{"id":28956,"date":"2019-04-28T00:33:49","date_gmt":"2019-04-28T00:33:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=28956"},"modified":"2026-07-08T17:31:56","modified_gmt":"2026-07-08T15:31:56","slug":"storia-navale-la-battaglia-di-lissa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28956","title":{"rendered":"Lissa, la prima grande battaglia navale tra navi a vapore a colpi di cannone e rostro di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XIX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; MARE ADRIATICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Lissa, III guerra di Indipendenza italiana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi parliamo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Lissa<\/span><\/strong>, una battaglia navale che pass\u00f2 alla storia, combattuta durante la terza guerra d&#8217;indipendenza italiana nelle acque del Mare Adriatico. Era il 20 luglio 1866 e due flotte, la marina da Guerra dell&#8217;Impero austriaco e la Regia Marina del giovane Regno d&#8217;Italia, si incontrarono in mare.<strong><span style=\"color: #008000;\"> La prima grande battaglia navale tra navi a vapore corazzate che si sfidarono a colpi di cannone e di rostro.<\/span><\/strong> Le flotte in gioco erano composte da navi di legno e navi corazzate a vele e a vapore. Da un punto di vista numerico la flotta italiana, costituita da 12 corazzate e 17 vascelli lignei, superava la flotta austriaca, composta da 7 navi corazzate e 11 in legno. In comune avevano l&#8217;origine degli equipaggi, praticamente composti solo da marinai provenienti da diverse regione della penisola italiana. Inoltre entrambe le marine mostravano dei problemi strutturali ma in quella italiana, oltre alle deficienze tecniche, vi erano gravissimi problemi di coesione tra i comandanti ed uno scarso addestramento degli equipaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-131531 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bandiera-austro-veneta.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"180\" \/>La <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Militare austriaca<\/span><\/strong> era praticamente nata nel 1797 e gi\u00e0 il nome era estremamente significativo: &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">Oesterreich-Venezianische Marine<\/span><\/strong>&#8221; ovvero <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina Austro Veneta<\/span><\/strong>. Prima del 1797 non esisteva nemmeno una marina Austriaca e la nuova Marina era composta da ufficiali e marinai provenienti dai territori della ex Repubblica di Venezia, che avevano ben recepito le sue millenarie tradizioni marinare, militari, culturali e storiche. La <strong><span style=\"color: #008000;\">flotta Austriaca<\/span><\/strong> era composta quasi completamente da equipaggi provenienti dalle terre una volta soggette alla Repubblica di Venezia: dal Veneto, dal Friuli, dall\u2019Istria, dalla Dalmazia, oltre che da Trieste e da Oltremare, e tutti gli Ufficiali avevano studiato presso il Collegio Navale di Venezia. La lingua d\u2019uso era una sola, il Veneto, e tale rimase fino al 1918, nonostante i successivi tentativi dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Horty<\/span><\/strong> di introdurre la lingua austro-ungherese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-131532 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA.webp\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA.webp 1207w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA-300x199.webp 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA-1024x679.webp 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA-768x509.webp 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/BANDIERA-REGIA-MARINA-1200x795.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/>La <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span> <\/strong>era anch\u2019essa immatura, sia tecnicamente che organicamente, risultando un insieme raffazzonato di diverse marine peninsulari, aggregatesi velocemente dopo le varie annessioni. Pesavano i contrasti interni tra ufficiali ed equipaggi che provenivano di fatto da marine differenti, la Sarda, la Borbonica e quella Siciliana ed in minor misura dalla Marina Granducale di Toscana e dalla Marina Pontificia. Fra di essi non c\u2019era cameratismo anche perch\u00e9 dopo l\u2019unificazione erano stati privilegiati soprattutto gli ufficiali <strong><span style=\"color: #008000;\">sardo-piemontesi<\/span><\/strong>, provocando il risentimento e la rivalit\u00e0 con gli altri\u00a0 ufficiali. Ma vi erano anche ricadute di natura pratica: l\u2019addestramento degli equipaggi era tutt\u2019altro che omogeneo in quanto di fatto parlavano lingue diverse ed avevano grosse difficolt\u00e0 ad operare fra di loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">La battaglia navale di Lissa<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong>Il 20 luglio 1866, nei pressi di Lissa, un\u2019isola dalmata nell\u2019Adriatico, si affrontarono la flotta del giovane regno d&#8217;Italia e quella austriaca. La guerra era stata dichiarata il 20 giugno e solo quattro giorni dopo, il 24 luglio, l\u2019esercito del nuovo regno italiano veniva sconfitto a Custoza, nei pressi di Verona; una perdita pesante, che risult\u00f2 forse pi\u00f9 politica che militare perch\u00e9 dimostr\u00f2, in quell&#8217;evento bellico, l&#8217;immaturit\u00e0 del giovane regno d\u2019Italia di fronte agli altri Regni europei. <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Alla vigilia della III guerra di Indipendenza la <\/span>sconfitta delle truppe italiane, numericamente superiori alle truppe austriache dell&#8217;arciduca Alberto d&#8217;Asburgo mise di fatto in luce una debolezza organizzativa e militare che doveva essere riscattata. Fu cos\u00ec che fu deciso di giocare la carta della Regia Marina. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Presidente del Consiglio Bettino Ricasoli\u00a0<\/span><\/strong>convoc\u00f2 immediatamente il <strong><span style=\"color: #008000;\">ministro della Marina Agostino Depretis<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">comandante della flotta, l\u2019ammiraglio Carlo Pellion di Persano<\/span><\/strong>. <\/span>La flotta al comando di Persano era composta da <strong><span style=\"color: #008000;\">tre squadre da battaglia<\/span><\/strong>, superiori in numero e armamenti a quella austriaca. Una forza imponente ma che si rivel\u00f2 tutt\u2019altro che efficiente in quanto afflitta da problemi tecnici di varia origine, ed immatura dal punto di vista del comando e controllo, essendo comandata da ufficiali diversamente addestrati con equipaggi che non parlavano nemmeno lo stesso dialetto. <strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, una flotta impreparata che doveva ancora omogenizzarsi prima di scendere in combattimento<\/span><\/strong>. Il 25 giugno 1866, il giorno dopo la sconfitta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Custoza<\/span><\/strong>, Persano trasfer\u00ec la flotta ad Ancona e, il 15 luglio, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Depretis<\/span> <\/strong>si present\u00f2 ad Ancona con un piano di guerra: Persano doveva bombardare l\u2019isola di Lissa, una piccola isola dalmata, e quindi occuparla. A difesa dell&#8217;ammiraglio, Persano aveva molti dubbi sull&#8217;esecuzione dell&#8217;attacco ed aveva suggerito di aspettare l&#8217;arrivo dell&#8217;Affondatore che si trovava ancora nel Tirreno. Uno scontro che si risolse con un diktat politico\u00a0 al quale Persano dovette obbedire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-131533\" style=\"text-align: start;\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Battle_of_Lissa_-_1866_-_Initial_Situation.svg_.webp\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"1480\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Battle_of_Lissa_-_1866_-_Initial_Situation.svg_.webp 960w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Battle_of_Lissa_-_1866_-_Initial_Situation.svg_-225x300.webp 225w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Battle_of_Lissa_-_1866_-_Initial_Situation.svg_-768x1024.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1110px) 100vw, 1110px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Situazione iniziale nella battaglia di Lissa. Navi dell&#8217;Impero Austriaco in rosso e navi italiane in blu &#8211; Autore Rocco Pier Luigi &#8211; Fonte La Battaglia di Lissa (20 luglio 1866) (Italiano). Ministero della Difesa. Battaglia di Lissa &#8211; 1866 &#8211;<\/span><\/strong> <strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Battle_of_Lissa_-_1866_-_Initial_Situation.svg\">Battaglia di Lissa &#8211; 1866 &#8211; Initial Situation.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-size: 18pt;\">Ma perch\u00e9 Lissa?<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><\/span> Per ragioni storiche. Lissa, conosciuta sin dall\u2019antichit\u00e0 come base navale strategica, era stata un caposaldo della Repubblica di Venezia dal XI secolo fino alla sua \u201ccaduta\u201d, il 12 maggio 1797, ad opera di Napoleone. Dopo la sua caduta era diventata una base dell\u2019impero austro-ungarico posta al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">colonnello<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Urs de Margina<\/span><\/strong>. Ricevuto l\u2019ordine esecutivo, il 16 luglio 1797, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Persano<\/span><\/strong> lasci\u00f2 Ancona con la regia flotta italiana suddivisa in tre squadre, in attesa di unirsi alla <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Affondatore<\/span><\/strong>, dotata di torri dei cannoni mobili e di uno sperone di otto metri di lunghezza per lo speronamento delle navi nemiche. L&#8217;Affondatore, come preannunciato da Persano, arriv\u00f2 in ritardo in quanto era dislocato a Cherbourg per il suo allestimento e aveva potuto lasciare il porto francese solo il 20 giugno, L\u2019attacco italiano prevedeva un bombardamento iniziale della base navale di Lissa, seguito dallo sbarco dei fanti di marina, poche centinaia di uomini &#8211; a fronte di 5 mila richiesti da Persano &#8211;\u00a0 che avrebbero dovuto confrontarsi con duemila soldati austriaci. Come da direttive politiche, le operazioni iniziarono all\u2019alba del 18 luglio quado le unit\u00e0 navali italiane iniziarono il bombardamento dell&#8217;isola. Un bombardamento, che con il senno del poi, termin\u00f2 troppo presto, forse perch\u00e8 si pens\u00f2 di aver annichilito le difese nemiche o, forse, per una cattiva interpretazione degli ordini ricevuti. Dopo un primo tempestoso rapporto sulla nave ammiraglia, dove i Comandanti delle Squadre navali coinvolte non trovarono con Persano una comune visione tattica,\u00a0 il giorno seguente fu reiterato l\u2019attacco alle fortificazioni austriache, non riuscendo ad ottenere ancora una volta un risultato tangibile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-131540\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Affondatore_1865-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1105\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Affondatore_1865-1.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Affondatore_1865-1-300x177.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1105px) 100vw, 1105px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Corazzata italiana Affondatore, varata nel 1865, in servizio dal 1866 al 1907 &#8211; Fonte Marina Difesa<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso sera arriv\u00f2 finalmente la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia corazzata Affondatore<\/span><\/strong>, una nave molto avveniristica per i suoi tempi avendo come armamento, invece di 20-30 cannoni disposti in batteria sulle fiancate, due soli cannoni da 254\/30 mm, armi di notevole calibro per l&#8217;epoca, collocati in due torrette girevoli, una a prua l&#8217;altra a poppa.\u00a0L\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Affondatore,<\/span> <\/strong>proveniente da Napoli, seguito dalle pirofregate <strong><span style=\"color: #008000;\">Principe Alberto<\/span><\/strong>\u00a0e\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Alberto\u00a0<\/span><\/strong>insieme alla corvetta\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><i id=\"mw9w\">Governolo,<\/i><\/span>\u00a0<\/strong>si riun\u00ec alla flotta c con un contingente di fanti di marina necessario per lo sbarco (anche se non sufficienti per Persano a contrastar ei 2000 austriaci sull&#8217;isola). Gli Austriaci, avvisati dell\u2019attacco a Lissa, non persero tempo e l\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Wilhelm von Tegetthoff<\/span><\/strong>\u00a0 lasci\u00f2 Pola per attaccare la flotta italiana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/RN-Re-dItalia-speronata-a-Lissa-wikipedia-free.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RN-Re-dItalia-speronata-a-Lissa-wikipedia-free.jpg\" width=\"1100\" height=\"670\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La RN Re d&#8217;Italia affonda dopo essere stata speronata dalla SMS Ferdinand Max, nave ammiraglia di Tegetthoff &#8211; autore <span id=\"creator\" class=\"fn\"><bdi><span title=\"Danish artist (1818-1879)\">Carl Frederik S\u00f8rensen<\/span>\u00a0<\/bdi><\/span> (1818\u20131879) &#8211; Museum_of_Military_History, Vienna <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Die_Seeschlacht_bei_Lissa.jpg\">Die Seeschlacht bei Lissa.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le<\/span> <span style=\"color: #008000;\">fasi della battaglia<\/span><\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Persano<\/span><\/strong>, che aveva sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ariete corazzato Affondator<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong> per l&#8217;esito dello scontro, vi si imbarc\u00f2, impartendo vari ordini alle singole navi. Il suo errore fu\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">per\u00f2<\/span> <span style=\"color: #000000;\">di non avvisare gli altri comandanti del cambio della nave comando per cui questi ultimi, non sapendo che si trovasse a bordo della nave, ed ignorarono i suoi segnali. In estrema sintesi, i comandanti del regno di Italia furono di fatto lasciati a combattere individualmente, senza una guida tattica<\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">.<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> Errore forse maggiore, fermando il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d&#8217;Italia<\/span><\/strong>, permise che si creasse un varco significativo tra le tre navi di Vacca e il resto della flotta. Ma scendiamo ora nei dettagli.<\/p>\n<p><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">Von Tegetthoff<\/span><\/strong> comandava una forza navale composta da sette corazzate di ferro, pi\u00f9 vecchie e meno veloci di quelle italiane ed armate con 178 cannoni a canna liscia, contro i 252 cannoni italiani per lo pi\u00f9 a canna rigata. Sebbene in inferiorit\u00e0 numerica, Tegethoff divise le sue forze in tre squadre, mantenendo il comando della prima sulla <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata Ferdinand Max<\/span><\/strong> ed assegnando a due validi comandanti, il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Petz<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Eberle<\/span><\/strong>, le altre due squadre. Nella notte tra il 19 e il 20 luglio, Persano venne raggiunto dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">nave trasporto Piemonte<\/span><\/strong> con altri 500 uomini di fanteria di marina per completare la forza da sbarco. Al mattino del 20 luglio 1866 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia nave Esploratore<\/span><\/strong> avvist\u00f2 la flotta austriaca e Persano ordin\u00f2 di sospendere le operazioni di sbarco e di compattare le sue navi prima dell&#8217;arrivo della forza austroungarica che procedeva in triplice formazione a cuneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/800px-Lissa1866-01.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 800px-Lissa1866-01.gif\" width=\"1115\" height=\"1152\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la prima fase della battaglia di Lissa &#8211; da Die Wehrmacht der Monarchie, Moderne Illustrierte Zeitung, Wien, 1914 <\/span><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Lissa1866-01.gif\">Lissa1866-01.gif &#8211; Wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Persano<\/span><\/strong> divise le sue navi in tre gruppi: in testa, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Principe di Carignano<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Castelfidardo<\/span><\/strong> e l\u2018<strong><span style=\"color: #008000;\">Ancona<\/span><\/strong> al comando del <strong><span style=\"color: #008000;\">contrammiraglio<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Vacca<\/span><\/strong>; al centro il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d\u2019Italia<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">San Martino<\/span><\/strong> ai suoi ordini; infine il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re di Portogallo<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Terribile<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Vares<\/span><span style=\"color: #008000;\">e<\/span><\/strong> e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Pia<\/span><\/strong> affidate al <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di vascello Riboty<\/span><\/strong>. Prima di mezzogiorno la battaglia incominci\u00f2 con il primo colpo di cannone, sparato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Principe di Carignano<\/span><\/strong>. Il primo gruppo delle navi austriache si incune\u00f2 nel varco tra l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ancona<\/span> <\/strong>e il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d\u2019Italia<\/span><\/strong>. Nonostante il fuoco delle corazzate italiane sulle navi austriache, <strong><span style=\"color: #008000;\">Tegetthoff<\/span><\/strong> punt\u00f2 verso la squadra italiana di Persano con il grosso delle sue forze, con l&#8217;intento di speronarle. Ma la tempestiva manovra delle unit\u00e0 italiane, che accostarono e defilarono di controbordo, consent\u00ec di evitare la collisione, costringendo le navi austriache ad invertire la rotta per ritentare lo speronamento. Contemporaneamente, le navi di <strong><span style=\"color: #008000;\">von Petz<\/span><\/strong> virarono a dritta, continuando il fuoco contro le unit\u00e0 italiane e tentando di prendere contatto con la 2\u00aa Squadra di <strong><span style=\"color: #008000;\">Albini<\/span><\/strong>, che tuttavia rest\u00f2 inspiegabilmente a grande distanza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Erzherzog-Ferdinand-Max.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Erzherzog-Ferdinand-Max.jpg\" width=\"1108\" height=\"550\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la fregata austriaca SMS Erzherzog Ferdinand Max http:\/\/www.cityofart.net\/bship\/sms_ferdinand_max.html <\/span><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ferd_max_1866.jpg\">Ferd max 1866.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong><span style=\"color: #008000;\">Erzherzog Ferdinand Max<\/span><\/strong> piomb\u00f2 tra le navi di Persano, e von Tegetthoff si accorse che il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d\u2019Italia<\/span> <\/strong>era fermo per un colpo che gli aveva posto fuori uso il timone, troncando gli organi di collegamento con il ponte di comando.\u00a0L\u2019urto fu tremendo e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Ferdinand Max<\/span><\/strong> lo speron\u00f2 in pieno al centro nave, sfasciandole la fiancata. Il timoniere della nave austriaca si chiamava <strong><span style=\"color: #008000;\">Vincenzo Vianello<\/span><\/strong> e verr\u00e0 poi decorato con la <strong><span style=\"color: #008000;\">medaglia al coraggio in oro<\/span> <\/strong>dall&#8217;imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Giuseppe<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28979\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Pirocorazzata_Drache.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Pirocorazzata_Drache.jpg 1170w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Pirocorazzata_Drache-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Pirocorazzata_Drache-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Pirocorazzata_Drache-1024x537.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pirofregata Drache <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Drache_1861.jpg\">Drache 1861.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong>, incendiato e non pi\u00f9 in condizione di combattere, cerc\u00f2 di allontanarsi inseguito dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Drache<\/span><\/strong>, ma l&#8217;unit\u00e0 austriaca venne fermata dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Affondatore<\/span><\/strong>, che s&#8217;interpose tra le due navi, cercando di speronare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Drache <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">ed<\/span><\/span> obbligandolo a rinunciare all&#8217;inseguimento. Dopo questo scontro la cannoniera italiana riusc\u00ec a spezzare l&#8217;accerchiamento ma rimase isolata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28967 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Comandante-Fa\u00e0-di-Bruno-della-\u201cRE-D\u2019ITALIA\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Comandante-Fa\u00e0-di-Bruno-della-\u201cRE-D\u2019ITALIA\u201d.jpg 286w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Comandante-Fa\u00e0-di-Bruno-della-\u201cRE-D\u2019ITALIA\u201d-244x300.jpg 244w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">l&#8217;eroico comandante Fa\u00e0 di Bruno, comandante del Re di Italia <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Emilio_Fa%C3%A0_di_Bruno#\/media\/File:Emilio_Fa%C3%A0_di_Bruno.png\">Emilio Fa\u00e0 di Bruno &#8211; Emilio Fa\u00e0 di Bruno &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo il comandante dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ancona<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><span style=\"color: #008000;\">apitano di vascello Piola-Casell<\/span><span style=\"color: #008000;\">i<\/span><\/strong>, abbandonato il gruppo navale dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Vacca<\/span><\/strong>, si lanci\u00f2 nel pieno della battaglia, cercando di portare soccorso al<strong><span style=\"color: #008000;\"> Re d&#8217;Italia<\/span><\/strong>. Tent\u00f2 anche di speronare <strong><span style=\"color: #008000;\">Erzherzog Ferdinand Max<\/span><\/strong>, senza per\u00f2 riuscirci. L&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Ancona<\/span><\/strong> diresse quindi per raggiungere il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re di Portogallo,<\/span><\/strong> arrivando sul posto contemporaneamente al <strong><span style=\"color: #008000;\">Varese<\/span><\/strong> ma, a causa del fumo che ormai avvolgeva la zona del combattimento, le due unit\u00e0 italiane entrarono in collisione. Scoppi\u00f2 il panico. <strong><span style=\"color: #008000;\">Albini<\/span><\/strong>, ancora sotto costa, rest\u00f2 inattivo sul <strong><span style=\"color: #008000;\">Maria Adelaide<\/span><\/strong>, senza sparare un solo colpo di cannone, il contrammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Vacca<\/span><\/strong> decise allora di allontanarsi, mentre una cannonata austriaca centrava il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong> che stava tentando di correre in soccorso del <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d\u2019Italia<\/span><\/strong>. Il colpo di cannone provoc\u00f2 un furioso incendio a bordo e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Persano<\/span><\/strong> ordin\u00f2 al comandante del Palestro, <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfredo<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">Cappellini<\/span><\/strong>, di abbandonare la nave ormai completamente in fiamme.<\/p>\n<figure style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Alfredo_Cappellini.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Alfredo_Cappellini.jpg\" width=\"310\" height=\"474\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alfredo Cappellini, l&#8217;immagine si trova nel libro: I liberatori Glorie e figure del Risorgimento di Pasquale de Luce, stampato dall&#8217;Istituto Italiano di Arti Grafiche- Editore di Bergamo nel 1909 <span style=\"color: #008080;\"><a style=\"color: #008080;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Alfredo_Cappellini.jpg\">Alfredo Cappellini.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comandante <strong><span style=\"color: #008000;\">Alfredo Cappellini<\/span><\/strong>, alla cui memoria fu nominato il brigantino oggi interrato all\u2019interno dell\u2019Accademia Navale di Livorno, ancora fiducioso nelle possibilit\u00e0 di salvataggio della sua unit\u00e0, decise di restare a bordo per un disperato tentativo di rimorchio. Il cavo si spezz\u00f2 ed i successivi\u00a0 tentativi di rimorchio non ebbero successo; le fiamme raggiunsero un deposito munizioni che esplose ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong> rimase danneggiato senza speranza. Nell&#8217;esplosione e nel successivo affondamento perse la vita il comandante Cappellini, 19 ufficiali e 193 tra sottufficiali e marinai che erano rimasti con lui nella speranza di salvare la nave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dramma nel dramma. Nel frattempo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Kaiser,\u00a0<\/span><\/strong> al comando del Linienschiffskapit\u00e4n (capitano di vascello) <strong><span style=\"color: #008000;\">Anton von Petz, <\/span><\/strong>dirisse per speronare il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re di Portogallo,<\/span><\/strong> comandato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Riboty<\/span><\/strong>. Alle 10 del mattino il Kaiser apr\u00ec il fuoco, evitando l&#8217;attacco dell&#8217; italiano &#8220;Affondatore&#8221;, riuscendo a speronare alle 11:00 la corazzata Re di Portogallo ma subendo danni alla prua, in coperta ed all&#8217;albero di maestra che piomb\u00f2 sul fumaiolo. In pratica, la manovra non riusc\u00ec e le due navi si abbordarono violentemente, urtando le fiancate. Il Kaiser dopo l&#8217;urto sub\u00ec i danni maggiori. <strong><span style=\"color: #008000;\">Persano<\/span><\/strong> decise allora di speronarla con l\u2019ariete dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Affondatore<\/span><\/strong> ma la manovra non riusc\u00ec e la nave austriaca si sfil\u00f2. Pur a prezzo di gravi danni, le navi italiane manovrarono per sottrarsi all&#8217;accerchiamento delle navi nemiche senza una regia ben precisa. Nonostante l\u2019arrivo dell&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Affondatore<\/span><\/strong>, con a bordo l&#8217;ammiraglio Persano fu dato l\u2019ordine a Vacca ed alle altre corazzate di attaccare, sottolineando che \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">ogni bastimento che non combatte non \u00e8 al suo posto<\/span><\/em><\/strong>\u201d. Di fatto solo il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re di Portogallo<\/span><\/strong> esegu\u00ec inizialmente tale ordine. L&#8217;Affondatore spar\u00f2 un singolo colpo (oltre a tutto da un\u2019eccessiva distanza) prima di rinunciare nella sua azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Von Tegetthoff<\/span><\/strong> diede quindi l\u2019ordine di disimpegnarsi. La battaglia termin\u00f2 con una chiara sconfitta della neonata Regia Marina italiana, che perse due navi e centinaia di marinai. Col senno del poi, approfittando del disimpegno di Von Tegetthoff, ci sarebbe stata la possibilit\u00e0 di capovolgere lo scontro inseguendo il nemico, ma forse Persano fu frenato dallo stato della sua flotta. Sicuramente molte delle sue navi avevano subito gravi danni e\/o quasi esaurito le scorte di munizioni, e l\u2019ammiraglio italiano non se la sent\u00ec di rischiare un nuovo scontro contro la flotta austriaca.\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Persano<\/span><\/strong> diede quindi l\u2019ordine di rientrare ad Ancona, inviando solo alcune navi a recuperare i naufraghi.\u00a0 Per assurdo, al suo arrivo in porto, Persano proclam\u00f2 la vittoria \u2026 almeno fino a quando i risultati reali della battaglia non vennero pubblicati: la flotta austriaca lamentava 38 morti, 138 feriti e nessuna unit\u00e0 persa in combattimento, mentre quella italiana sopportava il pesante bilancio di 620 morti, 161 feriti e l&#8217;affondamento di due corazzate, il <strong><span style=\"color: #008000;\">Re d&#8217;Italia<\/span><\/strong> ed il <strong><span style=\"color: #008000;\">Palestro<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lezioni apprese<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Von Tegetthoff <\/span><\/strong>comment\u00f2 la sua vittoria con la celebre frase: \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Navi di legno comandate da uomini con la testa di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da uomini con la testa di legno<\/span><\/strong>\u00bb, con la quale volle attribuire la responsabilit\u00e0 della sconfitta all\u2019inettitudine dei comandanti italiani, in particolare dell&#8217;ammiraglio\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Pellion di Persano<\/span><\/strong>. Nella primavera del 1867, l\u2019ammiraglio Persano ed i suoi ufficiali vennero posti sotto processo e molti degradati. La commissione di inchiesta, l&#8217;\u00a0Alta Corte di Giustizia del Senato,\u00a0stabil\u00ec\u00a0la sua colpevole inettitudine al Comando per cui fu privato del grado e delle decorazioni e quindi radiato con disonore dalla Regia Marina. Al processo, Persano non tent\u00f2 di avvalersi dei privilegi di\u00a0immunit\u00e0\u00a0connessi al suo stato di\u00a0senatore: vi rinunci\u00f2 fin dalla prima seduta, dopo che il pubblico ministero, \u00a0Diomede Marvasi, aveva dichiarato che in stato di guerra l&#8217;interesse dello Stato era superiore al diritto di immunit\u00e0. Visse gli ultimi anni in povert\u00e0,\u00a0 supportato finanziariamente dalla moglie e dal figlio e da un sussidio che il re Vittorio Emanuele II gli assegn\u00f2 a titolo personale e in forma riservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le corazzate ancora in efficienza vennero raggruppate in una <strong><span style=\"color: #008000;\">Squadra d&#8217;Operazioni<\/span><\/strong> e poste, temporaneamente, al comando di Vacca ad Ancona, mentre le unit\u00e0 in legno furono rimandate a Taranto sotto il comando di Riboty. Al di l\u00e0 delle conseguenze immediate sulla guerra, la battaglia di Lissa influenz\u00f2 l&#8217;architettura navale per vari decenni. Dopo la battaglia, il rostro divenne parte integrante dello scafo di tutte le nuove unit\u00e0 fino alla prima guerra mondiale. Venne poi eliminato solo a seguito dell&#8217;evoluzione delle artiglierie quando la possibilit\u00e0 di sparare a bersagli a maggiore distanza rese non pi\u00f9 significativo il suo uso. Sebbene la battaglia fu una sconfitta per la neo Regia Marina italiana, la battaglia si svolse in realt\u00e0 tra forze navali composte da equipaggi italiani. Sulle navi austriache, sia gli ufficiali che i marinai erano in maggior parte Veneti, eredi della gloriosa <strong><span style=\"color: #008000;\">Marina della Serenissima<\/span><\/strong>, che potevano godere di un amalgama vincente a fronte dello strano miscuglio esperienziale della neo Regia Marina italiana.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La vittoria di Lissa fu quindi la vittoria di equipaggi veneti guidati da una mente austriaca. Non a caso, al termine della battaglia, dalle navi austriache si alz\u00f2 un grido: Viva San Marco &#8230; tutt\u2019altro che inneggiante all\u2019Imperatore Francesco Giuseppe. <\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Pes\u00f2 nel bilancio della battaglia l<\/span>a carenza di una comune formazione formativa degli equipaggi e, soprattutto, degli Ufficiali della Regia Marina italiana. La mancanza di un&#8217;amalgama vincente che port\u00f2 alla nascita, nel 1881, della <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Accademia Navale di Livorno<\/span><\/strong>, dove \u00e8 ancora conservato un monumento commemorativo della battaglia di Lissa.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>in anteprima la SMS Kaiser sperona il Re di Portogallo, 1866. Dipinto di Eduard Nezbeda, 1911 <strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Eduard_Nezbeda_lissa.jpg\">Eduard Nezbeda lissa.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 12<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &#8211; ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XIX SECOLO AREA: MAR MEDITERRANEO &#8211; MARE ADRIATICO parole chiave: Lissa, III guerra di Indipendenza italiana Oggi parliamo di Lissa, una battaglia navale che pass\u00f2 alla storia, combattuta durante la terza guerra d&#8217;indipendenza italiana nelle acque del Mare Adriatico. 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