{"id":29592,"date":"2019-04-10T00:15:17","date_gmt":"2019-04-09T22:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=29592"},"modified":"2023-10-01T19:22:08","modified_gmt":"2023-10-01T17:22:08","slug":"emergenze-ambientali-plastiche-in-mare-finalmente-qualcosa-si-muove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/29592","title":{"rendered":"Emergenze ambientali: Plastiche in mare &#8230; finalmente qualcosa si muove"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OVUNQUE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: plastiche, decreto Salva mare<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Gli oceani<\/span><\/strong> sono diventati un ricettacolo di rifiuti per ogni tipo di plastica. I problemi ambientali e di salute associati all&#8217;inquinamento plastico sono un problema internazionale riconosciuto da lungo tempo. Circa l&#8217;80% dei rifiuti che si accumulano su terra, litorale, le superfici oceaniche fino ai pi\u00f9 profondi fondali marini \u00e8 composto da plastica. Come sappiamo le materie plastiche hanno dalla loro parte una serie di propriet\u00e0 davvero uniche: sono economiche, leggere, resistenti, resistenti alla corrosione e con elevate propriet\u00e0 di isolamento termico ed elettrico. Caratteristiche che le rendono, per ora insostituibili. Questa versatilit\u00e0 di manipolazione ha di fatto rivoluzionato le nostre vite. Non esiste un campo in cui le plastiche non vengono utilizzate: dalla tecnologia dell&#8217;informazione alle dotazioni sanitarie, dagli imballaggi ai trasporti.&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_29598\" aria-describedby=\"caption-attachment-29598\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-29598\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714.jpg 3984w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/20170423_102714-1200x900.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-29598\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il mare restituisce la nostra incivilt\u00e0 &#8211; foto credit Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sorprende che, con una popolazione mondiale in continua espansione e con standard di vita in continuo miglioramento, la produzione di questi materiali sia aumentata da 0,5 a 260 milioni di tonnellate all&#8217;anno dal 1950, rappresentando oggi oltre l&#8217;8% dei derivati dalla produzione mondiale di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Antropocene vs Plastocene<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nSi parla molto dell&#8217;entrata della Terra in una nuova epoca geologica. Alcuni dicono che Antropocene non rappresenti pi\u00f9 pienamente l&#8217;Era in cui i processi che hanno plasmato la Terra sono sempre pi\u00f9 influenzati dall&#8217;Homo sapiens. Grazie alle nuove tecnologie, il mondo circostante diventa sempre legato alle plastiche al punto che l&#8217;Era nella quale stiamo vivendo potrebbe essere definita pi\u00f9 propriamente <strong><span style=\"color: #008000;\">Plastocene<\/span><\/strong>.&nbsp;Purtroppo, non ne possiamo fare a meno ed \u00e8 diventata parte della nostra esistenza quotidiana. Basta guardarvi intorno, siamo tutti circondati da plastiche di caratteristiche diverse: da quelle dure dei contenitori agli imballaggi degli alimenti, fino alle nanoplastiche contenute nei filtri delle sigarette che penetrano nel terreno raggiungendo le falde acquifere da cui attingiamo le nostre acque. Possiamo dire che siamo affogati in un mondo di plastica che produce rifiuti purtroppo spesso duraturi e che esisteranno ancora fra migliaia di anni. Un pensiero terrificante se consideriamo che negli anni &#8217;60 meno dell&#8217;1% dei nostri rifiuti era composto da questi materiali ed ora siamo oltre l&#8217;80% in molti Paesi del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei problemi maggiori&nbsp; \u00e8 che una parte importante della plastica prodotta ogni anno viene ancora utilizzata per realizzare <strong><span style=\"color: #008000;\">articoli monouso o comunque a vita breve<\/span><\/strong>. Buste non degradabili sono ancora disperse nell&#8217;ambiente insieme a detriti di plastiche di forme e colori diversi.&nbsp; I vantaggi maggiori che la hanno resa cos\u00ec popolare sono in realt\u00e0 la fonte maggiore di problemi. Leggerezza, malleabilit\u00e0 e durabilit\u00e0 sono ottenuti aggiungendo sostanze chimiche tossiche per l&#8217;ambiente che vengono poi rilasciate ed entrano nella nostra catena alimentare e nelle falde acquifere.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli oggetti in plastica che galleggiano diventano involontari portatori di sostanze nocive. La lenta fotodegradazione e l&#8217;abrasione ne provoca la rottura in miriadi di pezzi sempre pi\u00f9 piccoli che, secondo un rapporto del <strong><span style=\"color: #008000;\">Programma delle Nazioni Unite per l&#8217;ambiente (UNEP 2009)<\/span><\/strong>, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">possono essere consumati dal pi\u00f9 piccolo animale marino alla base della rete alimentare<\/span><\/strong> &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per la serie tutto finisce in mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nGli ambienti marini salini e l&#8217;effetto di raffreddamento della temperature delle acque&nbsp; fanno s\u00ec che il degrado richieda tempi di esposizione molto lunghi. La persistenza di detriti di plastica \u00e8 fortemente dimostrata dal ritrovamento in fosse abissali di plastiche del secolo scorso. Fece scalpore la scoperta nello stomaco di un uccello marino di plastica originata da un aereo abbattuto 60 anni prima a circa 9.600 km di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro galleggiabilit\u00e0 comporta che possono diventare preda delle correnti&nbsp; oceaniche in vortici infernali di sempre maggiori dimensioni, che le raccolgono e trasportano attraverso i bacini oceanici. Ma la contaminazione non si estende solo alle coste e si spinge nel blu, verso le zone pi\u00f9 profonde del mare, dai poli all&#8217;equatore ed alle isole pi\u00f9 remote. Il numero crescente di segnalazioni di detriti di plastica galleggianti e sommersi aiuta a comprendere la magnitudine del problema significando che questi vortici non si limitano agli oceani ma si originano anche in mari relativamente chiusi come il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un passo avanti per salvare il mare<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIniziative di contrasto al fenomeno sono dilagate in questi ultimi anni in tutto il mondo; da campagne di raccolta e pulizia dei litorali al monitoraggio delle superfici marine. In Italia, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Consiglio dei Ministri<\/span><\/strong>, su proposta del Ministro dell\u2019ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l\u2019economia circolare. Il testo ha l\u2019obiettivo di contribuire al risanamento dell\u2019ecosistema marino e alla promozione dell\u2019economia circolare, favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati dai pescatori, incentivare campagne volontarie di pulizia del mare e sensibilizzare la collettivit\u00e0 per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell\u2019abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla corretta gestione degli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, questo disegno di legge <strong><span style=\"color: #008000;\">disciplina la gestione e il riciclo dei rifiuti accidentalmente raccolti in mare a mezzo delle reti durante le operazioni di pesca e dei rifiuti volontariamente raccolti<\/span><\/strong>. Tali rifiuti, un tempo ributtati in mare, potranno essere quindi recuperati e gestiti al rientro in porto senza gravare sui raccoglitori, tramite strumenti di servizio le cui spese saranno coperte da una specifica componente della tassa sui rifiuti. Inoltre, al fine di diffondere modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell\u2019abbandono dei rifiuti nell\u2019ecosistema marino e alla loro corretta gestione, si prevede l\u2019attribuzione di una certificazione ambientale agli imprenditori ittici che si impegnino a utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale, partecipino a campagne di pulizia del mare o conferiscano rifiuti accidentalmente pescati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un passo avanti importante per la lotta alle plastiche in mare che, ci auspichiamo, venga seguito dal ritorno dell&#8217;obbligo di insegnamento nelle scuole dell&#8217;educazione ambientale. <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Questo fattore \u00e8 considerato assolutamente necessario per forgiare nuove generazioni eco consapevoli in grado di mitigare con il loro comportamento l&#8217;afflusso di questi rifiuti in mare. Tanto si \u00e8 fatto \u2026 ma tanto c&#8217;\u00e8 ancora da fare per il nostro futuro.<\/span><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_29600\" aria-describedby=\"caption-attachment-29600\" style=\"width: 900px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-29600\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IMG_1273.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\"><figcaption id=\"caption-attachment-29600\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">rifiuti abbandonati su una spiaggia in una zona archeologica del litorale romano \u2026 \u00e8 questa la nostra civilt\u00e0? &#8211; foto credit Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 4<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . 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Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d'oro dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. 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