{"id":2866,"date":"2017-07-31T05:00:46","date_gmt":"2017-07-31T03:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=2866"},"modified":"2024-11-24T12:21:48","modified_gmt":"2024-11-24T11:21:48","slug":"lavvento-e-caduta-del-potere-marittimo-romano-parte-ii-di-andrea-mucedola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2866","title":{"rendered":"L&#8217;avvento e caduta del potere marittimo romano &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: EPOCA ROMANA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Potere marittimo, Roma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alla fine del II&nbsp;secolo a.C.<\/span><\/strong>, a causa dell&#8217;indebolimento politico militare causato dai gravi conflitti interni delle fazioni che si erano contese il potere durante la Repubblica, nel mar Mediterraneo ritorn\u00f2 in auge il fenomeno della pirateria.&nbsp;Roma fu costretta ad inviare la sua flotta in Asia Minore e nelle acque di Creta, per cercare di arginare la situazione contro Mitridate del Ponto che aveva stretto alleanza con i pirati che assaltavano e derubavano le navi commerciali che trasportavano i generi necessari per la sopravvivenza di Roma. &nbsp;Nel 67 a.C. il Senato diede pieni poteri al generale <strong><span style=\"color: #008000;\">Gneo Pompeo<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pompeo<\/span> <\/strong>sconfisse <strong><span style=\"color: #008000;\">Mitridate<\/span><\/strong> nel 63 a.C., ed il potente <strong><span style=\"color: #008000;\">Tigrane il grande<\/span><\/strong>, re di Armenia, con cui in seguito stabil\u00ec dei trattati di pace. Inoltre Pompeo impose una riorganizzazione generale delle nuove province orientali, tenendo intelligentemente conto dei fattori geografici e politici connessi alla creazione di una nuova frontiera di Roma in oriente. Le ultime campagne militari avevano cos\u00ec ridotto il Ponto, la Cilicia campestre, la Siria (<i>Fenicia<\/i>, <i>Coele<\/i> e <i>Palestina<\/i>) a nuove province romane, mentre Gerusalemme era stata conquistata. Per portare avanti la sua campagna contro la minaccia dei pirati, <strong><span style=\"color: #008000;\">Gneo Pompeo<\/span> <\/strong>riorganizz\u00f2 la flotta in maniera organica.&nbsp;In soli tre mesi divise il Mediterraneo in tredici distretti, dotati di navi da combattimento e guarnigioni adeguate, ed attacc\u00f2 le basi logistiche dei pirati in Sardegna, in Sicilia e nel nord Africa.&nbsp;Quindi attacc\u00f2 il quartier generale in Cilicia sconfiggendoli definitivamente sul terreno.&nbsp;La campagna navale ebbe pieno successo e permise a Roma di consolidare nuovamente le rotte dell&#8217;Oriente e del Nord Africa fondamentali per la sopravvivenza di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le <strong><span style=\"color: #008000;\">guerre galliche<\/span><\/strong>,&nbsp;vanno ricordate le azioni navali condotte nel canale della Manica da <strong><span style=\"color: #008000;\">Caio Giulio Cesare<\/span><\/strong>. Cesare, dopo aver compreso le difficolt\u00e0 dell&#8217;ambiente operativo nelle acque del Nord, caratterizzato da forti correnti e bassi fondali, modific\u00f2 la struttura delle sue navi (non adatte per dimensioni e pescaggio) e riport\u00f2 la prima vittoria oceanica della storia navale romana nelle acque di Quiberon.<em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa delle diverse condizioni topografiche Cesare fece costruire un nuovo tipo di nave, pi\u00f9 adatta al combattimento nei bassi fondali delle coste britanniche per contrastare le navi della flotta dei Veneti atlantici.&nbsp;Dopo la morte di Cesare, <strong><span style=\"color: #008000;\">Sesto Pompeo<\/span><\/strong>, figlio di Gneo Pompeo Magno, fu&nbsp;nominato prefetto della flotta romana dal Senato. Sesto la riun\u00ec a Massilia (Marsiglia). Dopo la proscrizione, per effetto della <strong><span style=\"color: #008000;\">Lex Pedia<\/span><\/strong>, Sesto salv\u00f2 molti altri fuggiaschi e si diresse in Sicilia, conquistando l&#8217;isola all&#8217;inizio del 42 a.C..<br \/>\nCon la sua potente flotta minacci\u00f2 le rotte degli approvvigionamenti del grano, costringendo Roma a patteggiare il governo della Sicilia e dell&#8217;Acaia. Ancora una volta la necessit\u00e0 di una supremazia marittima comport\u00f2 una decisione politica.&nbsp;Nel 39 a.C., Sesto Pompeo ed i triumviri conclusero la pace a Miseno. Il motivo di questo trattato fu legato all&#8217;imminente campagna militare di <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio<\/span><\/strong> contro l&#8217;impero dei Parti, per la quale erano necessarie quante pi\u00f9 legioni possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era quindi utile fissare un armistizio sul fronte siciliano. La pace non dur\u00f2 per\u00f2 a lungo.&nbsp;Ottaviano prov\u00f2 di nuovo a conquistare la Sicilia (in mano si Sesto) &nbsp;ma fu sconfitto nella battaglia navale dello stretto di Messina (38 a.C.) e di nuovo nell&#8217;agosto del 36 a.C.&nbsp;Ma Ottaviano aveva al suo fianco <strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Vipsanio Agrippa<\/span><\/strong>, politico e comandante militare di grande talento, che in seguito design\u00f2 come suo successore. Pochi mesi dopo, sempre&nbsp;nel 36 a.C., <strong><span style=\"color: #008000;\">Sesto Pompeo<\/span><\/strong> fu sconfitto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Ottaviano, Marco Antonio<\/span><\/strong> ed <strong><span style=\"color: #008000;\">Agrippa <\/span><\/strong>presso Nauloco. Ma non era finita. La&nbsp;lotta per il potere assoluto&nbsp;sull&#8217;eredit\u00e0 di Cesare continu\u00f2 tra Ottaviano e Marco Antonio.&nbsp;Quest&#8217;ultimo, divenuto sovrano d&#8217;Oriente al fianco di <strong><span style=\"color: #008000;\">Cleopatra<\/span><\/strong>, ultima&nbsp;discendente dei Tolomei, dopo molte vicissitudini fu sconfitto ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Actium<\/span> <\/strong>nel 31 a.C.. grazie all&#8217;abilit\u00e0 marinaresca e tattica di&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Agrippa<\/strong><span style=\"color: #008000;\">, le cui forze <\/span><\/span>ebbero il sopravvento sulla lenta flotta egiziana di Marco Antonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ottaviano<\/span><\/strong>, divenuto <strong><span style=\"color: #008000;\">Augusto<\/span> <\/strong>nel 27 a.C. , consolid\u00f2 sotto il suo potere tutto il mare Mediterraneo che ormai poteva essere orgogliosamente e senza ombra di dubbio definito: <strong><span style=\"color: #008000;\">Mare Nostrum<\/span><\/strong>. &nbsp;Lo stesso Ottaviano Augusto enfatizz\u00f2 nei suoi scritti quanto &#8220;<em><strong><span style=\"color: #008000;\">classis mea per oceanum ab ostio Rheni ad Solis orientis regionem usque ad fines Cimbrorum navigavit<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">&#8220;<\/span>.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova Marina imperiale di Roma venne organizzata secondo il piano disegnato da <strong><span style=\"color: #008000;\">Agrippa<\/span><\/strong>. <strong><span style=\"color: #008000;\">Miseno<\/span> <\/strong>divenne la base principale per la difesa della costa tirrenica dai nemici di Roma mentre il Porto Giulio fu destinato ad uso della flotta civile.&nbsp;Il complesso portuale di Miseno \u00e8 un esempio della lungimiranza degli architetti navali romani che vi allestirono tutto ci\u00f2 che era necessario per la flotta incluse banchine, magazzini, persino un acquedotto che riforniva le cisterne idriche. Una seconda base navale fu&nbsp; basata a <strong><span style=\"color: #008000;\">Ravenna<\/span><\/strong>, al porto di Classe, per poter controllare le rotte adriatiche da sempre perseguitate dai pirati illirici. Queste flotte venivano definite <strong><span style=\"color: #008000;\">pretorie<\/span><\/strong> in quanto al servizio diretto dell\u2019Imperatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito vennero create&nbsp;altre flotte imperiali permanenti, &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">molte delle quali furono istituite direttamente sotto il principato di Augusto (Flotta Forogiuliense, Flotta Augusta Alessandrina, Flotta Germanica), altre furono inizialmente costituite in quello stesso periodo ma furono poi formalmente istituite da qualche imperatore successivo (Flotta Siriaca, istituita da Vespasiano; Flotta Pannonica e Flotta Mesica, istituite da Domiziano; Flotta Arabica, istituita da Traiano), altre ancora furono costituite solo in epoca successiva (Flotta Britannica, inizialmente costituita da<\/span> <span style=\"color: #008000;\">Gaio Caligola; Flotta Pontica, costituita da Nerone; Flotta Nova Libica, costituita da Commodo; Flotta Mesopotamica, costituita per la prima volta da Traiano) &#8230;<\/span><\/strong>&#8221; da&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.romaeterna.org\/roma\/forzenavali.html#c10\">Le forze navali, strumento essenziale delle grande strategia di Roma di Domenico Carro<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dislocazione di flotte diverse in aree geografiche forn\u00ec un duplice vantaggio: <strong><span style=\"color: #008000;\">la presenza continua e la possibilit\u00e0 di adattare le forze con unit\u00e0 adatte alle caratteristiche dei mari di impiego<\/span><\/strong>.&nbsp;Furono quindi costruite navi <em>speciali<\/em> adatte per la navigazione fluviale per il trasporto di truppe e generi per le truppe destinate al combattimento.&nbsp;Esempi di tali navi si ritrovano scolpiti sulla colonna di Traiano che riporta alcune fasi salienti della guerra dacica condotta dal grande imperatore nel 106 d.C..<br \/>\nI compiti della flotta fluviale nel I&nbsp;e II secolo dopo Cristo nel tempo si modificarono significativamente fino ad assumere una connotazione di polizia marittima lungo i confini orientali dell&#8217;Impero.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/nave-lusoria-romana-Mainz-museum-wikipedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 nave-lusoria-romana-Mainz-museum-wikipedia.jpg\" width=\"1000\" height=\"773\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave Lusoria &#8211; ricostruzione conservata al Museo dell&#8217;Ancient Seafaring, Mainz &#8211; autore Martin Bahmann<br \/>\n<a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Roemerschiff1.jpg?uselang=de\">Roemerschiff1.jpg \u2013 Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel III secolo d.C. le scorrerie barbariche dei <strong><span style=\"color: #008000;\">Goti<\/span><\/strong> resero nuovamente insicure le acque del Mediterraneo Orientale fino al Mar Tirreno.&nbsp;Sotto l&#8217;Imperatore <strong><span style=\"color: #008000;\">Probo<\/span><\/strong> essi assalirono le citt\u00e0 costiere della Tracia e, attraversando indisturbati il Mediterraneo, ritornarono in Atlantico. Inspiegabilmente Roma sembr\u00f2 dimenticare l&#8217;importanza di mantenere la supremazia marittima delle rotte&nbsp; marittime e si concentr\u00f2 a rafforzare i confini terrestri Orientali, lungo i fiumi Danubio e Reno, pattugliando le rive con imbarcazioni fluviali: le <strong><span style=\"color: #008000;\">Lusoriae<\/span><\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste imbarcazioni di cui un esempio pu\u00f2 essere ritrovato nella &#8220;Nave del Vino&#8221; conservata nel Museo di Tries (Treviri). La catena di fortificazioni lungo i confini richiedevano continui approvvigionamenti, e queste navi venivano impiegate in campo logistico per rifornire le truppe di frontiera. Con un basso pescaggio che facilitava il transito nei fiumi non in piena, esse erano lunghe circa venti metri, senza ponte e con un solo ordine di rematori, dotate di un albero maestro che poteva essere utilizzato sia come picco di carico per l&#8217;alaggio delle merci sia&nbsp;per issare una vela.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rapida evoluzione della crisi dell&#8217;Impero fu arginata solo in parte da alcuni &#8220;Imperatori&#8221; delle regioni nord occidentali. Questi usurpatori, nominati Imperatori solo dal proprio esercito, riuscirono a limitare faticosamente l&#8217;invasione delle popolazioni barbariche ai confini dell&#8217;Impero, basandosi su un controllo&nbsp; marittimo locale delle proprie coste. Mancava per\u00f2 la regia che aveva fatto grande Roma in mare. Il Mar Mediterraneo torn\u00f2 presto ad essere una terra di nessuno, con continue scorrerie dei barbari del Nord. Ai confini dell&#8217;impero le cose andarono un p\u00f2 meglio. L&#8217;imperatore\/usurpatore&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Aurelio Carausio<\/span> <\/strong>realizz\u00f2 in Britannia uno stato autonomo basato quasi esclusivamente sul potere marittimo garantito da un efficiente struttura navale. Se la storia avesse memoria si potrebbe pensare che molti secoli dopo, la sua idea di creare uno Stato basato sul potere marittimo fu mutuata nella creazione &nbsp;dell&#8217;impero britannico.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito <strong><span style=\"color: #008000;\">Alletto<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">Costanzo Cloro<\/span><\/strong> e suo figlio <strong><span style=\"color: #008000;\">Costantino I il Grande <\/span><\/strong>potenziarono ulteriormente la flotta del Reno, per proteggere i confini settentrionali dell&#8217;impero d&#8217;Oriente, costruendo basi logistiche e ponti presidiati da truppe legionarie. Una struttura logistica di supporto alla flotta fluviale le cui tracce sono ancora visibili lungo il Danubio. Questa saggia decisione non fu attuata nei confini occidentali dell&#8217;Impero, e comport\u00f2 un rapido&nbsp; indebolimento dell&#8217;area marittima mediterranea occidentale, favorendone il declino. I compiti fondamentali&nbsp; assegnati ai tempi di Augusto alle flotte imperiali ovvero della&nbsp; difesa di Roma, di controllo dei mari per salvaguardare la sicurezza delle rotte contro il risorgere della pirateria fino al sostegno navale e logistico alle legioni dislocate ai confini estremi vennero a mancare per cecit\u00e0 di una classe politica, sempre pi\u00f9 debole e corrotta, incapace di gestire un impero attanagliato da pressioni esterne ed interne. Il bilancio fu tagliato e la Flotta incominci\u00f2 a soffrire di un sempre pi\u00f9 inadeguato livello di addestramento e della rapida decadenza della necessaria logistica di supporto. Qualcosa di simile avvenne al termine della guerra fredda alla Marina russa e, in parte, di concerto anche alla Marina statunitense.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia navale romana di quel periodo va ricordata la <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia navale dei Dardanelli<\/span> <\/strong>nel 323 d.C. nella quale <strong><span style=\"color: #008000;\">Costantino<\/span><\/strong> affront\u00f2 la flotta di <strong><span style=\"color: #008000;\">Licinio<\/span><\/strong>, costituita da 350 triremi&nbsp;di vecchia concezione e di grandi dimensioni. La battaglia dei Dardanelli, nonostante la superiorit\u00e0 numerica della flotta liciniana, fu vinta da Costantino che impieg\u00f2 nello scontro delle piccole navi con trenta vogatori posti su un unico ordine di remi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni seguenti, il&nbsp;fronte occidentale&nbsp; dell&#8217;Impero collass\u00f2 e le flotte barbare, a causa dell&#8217;inefficienza dalla flotta romana, valicarono nuovamente lo stretto di Gibilterra, mettendo a ferro e fuoco le citt\u00e0 costiere di quell&#8217;Impero d&#8217;Occidente ormai avviato sulla via del tramonto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/6\/64\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg\/400px-Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg\" alt=\"\" width=\"833\" height=\"516\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La distruzione dell&#8217;Impero romano, di Thomas Cole. Dipinto allegorico (ispirato molto probabilmente al sacco di Roma dei Vandali del 455), quarto della serie &#8220;Il corso dell&#8217;Impero&#8221; del 1836, oggi a New York, presso l&#8217;Historical Society. <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg\">Thomas The Course of Empire Destruction 1836.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il grande potere marittimo romano, nato con la Pax augustea, divenne solo un ricordo e cos\u00ec la gloria di Roma sul mare nostrum. Dopo il sacco di Roma, avvenuto da parte dei Vandali nel 455 d.C., la situazione precipit\u00f2 e nel 476 d.C. l&#8217;ultimo Imperatore d&#8217;Occidente, Romolo Augusto, abdic\u00f2 a favore di Odoacre.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/strong><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2860\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2866\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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