{"id":30003,"date":"2019-04-26T00:15:49","date_gmt":"2019-04-25T22:15:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=30003"},"modified":"2024-03-18T22:20:21","modified_gmt":"2024-03-18T21:20:21","slug":"storia-navale-la-marina-pontificia-del-viii-secolo-parte-ii-di-gabriele-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30003","title":{"rendered":"La Marina pontificia del VIII secolo &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Arabi, Bizantini, Stato pontificio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La Tuscia dal Macra alla riva destra del Tevere<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIn quel periodo le terre toscane comprendono non solo Pisa e Fiorenza, ma anche Orvieto, Perugia, Viterbo, Cere, e anche il Porto romano, che sorge alla destra del Tevere. La qual regione si divide quindi in tre parti principali, conosciute come le Tre Tuscie; romana, longobarda e ducale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due prime di queste tre parti sono sotto il dominio pontificio: esso gi\u00e0 dipendeva per primitiva dedizione spontanea la Tuscia romana come parte del ducato omonimo, ove si annoverano queste citt\u00e0 etrusche: Cere, Porto, Civitavecchia, Bieda, Barberano, Sutri, Nepi, Gallese, Orta, Bomarzo, Amelia, Todi, Perugia, Narni ed Otricoli. Egualmente per donazione imperiale spetta a Roma: la Tuscia tolta ai Longobardi (dai quali prende il nome), con le citt\u00e0 d\u2019Orvieto, Castelfelice, Bagnorea, Ferento, Viterbo, Vitorchiano, Maria, Toscanella, Populonia, Soana, e Rosella. Rimane quindi la Tuscia ducale, governata dai duchi a nome di Carlo Magno, che comprende Luni, Pisa, Lucca, Firenze, Volterra, Pistoia, Cortona, Siena, Arezzo e Chiosi. Nel seguito quindi, parleremo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tuscia<\/span><\/strong> intendendola nel suo significato altomedievale, che comprende le tre parti appena menzionate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019VIII secolo, le citt\u00e0 marittime della Tuscia hanno due nemici, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bizantini<\/span> <\/strong>ormai alla fine del loro periodo d\u2019oro, ed i <strong><span style=\"color: #008000;\">Musulmani<\/span><\/strong> all\u2019inizio della loro ascesa. I primi, ormai fuori dalle istituzioni romane, covano un forte rancore nei confronti delle citt\u00e0 tirreniche e compiono gravi incursioni e imprese piratesche. Populonia, citt\u00e0 della Tuscia longobarda, nell\u2019809 viene completamente depredata prima da un contingente greco (almeno stando agli <strong><span style=\"color: #008000;\">Annales Regni Francorum<\/span><\/strong>) e poi distrutta da una flotta saracena che aveva appena colpito anche la Corsica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Bizantini assaltano anche Comacchio nell\u2019Adriatico, ma vengono respinti dopo aver causato vari danni. Ciononostante, continuano a percorrere Tirreno e Adriatico attaccando molti vascelli. Tanto pi\u00f9 che quasi sempre trovano ospitalit\u00e0 e favore dai Longobardi, coi quali sono uniti dall\u2019avversione verso il Re (e poi Imperatore) e il Papa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 dimostrato anche dal fatto che i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bizantini<\/span><\/strong> stabiliscono una proficua compravendita di schiavi con i <strong><span style=\"color: #008000;\">Longobardi<\/span><\/strong>. Non solo i nati schiavi ma anche i prigionieri di guerra, di debiti, di pena o che si vendono spontaneamente vivono senza libert\u00e0, senza diritti civili o politici; sono cose e possedimenti dei padroni, i quali hanno autorit\u00e0 di venderli e donarli, e di esercitare sopra di loro un imperio quasi assoluto, che porta a crudelissimi abusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le righe dedicate dal Guglielmotti alla schiavit\u00f9 meritano una citazione<\/span><\/strong>:<br \/>\n&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">La religione cristiana trov\u00f2 uomini tra catene, e livide mani rilegate e rilegatrici: fece sentire la parola di fraterna carit\u00e0, disciolse i ceppi. Ma non fu tanto sollecito il beneficio n\u00e9 tanto universale, che nell\u2019ottavo secolo non rimanesse alcun vestigio di quel morbo inveterato e pertinace, come oggid\u00ec non resta in certe colonie, e accendeva l\u2019ire fraterne tra i repubblicani della gran Confederazione americana<\/span><\/em>.<\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <strong><span style=\"color: #008000;\">Bizantini<\/span><\/strong> quindi approdano alle marine toscane, raggiungono i <strong><span style=\"color: #008000;\">Longobardi<\/span><\/strong> e da loro comprano gli schiavi, rivendendoli a un prezzo molto maggiore in altri mercati. Attorno all\u2019anno 777, comprano molte famiglie di gente libera. Tra guerre e condizioni metereologiche avverse, cresciuta la carestia e la fame, molte persone non hanno mezzi sufficienti a sostenersi e si vendono di propria sponte con moglie e figli ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Bizantini<\/span><\/strong>. Questi ultimi, affamati d\u2019oro, li rivendono ai <strong><span style=\"color: #008000;\">Saraceni<\/span><\/strong>, e passano quindi la loro vita come schiavi in Africa o in Spagna, soggetti alle peggiori vessazioni e costretti ai lavori pi\u00f9 duri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pontefice <strong><span style=\"color: #008000;\">Adriano I<\/span><\/strong>, venuto a sapere dell\u2019oltraggioso comportamento posto in essere da Costantinopoli, cerca di rimediare. Il suo obiettivo \u00e8 recuperare gli schiavi, arrestare i pirati e distruggere le navi di questi ultimi. Come d\u2019uso prima dell\u2019istituzione di una marina professionale, <strong><span style=\"color: #008000;\">Adriano I<\/span><\/strong> si rivolge a un feudatario, <strong><span style=\"color: #008000;\">Allone<\/span><\/strong>, comandandogli di costruire e metter in acqua un numero di legni sufficiente ad eseguire i suoi ordini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sia difficile ricostruire la gerarchia istituzionale dell\u2019VIII secolo, il Muratori asserisce che <strong><span style=\"color: #008000;\">Allone<\/span><\/strong> \u00e8 il governatore di Lucca, ma non comanda su tutta la Tuscia ducale, visto che ci sono altri due duchi, nello stesso periodo, a Chiusi (<strong><span style=\"color: #008000;\">Reginaldo<\/span><\/strong>) e a Firenze (<strong><span style=\"color: #008000;\">Guindibrando<\/span><\/strong>). Ad ogni modo, \u00e8 certo che Allone sia sottoposto (almeno in questo caso) all\u2019autorit\u00e0 del Pontefice; purtroppo non sappiamo se questo sia dovuto a una concessione speciale di Carlo o a un diritto di primazia ormai acquisito. <strong><span style=\"color: #008000;\">Allone<\/span> <\/strong>per\u00f2 non riesce a risolvere la situazione. E dove questi fallisce hanno successo i Civitavecchiesi, che catturano i pirati bizantini e bruciano tutte le loro navi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I possedimenti bizantini in Italia si riducono progressivamente nel corso dell\u2019VIII secolo, ma anche il predominio longobardo \u00e8 destinato ad avere vita breve. Molti schiavi cristiani sono stati venduti dai Greci ai Musulmani in Spagna, contro i quali sta combattendo Carlo Magno. E\u2019 proprio il sovrano carolingio a trovarne parecchi, e liberarli, durante la sua spedizione in Spagna. Questi sono particolarmente adirati sia con i Greci che con Adriano stesso, che non \u00e8 ancora riuscito a mettere in sicurezza le coste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Magno<\/span><\/strong> scrive al Pontefice, chiedendogli di risolvere il problema. Purtroppo, come molti altri documenti antichi, questa missiva \u00e8 andata perduta. Rimane invece la risposta del Papa al sovrano carolingio (Hadriani Papae, Epist. LXV):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Quanto al traffico degli schiavi molto ne duole che venga attribuito ai nostri Romani,<\/span><\/em> <em><span style=\"color: #008000;\">quasi che essi stessi li avessero venduti alla gente malnata dei Saracini. Dio non voglia che siffatta iniquit\u00e0 avvenga per volont\u00e0 nostra o per colpa loro, siccome non avvenne giammai. I Greci nelle spiagge dei Longobardi praticano, ed avendo fatta alleanza ad uso di trafficanti, comprano e vendono insieme alle altre cose anche gli schiavi. Noi pertanto, volendo impedire il male ci siamo rivolti al duca Allone perch\u00e9, fatti armare molti bastimenti desse sopra ai Greci, occupasse le navi loro, e lo facesse abbruciare: ma colui non volle piegarsi al nostro comando. <\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Non avendo noi del nostro navigli o nocchieri, siamo stati troppo piccoli per troncare il corso alle ribalderie di costoro. Nondimeno, chiamando l\u2019altissimo Iddio io testimonianza delle nostre parole e del nostro cordoglio, dichiariamo aver procuralo a lutto nostro potere di impedire il malif\u00eccio. E presso al nostro porto di Civitavecchia abbiamo fatto catturare le navi dei Greci, e gli uomini loro sostenere per qualche tempo nel carcere, ed i bastimenti consumare alle fiamme.<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del VIII secolo dunque, la marina pontificia, che marina ancora non \u00e8, muove i primi passi in funzione anti-saracena e per combattere il traffico di schiavi alimentato da Longobardi e Bizantini. <strong><span style=\"color: #008000;\">Nel IX secolo, pur essendo ancora in fase embrionale, si trover\u00e0 ad affrontare sfide molto impegnative come il sacco di Roma e la battaglia di Ostia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Campagnano<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">immagine del Dromone dall&#8217;articolo originale <a href=\"https:\/\/zweilawyer.com\/2016\/08\/29\/storia-della-marina-pontificia-nellviii-secolo\/\">Storia della Marina Pontificia nell&#8217;VIII Secolo &#8211; Zhistorica (zweilawyer.com)<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">L. MURATORI, Annali d\u2019Italia, volume X, 1751;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">A. FRANGIPANI, Istoria dell\u2019antichissima citt\u00e0 di Civita Vecchia, 1761;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">A. GUGLIELMOTTI, Storia della Marina Pontificia, v. 1-2 (Storia della marina pontificia nel Medio Evo, dal 728 al 1499), 1871;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">C. ZACCARIA, L\u2019epigrafia dei porti (Atti della XVII\u00b0 Rencontre sur l\u2019\u00e9pigraphie du monde romain)- Antichit\u00e0 Altoadriatiche LXXIX (79), 2014;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L. DE MARIA; R. TURCHETTI, Rotte e porti del Mediterraneo dopo la caduta dell\u2019Impero Romano d\u2019Occidente. Continuit\u00e0 e innovazioni tecnologiche e funzionali, 2005<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/29990\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30003\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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Attualmente \u00e8 Capo Ufficio Stampa del Dipartimento Trasformazione Digitale - Presidenza del Consiglio. Ha conseguito il Master Universitario di 2\u00b0 livello - CMU2 in Scienze Giuridiche presso la LUISS. \u00c8 il fondatore e presidente di Zhistorica e Necrosword. 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