibrare e pianificare i fabbisogni per le nuove costruzioni e per i lavori di riparazione e manutenzione<\/span><\/strong>: non si pot\u00e9 che seguire la via dell&#8217;urgenza del momento. La situazione comunque impose tagli dolorosi; quando, nel 1942, si tratt\u00f2 di approvare i programmi per il 1943, i fabbisogni della Regia Marina furono recepiti &#8211; come quelli dell&#8217;Aeronautica &#8211; se pur con qualche riserva per gli acciai speciali, l&#8217;alluminio e il rame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prezzo pagato, vista la priorit\u00e0 che aveva il naviglio militare in quel momento, fu <strong><span style=\"color: #008000;\">la rinuncia al programma d&#8217;impostazione di navi mercantili<\/span><\/strong> che prevedeva diciannove unit\u00e0 da 10.000 tds, tre da 4.800, una da 4.000, cinque da 2.100 e tre navi salvataggio. Non fu un sacrificio da poco dato che la carenza di navi mercantili era grave ma non vi erano alternative, in parte si suppl\u00ec a ci\u00f2 con le navi catturate, pronte o da riparare, nei porti francesi occupati nel novembre 1942.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Note<\/span><\/strong><br \/>\n(1) tds=tonnellata di dislocamento, peso, tsl= tonnellate di stazza lorda, volume<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">FONTI<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nLe costruzioni navali italiane di guerra di Giorgio Giorgerini<br \/>\nLe navi da guerra italiane 1940-1945, di Erminio Bagnasco et alii<br \/>\nFascisti sul mare: La Marina e gli ammiragli di Mussolini di Fabio De Ninno<br \/>\nI sommergibili del fascismo di Fabio De Ninno<br \/>\nNavi mercantili perdute,\u00a0 aa.vv.<br \/>\nCome perdere la guerra e vincere la pace cura di V. Zamagni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30852\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/45723\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: costruzioni, armamenti, regia marina italiana L&#8217;Italia entr\u00f2 in guerra nel giugno 1940 e la combatt\u00e9 con unit\u00e0 navali costruite in prevalenza tra il 1923 e il 1937. 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