{"id":30034,"date":"2019-05-04T00:02:17","date_gmt":"2019-05-03T22:02:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30034"},"modified":"2025-08-30T10:12:06","modified_gmt":"2025-08-30T08:12:06","slug":"storia-navale-pisa-e-gli-arabi-parte-ii-di-gabriele-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30034","title":{"rendered":"Il mito di Kinzica, la donna che salv\u00f2 Pisa dagli arabi &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: X SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Pisa, Saraceni, Arabi, Musetto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mari della Sardegna, specie dopo la progressiva e sanguinosa conquista della Sicilia da parte degli Arabi, rimangono estremamente pericolosi. <strong><span style=\"color: #008000;\">Rometta<\/span><\/strong>, l\u2019ultima roccaforte bizantina, riusc\u00ec a resistere fino al 965, a 140 anni di distanza dallo sbarco dei primi soldati saraceni. <strong><span style=\"color: #008000;\">Pisa<\/span><\/strong>, che inizia ad avere propri quartieri in diverse citt\u00e0 che si affacciano sul Mediterraneo, corre il rischio, assieme alla nascente potenza genovese, di trovarsi un nemico agguerrito a poche miglia di distanza.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%; text-align: justify;\"><strong style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\">In Europa, tra il IX e il X secolo, ebbero luogo le invasioni dei Saraceni (o Arabi), degli Ungari (o Magiari), dei Vichinghi (o Normanni). Il termine saraceno probabilmente da un termine arabo, sciark\u00een &#8211; sham, che deriva da una radice che indica dove \u201csorge\u201d il sole, e ha quindi il significato di provenienti dall&#8217;Oriente. Gli arabi occidentali erano e sono ancora definiti del Maghreb (ovvero dal luogo dove tramonta il sole).<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le citt\u00e0 del <strong><span style=\"color: #008000;\">Califfato di Cordova<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Denia<\/span><\/strong>, posta sulla costa a ovest delle Baleari, \u00e8 tra quelle dotate di una buona flotta. Il controllo della rotta delle Isole, che unisce geograficamente le Baleari, la Corsica e la Sardegna, \u00e8 considerato importantissimo anche dagli Arabi. Nonostante, e forse, anzi, proprio a causa del progressivo crollo delle istituzioni califfali all\u2019inizio dell\u2019XI secolo, un politico e militare arabo, conosciuto nelle cronache italiane come <strong><span style=\"color: #008000;\">Musetto<\/span><\/strong>, accarezza il sogno di conquistare e governare l\u2019intera rotta delle isole. Musetto, di origine slava (forse catturato da bambino), governa Denia fin dalla morte del suo capo <strong><span style=\"color: #008000;\">Almanzo<\/span><\/strong>r.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong><span style=\"color: #008000;\">Storia dei Tre Celebri Popoli Marittimi Dell\u2019Italia, Veneziani, Genovesi e Pisani<\/span><\/strong>. Volume II (1818), <strong><span style=\"color: #008000;\">Giovanni Battista Fanucci<\/span><\/strong> spiega la situazione in modo che oggi definiremmo \u201cpoliticamente scorretto\u201d: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Di quei Mori Musatto ne era il re e il condottiero, arabo potente in Affrica, gi\u00e0 fatto padrone delle isole Baleari e di Denia sulla costa della Spagna presso Valenzia, da dove traeva e ciurme da navi, e popolaccio saraceno dato alle piraterie.<\/span><\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato di guerra civile che travolge la Spagna islamica all\u2019inizio dell\u2019XI secolo produce anche un gran numero di fazioni sconfitte, sfollati e predoni. Giustamente, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Martini<\/span><\/strong> si chiede quanti di questi soggetti avessero deciso di imbarcarsi sulla flotta di Musetto. <strong><span style=\"color: #008000;\">La data dell\u2019invasione non \u00e8 affatto chiara, ma sembra che il primo sbarco di massa sia avvenuto nell\u2019anno 1000.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Musetto<\/span><\/strong>, stando ad alcune fonti, aveva un centinaio di navi e diecimila uomini &#8211; anche se dimezzare i numeri sembra (in questo e in altri casi) un esercizio proficuo ai fini di una corretta ricostruzione. I <strong><span style=\"color: #008000;\">Sardi<\/span><\/strong> si difendono da soli; sebbene subiscono gravi perdite, riescono comunque ad infliggere alcune sconfitte ai Saraceni. I giudici <strong><span style=\"color: #008000;\">Bosone d\u2019Arborea<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Comita di Torres<\/span><\/strong> rispondono colpo su colpo per mesi, e in un\u2019occasione \u00e8 proprio la figlia di <strong><span style=\"color: #008000;\">Comita<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Verina<\/span><\/strong> (il cui marito \u00e8 stato appena ucciso dagli Arabi), a spronare i suoi all\u2019attacco. I Saraceni contano duemila morti e, alla fine, battono in ritirata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Musetto<\/span><\/strong> per\u00f2 \u00e8 un uomo orgoglioso ed un condottiero tenace. Nel 1002 si porta nuovamente in Sardegna, e questa volta riesce a conquistarne buona parte. La <strong><span style=\"color: #008000;\">Barbagia<\/span><\/strong>, che, con un eccesso di semplificazione, possiamo definire la zona della Sardegna centro-orientale che converge verso il massiccio del Gennargentu, diventa il rifugio di Giudici e Vescovi. Una zona impervia, inespugnabile, dove la popolazione autoctona sarda ha resistito ai Cartaginesi, ai Romani, ai Vandali e ai Greci, dove ancora nell\u2019XI secolo, probabilmente, sopravvivono sacche di paganesimo sfuggite all\u2019opera evangelizzatrice degli inviati di Gregorio Magno e dell\u2019Imperatore d\u2019Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Con la Sardegna e la Corsica praticamente in mano alle masnade di Musetto, a temere per la sopravvivenza della costa tirrenica della penisola \u00e8 anche<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">il Papa che, nel 1003, chiede ai Pisani di intervenire<\/span><\/strong>. A Pisa, ovviamente, la Sardegna interessa molto; oltre alle risorse naturali, l\u2019isola sarebbe una barriera naturale alle incursioni saracene ed il rapporto geografico tra Pisa e Sardegna \u00e8, tra l\u2019altro, molto simile a quello che intercorre tra Genova e la Corsica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando al 1003, i Pisani sono per\u00f2 restii ad intervenire in modo decisivo in Sardegna &#8211; come chiesto dal Papa &#8211; per due ragioni principali: (i) le posizioni occupate da Musetto in Sardegna sono molto pi\u00f9 solide di quelle corse; (ii) la citt\u00e0 di Lucca, rivale di Pisa, \u00e8 al momento una minaccia troppo concreta per pensare di impiegare molti soldati in mare. Ad ogni modo, uno dei consoli pisani, <strong><span style=\"color: #008000;\">Filippo Visconti<\/span><\/strong>, incendia gli animi dei suoi concittadini e li convince all\u2019azione. La flotta pisana, guidata dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Orlandi<\/span><\/strong>, intercetta la flotta araba a circa dieci miglia dal porto di Civitavecchia. Pur essendo in minoranza numerica, i Pisani riportano una grande vittoria, impadronendosi di diciotto vascelli nemici e facendo centinaia di prigionieri. E\u2019 un momento di pura esaltazione, e l\u2019Orlandi, probabilmente, pianifica di puntare dritto verso la Sardegna &#8230; ma le forze pisane sono costrette a tornare verso la citt\u00e0 per respingere (con successo) un\u2019incursione di Lucca.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30025\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sardegna-arabi-1004-1.png\" alt=\"\" width=\"651\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sardegna-arabi-1004-1.png 651w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sardegna-arabi-1004-1-300x288.png 300w\" sizes=\"(max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco alle basi sarde di Musetto \u00e8 quindi solo rimandato. Nel 1004, la <strong><span style=\"color: #008000;\">flotta di Pisa<\/span><\/strong> sbarca a S. Lucia e saccheggia le propriet\u00e0 arabe, poi si dirige a razziare Olbia. Musetto per\u00f2 non \u00e8 uno sprovveduto, e fa convergere forze di terra e di mare da Cagliari per circondare i Pisani. Questi ultimi riescono per\u00f2 a imbarcarsi e a tornare sull\u2019altra sponda del Tirreno, rientrando in citt\u00e0 carichi di bottino. Gli Arabi sono pienamente consapevoli del pericolo che corrono; le loro basi sono s\u00ec abbastanza stabili, ma controllano solo una piccola parte del territorio sardo e, soprattutto, devono fare i conti con la profonda ostilit\u00e0 della popolazione. A quanto sembra, alle bande di <strong><span style=\"color: #008000;\">Muscetto<\/span><\/strong> si aggiungono pochi altri contingenti da Spagna, Baleari e Nordafrica. Le <strong><span style=\"color: #008000;\">taifas<\/span><\/strong>, gli stati sorti in Spagna dopo la caduta del califfato, sono in guerra costante tra loro (cosa che in seguito agevol\u00f2 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Reconquista<\/span><\/strong>), mentre Arabi e Berberi nordafricani non sono particolarmente amichevoli nei confronti dei loro cugini. Musetto ha per\u00f2 intenzione di rispondere al duro colpo inflittogli da Pisa con un\u2019azione altrettanto spericolata e trova il momento giusto l\u2019anno successivo, quando i Pisani sono impegnati contro altri pirati Arabi, quelli che dalla Sicilia infestano le acque calabresi dopo aver preso proprio <strong><span style=\"color: #008000;\">Reggio Calabria<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pisa, la potenza tirrenica in ascesa, espugna proprio Reggio e massacra tutti i Saraceni con grande giubilo della popolazione locale, ma la voglia di rivalsa e la fame di bottino dell\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Pandolfo Capronesi<\/span><\/strong> e dei suoi uomini porta le navi pisane a trattenersi oltre il dovuto nelle acque del sud. I Pisani liberano Amantea, Tropea e Nicotera, roccaforti arabe in Calabria, e tornano indietro con un ricco bottino. Quando approdano per\u00f2, il <strong><span style=\"color: #008000;\">6 agosto 1004<\/span><\/strong>, invece di essere accolti dalla popolazione in festa, si trovano davanti uno spettacolo terribile. Parte della citt\u00e0 \u00e8 stata devastata da un\u2019incursione di Musetto, che ha razziato e incendiato. Il comandante arabo non \u00e8 per\u00f2 riuscito a portare a termine il suo proposito di distruggere la citt\u00e0\u00a0 grazie all\u2019intervento di una donna avvolta nel mito, quella che <strong><span style=\"color: #008000;\">Paolo Tronci<\/span><\/strong>, nei suoi <strong><span style=\"color: #008000;\">Annali di Pisa<\/span><\/strong> (1829) chiama <strong><span style=\"color: #008000;\">Chinsica Sismondi o Gismondi<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il mito di Kinzica<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Chinsica<\/span><\/strong>, chiamata anche <strong><span style=\"color: #008000;\">Kinzic<\/span><\/strong>a, sentendo urlare \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">al fuoco, al fuoco<\/span><\/strong>\u201d corre dai governanti di Pisa e fa suonare le campane. Uomini, donne e anziani scendono in strada e si uniscono ai soldati rimasti in citt\u00e0. A questo punto, gli Arabi desistono e tornano in tutta fretta alle navi, facendo rotta verso la Sardegna. Sull\u2019effettiva data di questo saccheggio e dell\u2019intervento di Chinsica si \u00e8 molto dibattuto. Alcuni storici reputano che l\u2019episodio debba essere spostato al 1016, nel corso di un\u2019altra scorreria araba, ma, allo stato attuale della ricerca, \u00e8 difficile optare per l\u2019una o l\u2019altra data. In questo articolo, ho preferito seguire la linea cronologica degli Annali Pisani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 dibattuto anche sul nome di <strong><span style=\"color: #008000;\">Chinsica\/Kinzica<\/span><\/strong>, per lungo tempo (e infondatamente) considerato di origine araba soprattutto in ragione del fatto che a Pisa erano presenti mercanti mediorientali e nordafricani. In realt\u00e0, per\u00f2, la presenza di stranieri \u00e8 attestata dall\u2019XI-XII secolo e sia il cognome (Sismondi\/Gismondi) sia il nome stesso, derivante dal longobardo <strong><span style=\"color: #008000;\">Kinzic<\/span><\/strong>, lasciano presupporre proprio un\u2019origine germanica. L\u2019opera di <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Giovanna Arcamone<\/span><\/strong> (in Chinzica: Toponimo Pisano di origine Longobarda, in Bollettino storico pisano, Bd. 47 (1978) e dell\u2019archeologa <strong><span style=\"color: #008000;\">Simona Betti<\/span><\/strong> rappresentano e sono, in questo senso, assolutamente convincenti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Campagnano<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>disegni dall&#8217;articolo originale <a href=\"https:\/\/zweilawyer.com\/2017\/06\/01\/pisa-e-gli-arabi-il-mito-di-kinzica-1005\/\">Pisa e gli Arabi: il Mito di Kinzica (1005) &#8211; Zhistorica (zweilawyer.com)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nBERTOLOTTI, Davide. Gli Arabi in Italia. 1838 (pgg 90-119)<br \/>\nTRONCI, Paolo. Annali Pisani. 1829 (pgg 142-172)<br \/>\nFANUCCI, Giovanni B. Storia Dei Tre Celebri Popoli Marittimi Dell\u2019Italia, Veneziani, Genovesi E Pisani. Volume I, 1818. (pgg.87)<br \/>\nFANUCCI, Giovanni B. Storia Dei Tre Celebri Popoli Marittimi Dell\u2019Italia, Veneziani, Genovesi E Pisani. Volume II, 1818. (pgg 30 on)<br \/>\nMARTINI, Pietro. Storia delle Invasioni Degli Arabi e Delle Piraterie Dei Barbareschi in Sardegna, 1861 (pag. 160)*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<span style=\"font-size: 10pt;\">Il Martini, pur avendo scritto un\u2019opera straordinaria, ha usato tra le sue (numerose) fonti anche le famose <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carte_di_Arborea\">Carte di Arborea<\/a>, una serie di falsi del 1845 condannati anche dal Mommsen in persona.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30022\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30034\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: X SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO parole chiave: Pisa, Saraceni, Arabi, Musetto &nbsp; I mari della Sardegna, specie dopo la progressiva e sanguinosa conquista della Sicilia da parte degli Arabi, rimangono estremamente pericolosi. 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