{"id":29401,"date":"2019-04-19T00:55:40","date_gmt":"2019-04-19T00:55:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=29401"},"modified":"2025-08-26T18:47:16","modified_gmt":"2025-08-26T16:47:16","slug":"storia-navale-il-ritrovamento-della-uss-hornet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/29401","title":{"rendered":"Relitti: Dopo 77 anni, ritrovata la portaerei USS Hornet sul fondo dell\u2019oceano nei pressi delle Isole Salomone"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Relitto, Guadalcanal, Midway, Doolittle, R\/V Petrel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Raccontiamo la storia della portaerei USS Hornet ritrovata dopo oltre 70 anni sul fondo dell\u2019oceano nei pressi delle Isole Salomone.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza e ultima portaerei della <strong><span style=\"color: #008000;\">classe Yorktown<\/span><\/strong>, la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Hornet<\/span><\/strong>, fu ordinata dalla marina statunitense il 30 marzo 1939. La costruzione inizi\u00f2 a Newport News Shipbuilding Company in settembre prima dello scoppio della seconda guerra mondiale in Europa. In quel momento la posizione scelta dagli Stati Uniti era di rimanere neutrali. Varata il 14 dicembre 1940, fu completata l&#8217;anno seguente ed il 20 ottobre 1941, l&#8217;Hornet fu consegnata alla US Navy. Il primo comando della portaerei fu assegnato al <strong><span style=\"color: #008000;\">Captain Marc A. Mitscher<\/span><\/strong>. Nelle cinque settimane successive, la portaerei inizi\u00f2 l&#8217;addestramento basico al largo della baia di Chesapeake. Dopo l&#8217;attacco giapponese a Pearl Harbour il 7 dicembre 1941, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Hornet<\/span><\/strong> torn\u00f2 a Norfolk, Virginia, per essere ammodernata. Di fatto, nel gennaio 1942 il suo armamento antiaereo venne sostanzialmente aggiornato e fu deciso di mantenerla in Atlantico, per effettuare delle prove di decollo dei bombardieri <strong><span style=\"color: #008000;\">B-25 Mitchell<\/span><\/strong>. I test si dimostrarono efficaci ed il 4 marzo l&#8217;Hornet lasci\u00f2 Norfolk per San Francisco, California. Dopo aver attraversato il Canale di Panama, arriv\u00f2 alla Stazione Aeronavale Navale di Alameda, il 20 marzo 1942 dove imbarc\u00f2 sedici B-25 delle Forze aeree dell&#8217;esercito americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.https:\/\/youtu.be\/utGYQg-ITmw?feature=shared<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_utGYQg-ITmw\"><div id=\"lyte_utGYQg-ITmw\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/utGYQg-ITmw\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/utGYQg-ITmw\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/utGYQg-ITmw\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">The Doolittle Raid<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nIl comandante della nave, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mitscher<\/span><\/strong>, salp\u00f2 il 2 aprile 1942 ed inform\u00f2 l&#8217;equipaggio che era stato pianificato un attacco aereo, guidato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente colonnello Jimmie Doolittle<\/span><\/strong>, per attaccare direttamente il territorio giapponese. L&#8217;Hornet si un\u00ec quindi alla <strong><span style=\"color: #008000;\">Task Force 16<\/span> <\/strong>comandata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">vice ammiraglio William Halsey<\/span><\/strong>, che era imbarcato sulla USS Enterprise. La missione prevedeva che gli aerei della Enterprise avrebbero fornito la copertura aerea durante l&#8217;attacco dei bombardieri della Hornet nel cuore del Giappone. Il 18 aprile, la forza americana fu avvistata dalla nave giapponese <strong><span style=\"color: #008000;\">Nitto Maru<\/span><\/strong> che fu intercettata rapidamente dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Nashville<\/span><\/strong>. Temendo di aver perso il fattore sorpresa\u00a0 e\u00a0 che la nave Nitto Maru avesse fatto in tempo ad avvisare le altre forze nipponiche della forza navale americana, Halsey decie di anticipare i tempi e, a circa 170 miglia dal punto di lancio previsto degli aerei, ordin\u00f2 il decollo dei bombardieri. Doolittle part\u00ec per primo alle 8:20 del mattino. Dopo aver raggiunto il Giappone, i bombardieri statunitensi colpirono con successo i loro obiettivi ma, non avendo sufficiente carburante, si diressero verso la Cina.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"background-color: #f7f36a;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS Hornet:<br \/>\nTonnellaggio: 26,932 tons<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Lunghezza: 827 ft., 5 in.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">larghezza: 114 ft.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">pescaggio: 28 ft.<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Propulsione: 4 turbine a vapore Parsons, 9 caldaie Babcock &amp; Wilcox\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">4 assi<\/span><\/strong><\/td>\n<td style=\"background-color: #f7f36a;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Velocit\u00e0 massima: 32.5 nodi<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">autonomia: 14,400 miglia nautiche a 15 nodi<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">equipaggio: 2,919<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Armamento<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">8 \u00d7 5 in. Cannoni binati, 20 \u00d7 1.1 in., 32 \u00d7 20 mm mitragliere antiaeree<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">90 aerei<\/span><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, dopo il decollo degli aerei, la Divisione navale si diresse verso Pearl Harbour e, dopo una breve sosta tecnica alle Hawaii, il 30 aprile procedettero verso sud in sostegno della <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Yorktown<\/span><\/strong> e della <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Lexington<\/span><\/strong> nella Battaglia del Mar dei Coralli. Incapaci di raggiungere la zona in tempo, dirottarono verso Nauru e Banaba prima di tornare a Pearl Harbour il 26 maggio. La sosta in porto fu breve ed il Comandante in Capo della flotta del Pacifico, l&#8217;ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Chester W. Nimitz<\/span><\/strong>, ordin\u00f2 che sia l&#8217;Hornet che l\u2019Enterprise dirigessero verso Midway. Sotto la guida del contrammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Raymond Spruance<\/span><\/strong>, le due portaerei si riunirono al <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Yorktown<\/span><\/strong>.<strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong>Con l&#8217;inizio della <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia di Midway<\/span><\/strong>, il 4 giugno 1942, le portaerei statunitensi lanciarono attacchi aerei con gli aerosiluranti Douglass TBD Devastator contro le quattro portaerei della Prima Flotta aerea del <span style=\"color: #008000;\"><strong>Vice Ammiraglio Chuichi Nagumo<\/strong><span style=\"color: #008000;\">.<\/span><\/span> Le perdite furono ingenti e lo squadrone VT-8 dell\u2019Hornet perse tutti i suoi quindici aerei. Nel corso del combattimento, i bombardieri della<strong><span style=\"color: #008000;\"> Yorktown<\/span><\/strong> e dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Enterprise<\/span><\/strong> riuscirono per\u00f2 ad affondare tutte e quattro le navi giapponesi. Nel pomeriggio, gli aerei della Hornet attaccarono le navi giapponesi di supporto ma con scarsi risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due giorni dopo, affondarono l\u2019incrociatore pesante <strong><span style=\"color: #008000;\">Mikuma<\/span><\/strong> e danneggiarono in maniera grave il <strong><span style=\"color: #008000;\">Mogami<\/span><\/strong>. Ritornato in porto, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">USS<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Hornet<\/span><\/strong> dovette subire due mesi di revisioni che compresero un potenziamento delle difese antiaeree e l&#8217;installazione di un nuovo radar. Il 17 agosto, l&#8217;Hornet salp\u00f2 da Pearl Harbour per le Isole Salomone. Arrivando in zona, la portaerei sostenne le operazioni alleate e alla fine di settembre fu per un breve tempo l&#8217;unica portaerei operativa nel Pacifico dopo la perdita della <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Wasp<\/span><\/strong> ed i gravi danni subiti dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Saratoga<\/span><\/strong> e dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Enterprise<\/span><\/strong>. Insieme all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Enterprise<\/span><\/strong> il 24 ottobre, <strong><span style=\"color: #008000;\">Hornet<\/span><\/strong> si diresse per intercettare la forza giapponese che si avvicinava a Guadalcanal. Nel corso della <strong><span style=\"color: #008000;\">Battaglia delle isole Santa Cruz<\/span><\/strong>, gli aerei dell\u2019Hornet inflissero gravi danni al trasportatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Shokaku<\/span><\/strong> e all&#8217;incrociatore pesante <strong><span style=\"color: #008000;\">Chikuma<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante lo scontro l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">USS Hornet<\/span><\/strong> fu per\u00f2 colpito da tre bombe e due siluri. I danni furono ingenti e la situazione apparve subito drammatica, necessitando parecchie ore per porre gli incendi sotto controllo. Nel tentativo di salvare la portaerei, incapace di manovrare, fu ordinato all\u2019incrociatore <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Northampton<\/span><\/strong> di rimorchiarla. Una situazione critica in cui le due navi, spostandosi alla velocit\u00e0 ridotta di 5 nodi, furono nuovamente attaccate da aerei giapponesi e l&#8217;Hornet colpito da un altro siluro. Il comandante, <strong><span style=\"color: #008000;\">Captain <\/span><span style=\"color: #008000;\">Charles P. Mason<\/span><\/strong>, vista la situazione, ordin\u00f2 l\u2019abbandono nave, mentre la grande nave, in preda ad incendi e continue esplosioni, era ormai abbandonata alla deriva. Due cacciatorpedinieri, <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Anderson<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Mustin<\/span><\/strong>, furono quindi inviati per affondarla definitivamente. Le navi spararono oltre 400 proiettili da cinque pollici e nove siluri ma la Hornet continu\u00f2 a restare a galla. La situazione fu risolta dopo la mezzanotte quando fu colpita da quattro siluri dei cacciatorpediniere giapponesi <strong><span style=\"color: #008000;\">Makigumo<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Akigumo<\/span><\/strong> che erano arrivati nella zona, ignari della situazione. La grande portaerei, dopo essere stata in attivit\u00e0 solo un anno e sette giorni, affond\u00f2 nelle profondit\u00e0 dell\u2019Oceano con oltre 100 perdite umane. Le navi di superficie statunitensi furono costrette a ritirarsi dall&#8217;area di battaglia dopo la perdita della portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Hornet<\/span><\/strong> e con la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Enterprise<\/span><\/strong> gravemente danneggiata. Le portaerei giapponesi si ritirarono a loro volta a causa delle pesanti perdite nelle forze aeree e dei danni significativi alle loro infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Anche se il Giappone ottenne una apparente vittoria tattica; di fatto, in termine di uomini e mezzi, la vittoria gli cost\u00f2 cara e costitu\u00ec in seguito un vantaggio strategico per gli Americani.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_HDgwwx-9-3c\"><div id=\"lyte_HDgwwx-9-3c\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/HDgwwx-9-3c\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HDgwwx-9-3c\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/HDgwwx-9-3c\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il ritrovamento<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nE&#8217; il caso di dirlo, continuano i successi della nave da ricerca <strong><span style=\"color: #008000;\">R\/V Petrel<\/span><\/strong> nel Pacifico meridionale, un area che fu tutt&#8217;altro che pacifica durante la seconda guerra mondiale. La nave da ricerca ha finalmente ritrovato, nel gennaio 2019, il relitto della portaerei <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Hornet<\/span><\/strong>. Un nuovo importante successo per la Petrel che, ricorderete in un altro nostro articolo, aveva ritrovato nel 2017 la <strong><span style=\"color: #008000;\">USS Indianapolis<\/span><\/strong>.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_IrmJn6Oudos\"><div id=\"lyte_IrmJn6Oudos\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/IrmJn6Oudos\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IrmJn6Oudos\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/IrmJn6Oudos\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">R\/V Petrel<\/span><\/strong> ha setacciato ben 140 miglia quadrate di oceano, in un progetto finanziato dal co-fondatore della Microsoft, <strong><span style=\"color: #008000;\">Paul Allen<\/span><\/strong>, che aveva una passione per la storia marittima ed aveva equipaggiato la nave da ricerca con strumenti all&#8217;avanguardia per la ricerca e identificazione di relitti in acque profonde. Inizialmente i ricercatori avevano raccolto informazioni negli archivi della Marina statunitense, studiando i rapporti di operazione delle altre navi che erano state coinvolte nella battaglia. Per verifica, avevano esaminato anche i documenti contenuti negli archivi navali giapponesi delle navi che diedero il colpo di grazia alla Hornet. La <strong><span style=\"color: #008000;\">R\/V Petrel<\/span><\/strong>, inviata su una posizione presunta, incominci\u00f2 la sua ricerca con i sonar in dotazione agli <strong><span style=\"color: #008000;\">AUV<\/span><\/strong>. Dopo circa un&#8217;ora e mezza di viaggio per raggiungere il fondo, il mezzo ebbe il suo primo rilevamento del fondale. L\u2019analisi dei dati sonar mostr\u00f2 miglia e miglia di fondali desolatamente vuoti \u2026 fino a quando furono avvistati i primi detriti. La scansione sonar mostr\u00f2 qualcosa che sembrava simile ad una grande nave e le successive ispezioni video dimostrarono senza ombra di dubbio che era stata ritrovata la grande portaerei. La nave giace a pi\u00f9 di 17.000 piedi (5400 metri) di profondit\u00e0 vicino alle Isole Salomone. Sono visibili i suoi potenti cannoni, la struttura\u00a0 ed i resti degli aerei. Una finestra su quel tragico avvenimento di 77 anni fa. Nel buio spettrale degli abissi tutto sembra essere fossilizzato a quel giorno. Immagini forti che in questi video ci raccontano quella terribile tragedia del mare.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">foto in anteprima <span class=\"HwtZe\" lang=\"it\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&#8211; un cannone da 5 pollici della USS Hornet (CV 8), rinvenuta nel gennaio 2019 nel Pacifico meridionale adagiata sul fondale oceanico a circa 5.300 metri di profondit\u00e0<\/span><\/span> <\/span>&#8211; credit USN &#8211; estratta dal video<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l&#8217;autore o chiedere di rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell&#8217;articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Relitto, Guadalcanal, Midway, Doolittle, R\/V Petrel Raccontiamo la storia della portaerei USS Hornet ritrovata dopo oltre 70 anni sul fondo dell\u2019oceano nei pressi delle Isole Salomone. 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