{"id":30412,"date":"2019-05-20T00:16:32","date_gmt":"2019-05-19T22:16:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30412"},"modified":"2023-05-25T16:16:34","modified_gmt":"2023-05-25T14:16:34","slug":"storia-navale-la-guerra-dei-convogli-la-protezione-aerea-ed-il-contributo-tedesco-di-gianluca-bertozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30412","title":{"rendered":"La guerra dei convogli, la protezione aerea ed il contributo tedesco"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: battaglia dei convogli, Nord Africa, Malta, Regia Marina italiana, Royal Navy<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-30680 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila.jpg 750w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Portaerei_Aquila-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A seguito dell&#8217;attacco della base di Taranto nella notte dell&#8217;11-12 novembre 1940 fu finalmente compresa l&#8217;importanza della aviazione imbarcata e venne deciso di dotare la Regia Marina di una nave portaerei.&nbsp; Sebbene esistessero&nbsp; navi appoggio idrovolanti, l&#8217;Europa ed il&nbsp; Giuseppe Miraglia, esse erano prive di ponte di volo e dovevano calare e recuperare dall&#8217;acqua i propri idrovolanti mediante una gru, per le operazioni di decollo o di atterraggio. L&#8217;Aquila non entr\u00f2 mai in operazione e questa importante carenza operativa fu colmata solo in tempi recenti con l&#8217;introduzione&nbsp; in Squadra Navale&nbsp; della porta aeromobili Garibaldi e, recentemente, del Cavour &#8211; Ufficio Storico della Marina&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina<\/span> <\/strong>non possedeva velivoli. Dopo un&#8217;iniziale autonomia, con una legge del 1931, la Forza Aerea della Regia Marina venne posta sotto le dipendenze di un generale della Regia Aeronautica. Dal 1931 tutti i reparti aerei, compresi quelli cooperanti con le altre Forze Armate, furono quindi unificati nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Aeronautica<\/span><\/strong> ed i compiti dell\u2019aviazione \u201cper\u201d la Regia Marina furono limitati alla sola ricognizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre,&nbsp; furono abrogati i compiti di protezione del traffico marittimo e di difesa delle coste metropolitane e coloniali. I piloti provenivano dai quadri della Regia Aeronautica mentre gli osservatori erano ufficiali di Marina. Gli aerei appartenevano all\u2019Aeronautica ma dipendevano operativamente dalla Marina e per tale motivo non costituivano una priorit\u00e0 per la Regia Aeronautica. Curioso il fatto che i primi ufficiali aeronautici erano stati formati proprio nell&#8217;Accademia Navale di Livorno dal 1923 fino al 1926. Nel giugno del 1940 l\u2019aviazione per la Regia Marina era suddivisa in una componente da ricognizione marittima ed in una componente imbarcata. Alla ricognizione marittima erano assegnati 237 idrovolanti di cui 207 <strong><span style=\"color: #008000;\">Cant Z 501<\/span><\/strong> e 30 <strong><span style=\"color: #008000;\">Cant Z 506<\/span><\/strong>, una componente giudicata assolutamente inadeguata anche ai soli compiti di ricognizione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_30669\" aria-describedby=\"caption-attachment-30669\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-30669 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cant_Z.501_beached.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cant_Z.501_beached.jpg 800w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cant_Z.501_beached-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Cant_Z.501_beached-768x533.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-30669\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cant Z 501, gabbiano &#8211; da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CANT_Z.501#\/media\/File:Cant_Z.501_beached.jpg\">Cant Z.501 beached &#8211; CANT Z.501 &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle carenze numeriche pesarono quelle tecnologiche infatti all\u2019aviazione ausiliaria, nonostante le crescenti necessit\u00e0 di lotta ai sommergibili, per indisponibilit\u00e0 di aerei e strumentazioni adeguate sarebbe stato assegnato solo il ruolo di sorveglianza e non quello offensivo. Una volta segnalata la presenza di sommergibili nemici, con fumate o tiro delle armi, per mancanza di apparati per il collegamento in fonia, l\u2019attacco era demandato alle unit\u00e0 navali di superficie. La sola presenza di un aereo poteva avere un effetto deterrente e indurre un sommergibile a sospendere l\u2019attacco ed un efficacia le scorte aeree la avevano visto che gli Z 501 contribuirono all\u2019affondamento di due sommergibili e al danneggiamento di sei; tuttavia nessun sommergibile alleato sarebbe stato perso per esclusiva azione aerea (malgrado il 70% delle missioni avesse avuto finalit\u00e0 antisommergibili). Questa obbligata condotta operativa avrebbe contribuito al successo dei battelli degli Alleati che furono responsabili dell&#8217;affondamento del 56% del tonnellaggio dell\u2019Asse in navigazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SSTORIA-MARINA-ITALIANA-IDROVOLANTI-Cant_z501.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SSTORIA-MARINA-ITALIANA-IDROVOLANTI-Cant_z501.jpg\" width=\"936\" height=\"666\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un CANT Z.501 con schierati davanti equipaggio di volo ed equipaggio di terra; le divise pi\u00f9 scure sono della Regia Marina che forniva gli osservatori da wikipedia<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CANT_Z.501#\/media\/File:Cant_z501.jpg\">Cant z501 &#8211; CANT Z.501 &#8211; Wikipedia<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u201911 giugno 1940 all\u20198 settembre 1943, la ricognizione marittima effettu\u00f2 31107 missioni per complessive 125.893 ore di volo. Anche i reparti dell\u2019Arma aerea svolsero missioni a protezione di unit\u00e0 navali in navigazione. Bombardieri, aerosiluranti e ricognitori strategici svolsero complessivamente 3.730 voli per scorta antisommergibile e 11.390 per esplorazioni e ricognizioni. I caccia eseguirono 33.930 voli per la scorta antiaerea e 2.120 per esplorazioni e ricognizioni.<\/p>\n<p>Confrontando i circa 37.000 voli di scorta aerea effettuati con tutti i tipi di velivoli e i circa 4.400 convogli navali da e per i porti italiani d\u2019oltremare si ottiene una media di circa otto velivoli per convoglio. Nell&#8217;ipotesi che tutti i voli di scorta aerea fossero andati a beneficio dei circa 1250 convogli per l\u2019Africa settentrionale, si otterrebbe un rapporto di 30. <strong><span style=\"color: #008000;\">Valori molto bassi se coinvolgevano monomotori da caccia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, considerando il traffico per la Libia e il caso pi\u00f9 favorevole di un convoglio diretto a Tripoli per la rotta di ponente, utilizzando la scorta di velivoli M.C. 200, sarebbero occorse dieci pattuglie. In particolare, questo utilizzando solo Pantelleria per 8 ore o, utilizzando sia Pantelleria 13 ore&nbsp; o Lampedusa 12 ore e mezza. Impiegando pattuglie di sei velivoli ciascuna, per un totale di 60 o 78 velivoli complessivi, rispettivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il contributo tedesco<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019inizio del 1941 i rovesci italiani in Grecia e in Libia avevano spinto i Tedeschi ad inviare propri reparti in Mediterraneo. Da gennaio e fino a maggio, era stato schierato in Sicilia il <strong><span style=\"color: #008000;\">X Fliegerkorps<\/span><\/strong> (X Corpo Aereo Tedesco, C.A.T.), mentre da novembre era giunto sempre in Sicilia il <strong><span style=\"color: #008000;\">II Fliegerkorps<\/span><\/strong> (II C.A.T.) che, pur con organici variabili, sarebbe rimasto fino al termine della guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contributo aereo tedesco si sarebbe concretizzato prevalentemente nell\u2019attacco alle forze navali britanniche, alle basi navali di Alessandria e di Malta, al traffico marittimo e al canale di Suez mediante la posa di mine. Modesto era stato invece il contributo delle unit\u00e0 tedesche di superficie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima dell\u2019armistizio italiano, le unit\u00e0 da guerra di superficie tedesche in Mediterraneo furono un caccia ex greco (Vassilefs Georgios, denominato dai tedeschi Hermes), tre ex torpediniere francesi (Bombarde, La Pomone e L\u2019Iphigenie) cedute nell\u2019aprile del 1943 dalla Regia Marina, qualche cacciasommergibili (in genere ex pescherecci trasformati), poche navi ausiliarie, alcune squadriglie di motosiluranti (Schnellboote) e di motodragamine (Raumboote), un buon numero di motozattere da sbarco (Marinefahrprahme) e di pontoni semoventi (Farhen-Ferries, tra i quali i Siebel-Farhen) e infine, alcuni trasporti militari armati del tipo \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Kriegs transport<\/span><\/strong>\u201d, meglio conosciuti come \u201cKT\u201d, costruiti in cantieri italiani.&nbsp;KT erano unit\u00e0 trasporto militare. Il progetto prevedeva la costruzione di circa 60 navi, ma non vennero completate tutte. Un bel relitto si trova&nbsp; a circa 34 metri al largo di Orosei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi, le missioni di scorta diretta furono quindi poche ma aerei e sommergibili tedeschi per\u00f2 ottennero cospicui risultati ai danni del nemico contribuendo alla protezione indiretta dei convogli.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gianluca Bertozzi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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