{"id":30059,"date":"2019-05-01T00:03:41","date_gmt":"2019-05-01T00:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30059"},"modified":"2023-11-08T15:42:11","modified_gmt":"2023-11-08T14:42:11","slug":"30059","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30059","title":{"rendered":"Mappare le spiagge a &#8230; colpi di laser"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: lidar, detriti, monitoraggio<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una quantit\u00e0 crescente di detriti marini generati dall\u2019Uomo sta pervadendo i sistemi ambientali del pianeta provocando una crescente minaccia per gli organismi viventi. La quantificazione dell\u2019impatto viene svolta manualmente, con lunghi monitoraggi sulle spiagge e gli ambienti costieri. Considerando la magnitudine delle aree interessate ed i costi relativi <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/srep25759\">in uno studio recente<\/a> \u00e8 stato proposto l&#8217;utilizzo di una nuova tecnica basata su <strong><span style=\"color: #008000;\">tecnica LIDAR<\/span> <\/strong>per il riconoscimento semi-automatico dei detriti marini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo i detriti antropogenici pervadono in maniera globale gli ecosistemi marini e sono aumentati esponenzialmente negli ultimi decenni. Sebbene la maggior parte dei detriti marini provenga da attivit\u00e0 umane, come turismo, agricoltura, pesca e industria, l\u2019impatto legato alla maleducazione umana non \u00e8 purtroppo trascurabile. Non si tratta solo di cattivo riciclaggio dei rifiuti ma di criminale abbandono degli stessi, da molti vissuto come azione trascurabile a fronte dell\u2019insieme. Questi detriti trovano una via verso il mare attraverso i fiumi ed i torrenti e si depositano sulle rive o vengono trasportati dalle correnti entrando a far parte della circolazione degli oceani e creando in determinate zone vortici enormi di materiali inquinanti soprattutto plastici. Questi detriti marini causano gravi danni all&#8217;ambiente globale minacciando gli organismi marini, i processi ecologici e le economie marine. Molti Paesi e organizzazioni internazionali (<strong><span style=\"color: #008000;\">NOAA, OSPAR, EU<\/span><\/strong>) hanno iniziato a monitorare i detriti marini ed hanno sviluppato metodi standardizzati per il loro monitoraggio e valutazione.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di questi monitoraggi si basa principalmente su azioni sul posto, dispendiose in termini di uomini e mezzi, i cui risultati sono spesso influenzati dalla soggettivit\u00e0 degli operatori. Per comprendere meglio le fonti di inquinamento ed operare in maniera pi\u00f9 precisa e meno costosa sono quindi urgentemente necessari strumenti di monitoraggio ambientale che siano in grado di ottenere direttamente e in modo appropriato queste informazioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30061 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/lidar.jpg\" alt=\"\" width=\"949\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/lidar.jpg 949w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/lidar-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/lidar-768x393.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 949px) 100vw, 949px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sistema LIDAR <a href=\"http:\/\/www.laserfair.com\/news\/201712\/21\/66585.html\">\u6fc0\u5149\u96f7\u8fbe\u7684\u539f\u7406\u3001\u5e94\u7528\u73b0\u72b6\u53ca\u5176\u53d1\u5c55 (laserfair.com)<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/srep25759\">Lo studio<\/a><br \/>\nI ricercatori hanno sviluppato un metodo di imaging per rilevare detriti e macro-plastici sulle spiagge basato su una webcam per rendere possibile il monitoraggio automatico e continuo delle aree interessate. Tuttavia, a parte i detriti macro-plastici, c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di acquisire facilmente e rapidamente le informazioni spaziali tridimensionali (3D) e le effettive dimensioni fisiche dei diversi detriti marini depositati sulla riva, utilizzando nuove tecniche di imaging.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta una tecnologia studiata in campo militare \u00e8 venuta in aiuto degli scienziati. Parliamo del <strong><span style=\"color: #008000;\">LIDAR <\/span><\/strong>(<strong><span style=\"color: #008000;\">light detection and ranging<\/span><\/strong>), una tecnologia basata su un impulso laser attivo i cui dati rielaborati consentono di ottenere funzioni geometriche 3D, dimostrandosi significativamente superiori per l&#8217;identificazione di tipi di materiali. In pratica \u00e8 una tecnologia di rilevamento attiva, che pu\u00f2 fornire degli insiemi di dataset point-cloud. Per semplificare con il termine <strong><span style=\"color: #008000;\">point-cloud<\/span><\/strong> si intende un gruppo di punti (dati) raccolti in una nuvola, di fatto dei dati vettoriali diversi da quelli raccolti con immagini raster. Questi dataset riflettono le caratteristiche spaziali 3D degli oggetti reali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30060\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f1.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"1105\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f1.jpg 527w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f1-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">(a) The steps of the whole research. (b) The steps of 3D modeling reconstruction. The figure was created in CorelDRAW Graphics Suite X5. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosciuta da oltre 40 anni, fino a poco tempo questa tecnologia era stata applicata principalmente in campi come l&#8217;analisi topografica, la scienza medica, le scienze forestali, la tecnologia robotica e l&#8217;archeologia. Ora si aprono nuove interessanti applicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati sono raccolti dal segnale di backscattering degli echi, originati dall&#8217;interazione tra l\u2019impulso laser ed un oggetto. Una volta scomposti i dati della forma d&#8217;onda completa, si ottengono ampiezze e sequenze di eco diverse per ciascun oggetto scansionato con le informazioni di posizione spaziali disponibili, che possono essere ulteriormente utilizzate per la loro classificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esperimento \u00e8 stato condotto nel gennaio 2015 presso la spiaggia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Nanhui (Shanghai)<\/span><\/strong>, consistente principalmente di sabbia fine senza detriti. Per l&#8217;esperimento detriti composti da plastica, cartone, tessuti e metallo, sono stati posizionati sulla spiaggia a 100 metri di fronte ad uno scanner laser.Uno scanner laser terrestre <strong><span style=\"color: #008000;\">RIEGL VZ-4000<\/span><\/strong> \u00e8 stato ruotato di 0,004 gradi in orizzontale e di 0,003 gradi in verticale e posizionato su un treppiede stabile. Dopo 13 minuti di funzionamento il laser scanner ha restituito i dati con una risoluzione spaziale compresa tra 0,2 cm vicino allo scanner e 6,2 cm lungo il mare, automaticamente caricati su un computer. I dati dei detriti e dei punti di terra residui sono stati ulteriormente decomposti e scomposti in ordine delle caratteristiche degli eco. Quindi, \u00e8 stata utilizzata una correzione radiometrica per la rimozione dell&#8217;effetto della distanza sull&#8217;ampiezza dell\u2019eco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per identificare i diversi tipi di detriti marini sulla spiaggia, \u00e8 stata impiegato un metodo di classificazione matematico (<strong><span style=\"color: #008000;\">SVM<\/span><\/strong>), ampiamente utilizzato nella geoscienza e nella ricerca ambientale. Dopo il processo <strong><span style=\"color: #008000;\">SVM<\/span><\/strong>, i dati LIDAR dei detriti e dei punti di terra residui sono stati raggruppati in diverse specie, ad esempio le nuvole di punti della superficie del suolo, di plastica, di carta, e via di seguito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30065 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f4.jpg\" alt=\"\" width=\"926\" height=\"1312\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f4.jpg 926w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f4-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f4-768x1088.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f4-723x1024.jpg 723w\" sizes=\"(max-width: 926px) 100vw, 926px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 4 a) Distribuzione di detriti identificati sulla spiaggia. I riquadri (b-e) rappresentano plastica (b1-b3), carta (c1-c3), tessuto (d1-d3) e metallo (e1-e3). (b-e1), nuvole di punti di detriti individuali; (b-e2), modelli 3D di singoli detriti; S \u00e8 l&#8217;area della superficie dei detriti e la distanza tra due punti \u00e8 la lunghezza della curva sulla superficie; (b-e3), foto di oggetti reali. La figura \u00e8 stata creata in Geomagic Studio 2013 e CorelDRAW Graphics Suite X5. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per testare la validit\u00e0 del metodo, i ricercatori hanno ripetuto l\u2019esperimento tre volte sulla spiaggia turistica di Beihai, su un&#8217;area di 7500 metri quadri con la presenza di diversi tipi di detriti marini. Lo scanner laser \u00e8 stato utilizzato per circa 20 minuti per ottenere i dati della forma d&#8217;onda completa. Nel frattempo, una valutazione manuale \u00e8 stata eseguita nella stessa area, registrando la quantit\u00e0 e il tipo di detriti marini per scopi di confronto.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-30063 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f5.jpg\" alt=\"\" width=\"926\" height=\"1168\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f5.jpg 926w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f5-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f5-768x969.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/srep25759-f5-812x1024.jpg 812w\" sizes=\"(max-width: 926px) 100vw, 926px\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fig. 5 (a) foto della spiaggia il 16 marzo 2015. La casella rappresenta l&#8217;area di studio in cui sono stati ottenuti manualmente i dati statistici dei detriti. (b) Distribuzione di detriti identificati da LIDAR nell&#8217;area di studio. (c-e) Confronto dei tipi e delle quantit\u00e0 di detriti per i metodi manuale e LIDAR. (f) Confronto del tempo impiegato per i metodi manuale e LIDAR. La figura \u00e8 stata creata in RiSCAN PRO 1.7.8 e CorelDRAW Graphics Suite X5. da studio citato<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Considerazioni<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nPoich\u00e9 ogni tipo di paesaggio ha le proprie informazioni spettrali, ogni tipo di detriti marini presenta caratteristiche di backscattering diverse in risposta al raggio laser, per cui possiamo trarre vantaggio dall&#8217;uso della tecnologia LIDAR per scansionare i detriti marini e classificarli ulteriormente in base alle loro caratteristiche di forma d&#8217;onda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">tecnologia LIDAR<\/span><\/strong> pu\u00f2 essere quindi proficuamente utilizzata per ottenere informazioni sui rifiuti marini distribuiti sulle spiagge di tutto il mondo per ricostruire la loro configurazione con nuvole di punti. Un modello 3D di detriti marini \u00e8 simile all&#8217;oggetto reale, dando la possibilit\u00e0 di ricostruire lo stato dei detriti sulla spiaggia utilizzando la tecnologia della realt\u00e0 virtuale. Se questo funziona bene su plastiche, tessuti e metalli, esiste per\u00f2 il problema dei frammenti di vetro che, essendo costituiti da ossidi di silicio come le sabbie, non consentono una corretta discriminazione rispetto alle spiagge. Rispetto ai conteggi manuali, LIDAR ha vantaggi osservabili nel risparmio di tempo e di fatica. Nella figura <strong><span style=\"color: #008000;\">5f<\/span> <\/strong>ci sono volute circa tre ore per completare l&#8217;identificazione dei detriti marini mentre con il LIDAR si sono ottenuti eccellenti risultati in soli 20 minuti. Se questo scanner fosse installato su un veicolo mobile, asservito da un sistema di navigazione inerziale o DGPS, la copertura della scansione sarebbe molto pi\u00f9 ampia e si potrebbero ottenere enormi quantit\u00e0 di dati corredati da informazioni precise sulla posizione dei detriti.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In sintesi questi risultati dimostrano che il monitoraggio dei detriti marini con sistemi LIDAR potrebbe ridurre significativamente le operazioni manuali, ottenendo mappe qualitative e quantitative degli stessi in tempi rapidi e su larga scala.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Informazioni aggiuntive possono essere consultate sul testo originale:<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Ge, Z. et al. Semi-automatic recognition of marine debris on beaches. Sci. Rep. 6, 25759; doi: 10.1038\/srep25759 (2016).<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI PERIODO: XXI SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: lidar, detriti, monitoraggio . Una quantit\u00e0 crescente di detriti marini generati dall\u2019Uomo sta pervadendo i sistemi ambientali del pianeta provocando una crescente minaccia per gli organismi viventi. 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