{"id":28566,"date":"2019-03-30T00:15:41","date_gmt":"2019-03-29T23:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/?p=28566"},"modified":"2026-02-15T19:29:22","modified_gmt":"2026-02-15T18:29:22","slug":"archeologia-subacqua-e-delle-acque-un-mondo-di-ali-sommerse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28566","title":{"rendered":"Un mondo di ali sommerse parte I"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>&nbsp;<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: RELITTI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OVUNQUE<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: relitti, aerei<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28671\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/savoia-marchetti-kas-turchia.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/savoia-marchetti-kas-turchia.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/savoia-marchetti-kas-turchia-300x194.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il relitto di un SM-79 uno dei pi\u00f9 popolari bombardieri della Regia Aeronautica durante la WW2. Basati in Grecia la loro missione era quella di fare delle incursione sul Mar Rosso e nel lato orientale del Mediterraneo. Questo esemplare probabilmente fu abbattuto nel 41 e fu ritrovato a largo della citt\u00e0 di Kas, IL Savoia Marchetti si trova a 61 metri di profondit\u00e0 e nel complesso \u00e8 ancora in buono stato di conservazione. I motori sono ancora distinguibili ed uno \u00e8 leggermente spostato in avanti, separato dal resto della fusoliera, probabilmente a causa del violento&nbsp; impatto.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La maggior parte dei relitti aeronautici sono stati localizzati nelle localit\u00e0 in cui avvennero gli scontri e le battaglie pi\u00f9 intensi e cruenti della seconda guerra mondiale. <\/span>Solo per citarne alcune, le battaglie aeronavali tra giapponesi e americani per il controllo delle isole del Pacifico, come alle Isole Marianne, Iwo Jima ed Okinawa, il cui esito fu decisivo proprio grazie al consistente impiego dell\u2019arma aerea da parte dei contendenti. Forse l&#8217;area che presenta pi\u00f9 relitti aeronautici \u00e8 l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">arcipelago di Truk<\/span><\/strong>, situato ad oriente delle Filippine, a 7\u00b0 di latitudine nord. Truk fu teatro di violenti scontri ed \u00e8 uno dei cimiteri di navi e aerei pi\u00f9 spettacolari, un vero e proprio museo sottomarino&nbsp; ed una&nbsp; \u201cmanna\u201d per i subacquei appassionati di relitti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28656\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zero-laguna-do-truk.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"638\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zero-laguna-do-truk.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zero-laguna-do-truk-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il relitto di uno Zero giapponese nelle acque di Truk<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo arcipelago della Micronesia, caposaldo giapponese nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, grazie alla sua conformazione naturale, era considerato pressoch\u00e9 inespugnabile tanto da essere soprannominato la \u201cGibilterra\u201d del Pacifico. Quando nel 1943 gli americani pianificarono il piano per la sua conquista si pens\u00f2 ad un attacco con soli aerei, per distruggere le fortificazioni nemiche, gli aeroporti e le forze di terra al fine di ridurre le perdite nello sbarco successivo. L&#8217;impiego massivo delle forze aeree per preparare l&#8217;area allo sbarco divenne una tattica una tattica vincente che cambi\u00f2 le regole della guerra in mare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23374\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hailstone.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hailstone.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/hailstone-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;operazione Hailstone fu un massiccio attacco aereo americano effettuato&nbsp; il 17 e 18 febbraio 1944 con centinaia di velivoli tra bombardieri, aerosiluranti e caccia contro la base aeronavale giapponese di Truk. I giapponesi previdero l&#8217;attacco americano e di conseguenza non vi erano unit\u00e0 da battaglia pesanti quando gli americani attaccarono. Comunque le perdite patite dai giapponesi furono pesantissime: circa 270 aerei di vario tipo&nbsp; furono abbattuti e molti distrutti al suolo. L&#8217;attacco elimin\u00f2 di fatto una base nemica, strategica per i nipponici, isolandola fino al termine della guerra. Il grande impiego di mezzi usati dagli americani venne visto come una vendetta dopo l&#8217;attacco a Pearl Harbor.&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><br \/>\nIl 16 febbraio 1944 incominci\u00f2 l\u2019operazione \u201c<\/span><span style=\"color: #008000;\">Hailstone<\/span><\/strong>\u201d.<\/span><br \/>\nDurante la notte la flotta navale americana, formata da nove portaerei, sei corazzate, diversi incrociatori e cacciatorpediniere, si avvicin\u00f2 a Truk. All\u2019alba del 17 febbraio 72 caccia \u201cHellcat\u201d si alzarono in volo e puntarono contro la fortezza giapponese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-28675\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/over_truk.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/over_truk.jpg 490w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/over_truk-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/over_truk-400x280.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia che ne scatur\u00ec fu la pi\u00f9 cruenta che la storia ricordi; ogni trenta secondi un aereo precipitava in fiamme. Poche ore dopo decollarono dalle portaerei americane anche i bombardieri \u201cDauntless\u201d e gli aerosiluranti \u201cAvenger\u201d che compirono una trentina di incursioni, ognuna delle quali, venne stimato fu pi\u00f9 violenta rispetto all\u2019attacco giapponese a Pearl Harbour.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28674\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/us-aircraft.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/us-aircraft.jpg 576w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/us-aircraft-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/us-aircraft-180x138.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">US Aircraft crash \u00a9 Mike Gerken: Evolution Underwater Imaging<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine della battaglia, oltre alle fortificazioni giapponesi, risultarono distrutti complessivamente 416 aerei ed affondate dalle 40 alle 60 navi (il vero numero non fu mai dichiarato). Il 15 agosto 1945 l\u2019avamposto giapponese di Truk, stretto d\u2019assedio e allo stremo delle forze, capitol\u00f2 definitivamente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-23369 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/18Truk-UW-RH940.jpg\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"632\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/18Truk-UW-RH940.jpg 940w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/18Truk-UW-RH940-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/18Truk-UW-RH940-768x516.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">laguna di Truk. il pi\u00f9 grande sacrario sottomarino esistente<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni successivi l\u2019arcipelago micronesiano rimase completamente chiuso per consentire le operazioni di bonifica della laguna. Oggi Truk \u00e8 stata dichiarata zona di rilevante interesse storico e nulla di quanto si trova nei suoi fondali pu\u00f2 essere asportato. I relitti della laguna costituiscono un vero e proprio museo sommerso, meta prediletta di subacquei di tutto il mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28657\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il recupero del Messerschmitt Bf 109<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ritrovamenti eccezionali<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nUn relitto aereo importante fu quello di un Messerschmidt Bf 109, costruito nel 1939 e sopravvissuto alla Battaglia di Francia e alla Battaglia d&#8217;Inghilterra, il velivolo fu inviato sul&nbsp; fronte russo. Di questo aereo \u00e8 noto il nome del pilota, Wulf-Dietrich Widowitz, e le cause del suo abbattimento. Il velivolo fu colpito dal fuoco sovietico ed il pilota riusc\u00ec a dirigersi verso un lago ghiacciato dove tent\u00f2 un atterraggio di fortuna. Widowitz sfugg\u00ec al relitto che rimase intatto sul fondo del lago dopo il suo quasi perfetto atterraggio di emergenza. L\u00ec rimase intatto per pi\u00f9 di sei decenni, fino a quando non fu finalmente recuperato nel 2003. Una miriade di fori di proiettile erano visibili sulle ali del velivolo e negli stabilizzatori orizzontali, mentre un grosso danno, causato da un colpo di cannone antiaereo,&nbsp; era presente alla radice dell&#8217;ala destra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28658\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake-2.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake-2.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake-2-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/bf-109-wreck-russia-lake-2-320x202.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Messerschmidt<\/b><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">&nbsp;Bf 109 fuori dall&#8217;acqua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il&nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>Messerschmidt&nbsp;Bf 109<\/b><\/span><\/span>, nonostante tutto, era in buone condizioni ed il suo carrello era ancora in grado di sostenere il peso dell&#8217;aereo, dopo essere stato sollevato e messo a terra dalle squadre di recupero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28660\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/brewster-f2a-.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/brewster-f2a-.jpg 728w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/brewster-f2a--300x206.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il sollevamento del Brewster F2A Buffalo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro recupero eccezionale fu quello di un <strong><span style=\"color: #008000;\">Brewster F2A Buffalo<\/span><\/strong>,&nbsp; ritrovato nelle gelide acque di un lago artico nei pressi di Murmansk, in Russia, unico esemplare del genere (intatto) sopravvissuto al mondo. L&#8217;aereo era stato costretto a fare un atterraggio di emergenza su un lago ghiacciato dopo essere stato colpito dal fuoco nemico. Il suo pilota, l&#8217;asso finlandese Lauri Pekuri, era stato coinvolto in un combattimento aereo sopra l&#8217;aeroporto sovietico di Sekehe, vicino a Murmansk. Pekuri aveva gi\u00e0 abbattuto due Hurricane Hawker russi prima di essere abbattuto. Il pilota dell&#8217;asse, dopo l&#8217;atterraggio, usc\u00ec dal Brewster e riusc\u00ec a tornare alle sue linee.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;aereo, che aveva sfondato il ghiaccio, si immerse rapidamente e rest\u00f2 sul fondo del lago Big Kolej\u00e4rvi, fino a quando fu ritrovato e recuperato nel 1998 dopo una ricerca di quattro anni. Lo scafo era ancora in eccezionali condizioni e fu inizialmente esposto al Museo dell&#8217;Aviazione della Finlandia Centrale prima di essere trasferito al Museo dell&#8217;Aeronautica Navale di Pensacola, in Florida dove pu\u00f2 essere ammirato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-28661\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/f2a-brewstet-musealizzato.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"685\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/f2a-brewstet-musealizzato.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/f2a-brewstet-musealizzato-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/f2a-brewstet-musealizzato-768x514.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">E nel Mediterraneo?<\/span> <\/strong><\/span><br \/>\nNel mar Mediterraneo i relitti sono distribuiti su una superficie decisamente pi\u00f9 vasta.&nbsp; Tuttavia \u00e8 possibile individuare alcune zone che per concentrazione di relitti di velivoli risultano particolarmente interessanti per l\u2019archeologia aereonautica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28662\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Lockeed-P-2-Neptune.jpg\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Lockeed-P-2-Neptune.jpg 474w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Lockeed-P-2-Neptune-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lockeed P-2 Neptune<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo con la zona di mare circostante le isole di Malta, Gozo e Comino, teatro di attacchi furiosi durante la guerra, dove giacciono numerosi relitti aeronautici della seconda guerra mondiale di ogni nazionalit\u00e0: inglesi, italiani, tedeschi e americani. Per scelta delle autorit\u00e0 locali, ad una musealizzazione dei velivoli \u00e8 stato preferito il mantenimento degli stessi in loco. Una scelta guidata anche da un interesse turistico, per fornire ai tanti subacquei che si recano in quelle acque una attrazione in pi\u00f9. Fra di essi un <strong><span style=\"color: #008000;\">Lockheed P-2 Neptune<\/span> <\/strong>(noto come P2V nella US Navy), un aereo da pattugliamento anti sommergibili costruito dagli Stati Uniti.&nbsp; L&#8217;aereo in rientro verso Malta precipit\u00f2&nbsp; in mare presso l&#8217;aeroporto di Luqa (ora Malta International), presumibilmente a poche miglia dal sito in cui \u00e8 stato poi ritrovato. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">P-2<\/span> <\/strong>si trova a circa 100 piedi (30 m) di profondit\u00e0 e, dopo il ritrovamento, fu deciso di non recuperarlo e renderlo una attrazione turistica per i subacquei.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28663\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/malta-airplane-wreck-Bristol-.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"602\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il relitto del Bristol Blenheim<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">P-2<\/span> <\/strong>non \u00e8 l&#8217;unico relitto aereo di Malta e, nelle sue acque, pu\u00f2 essere osservato il relitto di un bombardiere leggero bimotore di circa 13 metri di lunghezza con una apertura alare di 17,2 metri. Il 13 dicembre 1941, durante una missione a Cefalonia in Grecia, fu attaccato e danneggiato da un aereo nemico italiano. Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Bristol Blenheim<\/span><\/strong> riusc\u00ec a tornare a Malta ma il pilota dovette ammarare. Il relitto si trova a circa 500 metri da <strong><span style=\"color: #008000;\">Xrobb l-Ghagin<\/span><\/strong>, sulla costa orientale di Malta, ad una profondit\u00e0 di 42 metri su un fondale di sabbia. Le ali del bombardiere ed i motori radiali sono per lo pi\u00f9 intatti ed uno presenta ancora un&#8217;elica piegata dall&#8217;urto con l&#8217;acqua. Manca la copertura della cabina di guida e la fusoliera posteriore si \u00e8 staccata ma si trova a pochi metri di distanza dal relitto principale.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la zona intorno all\u2019isola di Pantelleria e la costa meridionale della Sicilia sono particolarmente interessanti per la ricerca dei velivoli. La conformazione del fondale e la non eccessiva profondit\u00e0, che non supera mai i cinquanta metri fino a 20 chilometri dalla costa, ne facilita la scoperta. Particolarmente interessante sono anche la costa calabra intorno a Reggio Calabria, il golfo di Salerno e la zona antistante Anzio e Nettuno, quest\u2019ultima teatro dello sbarco alleato del 1944 e nelle cui acque poco profonde giacciono ancora numerosi velivoli.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-28677 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06-relitto-junker-88-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06-relitto-junker-88-1-1.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06-relitto-junker-88-1-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/06-relitto-junker-88-1-1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">A Santa Caterina di Nard\u00f2, in provincia di Lecce (Puglia) giace da oltre 60 anni il relitto di un aereo tedesco Junker 88, situato a circa 35 metri di profondit\u00e0. Largo circa 20 metri e lungo, il relitto \u00e8 ancora in ottimo stato di conservazione. Fu scoperto negli anni 2000.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo verso nord abbiamo il tratto di mare compreso tra la Corsica e la costa Toscana, interessato nel periodo bellico da un intenso traffico aereo diretto verso il centro Europa, e&nbsp; l\u2019Adriatico lungo la costa da Pescara fino a Manfredonia,&nbsp; dove erano tra l&#8217;altro collocate numerose basi aereonautiche. Vedremo in un prossimo articolo tre ritrovamenti che portarono a tentativi di recupero pi\u00f9 o meno di successo in quelle acque nazionali.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Stefano Berutti<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28566\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/28574\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. &nbsp; . ARGOMENTO: RELITTI PERIODO: XX SECOLO AREA: OVUNQUE parole chiave: relitti, aerei . Il relitto di un SM-79 uno dei pi\u00f9 popolari bombardieri della Regia Aeronautica durante la WW2. Basati in Grecia la loro missione era quella di fare delle incursione sul Mar Rosso e nel lato orientale del Mediterraneo. 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