{"id":29990,"date":"2019-04-22T00:15:40","date_gmt":"2019-04-21T22:15:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=29990"},"modified":"2023-10-01T19:20:58","modified_gmt":"2023-10-01T17:20:58","slug":"storia-navale-la-marina-pontificia-del-viii-secolo-di-campagnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/29990","title":{"rendered":"Storia navale: la Marina pontificia del VIII secolo &#8211; parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: VIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Arabi,&nbsp; Bizantini, Stato pontificio<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le vicende relative alla \u201cmarina pontificia\u201d nell\u2019VIII secolo, termine forse troppo istituzionale ma che ben identifica l\u2019oggetto dell\u2019articolo, sono legate indissolubilmente a quelle di una citt\u00e0 poco distante da Roma: <strong><span style=\"color: #008000;\">Centum Cellae<\/span><\/strong> (oggi conosciuta come Civitavecchia). Gi\u00e0 Procopio narra l\u2019importanza strategica della citt\u00e0, che i Romani d\u2019Oriente strappano dalle mani dei Goti nel 538. In quel periodo, Civitavecchia \u00e8 ancora un centro abitato popoloso (\u03bc\u03b5\u03b3\u03ac\u03bb\u03b7 \u03ba\u03b1\u1f76 \u03c0\u03bf\u03bb\u03c5\u03ac\u03bd\u03b8\u03c1\u03bf\u03c0\u03bf\u03c2) e dotato di un porto fondamentale per i traffici commerciali nel Tirreno. Questo articolo guarda ancora una volta ad una monumentale opera del passato, <strong><span style=\"color: #008000;\">Storia della Marina Pontificia<\/span><\/strong>, redatta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Guglielmotti<\/span><\/strong> nella seconda met\u00e0 del XIX secolo. Lo fa con il rispetto che i dieci volumi meritano, essendo il frutto di una raffinata e indefessa indagine storica che ha impegnato il Guglielmotti per interi decenni.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Centum cellae ovvero Civitavecchia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nNel VII secolo, il porto ha ancora la struttura impostata da <strong><span style=\"color: #008000;\">Traiano<\/span><\/strong> e, stando alla testimonianza di <strong><span style=\"color: #008000;\">Rutilio Namaziano<\/span><\/strong>, si insinua in pieno centro abitato ed ha un\u2019isola artificiale che ne protegge l\u2019accesso. Negli Atti della XVII\u00b0 <em><span style=\"color: #008000;\">Rencontre sur l\u2019\u00e9pigraphie du monde romain<\/span><\/em>) &#8211; Antichit\u00e0 Altoadriatiche LXXIX (79), l\u2019intervento di Maria Grazia Granino Cecere e Cecilia Ricci sull&#8217;epigrafia dei porti riguarda proprio il porto di Civitavecchia, che viene descritto come ancora perfettamente funzionante da Rutilio Namaziano nel 417. Consapevole della necessit\u00e0 di mantenere un controllo saldo su Civitavecchia, il governo di Costantinopoli fa governare la citt\u00e0 da un Conte (Comes), capo della guarnigione l\u00ec presente, che a sua volte fa riferimento al reggente del Ducato Romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29991\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/dromon.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"561\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/dromon.jpg 736w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/dromon-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno 727, poco dopo l\u2019emanazione da parte di <strong><span style=\"color: #008000;\">Leone l\u2019Isaurico<\/span><\/strong>, imperatore d\u2019Oriente, del famoso decreto contro il culto dello sacre immagini, le citt\u00e0 italiane sottoposte alla sua autorit\u00e0 (fra cui Civitavecchia) si ribellano. <strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Gregorio II<\/span><\/strong> non accetta che i magistrati imperiali possano sottrarre le immagini sacre e bruciarle, ed incita gli abitanti dell\u2019Esarcato a non seguire le direttive imperiali. Il ducato Romano si sottomette spontaneamente, al governo papale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per via di questo fatto iniziamo a trovare la citt\u00e0 fra quelle sottoposte alla giurisdizione papale. <strong><span style=\"color: #008000;\">Gregorio III<\/span><\/strong>, nell\u2019anno 740, si rivolge ai Civitavecchiesi e li esorta a riparare le muraglie e le torri per difesa della patria, del porto e delle loro navi. Parimenti, lo stesso Pontefice ordina a Roma lavori di fortificazione e di restauro delle mura; facendosi da ci\u00f2 manifesta non solo l\u2019interesse del nuovo pontefice, ma anche i danni patiti dalla fine del V secolo. Le prime cure del Pontefice, ripartite tra Civitavecchia e Roma, dimostrano <strong><em><span style=\"color: #008000;\">ab antico<\/span><\/em><\/strong> come la prima fosse vista come naturale sostegno della seconda e sua prima barriera difensiva. Dal loro simultaneo rafforzamento si fa palese che nella met\u00e0 dell\u2019ottavo secolo entrambe le citt\u00e0 sono ancora popolose, poich\u00e9 sarebbero stati impossibili ed inutili la fatica e il dispendio per la riparazione e costruzioni di torri e fortezze nel caso non ci fossero stati gli operai necessari ai lavori, o gli uomini e capitani preposti alla loro difesa.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify; background-color: #f5f77e;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"text-align: justify; color: #444444; text-transform: none; line-height: 24px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: Georgia,'Bitstream Charter',serif; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; word-spacing: 0px; display: inline !important; white-space: normal; orphans: 2; float: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: transparent;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: Georgia, Bitstream Charter, serif;\"><b>L\u2019espansione islamica del VII secolo tocca per la prima volta l\u2019Italia nel 652, quando gli uomini di <\/b><\/span><strong>Mu\u2019awiya ibn Hudayj<\/strong><span style=\"font-family: Georgia, Bitstream Charter, serif;\"><b>, veterano della battaglia di <\/b><\/span><strong>Yarmuk<\/strong><span style=\"font-family: Georgia, Bitstream Charter, serif;\"><b>, raggiungono e saccheggiano la costa siciliana, riportando in Siria un enorme bottino. La razzia dell&#8217;anno 669 \u00e8 ancora pi\u00f9 feroce. Questa volta gli Arabi arrivano su duecento navi, partite da Alessandria d\u2019Egitto, e saccheggiano Siracusa e dintorni per oltre un mese, trascinando in Egitto migliaia di schiavi e molti beni preziosi. E\u2019 per\u00f2 con la conquista definitiva del <\/b><b>Nord africa<\/b><b> bizantino-berbero, alla fine del VII secolo, che gli Arabi ottengono delle basi vicinissime alla costa italiana; una condizione strategica che permette loro di lanciare decine di raid sulla terraferma siciliana. In breve tempo, nell\u2019VIII secolo, il Mar Tirreno diventa dominio degli Arabi che, oltre a intercettare le navi italiane, puntano spesso agli insediamenti costieri.<\/b><\/span><\/span><\/span><b><i><\/i><\/b><b><u><\/u><\/b><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi racconta che nell\u2019anno 749 re <strong><span style=\"color: #008000;\">Astolfo dei Longobardi<\/span><\/strong> muove da Milano verso Roma, oltrepassa il Tevere, si accampa a Tivoli, e, prima di stringere d\u2019assedio la capitale, spedisce l\u2019avanguardia del <strong><span style=\"color: #008000;\">duca Grimoaldo<\/span><\/strong> a Civitavecchia per chiudere ai Romani la strada dei soccorsi dal mare. La stessa cosa fa poco dopo in Terracina. E\u2019 un segno inequivocabile che le predette citt\u00e0 marittime hanno, nell\u2019VIII secolo, una grande efficacia nelle file strategiche delle sue operazioni.&nbsp;Il fatto \u00e8 confermato da un antico Cronista che scrive intorno all\u2019anno mille e pubblicato per la prima volta in Germania dal Pertz. Il suo scritto, sebbene risenta della corruzione barbarica che imbastardiva la lingua latina, ha per\u00f2 il pregio di essere la miglior lezione riguardante la storia di quei tempi e particolarmente in relazione alla marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meglio anche dallo stesso Cronista si ricava il novero e l\u2019importanza delle nostre citt\u00e0 marinaresche allorch\u00e9 narra gli la preparazione della flotta voluta da <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Magno<\/span><\/strong>. Nel 777 circa, al re franco serve una flotta per poter avere il giusto appoggio nel suo tentativo di conquista della Spagna musulmana (<strong><span style=\"color: #008000;\">Sulayman al-Arabi<\/span><\/strong>, governatore pro-abbasidi di Barcelona, chiede infatti l\u2019aiuto di <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Magno<\/span><\/strong> contro gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Omayyadi di Cordoba<\/span><\/strong>) e per avvicinarsi al potenziale marittimo bizantino e saraceno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito il Cronista chiama a rassegna le marittime citt\u00e0 che devono fornire navi e soldati al sovrano franco. Dice infatti che non solo dalla Francia e dalla Germania, per ordine di Carlo, devono essere messi in punto imbarcazioni di ogni tipo, ma anche dalle parti d\u2019Italia, cio\u00e8 dai confini di Venezia e d\u2019Aquileja, dalle citt\u00e0 di Ancona, di Rimini e di Ravenna, e da tutti i lidi del mare Adriatico convenire al passaggio uomini e navi. Similmente da ogni luogo del mar Tirreno, dalla Liguria, Corsica e Sardegna devono radunarsi i bastimenti necessari all\u2019impresa insieme con i Pisani e con i Civitavecchiesi, e dai confini di Roma e d\u00ec Napoli. Si pu\u00f2 quindi affermare che, nell\u2019ottavo secolo, Ancona, Rimini, Ravenna, Civitavecchia, il Porto romano ed Ostia, mantengono l\u2019esercizio della navigazione, ed hanno numero e qualit\u00e0 di imbarcazioni tale da poter partecipare nella milizia navale alla chiamata di Carlo. Questo non vuol dire che il governo papale sia dotato, alla fine dell\u2019VIII secolo, di una flotta professionale come quella romana o in senso moderno, ossia dipendente dal solo sovrano la costruzione e per mantenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi una lettera di <strong><span style=\"color: #008000;\">Papa Adriano<\/span><\/strong>, ed altri documenti che vedremo, confermano che n\u00e9 il Papa, n\u00e9 l\u2019Imperatore usano tenere un\u2019armata navale professionale, da loro stipendiata e al servizio dello \u201cstato\u201d. Al contrario, danno mandato alle imbarcazioni private delle citt\u00e0 marittime, al comando dei governatori del luogo. I bisogni di quei tempi sono molto diversi dai nostri. Oggi le armate di mare e gli eserciti di terra si mettono in moto con grande spiegamento di uomini e di tutti i mezzi presenti nelle piazze di guerra, nelle caserme, nei parchi e negli arsenali; nell\u2019VIII secolo gli eserciti si formano con la leva di massa, la ferma temporanea, e primariamente con l\u2019apporto dei feudatari e dei loro vassalli. Nel caso della Marina, si procede trasformando i vascelli da trasporto merci in navi da guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni bastimento da remo \u00e8 armato con un poderoso sperone a prua, preso dal principe, e parte dopo aver caricato duecento guerrieri; arrivato al punto stabiliti, si mette in linea con le altre navi in attesa della battaglia. Comandanti di vascello e marinai hanno il compito di portare le milizie verso lo scontro, come su un castello mobile. I primi hanno il compito di condurli alla meta, i secondi devono solo attendere e, giunto il loro momento, combattere. La baronia e tutti coloro che devono essere in arme al seguito del principe nelle battaglie terrestri, sono tenuti ad affiancarlo e a guidare i propri vassalli anche in quelle marittime, secondo le previsioni messe per iscritto nel codice delle leggi capitolari d\u00ec Carlo Magno. Di conseguenza anche i Papi mettono a disposizione il contingente navale delle loro citt\u00e0 marittime e delle baronie di Campania, Lazio ed Etruria papale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29998\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tuscia1.jpg\" alt=\"\" width=\"1092\" height=\"888\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tuscia1.jpg 1092w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tuscia1-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tuscia1-768x625.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/tuscia1-1024x833.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1092px) 100vw, 1092px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si fa quindi necessario premettere alcuni cenni sulla ripartizione geografica della Toscana nel Medioevo. Dall\u2019VIII all\u2019XI secolo la Toscana ha un\u2019estensione maggiore rispetto alla regione odierna. Il suo territorio si estende infatti dalla sponda destra della Macra, lungo tutto il tratto delimitato da mare (a ovest) e Appennini (a est), fino alla sponda destra del Tevere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">fine Parte I &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele Campagnano<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>originariamente pubblicato su <a href=\"https:\/\/zweilawyer.com\/2016\/08\/29\/storia-della-marina-pontificia-nellviii-secolo\/\">Storia della Marina Pontificia nell&#8217;VIII Secolo &#8211; Zhistorica (zweilawyer.com)<\/a> &#8211; testo ed immagini a cura di Gabriele Campagnano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Bibliografia:<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">L. MURATORI, Annali d\u2019Italia, volume X, 1751;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">A. FRANGIPANI, Istoria dell\u2019antichissima citt\u00e0 di Civita Vecchia, 1761;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">A. GUGLIELMOTTI, Storia della Marina Pontificia, v. 1-2 (Storia della marina pontificia nel Medio Evo, dal 728 al 1499), 1871;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">C. ZACCARIA, L\u2019epigrafia dei porti ( Atti della XVII\u00b0 Rencontre sur l\u2019\u00e9pigraphie du monde romain)- Antichit\u00e0 Altoadriatiche LXXIX (79), 2014;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12pt;\">L. DE MARIA; R. TURCHETTI, Rotte e porti del Mediterraneo dopo la caduta dell\u2019Impero Romano d\u2019Occidente. Continuit\u00e0 e innovazioni tecnologiche e funzionali, 2005<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/29990\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/30003\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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