{"id":30766,"date":"2017-02-06T00:04:00","date_gmt":"2017-02-05T23:04:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30766"},"modified":"2023-05-08T17:42:34","modified_gmt":"2023-05-08T15:42:34","slug":"30766","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30766","title":{"rendered":"Il relitto romano dell\u2019isola di Cabrera, Baleari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: III &#8211; IV SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitti, garum, oneraria romana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al largo dell&#8217;isola di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cabrera<\/span><\/strong>, nelle isole Baleari, una squadra di archeologi ha scoperto una nave romana che naufrag\u00f2 circa 1700 anni fa. Il relitto si trova ad una profondit\u00e0 di circa settanta metri. La nave \u00e8 sepolta sotto migliaia di anfore che, secondo i ricercatori, si trovano ancora nella loro posizione originale. Questi resti di una grande nave romana del III o IV secolo d.C. furono scoperti nelle acque del Parco Nazionale della Isole Baleari, mostrando i suoi resti in tutta la loro drammaticit\u00e0. Il relitto si trova capovolto sul fondo, facendoci immaginare le fasi di quell\u2019affondamento. E\u2019 ancora visibile la distribuzione delle sue parti sul fondo, in un tumulo lungo una quindicina di metri e dieci di larghezza, di forma ovale. Il relitto veniva utilizzato per il trasporto del <strong><span style=\"color: #008000;\">garum<\/span><\/strong>, una salsa a base di pesce fermentato che era considerata una <em>delicatesse<\/em> sui mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli archeologi ritengono che la nave contenga tra i 1.000 ed i 2.000 frammenti di ceramica che potrebbero far comprendere la possibile origine della nave o almeno il suo presunto tragitto. I ricercatori ritengono che l\u2019imbarcazione avesse navigato sulla rotta tra Nord Africa e l\u2019Hispania romana, verso il sud della Francia o forse diretta al grande porto romano di Ostia. Quest\u2019ipotesi \u00e8 plausibile in quanto le rotte dell\u2019epoca transitavano nei pressi delle isole baleariche dove potevano trovare non solo possibili clienti ma anche rifornimenti e riparo in caso di condizioni meteorologiche avverse. Non dimentichiamoci che le Baleari sono l&#8217;ultimo riparo prima di tentare la traversata nel Golfo di Lione, una delle rotte pi\u00f9 pericolosa del Mediterraneo spesso traversata dal Maestrale (il Mistral francese) che provoca onde di notevole altezza. In questo caso, non furono fortunati. La maggior parte del carico \u00e8 composto da grandi anfore, alte circa un metro, e prodotte in Nord Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave di discrete dimensioni, essendo lunga circa 20 metri, trasportava &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">garum<\/span><\/strong>&#8220;, una salsa a base di piccoli pesci salati e essiccati al sole e conservata con dei residui di pesce. Era una salsa di pesce usata dai Romani che ne erano molto ghiotti e la adoperavano in molti modi. Si preparava buttando in un recipiente le interiora dei pesci che si volevano adoperare e mescolandovi pezzi di pesci o pesci minuti; si otteneva cos\u00ec il liquamen, una poltiglia che si esponeva al sole, affinch\u00e9 fermentasse, rivoltandola pi\u00f9 volte. Veniva poi filtrata con un cestino e conservata in anfore nelle cantine. Sembrerebbe che il <strong><span style=\"color: #008000;\">garum<\/span><\/strong> non fosse un condimento disponibile per tutti, anzi era appannaggio delle classi pi\u00f9 abbienti. I centri di produzione migliori erano nella Spagna. Secondo <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio<\/span><\/strong> era un \u201d<strong><em><span style=\"color: #008000;\">liquoris exquisiti genus, intestinis piscium ceterisque quae abicienda essent, sale maceratis, ut sit illa putrescentium sanies<\/span><\/em><\/strong>\u201d ovvero &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">un tipo di liquido ricercato, ottenuto facendo macerare nel sale gli intestini dei pesci e le altre parti che sarebbero da buttare via<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Insomma, per la serie non si buttava via nulla,&nbsp; questa salsa veniva di fatto ottenuta dall\u2019autodigestione di questi resti di pesce tramite il preziosissimo sale marino che la preservava dalla formazione di batteri.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">rapporto archeologico del ritrovamento<\/span><\/strong>, presentato nel gennaio del 2017 presso il Centro Culturale Misericordia dagli archeologi <strong><span style=\"color: #008000;\">Sebasti\u00e0 Munar e Javier Rodriguez Pandozi<\/span><\/strong>, membri dell&#8217;Istituto Baleari degli Studi di archeologia marina, \u00e8 stato descritto come &#8221; <strong><em><span style=\"color: #008000;\">il relitto meglio conservato delle Isole Baleari e, molto probabilmente, uno dei meglio conservati del Mediterraneo occidentale<\/span><\/em><\/strong> &#8220;. Il carico della nave si trova ancora nella sua posizione originale e presumibilmente sotto di esso sono conservati i resti in legno della barca. C&#8217;\u00e8 ancora molto da scoprire e l&#8217;analisi del legno potrebbe rivelare esattamente da dove proveniva la nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nave \u00e8 stata battezzata con il nome di Cabrera XIV, numero che fa riferimento ai numerosi relitti rinvenuti a Cabrera. Infatti non \u00e8 la prima volta che quelle acque restituiscono testimonianze del passato e molte navi naufragate nel periodo classico sono state ritrovate dagli anni sessanta nelle acque del Parco Nazionale Marino di Cabrera. Questo d\u00e0 un&#8217;idea dell&#8217;importanza di questa zona di studio archeologica che potrebbe restituire nuove sorprese.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_F2ddLlQRLVs\"><div id=\"lyte_F2ddLlQRLVs\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/F2ddLlQRLVs\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/F2ddLlQRLVs\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/F2ddLlQRLVs\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Come fu trovato?<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nI pescatori locali, alla ricerca di nuove zone di pesca, furono i primi a scoprire l&#8217;esistenza dell&#8217;antico relitto dai frammenti di anfore rinvenute nelle loro reti vicino a Cabrera, a sud dell&#8217;isola di Maiorca. In risposta alle segnalazioni fu inviata una spedizione scientifica, equipaggiata con un robot subacqueo per esplorare il fondale per comprendere se effettivamente vi si trovasse un relitto o fossero solo parte di un carico perduto durante una tempesta. Arrivati in zona la ricerca diede presto risultati ed apparvero i primi resti alle telecamere del ROV. Considerando le profondit\u00e0 in gioco, il dipartimento di archeologia del Consell de Mallorca ha incaricato due subacquei professionisti, guidati da tre archeologi dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Istituto delle Baleari di archeologia marina (IBEAM)<\/span><\/strong>, per effettuare le impegnative e non facili immersioni sui resti del relitto a causa della profondit\u00e0 in cui si trovavano i resti. Sono state realizzate oltre 2.000 foto che hanno permesso di realizzare una mappa del relitto a grandezza naturale, rendendo possibile un\u2019analisi dello stesso nei suoi dettagli. <strong><span style=\"color: #008000;\">Le sorprese non sono finite e la ricerca continua.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">foto di Jordi Chias da<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.danielemancini-archeologia.it\/rinvenuto-ricco-relitto-romano-al-largo-delle-baleari-da-elpais-com\/\">RINVENUTO RICCO RELITTO ROMANO AL LARGO DELLE BALEARI &#8211; Daniele Mancini Archeologia (danielemancini-archeologia.it)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA PERIODO: III &#8211; IV SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: relitti, garum, oneraria romana &nbsp; Al largo dell&#8217;isola di Cabrera, nelle isole Baleari, una squadra di archeologi ha scoperto una nave romana che naufrag\u00f2 circa 1700 anni fa. 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