{"id":30813,"date":"2019-05-15T00:19:18","date_gmt":"2019-05-15T00:19:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30813"},"modified":"2026-03-19T14:25:15","modified_gmt":"2026-03-19T13:25:15","slug":"geopolitica-un-nuovo-incidente-a-hormuz-ci-risiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30813","title":{"rendered":"Navi danneggiate da ordigni subacquei alle porte del Golfo Persico"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&nbsp;.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO INDIANO &#8211; GOLFO PERSICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: petroliere, minamento<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cosa sta succedendo nello stretto di Hormuz?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nLuned\u00ec scorso (13 maggio), l&#8217;Arabia Saudita ha dichiarato che due petroliere sono state danneggiate in modo significativo in un attacco avvenuto il 12 maggio nei pressi dello Stretto di Hormuz. Si tratterebbe di un non chiaro attacco\/sabotaggio che, al di l\u00e0 dei risultati, potrebbe avere delle conseguenze non trascurabili su uno dei pi\u00f9 sensibili choke point del mondo dove transita un terzo del greggio mondiale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_30832\" aria-describedby=\"caption-attachment-30832\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30832\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih.jpg 415w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Khalid-al-Falih-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-30832\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Khalid al-Falih<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro saudita per l&#8217;energia, <strong><span style=\"color: #008000;\">Khalid al-Falih<\/span><\/strong>, ha affermato che il sabotaggio ha lo scopo di &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">minare la libert\u00e0 della navigazione marittima e la sicurezza delle forniture di petrolio ai consumatori di tutto il mondo<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Una dichiarazione forte che, sebbene non chiarisca i fatti ed i possibili responsabili, richiama alla memoria le mine di agosto di tanti anni fa, quando furono disseminate mine alla deriva da parte degli Iraniani per ridurre il traffico nello stretto. La risposta dei mercati \u00e8 stata immediata. I futures sul petrolio CLM9, + 1,08% LCON9, + 1,34% luned\u00ec sono saliti alle stelle, con i trader che hanno citano l&#8217;attacco come fattore per un possibile forte aumento dei prezzi dopo un periodo di stasi o un incremento dei prezzi che ritracci parte della precedente discesa. Questo in un momento complesso e delicato in cui il greggio sembrava aver rinunciato a questi guadagni, abbassandosi quando una svendita azionaria globale legata a un&#8217;escalation della battaglia tariffaria tra Washington e Cina aveva fatto scendere le azioni USA, lasciando l&#8217;S &amp; P 500 SPX, -2,41% in calo del 2,6% e Dow Jones Industrial Average DJIA, -2,38% in calo di circa 700 punti nel punto pi\u00f9 basso del luned\u00ec. Questo incidente avviene proprio domenica 12 maggio.<br \/>\nLa situazione \u00e8 ancora poco chiara. Le fonti parlano di due navi colpite di cui una battente bandiera norvegese, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Victory<\/span><\/strong>, che hanno riportato dei danni allo scafo. I portavoce della compagnia norvegese che gestisce la nave, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Thome Ship Management<\/span><\/strong>, ha dichiarato che \u00e8 stata &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><\/em><em><span style=\"color: #008000;\">olpita da un oggetto sconosciuto sulla linea di galleggiamento<\/span><\/em><\/strong>&#8221; mentre era al largo di Fujairah. Nessun membro dell&#8217;equipaggio ha per fortuna subito danni. Dalle immagini pubblicate dalla Reuters sembrerebbe che lo scoppio sia stato causato da una carica di relativamente piccolo potenziale ed esterna allo scafo. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo e si aspettano le risultanze della commissione di inchiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato le dichiarazioni saudite sono apparse prudenti, secondo l\u2019Associated Press, gli Stati Uniti hanno dichiarato che &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;Iran o i suoi delegati<\/span><\/strong>&#8221; potrebbero prendere di mira il traffico marittimo nella regione. D&#8217;altra parte il ministero degli Esteri iraniano ha definito questi episodi &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">preoccupanti e terribili<\/span><\/em><\/strong>&#8221; ed ha richiesto un&#8217;immediata indagine, ipotizzando che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">sabotatori di un paese terzo<\/span><\/em><\/strong>&#8221; potrebbero essere dietro l\u2019accaduto e sottolineando che la sicurezza degli Stati del Golfo \u00e8 fragile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Emirati Arabi Uniti<\/span><\/strong> hanno riferito che il presunto attacco di domenica ha preso di mira quattro navi al largo della citt\u00e0 portuale di Fujairah, che si trova a circa 85 miglia (140 chilometri) a sud dello stretto di Hormuz. Si tratta di due petroliere di greggio di propriet\u00e0 della compagnia marittima saudita Bahri, una chiatta di bunker di carburante battente bandiera degli EAU ed una petroliera battente bandiera norvegese. L&#8217;incidente \u00e8 ancora sotto inchiesta e le navi danneggiate sono ora ancorate al largo delle coste degli Emirati nei pressi dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30814 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Strait-Hormuz-map.jpg\" alt=\"\" width=\"844\" height=\"707\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Strait-Hormuz-map.jpg 512w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Strait-Hormuz-map-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Perch\u00e9 Hormuz \u00e8 cos\u00ec importante?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome ho illustrato in un precedente <strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"color: #008000;\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\/archives\/20674\">articolo<\/a><\/span><\/strong>, lo stretto di Hormuz \u00e8 uno stretto che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman ed il Mar Arabico. Nel suo punto pi\u00f9 stretto \u00e8 largo solo ventuno miglia e la larghezza dei settori di uscita in entrambe le direzioni \u00e8 di sole due miglia, separate da una zona cuscinetto di due miglia. I fondali sono intorno ai settanta metri e quindi si prestano alla posa di ordigni come le mine. Il flusso delle correnti, dentro e fuori dallo Stretto di Hormuz, riflette lo scambio degli estuari del Golfo con gli oceani ma non \u00e8 molto conosciuto. Sono presenti nell&#8217;area dei fenomeni di up welling ovvero di risalita di acque dalle acque profonde, che coinvolgono il movimento provocato dal vento di grandi masse di acqua fredda, densa e generalmente ricca di nutrienti, che risalgono verso la superficie dell&#8217;oceano dove vanno a rimpiazzare l&#8217;acqua superficiale pi\u00f9 calda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stretto di Hormuz \u00e8 un passaggio obbligato, quello che viene chiamato in gergo marittimo un <strong><span style=\"color: #008000;\">choke point,<\/span><\/strong> attraversato da un intenso flusso mercantile e dalle petroliere che trasportano il greggio dai porti del Golfo Persico verso le destinazioni asiatiche ed europee. Le petroliere, che trasportano circa 17 milioni di barili di petrolio al giorno (circa un terzo di tutto il petrolio scambiato via mare a livello globale), navigano in un corridoio obbligato tra secche e isole dove i fondali non sono elevati. Lo stretto \u00e8 anche fondamentale per il trasporto di gas naturale liquefatto, in particolare proveniente dal Qatar e diretto verso il Giappone e Cina che importano grandi quantit\u00e0 di petrolio e gas. Un carico vitale per tutti i Paesi industrializzati che, secondo gli analisti, \u00e8 costato dal 1976 ad oggi oltre otto trilioni di dollari solo per la sua protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un film gi\u00e0 visto?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuesto episodio richiama alla memoria le immagini che resero tristemente famoso Hormuz durante la guerra delle petroliere negli anni \u201980.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14433\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/air-jar-irani.jpg\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"959\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/air-jar-irani.jpg 537w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/air-jar-irani-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Iran Ajr, la nave posamine iraniana intercettata e sequestrata<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa guerra fu la logica conseguenza del sanguinoso conflitto tra Iran e Iraq. Nei primi quattro anni di guerra ci furono attacchi da entrambe le parti alle navi mercantili ed alle petroliere che attraversavano lo <strong><span style=\"color: #008000;\">Stretto di Hormuz<\/span><\/strong>. L\u2019escalation si ebbe nel 1984, quando gli attacchi alle petroliere aumentarono nel tentativo di interrompere le esportazioni di petrolio e costringere l\u2019antagonista al tavolo dei negoziati. A queste azioni, l\u2019Iran rispose attaccando le navi cisterna che trasportavano il petrolio dal Kuwait e dall\u2019Arabia Saudita con la sua milizia pi\u00f9 fedele, i <strong><span style=\"color: #008000;\">pasdaran<\/span><\/strong>. Un evento decisivo avvenne il 21 settembre 1987, quando un elicottero della fregata U.S.S. Jarrett, un\u2019unit\u00e0 coinvolta nella operazione segreta <strong><span style=\"color: #008000;\">Prime Chance<\/span><\/strong>, ombreggiando la nave posamine iraniana, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Iran Ajr (foto a lato)<\/span><\/strong>, scopr\u00ec che gli Iraniani stavano posando in maniera occulta delle mine nei pressi di Hormuz. Una storia vecchia di anni i cui fantasmi si riaffacciano ora sullo stretto. In aprile (2019) i funzionari iraniani avevano minacciato di interrompere il flusso di petrolio attraverso lo stretto a seguito delle dichiarazioni dell&#8217;amministrazione Trump che aveva designato la <strong><span style=\"color: #008000;\">Guardia rivoluzionaria<\/span><\/strong> come &#8220;organizzazione terroristica straniera&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste preoccupazioni erano state poi addolcite dagli Iraniani. Secondo l&#8217;agenzia di stampa iraniana <strong><span style=\"color: #008000;\">Tasnim<\/span><\/strong>, il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, all&#8217;inizio di maggio, aveva dichiarato che l\u2019Iran non aveva alcun interesse a intensificare le tensioni con gli Stati Uniti e considerava il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz come &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">la nostra ancora di salvezza<\/span><\/em><\/strong>&#8221; e li voleva &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">sicuri e liberi per la navigazione di tutti i paesi, incluso l&#8217;Iran<\/span><\/em><\/strong>&#8220;, riconoscendo che tali zone sono cruciali non solo per la sicurezza regionale ma anche per l\u2019economia globale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30823 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln.jpg 1280w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/uss-abrham-lincoln-1200x675.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La portaerei a propulsione nucleare USS Abraham Lincoln fa parte della classe Nimitz (CVN 72). Il ponte di volo dispone di 4 catapulte a vapore tipo C13-2, quattro elevatori e quattro sistemi di cavi di arresto. La propulsione e la produzione di energia elettrica \u00e8 assicurata da due reattori nucleari A4W che sviluppano una potenza complessiva di 209 MW e hanno una vita utile di circa 20 anni. In caso di emergenza sono disponibili 4 motori diesel. La componente operativa principale \u00e8 costituita dallo stormo aereo imbarcato (CVW). Esso comprende caccia multiruolo F-18E\/F Super Hornet destinati ad essere sostituiti dai nuovi caccia multiruolo stealth F-35. Ad essi si aggiungono velivoli radar e per la guerra elettronica, nonch\u00e9 elicotteri per la guerra antisommergibile e per compiti di trasporto e soccorso. Credits: DoD | Mark Logico<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_30824\" aria-describedby=\"caption-attachment-30824\" style=\"width: 239px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30824\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Ali_Khamenei.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"313\"><figcaption id=\"caption-attachment-30824\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ayatollah Khamenei &#8211; foto da wikipedia<\/strong><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scorsa settimana, gli Stati Uniti avevano per\u00f2 annunciato il rafforzamento della loro presenza navale nell\u2019area con un gruppo composto dalla portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Abraham Lincoln<\/span><\/strong> per contrastare un eventuale attacco da parte iraniana alle forze statunitensi nella regione (<strong><span style=\"color: #008000;\"><a style=\"text-align: justify; color: #008000; text-transform: none; line-height: 1.5; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: underline; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px;\" href=\"https:\/\/www.whec.com\/national\/ap-explains-strait-of-hormuz-a-vital-global-oil-route\/5351310\/\">fonte American press<\/a>)<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 si aggiunge all&#8217;importante e stabile presenza della Fifth Fleet statunitense che ha sede a Al Manama, Bahrain.&nbsp;Questo rafforzamento della presenza militare \u00e8 una possibile risposta alla politica del leader supremo iraniano <strong><span style=\"color: #008000;\">Ayatollah Khamene<\/span><span style=\"color: #008000;\">i<\/span><\/strong> (foto a lato) che aveva minacciato azioni sul flusso energetico nella regione del Golfo nel caso di un&#8217;aggressione statunitense al Paese, sottolineando che Teheran desidera solo produrre combustibile nucleare a scopo civile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scheggia impazzita del regime o una contro risposta, pi\u00f9 o meno occulta, nel Golfo Persico e nelle zone limitrofe a seguito delle dichiarazioni statunitensi contro i fedelissimi del Regime iraniano? A questo punto viene qualche dubbio sulle cause dell&#8217;incidente di domenica in quanto esistono dei precedenti sull&#8217;uso di queste armi, decisamente le pi\u00f9 adatte per condurre azioni di interdizione occulta e recentemente impiegate anche a <strong><span style=\"color: #008000;\">Bab El Mandeb<\/span><\/strong> dagli Houthi filo iraniani, le mine navali.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima, il pericolo di ordigni in Golfo Persico richiama alla memoria l&#8217;incidente al USS Tripoli&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp;. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO INDIANO &#8211; GOLFO PERSICO parole chiave: petroliere, minamento &nbsp; Cosa sta succedendo nello stretto di Hormuz? 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