{"id":2848,"date":"2016-09-30T00:10:01","date_gmt":"2016-09-29T23:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=2848"},"modified":"2023-05-07T13:26:32","modified_gmt":"2023-05-07T11:26:32","slug":"il-mistero-dei-bronzi-di-riace-di-ivan-lucherini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/2848","title":{"rendered":"Il mistero dei bronzi di Riace"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA<br \/>\nPERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">CALABRIA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: Bronzi di Riace<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"post-body-8462727723586041845\" class=\"post-body entry-content\">\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Sono tornati. Dopo essere stati coricati in una improbabile sistemazione provvisoria che di provvisorio aveva tutta l&#8217;italica filosofia, il 6 dicembre 2013, dopo tre anni di \u201cgiacenza\u201d presso palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della regione Calabria, i Bronzi di Riace sono tornati nella loro naturale collocazione del Museo Nazionale. Dal giorno della loro definitiva collocazione, nella sede deputata ad accoglierli, numerosissimi sono stati i visitatori che ne hanno apprezzato le fattezze e l&#8217;incomparabile bellezza. I Bronzi di Riace e tutte le vicende ad essi collegate, hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia dell&#8217;archeologia subacquea in Italia. Era il 16 agosto 1972 quando un subacqueo sportivo dilettante di Roma, Stefano Mariottini si imbatteva in una spalla, unica parte che emergeva dalla sabbia su un fondale di circa 8\/10 metri, distante forse 300 metri dalla costa, nel mare Ionio prospiciente la localit\u00e0 di Riace. Nel controllare la natura di quello strano affioramento sul fondo sabbioso (aveva pensato dapprima ad un cadavere) smosse la sabbia e poco distante si rivelarono i resti della seconda statua. Mariottini non poteva sapere, in quel momento, di aver fatto una scoperta eccezionale: aveva riportato alla luce e all&#8217;attenzione dei media due statue bronzee, quelle stesse statue che, in seguito, furono conosciute nel mondo come i Bronzi di Riace.&nbsp;Di dimensioni leggermente superiori al normale (hanno un&#8217;altezza di 205 e 198 centimetri) le due statue sono di provenienza greca, un&#8217;attribuzione questa resa certa dall&#8217;analisi delle terre di fusione utilizzate. Sono considerate dalla comunit\u00e0 scientifica, degli splendidi esempi dell&#8217;elevato grado di perfezione raggiunto dai maestri scultorei nell&#8217;et\u00e0 classica.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9625\" aria-describedby=\"caption-attachment-9625\" style=\"width: 780px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9625\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\" alt=\"Bronzi_di_riace_ritrovamento\" width=\"780\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg 528w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Bronzi_di_riace_ritrovamento-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9625\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"color: #008000;\">il ritrovamento &#8211; foto di pubblico dominio<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Bronzi_di_riace_ritrovamento.jpg\">File:Bronzi di riace ritrovamento.jpg &#8211; Wikipedia<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Le statue furono subito sottoposte ai preliminari interventi di ripulitura eseguiti dai restauratori in forza al locale Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e apparve subito chiaro come queste opere d&#8217;arte si affiancavano alle poche testimonianze dell&#8217;arte fusoria greca del V secolo a. C. conservate in Grecia, come il Cronide di Capo Artemisio e l&#8217;Auriga di Delfi.&nbsp;A Reggio i lavori di pulizia si protrassero fino all&#8217;inizio del 1975 quando i limitati mezzi e le modeste tecnologie disponibili in quel laboratorio, fecero decidere per una corretta e attenta procedura di restauro degna dell&#8217;importanza delle due statue. Furono cos\u00ec trasferiti a Firenze al Centro di Restauro (Opificio delle pietre dure) della Soprintendenza Archeologica della Toscana. A Firenze oltre che la pulizia totale delle superfici esterne le statue subirono una completa analisi radiografica tendente a indagare la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Fu cos\u00ec scoperto che il braccio destro della statua B e l&#8217;avambraccio sinistro su cui era fissato lo scudo facevano parte di una fusione distinta dal resto della statua, probabilmente successiva alla fusione originale.&nbsp;Una ipotizzata \u201criparazione\u201d occorsa in antichit\u00e0 per rimediare ad un possibile danneggiamento. Durante quel restauro accurato si individu\u00f2, nell&#8217;opera degli artisti che lavorarono alla fusione, l&#8217;uso di altri materiali per il completamento delle statue: come l&#8217;argento per i denti della statua A e per le ciglia di entrambe le statue; avorio e calcare per le sclere, il rame per la costruzione delle labbra e una lega di stagno per le aureole dei capezzoli. Dopo 5 anni di permanenza a Firenze nel dicembre 1980 i Bronzi iniziarono un viaggio verso la loro casa naturale facendosi prima ammirare in due mostre importanti al Museo Archeologico di Firenze e quindi nella prestigiosa sede dei musei Capitolini di Roma.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo nei primi anni 90, nonostante l&#8217;eccellente restauro conservativo eseguito a Firenze, le statue dimostrarono di aver nuovamente bisogno di altri interventi, poich\u00e9 si stavano manifestando fenomeni di degrado che rendevano necessari i lavori di rimozione della terra di fusione all&#8217;interno delle statue stesse, all&#8217;origine servita per la modellazione. L&#8217;analisi delle terre estratte dalle statue consent\u00ec di appurarne la provenienza: da Atene per la statua B del vecchio, mentre per la statua A del giovane la terra utilizzata proveniva da Argo. Si pot\u00e9 anche appurare che le statue furono eseguite a fusione diretta, un metodo scarsamente in uso poich\u00e9 un eventuale errore non si sarebbe potuto correggere dopo il versamento del bronzo fuso, in quanto l&#8217;originale, con quella tecnica, andava perso in maniera definitiva. Nel 1995 dopo essere state sottoposte ad un trattamento anti corrosione le due statue tornarono nella loro casa museale reggina in una sala con temperatura e umidit\u00e0 controllate.&nbsp;Nel 2009 ancora i Bronzi viaggiarono dalla loro sede a quella provvisoria del palazzo Campanella dove furono sottoposti ad un ulteriore restauro conservativo che appur\u00f2 e defin\u00ec la tecnica di cera persa utilizzata e alcune fratture delle lastre di bronzo non evidenti all&#8217;esame autoptico. Ora dicevamo in apertura come i Bronzi siano ritornati nella loro \u201ccasa\u201d: il Museo Nazionale di Reggio Calabria. E&#8217; interessante e utile ricordare che i visitatori, prima di accedere alla sala che li ospita, devono sottoporsi ad un trattamento di decontaminazione con getti d&#8217;aria che hanno la funzione di rimuovere particelle potenzialmente pericolose per l&#8217;integrit\u00e0 delle statue. Sono ammessi gruppi di massimo 20 persone alla volta che hanno la possibilit\u00e0 di visionare alcuni filmati sulle vicende delle due statue prima di poter ammirare la magnificenza di queste opere uniche al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la bellezza delle due statue \u00e8 avvolta anche da un mistero: le voci che si sono rincorse in questi quarant&#8217;anni vorrebbero farci credere che le statue di Riace erano pi\u00f9 di due. Un larvato sospetto su Mariottini e sull&#8217;allora Soprintendente di Reggio Calabria Giuseppe Foti dipinge la vicenda con tutti gli elementi del giallo. Principale regista di questa versione della verit\u00e0 Giuseppe Brag\u00f2 che le notizie descrivono come appassionato di archeologia e storia. Egli svolse ricerche e pubblic\u00f2 un libro con cui descriveva la sua versione dei fatti. La sua verit\u00e0 racconta come Stefano Mariottini dopo essere stato il protagonista del ritrovamento clamoroso, il giorno seguente si rec\u00f2 presso gli uffici della Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria per denunciare il ritrovamento. Nella denuncia&nbsp;che definiva il luogo del ritrovamento si legge in particolare come lo stesso Mariottini dichiarava di aver trovato sul fondo \u201cun gruppo\u201d di statue presumibilmente bronzee. Descrive le due emergenti dal fondo come due figure maschili nude, alte circa 180 centimetri. Una con viso ricoperto di barba fluente a riccioli e braccia aperte, con una gamba sopravanzante l&#8217;altra mentre la seconda statua risulta descritta con una gamba ripiegata e con la presenza di uno scudo sul braccio sinistro.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; proprio questa descrizione, apparentemente diversa dalle due statue che noi conosciamo come i Bronzi di Riace, che ha creato il sospetto nel Brag\u00f2: \u201c<i>un gruppo di statue<\/i>\u201d quindi non solo 2; e poi un altro importante indizio: \u201c<i>l&#8217;altra risulta coricata su di un fianco con una gamba ripiegata e presenta sul braccio sinistro uno scudo<\/i>\u201d. La totale assenza di questo ultimo elemento, unito alla descrizione che li descrive come un gruppo, ha alimentato nel Brag\u00f2 il sospetto che le statue fossero almeno tre. Non \u00e8 certo in questa sede che si possa aggiungere o togliere alla vicenda elementi probanti e favorevoli alla versione ufficiale o alla succedanea, certo \u00e8 che anche la descrizione: a braccia \u201caperte\u201d e con gamba sopravanzante rispetto all&#8217;altra, produce una sorte di dubbio che sarebbe sicuramente bello sciogliere.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Ivan Lucherini<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; color: #0000ff;\"> <span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">articolo pubblicato su Scuba Zone n\u00b0 14 del 04 aprile 2014<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">in anteprima Bronzo di Riace (statua B) recuperata il 21 agosto 1972 &#8211; pubblico dominio da <a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Bronzi_di_Riace_(statua_B)_recupero_21-08-1972.jpeg\">File:Bronzi di Riace (statua B) recupero 21-08-1972.jpeg &#8211; Wikipedia<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"western\" align=\"justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-27 maxbutton maxbutton-un-regalo-per-te\" href=\"https:\/\/www.primevideo.com\/offers\/ref=atv_nb_lcl_it_IT?tag=amazon0e150-21 Italia\"><span class='mb-text'>Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited<\/span><\/a>&nbsp; &nbsp;<a class=\"maxbutton-28 maxbutton maxbutton-amazon-prime\" title=\"Scopri i vantaggi di Amazon Prime\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>Scopri i vantaggi di Amazon Prime<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n<\/div>\n<div id=\"post-body-8462727723586041845\" class=\"post-body entry-content\">\n<div class=\"separator\">&nbsp;<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\"><span style=\"font-size: 10pt;\">&nbsp;<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-footer\">\n<div class=\"post-footer-line post-footer-line-1\"><span class=\"post-author vcard\" style=\"font-size: 10pt;\">Pubblicato da <span class=\"fn\"><a class=\"g-profile\" title=\"author profile\" href=\"http:\/\/www.blogger.com\/profile\/05728467753698948771\" rel=\"author\" data-gapiscan=\"true\" data-onload=\"true\" data-gapiattached=\"true\">Ivan Lucherini <\/a><\/span><\/span><span class=\"post-timestamp\"><span style=\"font-size: 10pt;\">a <\/span><a class=\"timestamp-link\" title=\"permanent link\" href=\"http:\/\/ivanlucherini.blogspot.it\/2015\/05\/il-mistero-dei-bronzi-di-riace.html\" rel=\"bookmark\"><abbr class=\"published\" title=\"2015-05-20T07:27:00-07:00\"><span style=\"font-size: 10pt;\">5\/20\/2015<\/span> <\/abbr><\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . . 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Si occupa di valorizzazione scrivendo progetti che rendano fruibili e contestualizzati gli apporti di ogni conoscenza materiale, e progettando percorsi multimediali provenienti dallo studio di siti di rilevanza storica. La sua attenzione si concentra soprattutto sugli ambienti costieri e marini, con approfondimenti sui temi del commercio e della navigazione antica. Laureato in Archeologia, curriculum tardo antico e medievale, all'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \\\"L\u2019Archeologia subacquea di alto fondale, evoluzione delle metodologie di indagine e nuove prospettive nell'archeologia subacquea oltre i 50 metri di profondit\u00e0\\\" con una votazione di 110\\\/110 e lode. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia alla scuola di dottorato in Storia, Letterature e Culture del Mediterraneo dell'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \\\"Evoluzione del paesaggio costiero nella Sardegna nord occidentale: Bosa e il suo fiume. 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Si occupa di valorizzazione scrivendo progetti che rendano fruibili e contestualizzati gli apporti di ogni conoscenza materiale, e progettando percorsi multimediali provenienti dallo studio di siti di rilevanza storica. La sua attenzione si concentra soprattutto sugli ambienti costieri e marini, con approfondimenti sui temi del commercio e della navigazione antica. Laureato in Archeologia, curriculum tardo antico e medievale, all'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \"L\u2019Archeologia subacquea di alto fondale, evoluzione delle metodologie di indagine e nuove prospettive nell'archeologia subacquea oltre i 50 metri di profondit\u00e0\" con una votazione di 110\/110 e lode. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia alla scuola di dottorato in Storia, Letterature e Culture del Mediterraneo dell'Universit\u00e0 di Sassari con una tesi dal titolo: \"Evoluzione del paesaggio costiero nella Sardegna nord occidentale: Bosa e il suo fiume. 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