{"id":2971,"date":"2017-05-31T00:05:27","date_gmt":"2017-05-31T00:05:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=2971"},"modified":"2024-09-01T10:39:17","modified_gmt":"2024-09-01T08:39:17","slug":"manutenzione-e-prevenzione-dellallagamento-delle-attrezzature-fotosub-di-fabio-carnovale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2971","title":{"rendered":"Manutenzione e prevenzione dell&#8217;allagamento delle attrezzature fotosub di Fabio Carnovale"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: FOTOGRAFIA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: attrezzatura fotosub, allagamento<\/p>\n<p><em>articolo di&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.fotoevita.net\">Fabio Carnovale <\/a>articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.scubaportal.it\/manutenzione-attrezzatura-fotosub.html\">www.scubaportal.it<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\"><strong><br \/>\nI fotografi subacquei si dividono tra quelli che hanno allagato l&#8217;attrezzatura e quelli che lo faranno.<\/strong><\/span><br \/>\nQuesta frase, applicata con le dovute varianti alle pi\u00f9 svariate attivit\u00e0, rappresenta comunque una verit\u00e0 difficilmente contrastabile. Tanto per citare un caso, al sottoscritto \u00e8 capitato di recente (dopo anni e centinaia di immersioni con la macchina fotografica) e questo ha mutato completamente l&#8217;atteggiamento tenuto in questi casi verso il compagno d\u2019immersione con la fotocamera a bagno: quel sentimento di superiorit\u00e0 (chiss\u00e0 come l&#8217;aveva trattata quest\u2019attrezzatura &#8230;) mascherato da un solidale disappunto e un sorrisetto sotto i baffi (a me non capiter\u00e0 mai; io sono un pignolo &#8230;) ha lasciato il posto ad un\u2019autocritica che trova sempre nei nostri errori la causa dei nostri disastri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, scongiuri a parte, teniamo presente che questo malaugurato evento purtroppo \u00e8 sempre possibile, quindi cerchiamo di organizzare le nostre esigenze pratiche ed economiche in modo tale che nel caso avvenga non ci troveremo tagliati fuori dalla nostra amata arte per troppo tempo.&nbsp;Detto questo vediamo di mettere a punto un metodo per ridurre drasticamente la probabilit\u00e0 di trovarci con un mucchio di ferraglia in mano laddove pochi attimi prima albergava un gioiello di tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima ancora di addentrarci nei particolari della manutenzione ordinaria e straordinaria, una considerazione di carattere generale: la maggior parte dei danni alle attrezzature deriva da una errata manutenzione, e nella maggior parte dei casi si sarebbero evitati semplicemente non effettuandola. E&#8217; dimostrato, in tanti campi, automobilistico, aeronautico e cos\u00ec via, che ad un intervento sbagliato segue un guasto tecnico, laddove molto probabilmente tale intervento avrebbe potuto benissimo non avere luogo, lasciando tutto com&#8217;era.<br \/>\nQuindi: staccare e riattaccare cavetti (con conseguente gocciolina d&#8217;acqua salata che cade sui contatti), rimuovere O-ring per pulirli in maniera nevrotica e maniacale col rischio di non riposizionarli correttamente o addirittura dimenticare del tutto di rimontarli e altre operazioni di scrupolosa prevenzione, in realt\u00e0 possono aumentare il rischio di danni invece di ridurlo.<br \/>\nIniziamo dunque a parlare di manutenzione dalla prima operazione da effettuare: un accurato risciacquo, non dimenticando per\u00f2 che pur essendo indispensabile non \u00e8 affatto la soluzione di tutti i problemi. L&#8217;acqua dolce viene applicata a pressione ambiente, mentre l&#8217;acqua salata, molto pi\u00f9 attiva dal punto di vista della corrosione, entra nelle parti pi\u00f9 sottili a pressione maggiore (quella, ovviamente, della profondit\u00e0 raggiunta) dove inevitabilmente rimarr\u00e0 nonostante il salutare bagno di risciacquo.<br \/>\nNon tardiamo quindi troppo ad inviare l&#8217;attrezzatura all&#8217;assistenza periodica dove la smonteranno e ripuliranno e sostituiranno gli O-Ring dei rimandi e dei contatti sincro. Il risciacquo infine non va effettuato con acqua troppo fredda, se abbiamo chiuso la custodia in ambiente caldo ed umido lo sbalzo di temperatura causer\u00e0 la formazione di condensa acquosa, anche sulla fotocamera e sui delicati circuiti interni. Nel caso questo accada, attendiamo che la macchina fotografica sia asciutta bene prima di accenderla di nuovo. Vediamo ora quali sono le principali accortezze per far s\u00ec che l&#8217;evento citato in apertura sia sporadico, molto sporadico &#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13928 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse.jpg\" alt=\"1_rinse\" width=\"836\" height=\"848\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1_rinse-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 836px) 100vw, 836px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Una semplice spruzzata d&#8217;acqua dolce non \u00e8 sufficiente, sar\u00e0 bene immergerlo per un p\u00f2 di tempo<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;oggetto principale delle nostre attenzioni \u00e8 la guarnizione toroidale detta O-ring (anello a sezione ad &#8220;O&#8221;), l&#8217;invenzione di questo tipo di sigillo merita veramente un plauso infinito: pressioni anche enormi (come quelle all&#8217;interno della bombole, pi\u00f9 di 200 bar) sono tenute a bada da una semplice guarnizione di neoprene od altri materiali, spesso lasciando anche alle parti mantenute in tenuta la libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;o-ring non permetter\u00e0 mai all&#8217;acqua di distruggere la nostra attrezzatura ed il nostro conto in banca, per\u00f2 va conosciuto per far s\u00ec che svolga sempre la sua indispensabile funzione.<\/span><\/strong> La tenuta dell&#8217;OR \u00e8 data dalla sua deformazione momentanea, la sezione rotonda della guarnizione, sottoposta a pressione, si schiaccia contro le pareti delle sedi delle parti da sigillare; questa deformazione, per\u00f2, deve essere assicurata da una consistenza elastica del materiale con cui l&#8217;OR \u00e8 fabbricato: se questo \u00e8 &#8220;secco&#8221;, indurito, screpolato, o addirittura deformato permanentemente, la funzione sigillante verr\u00e0 meno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2_o_r.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13929\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2_o_r.jpg\" alt=\"2_o_r\" width=\"855\" height=\"1769\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2_o_r.jpg 350w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/2_o_r-145x300.jpg 145w\" sizes=\"(max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;O-ring, per funzionare, deve essere in perfetta efficienza: se rimane deformato o screpolato non \u00e8 pi\u00f9 in grado di assicurare la tenuta<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Badate bene che stiamo parlando di acqua a pressione, non semplice pioggia o schizzi, l&#8217;ingresso di acqua (pur trattandosi di bassa pressione, al massimo 5-6 bar per una immersione impegnativa) significa entrata rapida e massiva e distruzione di tutto in tempo molto breve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli OR sono presenti in tutte le soluzioni di continuit\u00e0 della nostra attrezzatura: coperchi, semi gusci, comandi (eccetto quelli di tipo magnetico), obl\u00f2, finestrelle varie, connettori flash. La manutenzione ordinaria che potremo effettuare con una certa frequenza e regolarit\u00e0 riguarda solo quelli che assicurano la tenuta dei coperchi di chiusura delle custodie, degli obl\u00f2, dei flash e quelli che sono posizionati sui connettori di quest&#8217;ultimi. Gli altri, sostanzialmente i comandi, non \u00e8 consigliabile smontarli se non si ha una esperienza specifica, si invier\u00e0 lo strumento all&#8217;assistenza per la manutenzione programmata indicata dal costruttore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto come si rimuove l&#8217;OR: sicuramente sono da mettere al bando spilli, aghi e gli strumenti da dentista (&#8220;specilli&#8221; o &#8220;sonde&#8221;, quelli, per intenderci, che fanno vedere la stelle quando entrano in un dente cariato) che, essendo fatti d&#8217;acciaio e di forma appuntita rovinano l&#8217;OR e rigano la sede dove \u00e8 alloggiato, questi strumenti possono essere utilizzati (con estrema cautela per non rovinare, appunto, la sede) per rimuovere OR di bombole ed altre attrezzature non fotografiche laddove sia molto difficile rimuovere la guarnizione, tenendo presente che poi questa va gettata perch\u00e9 rovinata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Per effettuare invece una corretta manovra di rimozione degli O-Ring delle attrezzature fotosub, l&#8217;ideale \u00e8 sfruttare l&#8217;elasticit\u00e0 del materiale per spingerlo con le dita fino a farlo fuoriuscire un minimo dalla sede, a questo punto potremo afferrarlo e rimuoverlo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alternativa, se la manovra prima descritta si presenta troppo laboriosa, potremo utilizzare uno specifico attrezzo della Sea&amp;Sea (O-Ring Remover) od, in mancanza di questo, una carta di credito od un biglietto da visita plastificato del quale avremo per\u00f2 verificato accuratamente la mancanza di slabbrature ed angoli appuntiti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13936\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or.jpg\" alt=\"3_rimozione_or\" width=\"837\" height=\"849\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/3_rimozione_or-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;O-Ring deve essere rimosso con delicatezza, spingendolo o utilizzando un pezzo di plastica liscia e morbida<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">A questo punto faremo un&#8217;ispezione visiva della guarnizione, possibilmente avvalendoci di un mezzo di ingrandimento (lenti, occhialetti da modellista etc). Non dovranno essere presenti screpolature (per verificare questo si potr\u00e0 leggermente tirare l&#8217;OR in modo da evidenziarle), tagli, graffi od altri difetti, eccezion fatta per la normale linea longitudinale che residua dallo stampaggio dell&#8217;OR. In caso di difetti, eliminiamolo senza piet\u00e0 anche se ha funzionato perfettamente fino all&#8217;immersione precedente, \u00e8 bene non approfittare troppo della fortuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un OR pu\u00f2 durare veramente un tempo inimmaginabile se ben trattato: la lubrificazione, che ne previene il contatto con l&#8217;aria e con l&#8217;acqua, con conseguente ossidazione, indurimento e screpolatura, deve essere fatta con regolarit\u00e0 per gli O-Ring che sono soggetti a essere rimossi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Questa va effettuata applicando, dopo averlo ripulito scrupolosamente da sabbia e altri residui dell&#8217;immersione, un sottilissimo velo di lubrificante. Perch\u00e9 sottilissimo: se immergiamo la guarnizione in una massa di grasso eccessivo, esso stesso sar\u00e0 ricettacolo di sabbia e sporcizia, che si trasferir\u00e0 poi nella sede inficiando la tenuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il grasso<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nQuello migliore e pi\u00f9 duraturo \u00e8 di tipo &#8220;siliconico&#8221; ma attenzione: non \u00e8 adatto alle guarnizioni OR in silicone, infatti queste si possono danneggiare a causa del potere solvente che questo tipo di grasso ha nei confronti di esse. Sar\u00e0 bene verificare nella nostra attrezzatura quale grasso utilizzare per ogni specifica guarnizione (oggigiorno c&#8217;\u00e8 una discreta variet\u00e0 di &#8220;mescole&#8221; e materiali diversi), per non sbagliare possiamo semplicemente usare quello che viene dato in dotazione dalla casa produttrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Quando riposizioniamo l&#8217;OR nella sua sede dovremo verificare attentamente che non sia presente sporcizia, in particolar modo sabbia e capelli, la sede pu\u00f2 essere ripulita con un cotton fioc, facendo attenzione che non rilasci peli, oppure con una pezzetta di cotone.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13935\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust.jpg\" alt=\"4_hair_dust\" width=\"876\" height=\"888\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/4_hair_dust-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 876px) 100vw, 876px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La sede dell&#8217;O-Ring deve essere ben pulita da sabbia, polvere e capelli<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Bisogner\u00e0 evitare di inserire l&#8217;OR nella sede lasciandolo &#8220;abbondante&#8221; da una parte e &#8220;tirato&#8221; da un&#8217;altra perch\u00e9 questo ne pu\u00f2 provocare la fuoriuscita magari proprio un attimo prima della chiusura (non \u00e8 una considerazione frutto della fantasia, \u00e8 capitato a me e ad altri, il risultato \u00e8 una bellissima reflex da buttare). Non crediate che un O-Ring mal posizionato impedisca la chiusura della custodia o del flash: gli OR fotografici sono piuttosto teneri come mescola e si schiacciano anche fuori dalla sede, tutto pu\u00f2 apparire perfettamente assemblato fino al momento in cui vediamo che l&#8217;acqua non sta dalla parte giusta&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>A proposito di questo, altri due consigli: appena messa la custodia in acqua, verificate IMMEDIATAMENTE che non vi siano infiltrazioni, prima ancora di dare l&#8217;ok al compagno di immersione ed iniziare la discesa; se vi sono problemi di tenuta normalmente questi si manifestano subito producendo una catenina di bollicine continue anche solo tenendo la custodia con le braccia tese a mezzo metro di profondit\u00e0, in questo caso orientate la macchina con l&#8217;obl\u00f2 in basso, in modo che l&#8217;acqua si raccolga dentro a quest&#8217;ultimo e risalite in barca immediatamente.<\/strong> <strong>Per quanto riguarda il flash invece, in caso di infiltrazione, orientatelo con la parabola in alto.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In questi casi pu\u00f2 essere utile l&#8217;allarme anti-allagamento che quasi tutti i produttori di scafandri forniscono, ma questo non deve assolutamente significare che non si deve porre massima attenzione alla prevenzione, infatti nella maggior parte dei casi quando l&#8217;allarme suona \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per salvare la fotocamera. Un altro motivo di perdita di ermeticit\u00e0 pu\u00f2 essere il calore: non lasciate mai l&#8217;attrezzatura al sole diretto: l&#8217;effetto serra dovuto al passaggio dei raggi solari all&#8217;interno attraverso le parti trasparenti porta al raggiungimento di temperature altissime, con possibilit\u00e0 di danni alle parti elettroniche e meccaniche. Inoltre le custodie ed i flash in plastica possono essere soggetti addirittura a deformazioni con perdita di chiusura ermetica in caso di riscaldamento eccessivo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13934\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato.jpg\" alt=\"5_O-R_mal_posizionato\" width=\"856\" height=\"868\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/5_O-R_mal_posizionato-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 856px) 100vw, 856px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Fate la massima attenzione al corretto posizionamento degli O-Ring<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; importante anche la modalit\u00e0 di apertura della custodia, sar\u00e0 bene che il coperchio sia rimosso tenendola appoggiata su un tavolo con l&#8217;obiettivo in avanti, infatti, sebbene sia pi\u00f9 comodo farlo tenendo l&#8217;obiettivo in basso, la rimozione del coperchio far\u00e0 cadere facilmente delle goccioline di acqua (probabilmente salata nonostante il risciacquo) all&#8217;interno ed ovviamente queste andranno a infiltrarsi nei comandi che, anche nelle macchine cosiddette &#8220;tropicalizzate&#8221; pu\u00f2 causare effetti nefasti.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Quando si ripongono per un tempo lungo il flash e la custodia \u00e8 bene non lasciarli chiusi, questo provoca una deformazione permanente degli O-Ring di tenuta, potremo, dopo mesi di inattivit\u00e0, trovare gli OR deformati, con la loro sezione non pi\u00f9 rotonda ma &#8220;squadrata&#8221;, questo riduce la capacit\u00e0 delle preziose guarnizioni di fare il loro lavoro. <\/span><\/strong>Quindi \u00e8 bene lasciarli aperti, questo per non avere la sgradevole sorpresa di trovare l&#8217;attrezzatura inutilizzabile magari proprio il giorno prima della partenza&#8230; Comunque procuratevi sempre degli OR di ricambio da portare in viaggio, questi si possono danneggiare anche durante il corretto utilizzo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13933\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto.jpg\" alt=\"6_or_aperto\" width=\"837\" height=\"848\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/6_or_aperto-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Custodie e flash \u00e8 bene che siano riposti aperti, cos\u00ec come la presa sincro flash, cha va conservata priva del tappo (in foto) che provoca l&#8217;appiattimento dell&#8217;OR<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il cavo sincro del flash deve essere disconnesso con molta attenzione e, per evitare problemi, non continuamente. Nel toglierlo si dovr\u00e0 fare attenzione alle goccioline di acqua che possono cadere all&#8217;interno dei contatti, noteremo che queste saranno (assaggiare per credere) di acqua salata nonostante l&#8217;accurato risciacquo che avremo fatto, questo perch\u00e9, sottoposta a pressione, l&#8217;acqua marina riesce a penetrare pi\u00f9 in profondit\u00e0 dell&#8217;acqua dolce applicata a pressione ambiente. Per ridurre la possibilit\u00e0 di caduta delle gocce d&#8217;acqua salata all&#8217;interno dei contatti della presa sincro sar\u00e0 bene effettuare il distacco posizionando questa in orizzontale, in modo che l&#8217;acqua non cada verso i contatti. Questi ultimi possono essere protetti o, in caso di bagnatura ed ossidazione, ripristinati con i prodotti specifici come il CRC 6-66 per ambiente salmastroso, tenendo presente per\u00f2 che questo prodotto non \u00e8 &#8220;amico&#8221; degli O-Ring, per cui sar\u00e0 utilizzato non come spray ma applicato con un oggetto sottilissimo solo sui contatti stessi, e poi asciugato evitando colature. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un&#8217;altra importante operazione da effettuare sui cavetti sincro se non si smontano di frequente: ingrassare anche la filettatura; spesso infatti, a causa del prodursi di correnti galvaniche, si verificheranno delle ossidazioni e delle vere e proprie corrosioni che rovineranno le prese e gli spinotti ed addirittura possono far bloccare e saldare insieme il tutto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13932 \" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug.jpg\" alt=\"7_plug\" width=\"839\" height=\"851\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/7_plug-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il connettore sincro flash deve essere pulito e la filettatura ingrassata per evitare ossidazione e blocco<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Un altro capitolo del &#8220;fai da te&#8221; \u00e8 l&#8217;obl\u00f2<\/span><\/strong><br \/>\nSe questo \u00e8 in cristallo praticamente non ha bisogno di manutenzione, \u00e8 difficile che si graffi ma \u00e8 altrettanto difficile ripristinarlo in caso di danni, se \u00e8 in metacrilato o altre sostanze plastiche invece dovremo stare attenti a non farlo graffiare contro gli scogli e, all&#8217;asciutto, contro oggetti presenti in barca. Molto utile per gli obl\u00f2 sferici \u00e8 il paraluce, che pur svolgendo in misura limitata la sua funzione di evitare riflessi non graditi sull&#8217;immagine, \u00e8 invece molto efficace nel proteggere la delicata cupola di materiale plastico. Per quanto riguarda la normale cura, evitiamo innanzitutto di strofinarlo da asciutto, questo provoca la produzione di micro graffi (che si vedono nei controsole), infatti quando si asciuga dopo il risciacquo spesso residuano tracce di impurit\u00e0 e di calcare, lasciamole pure l\u00ec, verranno via durante l&#8217;immersione successiva. Veniamo ora al trattamento di eventuali danni accidentali: in caso di graffi minimi in linea di massima possiamo anche non effettuare nessun intervento, normalmente l&#8217;acqua, durante l&#8217;immersione, &#8220;riempie&#8221; tali piccole asperit\u00e0 rendendole invisibili, e comunque l&#8217;obiettivo non li metter\u00e0 a fuoco, in caso invece di una rigatura pi\u00f9 seria dovremo correre ai ripari. Prima di tutto una considerazione importantissima: quanto sto per descrivere \u00e8 una procedura da attuare solo in caso in cui si renda veramente indispensabile; se non si \u00e8 pi\u00f9 che certi di saperla effettuare \u00e8 bene non tentare, \u00e8 meglio finire il nostro viaggio con un piccolo difetto sulle foto (magari correggibile in post-produzione) che trovarsi con un obl\u00f2 inutilizzabile. Faremo esperienza su un vecchio obl\u00f2 gi\u00e0 danneggiato oppure su un pezzo di plexiglas per renderci conto delle nostra capacit\u00e0 di fare questa riparazione. Il trattamento del graffio deve essere cos\u00ec effettuato: carteggeremo delicatamente con una carta abrasiva sottilissima (da 500) bagnata: renderemo uniforme la superficie fino a far sparire il graffio, poi, con carte abrasive ancora pi\u00f9 sottili, da 800, 1000, e, se la trovate, anche 1200, lisceremo la zona trattata, infine con una pasta abrasiva per materie plastiche (ottime quelle per eliminare i graffi dal display dei cellulari, reperibili nei negozi di telefonia oppure prodotti specifici per la lucidatura delle materie plastiche, si trovano anche nei negozi di accessori per moto, servono a lucidare i cupolini trasparenti) lucideremo la superficie facendola tornare brillante. Ripeto: in caso di partenza verso luoghi costosi ed irripetibili non avventuratevi a fare questa riparazione se essa non \u00e8 pi\u00f9 che indispensabile e se non avete pi\u00f9 volte verificato la vostra capacit\u00e0 di effettuarla, si potrebbe passare da un piccolo difetto ad un obl\u00f2 inutilizzabile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre, tenete presente che tale riparazione altera, seppure minimamente, la curvatura dell&#8217;obl\u00f2, questo normalmente non costituisce un problema data la similitudine dell&#8217;indice di rifrazione del metacrilato con quello dell&#8217;acqua, per\u00f2 pure trasformare un obl\u00f2 sferico in uno bitorzoluto non \u00e8 che sia il massimo in tema di qualit\u00e0 ottica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13931\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato.jpg\" alt=\"8_oblo_danneggiato\" width=\"844\" height=\"855\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/8_oblo_danneggiato-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 844px) 100vw, 844px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un graffio sull&#8217;obl\u00f2 pu\u00f2 essere rimosso con carte abrasive finissime e polish<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Ed ora veniamo ad un&#8217;ultima nota dolente: il trasporto<\/span><\/strong><br \/>\nInutile dilungarci sulle precauzioni da osservare nel trasporto delle attrezzature in macchina od in barca: ricordiamoci di non lasciare che cadano o vengano urtate da altre pesanti attrezzature subacquee, anche in caso di mare calmissimo le improvvise ondate provenienti da altre imbarcazioni possono avere effetti nefasti facendo rovinare tutto a terra, o peggio, in acqua. Per quanto riguarda il trasporto durante l&#8217;immersione credo che l&#8217;assetto migliore della custodia+flash sia, quando possibile, leggermente positivo, a patto di assicurarla con un moschettone di elevata qualit\u00e0 al nostro gav, in questo modo la custodia si posizioner\u00e0 in alto come un palloncino senza urtare sul fondo nel caso (raro) in cui dovremo lasciarla per effettuare qualche altra operazione (ad esempio aiutare un altro sub a sistemare l\u2019attrezzatura), il moschettone dovr\u00e0 essere sicurissimo per\u00f2, altrimenti in caso di distacco la &#8220;pallonata&#8221; della fotocamera ci creer\u00e0 un problema serio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Durante il pinneggiamento potremo tenerla accostata al ventre, facendo attenzione a non far urtare l&#8217;obl\u00f2 al fondo. Ma i problemi veri sono legati al trasporto aereo, con le limitazioni del peso dei bagagli, compreso quello a mano, ci ritroviamo sempre di pi\u00f9 nella impossibilit\u00e0 di trasportare attrezzature di riserva nel caso di guasto di quella principale. Per quanto riguarda il trasporto di custodie e flash \u00e8 molto facile eccedere il peso massimo, quindi informiamoci accuratamente prima di intraprendere il viaggio su quanto potremo trasportare come bagaglio a mano e, se eccediamo tale peso, se saremo costretti a imbarcare l&#8217;attrezzatura in stiva o potremo semplicemente pagare un sovrapprezzo. In questo ultimo caso mettiamo mano al portafoglio e pazienza, ma nel caso del trasporto in stiva evitiamo questa soluzione come la peste; le cose delicate spesso arrivano danneggiate e sappiamo bene che nella nostra attrezzatura basta veramente poco a rendere il tutto inservibile, altrettanto spesso i bagagli al seguito non arrivano per niente o con giorni di ritardo, questo deve essere considerato anche per un eventuale trasporto di parti di attrezzature non delicate (braccetti, etc) che per\u00f2 ci metterebbero in difficolt\u00e0 in caso di smarrimento. Nel trasporto aereo sia in stiva che in cabina dovremo tenere presente un&#8217;altra importante precauzione: le nostre custodie sono molto ben progettate per resistere alla pressione esterna, ma non a quella interna: nel caso di esposizione alla &#8220;pressione inversa&#8221; (ovvero con una pressione interna alla custodia maggiore di quella esterna, cosa che si verifica nel caso in cui venga lasciata chiusa durante il trasporto aereo, specialmente in stiva) potremo assistere al distacco di parti (obl\u00f2, mirini, finestrelle) che potrebbero trasformare il nostro viaggio fotografico in un rilassante periodo a prendere la tintarella. Quindi lasciamo tutto aperto, custodie e flash, oppure utilizziamo, quando sono presenti, le apposite aperture per il trasporto aereo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, in viaggio, non dimentichiamo di portarci tutti quegli attrezzi che possono servirci per il normale utilizzo e per eventuali emergenze: verifichiamo tutto quello che dovremo fare e quello che pu\u00f2 capitare e portiamoci piccoli cacciaviti, brugole e tutto quello che pu\u00f2 servire. Questo per evitarci di stare a &#8220;mendicare&#8221; poi sul posto o di cercare disperatamente in qualche cassetta di attrezzi arrugginita la chiave a tubo da 5 trovando inevitabilmente solo la 4 o la 6.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13930\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools.jpg\" alt=\"9_tools\" width=\"861\" height=\"872\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools.jpg 580w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/9_tools-65x65.jpg 65w\" sizes=\"(max-width: 861px) 100vw, 861px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Selezioniamo attentamente gli attrezzi che possono esserci utili e gli O-Ring di ricambio<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In conclusione: con questa trattazione non voglio trasformarvi in maniaci ossessivi n\u00e9 tanto meno rendere questa piacevole attivit\u00e0 una fonte di stress, semplicemente, se quanto esposto diventa una abitudine, o meglio un mentalit\u00e0, si eviteranno cocenti delusioni e (questo s\u00ec che \u00e8 stress!) eventi nefasti come la perdita dell&#8217;attrezzatura magari proprio in occasione di quel viaggio subacqueo e fotografico che abbiamo preparato con tanta cura. Spesso vedo sulle barche dei sub attrezzature trattate con poco riguardo, elettronica e acqua salata che tranquillamente convivono in macchine aperte da subacquei con ancora la muta gocciolante indosso, custodie e flash che cadono sui paglioli, tutto questo ci pu\u00f2 rovinare il gusto della nostra passione e poi, i soldi per l&#8217;attrezzatura, si trovano forse per terra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nota: i consigli esposti in questo articolo hanno valore generico, le diverse attrezzature e i diversi luoghi e situazioni e le capacit\u00e0 di metterli in pratica possono inficiarne l&#8217;utilit\u00e0, pertanto non mi assumo alcuna responsabilit\u00e0 sulla applicazione di essi. I ringraziamenti, invece, sono pi\u00f9 che bene accetti.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fabio Carnevale<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"color: #008000;\">Ringraziamo Fabio Carnevale per questo articolo e vi invitiamo a visitare il suo sito: <\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Fabio Carnovale<\/span> <a href=\"http:\/\/www.fotoevita.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.fotoevita.net<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E&#8217; assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell&#8217;autore.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 13<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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